Monte dei Paschi di Siena, ultime notizie

Il Monte dei Paschi di Siena è un’azienda bancaria tra le più famose in Italia, ora posseduta per il 60% dallo Stato italiano, quindi per il momento i risparmiatori possono stare tranquilli.
Negli ultimi anni quest’istituto di credito è stato al centro di polemiche per scandali e crack finanziari che ne hanno alterato la popolarità secolare. Vediamo insieme tutte le ultime novità sul colosso finanziario senese di Palazzo Salimbeni.

Mps, Civati e Maestri propongono indagini approfondite

Giuseppe Civati e Andrea Maestri, due deputati del gruppo misto facenti capo alla lista Alternativa libera – Possibile, hanno deciso di presentare al Ministro della Giustizia Orlando una proposta di interrogazione parlamentare per indagare sui fatti che hanno coinvolto la banca Monte dei Paschi di Siena. Ai due deputati sembra, infatti, che la procura di Siena stia conducendo le indagini contro Augusto Mattioli in modo non trasparente. Il giornalista freelance è stato, infatti, messo sotto inchiesta per aver rivelato alcuni segreti bancari di Mps degli ultimi quattro anni. Teoricamente i giornalisti possono appellarsi al segreto professionale, che impedisce loro di rivelare da quale fonte abbiano tratto le notizie: i pubblicisti freelance, però, non possono farlo, e per questo Mattioli è stato duramente interrogato per scoprire chi avesse dato vita alla fuga di notizie.
I fatti che dal 2013 ad oggi hanno portato al naufragio dei titoli Monte dei Paschi ed alla morte poco chiara di David Rossi non hanno comunque ancora un responsabile che si accolli la colpa della loro divulgazione. La procura di Siena, dunque, ha semplicemente sporto denuncia ai danni della testata giornalistica Il fatto quotidiano per aver pubblicato quei reportage. Civati e Maestri vogliono che il Ministro della Giustizia faccia chiarezza in ambito penale.

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Il ruolo dell’UE nella ripresa Mps

A partire dagli ultimi mesi del 2016, Monte dei Paschi è impegnata in una trattativa nientemeno che con l’Unione Europea. La banca, infatti, è stata per molto tempo sull’orlo del fallimento, dal quale si può riprendere solo varando un corretto piano industriale. Quest’ultimo è un documento in cui un’azienda (in questo caso un istituto di credito) presenta una specie di preventivo di spesa corredato da alcuni punti fondamentali, tra i quali:

  • obiettivi finanziari;
  • capitale posseduto;
  • reale possibilità di investimenti;
  • pianificazione di azioni volte al raggiungimento dei propri obiettivi;
  • pianificazione di razionalizzazione delle risorse umane e materiali.
Un piano era già stato presentato, e prevedeva che dal 2016 al 2019 si sarebbero chiuse 500 filiali e licenziati più di 2500 operatori. Questo piano, che sembra particolarmente drastico, non lo era abbastanza poiché ne è stato presentato un altro che prevede l’entrata in gioco dell’Antitrust europea. La manovra che dovrebbe salvare Mps dal crack dovrebbe dimezzare completamente le risorse della banca, per ridurre al minimo il rischio di bancarotta. Questo comporta, però, che la capacità di garantire guadagno a coloro che sono soci azionari è molto bassa. Gli investimenti in una società che garantisce bassissima redditività sono di solito poco allettanti, ma anche poco costosi e a basso rischio: si può sperare, così, che qualche imprenditore sia allettato dal rilevarla, considerando che tutto sommato i capitali da investire in essa non sarebbero così inaccessibili. Resta comunque il fatto che è estremamente difficile trovare investitori privati a queste condizioni: ecco perché la banca più datata del mondo spera che sia lo Stato a fare la manovra di salvataggio finale.

FTSE Mib: dal 20 marzo Mps non ne farà più parte

Per quanto riguarda le ultime notizie finanziarie su Mps, da fine marzo il titolo della banca non farà più parte dell’FTSE Mib, un indice di borsa tra i più diffusi e controllati al mondo. All’interno del network del FTSE Mib si possono effettuare compravendite e speculazioni anche per centinaia di migliaia di dollari, trovando tutto il necessario per piazzare i propri investimenti dove lo si ritiene più opportuno. Il 20 marzo segnerà la data di sparizione di Mps da questo network, anche se finora la banca era rimasta al suo interno come un fantasma: da metà dicembre, infatti, erano sospese le transazioni a favore del titolo Mps, quindi non era più possibile acquistarlo o fare altre operazioni con esso.

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