24 nov 2016

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Strategie di investimento per il 2017: super-dollaro e tassi di interesse

Quali le migliori strategie di investimento per il piccolo investitore nel 2017? Tassi di interesse e super-dollaro potrebbero fare la differenza in questo fine 2016 ed inizio 2017, vediamo come.
Occhi puntati soprattutto sul dollaro e sui tassi di interesse. A decidere sarà la Fed. I mercati finanziari scommettono su un rialzo dei tassi negli USA. La decisione dovrebbe essere presa nell'incontro programmato per il prossimo 14 dicembre. Osservando i movimenti della valuta statunitense e i rendimenti dei titoli di Stato a stelle e strisce, si legge il trend dei mercati ormai certi della scelta rialzista della Fed che potrebbero suggerirci delle belle idee per investire.

Strategie di investimento 2017: arriva il super-dollaro

La moneta americana si rafforza contro tutte le maggiori divise mondiali. L’euro è in netto calo e la parità con il super dollaro sembra sempre più vicina. L'effetto Trump si fa sentire sul biglietto verde che guadagna oltre che sull’euro, anche sullo yen e l’1,35% sullo yuan. Il ciclone maggiore si è abbattuto sullo scambio con il peso. La valuta messicana risulta la più penalizzata dall'elezione presidenziale USA. Il cambio dollaro sterlina sembra stabile dopo un grande balzo americano a seguito della vittoria della Brexit.

Strategie di investimento per il 2017: super dollaro e tassi di interesse
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Strategie di investimento: Titoli di Stato USA

I mercati spingono sul dollaro certi delle imminenti politiche monetarie restrittive della Fed. Il Governatore Janet Yellen ha lasciato intendere che l’incremento dei tassi di interesse sarà realtà a breve. Le dichiarazioni hanno dato impulso alle vendite sui titoli di Stato statunitensi. Con incremento del rendimento dei biennali e dei decennali. I tassi aumentano scommettendo che la Fed innalzerà a più riprese i tassi. La fiducia riguarda anche una futura politica fiscale espansiva sempre che Donald Trump tenga fede agli impegni assunti in campagna elettorale aumentando la spesa pubblica puntando su grandi investimenti in infrastrutture. Una montagna di opere pubbliche aumenterebbe il reddito del ceto medio-basso. Le stime sull’inflazione a 5 anni nel Paese registrano uno scatto in avanti. Questa fiducia fa accrescere i tassi sui bond del Governo statunitense. Oltre a includere il rischio emittente aggiornano le aspettative di inflazione.

Tassi in risalita in area Euro

La spinta di Trump arriva fino al Vecchio Continente. Il Bund tedesco a un decennio consolida livelli superiori allo 0 rispetto al -0,2% di settembre. I rendimenti della Germania viaggiano più lenti se confrontati con quelli USA. Lo spread tra i 2 titoli sale a massimi storici. Anche i Bonos spagnoli a 10 anni seguono i trend rialzisti come i titoli portoghesi. Rialzano anche i tassi del decennale del'Italia. Roma però rimane in stand by almeno fino al 4 dicembre quando, dopo il referendum costituzionale, si saprà se il Governo Renzi andrà avanti oppure si voterà nella primavere 2017. La volatilità sui titoli di Stato è destinata a continuare. Anche nell'Unione Europea cresce l'aspettativa di un incremento dell’inflazione.

Se gli USA opteranno per politiche fiscali espansive anche l'eurozona dovrebbe abbandonare definitivamente l'austerità. La Germania fa muro e vuole un freno ma è inevitabile. Tutto dipenderà dall'imprevedibilità di Trump. Il mondo cambierà definitivamente da fine gennaio quando il magnate repubblicano si insedierà con pieni poteri. Il trend rimane deflazionista. Ma tutto è in divenire almeno fino al momento in cui Donald Trump non darà seguito alle sue svariate promesse elettorali. L'instabilità della politica monetaria della Bce metterà a dura prova l'Europa e soprattutto gli anelli più deboli come quello italiano.
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Parità sul cambio euro-dollaro

Il super dollaro non farà altro che crescere e secondo molti analisti la parità sull’euro-dollaro arriverà rapidamente. La Deutsche Bank ritiene che verrà raggiunta e superata al ribasso durante il 2017. Trump attira investitori sul dollaro, spingendo il biglietto verde ai massimi. Il successo del magnate dà nuova verve alla scommessa sulla parità.

Per la Deutsche Bank il risultato delle presidenziali è stato talmente devastante da infrangere il range in cui era finito il cambio euro-dollaro. L'istituto tedesco si spinge oltre. L’euro scenderà a $1,05 entro fine 2016 e a 95 cent entro la fine del 2017, il livello più debole da giugno 2002.

Donald Trump punta tutto su un dollaro forte. Il Presidente USA, non avrà alcuna preoccupazione per il rafforzamento del dollaro con un’economia in crescita.

L’attenzione del mercato è sul potenziale di stimolo economico con una spesa fiscale dai 500 miliardi a 1.000 miliardi nei prossimi 10 anni per costruire strade, ponti e aeroporti. Insomma il ciclone Trump non travolgerà gli USA ma gli altri Paesi e i mercati ora tifano per The Donald.

Altri scenari per gli investimenti:

Alla fine del 2016, uno dei finanzieri più acuti, uno dei pochissimi che riuscì a prevedere la crisi finanziaria del 2008, dice che ci sarà una crisi finanziaria globale nel 2017.
Noi lo riportiamo per dovere di cronaca, anche se crediamo che in effetti questo signore ha tutte le ragioni per fare una simile previsione.




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