Come costruire un Portafoglio Titoli Redditizio e Sicuro

La costruzione di un portafoglio titoli personale redditizio è una questione apparentemente ardua, difficile, ma quasi ogni investitore aspira a questo: ottenere un reddito, ed accrescere il valore del patrimonio investito.
Senz’altro portafoglio redditizio significa trovare un equilibrio, una gestione oculata dei rischi dei differenti strumenti finanziari che il mercato mette a disposizione. Le difficoltà per giungere a tale equilibrio ci sono, considerato che i mercati finanziari non sono pericolosi, ma sono incerti.

Come iniziare a costruire un portafoglio titoli redditizio

Azioni, obbligazioni, titoli di Stato, ed i nuovi strumenti finanziari evoluti (vedasi i derivati nelle diverse evoluzioni) hanno pregi e difetti per quanto riguarda rendimento e rischi. I tempi finanziari sono cambiati: ratings attribuiti da Agenzie internazionali specializzate vengono smentiti con rapidità irreale dai mercati, ed il default è un evento che colpisce anche gli Stati con una certa frequenza.

Il portafoglio titoli perfetto:

Di fronte a tali ostacoli, un analista americano ha elaborato la teoria del portafoglio perfetto: stiamo parlando di Harry Browne. La teoria sulla perfezione, nella costruzione del portafoglio titoli personali, passa attraverso l’individuazione di fattori a protezione e tutela. Harry Browne propone, a tal fine, la scissione del portafoglio personale in quattro “contenitori” di pari portata: ¼ in azioni, ¼ in titoli governativi, ¼ in titoli governativi di lunga durata, ed un ¼ in oro. Secondo l’impostazione di tale analista, tale portafoglio è in grado di resistere alle turbolenze di mercato con una diversificazione paritaria degli strumenti finanziari.

A colpo d’occhio tale impostazione si concentra su strumenti finanziari tradizionali, evitando quindi le nuove evoluzioni negli strumenti disponibili, e si costruisce in un’ottica di medio lungo periodo.

Come costruire un Portafoglio Titoli Redditizio e sicuro
Esempio di Portafoglio Titoli Permanente
da fare in US

Ma esistono dimostrazioni pratiche sul funzionamento del Portafoglio Titoli Perfetto?

Un professionista di settore ha messo in pratica il meccanismo, consigliando ad un investitore di ripartire in quattro parti uguali il proprio portafoglio come segue: azioni tedesche appartenenti al DAX30, obbligazioni zero coupon (CTZ – titoli di stato italiano), oro, e obbligazioni di Stato (Germania) di media lunga durata. Il riscontro pratico, accertato, in un arco temporale decennale, ha segnato un rendimento medio dell’8%. Sostanzialmente la teoria è stata confermata in un arco temporale di lungo periodo.
Questa impostazione può rappresentare “una possibilità” nel costruire un portafoglio personale redditizio, che sappia riequilibrarsi autonomamente di fronte all’instabilità finanziaria, ma ripetiamo, in un’ottica di medio – lungo periodo.

Ma siamo davvero sicuri che lo scopo degli investimenti finanziari sia uguale per tutti, e corrisponda al concetto di guadagno? 

La risposta è incerta. Tale incertezza è motivata dal significato quantitativo di guadagno, che cambia da soggetto, a soggetto. Inoltre, la capacità di generare guadagno dalle scelte personali di investimento operate si scontra con la “propensione ad individuare correttamente gli strumenti finanziarie che generano reddito”.

La costruzione certa di un portafoglio titoli che sia in grado di inserire al suo interno i giusti titoli, è forse una presunzione per molti. Domanda: ma costruire un portafoglio titoli redditizio è sempre fattibile, allora, per un “professionista”? La risposta è no: nessuno ha tale capacità assoluta di fronte all’incertezza dei mercati finanziari. Il lavoro di un professionista del settore non è tanto individuare i giusti titoli, ma trovare “regole” di acquisto/vendita che possano far generare reddito al portafoglio titoli.

Come poter provare a costruire un portafoglio titoli redditizio?

Il primo assunto deve essere trovato nel fatto che qualsiasi portafoglio titoli ha insito in sé un rischio, o incertezza, che deve essere gestita. In primis, è bene depennare dal portafoglio titoli che vogliamo costituire, e che sia redditizio, strumenti finanziari che generano costi o spese elevate. Un esempio di prodotto “costoso” può essere individuato nelle polizze unit linked, che “scontano” forti spese di sottoscrizione, di gestione, etc. come qualsiasi prodotto finanziario assimilabile.
Altro valido consiglio è quello di scegliere titoli da inserire nel portafoglio facilmente smobilizzabili, e quindi è bene avere un mercato di riferimento fluido e rapido, come sono i mercati regolamentati. Tendenzialmente no ad operazioni in titoli da detenere in portafoglio trattati OTC.
Ma il concetto di portafoglio redditizio,significa che ogni investitore ha obiettivi finanziari similari? La risposta è complessa. Certa è che la costruzione di qualsiasi portafoglio titoli ha come obiettivo il generare un minimo di profitto/reddito. Nessuno si metterebbe all’opera per perdere i capitali investiti! È vero però, come sopra detto, che i mercati finanziari non sono pericolosi in sé, ma sono incerti. L’obbiettivo di un investitore può essere benissimo quello di gestire correttamente le turbolenze, preservando il capitale, e successivamente generare reddito dalle capacità conquistate.
Nessuno ha la capacità di sapere, ex ante, se i titoli “selezionati” possano generare reddito. E allora, come procedere?
La costruzione di un portafoglio titoli redditizio parte da “considerazioni preliminari”, ossia salvaguardare il risparmio personale, incrementare lo stesso (diverse possono essere tra investitori diversi le attitudini temporali e quantitative di tale incremento), scongiurando perdite ma accettandone, tuttavia, il rischio.
Individuare a livello personale come muoverci, comporta un’attività di programmazione, o valutazione finanziaria riferibile alla propria posizione. Questo è un momento fondamentale nel costruire un portafoglio titoli: sapere quanti soldi possiamo investire, quanti siamo disposti a perdere,eventualmente, e recuperare informazioni e notizie a supporto dei titoli su cui vorremmo puntare. Schematico, ma difficile.
Senz’altro una volta che abbiamo sviscerato i punti precedenti, rimane il problema di elaborare una strategia di gestione dei titoli, e soprattutto se ce ne occuperemo noi direttamente, o un professionista. Provare a costruire un portafoglio titoli redditizio senza un minimo di strategia operativa, rende l’obiettivo difficile da realizzare.

Ma cosa significa elaborare una strategia di investimento, o individuare una linea di gestione dei nostri risparmi? 

Significa trovare criteri che siano in grado di spiegare perché scegliamo certi titoli, e non altri, e soprattutto, visto che l’obbiettivo è il reddito, capire qual è il giusto momento per vendere i titoli, incassando la differenza tra prezzo di acquisto e di vendita. Portafoglio titoli redditizio non significa, solo, fruire delle cedole e dei dividendi. Sarebbe un pensiero riduttivo.

Una strategia di investimento redditizio comporta valutazioni sul valore del titolo, ed il trend in un’ottica temporale. Lo studio del trend di un titolo è utile per farci comprendere come potrà evolvere la situazione dal passato al futuro, individuare il giusto momento per vendere e generare profitto, ed anche comprendere anche quando è il momento di limitare le perdite!
Collegato a quanto sopra, la costruzione di un portafoglio titoli redditizio comporta attività di ribilanciamento dei titoli nel nostro portafoglio titoli: espellere i titoli non redditizi, ed inserire nuovi titoli in grado di generarlo. Una gestione buy and hold, ossia si comprano i titoli per detenerli sino a scadenza, senza movimentazione, considerando solo il reddito cedolare, o i dividendi ad esempio, è una gestione fattibile, ma non in grado di generare quel quid di reddito che, forse, ci aspettavamo.

Conclusioni

La capacità di costruire un portafoglio titoli redditizio, ai tempi di internet, può sembrare essere alla portata di tutti. Certo questo è possibile, ossia acquisire competenze e conoscenze idonee per arrivare alla meta. Di fronte ad un reddito che è difficile da conquistare, le conoscenze da acquisire sono molteplici, la prudenza è sempre indispensabile, può rendersi necessario affidarsi a “mani esperte” in grado di gestire il nostro denaro, e che sappia tra i molteplici strumenti finanziari che il mercato offre, saper cogliere le opportunità, al momento giusto.

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