26 mag 2016

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Azioni Poste Italiane comprare o vendere nel secondo trimestre 2016?

Grandi novità per le azioni di Poste Italiane; dopo nemmeno un anno dalla IPO che ha coinvolto milioni di piccoli risparmiatori italiani, ci sarà un rimescolamento delle carte per quanto riguarda l'azionista di maggioranza.

Nel quadro politico dettato dall'Unione Europea e da FMI, che ci spinge verso la privatizzazione delle principali imprese italiane, proprio per far fronte agli impegni presi con questi 2 enti internazionali, per questo motivo il 35% delle azioni che oggi è in mano al Ministero del Tesoro, passerà alla Cassa Depositi e Prestiti, e il restante 65% andrà a finire sul mercato azionario.

Poste Italiane privatizzano veramente, ora cosa succede agli azionisti?


Come abbiamo avuto modo di dire diverse volte parlando della IPO di Poste Italiane, in realtà non si trattava di una vera e propria privatizzazione, in quanto il 60% dei titoli azionari sono rimaste in mano al Ministero del Tesoro.
Con questa operazione quindi, si da il via alla vera privatizzazione e per la fine del 2016, lo Stato italiano dovrebbe incassare qualcosa come ulteriori 6 miliardi di euro.

Comprare o vendere le azioni di Poste Italiane nel secondo trimestre 2016?

A questo punto al piccolo investitore che ha in portafoglio diciamo 10 mila euro di azioni di Poste, cosa conviene fare?

Fattori negativi che dovrebbero spingere l'investitore a vendere azioni di Poste italiane o comunque non comprarne:

  1. Le previsioni di crescita dell'economia mondiale e dell'economia italiana, non sono certo incoraggianti per chi voglia investire in azioni, che non seguono solo l'andamento della specifica azienda ma anche di tutto l'intero comparto titoli. A volte i risparmiatori vendono azioni solo perchè tutti gli altri vendono azioni, per questo i titoli a volte subiscono cali del tutto ingiustificati rispetto il reale valore dell'azienda.
  2. A detta di molti, quest'anno vedrà una ulteriore contrazione dei mercati azionari, specialmente con la possibile uscita della Gran Bretagna dall'UE e per le previsioni di crescita economica mondiale, europea ed italiana, sempre più deboli.

Fattori positivi che dovrebbero spingere l'investitore a comprare azioni di Poste italiane o comunque non comprarne:

  1. Il valore di Poste Italiane è buono, è un'azienda stabile leader di mercato nel proprio settore, con i più l'appoggio dello Stato italiano. Sì, perchè se è vero che ora la maggioranza delle azioni non sarà più dello Stato, ma sarà dei piccoli investitori, è pur vero che Poste Italiane ha dei 'clienti fissi' come i pensionati italiani, un esercito di quasi 26 milioni di persone che vanno a prendere la loro pensione alle Poste, tramite conto corrente postale o libretto postale, una massa di clienti che fanno di Poste leader indiscusso su questo settore.
  2. Il prezzo delle azioni di Poste Italiane è stato uno dei pochi che non ha subìto il calo della piccola crisi finanziaria dell'inizio del 2016, rimanendo fondamentalmente stabile e oggi è grossomodo al prezzo dell'emissione IPO, quindi di per sè questo finora rimane un investimento sicuro per quello che riguarda  gli investimenti in azioni.

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