Azioni Poste italiane: un investimento conveniente?

Molti piccoli risparmiatori italiani hanno investito soldi nelle azioni di Poste italiane sia da quando è scattata la IPO di Poste alla fine del 2015 che nell’aumento di capitale di questo Giugno 2017; cerchiamo di capire se in questo medio/lungo periodo è stato un investimento conveniente, oppure no.
In particolare cosa sta succedendo alle azioni Poste italiane? Gli investitori stanno guadagnando quanto avevano previsto? Viaggio nel mondo delle azioni Poste italiane e in tutti i retroscena del gruppo finanziario giallo e blu.

Azioni Poste italiane: cosa sono e come funzionano

Le azioni Poste italiane sono azioni legate al rendimento dell’azienda. Questo colosso, un tempo nato con il solo scopo di fungere da servizio postale, ha acquisito nel tempo sempre più importanza, fino a diventare uno dei principali istituti di credito in Italia. Poste italiane, infatti, mette a disposizione non solo i servizi di spedizione e ricezione di lettere o colli, ma anche conti correnti, Buoni fruttiferi postali, mutui e prestiti, oltre che investimenti in diversi settori economici. Molti cittadini italiani hanno anche la PostePay, una carta ricaricabile che ha il ruolo di carta di credito, oppure la Sim per il telefono PosteMobile.
Nel 2016 il bilancio dei servizi postali e commerciali, nonostante questa diffusione enorme delle Poste e del loro bacino d’influenza, è rimasto negativo: un buco di 436 milioni di euro che fatica a sanarsi, nonostante la sezione dedicata agli investimenti e ai mutui sulla casa sia stata, invece, in trend positivo.
I servizi finanziari hanno guadagnato più di 810 milioni di euro, e tra di essi si collocano le azioni Poste italiane: diverse centinaia di migliaia di risparmiatori, dunque, hanno scelto le Poste come istituto di credito al quale affidarsi per acquistare pacchetti azionari.
Il settore che ha registrato il miglior trend positivo è sicuramente quello degli assicurativi e del risparmio, che è cresciuto lo scorso anno di oltre il 24%.

Il ruolo della politica nelle azioni Poste italiane

Le  azioni Poste italiane devono il loro andamento anche molto alla compromissione con la politica nostrana. Il colosso, infatti, ha visto un rinnovamento dei direttivi proprio al volgere del 2017. Il vecchio presidente Caio aveva cercato di proteggere l’istituto dalle compromissioni politiche, ma all’inizio del 2017 è stato sostituito da Matteo del Fante. Stessa sorte toccata alla maggior parte dei membri del Consiglio di amministrazione, che hanno perduto le proprie cariche e sono stati rimpiazzati.
A inizio 2017 Poste italiane ha dovuto, dunque, mettere nel proprio programma alcune spese per degli investimenti che potrebbero ripercuotersi sugli azionisti;
  • Alitalia. Con l’azienda di aeromobili le Poste italiane hanno un credito altissimo, che supera gli 80 milioni di euro. L’acquisto di ingenti quote azionarie del colosso aviario per salvarlo dalla crisi in cui stava versando mettono Poste italiane in una posizione di dominio. Il problema è che le Poste sono entrate a sedere nel Cda di Alitalia nel 2013, acquistando quote di azioni per circa 75 milioni di euro, che poi, però, hanno perso di valore. Di fatto, dunque, Poste italiane ci ha rimesso del denaro;
  • Atlante. Questo fondo di investimento alternativo ha visto arrivare nelle proprie casse oltre 250 milioni di euro nel 2016, frutto di un investimento da parte di Poste italiane. Una costola di questo fondo, chiamata Atlante2, ha ottenuto ulteriori 200 milioni di euro di investimenti. A  gennaio 2017 la società di gestione di questo fondo ha diffuso i dati relativi sia ad Atlante che ad Atlante2 per una questione di onestà e di trasparenza con gli investitori: la svalutazione dei titoli aveva toccato già il 24% nel primo mese del nuovo anno.
Azioni Poste italiane: un investimento conveniente?
Quotazione azioni Poste italiane dal 9 giugno 2016 al 9 giugno 2017

Matteo del Fante e il cambio di rotta di Poste italiane: ritorno alle origini

Con la nuova presidenza del Fante molte delle innovazioni della precedente amministrazione rischiano di saltare. Il presidente, infatti, vorrebbe tornare alla missione tradizionale delle Poste, ovvero quella di inviare e ricevere corrispondenza. Se la raccolta dei risparmi postali continuerà ad esistere, ciò che subirà una battuta d’arresto sarà l’asset management: i servizi finanziari, dunque, potrebbero essere ridotti al minimo. Una pulizia di bilancio che dovrebbe lasciare però invariata la questione dei dividendi, che verranno staccati il 19 giugno.
Immutato, invece, sarà l’acquisto del 10,3% di Anima Holding, un tempo detenuta dal Monte dei Paschi di Siena. Anzi, probabilmente la quota acquistata da Poste italiane salirà al 25%.
Per tutti coloro che possiedono azioni Poste italiane, però, si potrebbe avvicinare un momento difficile. Dopo il cedimento del 2,47% a 6.31 euro la scorsa settimana, infatti, il piano industriale che verrà presentato da Matteo del Fante non ha riscontrato i favori degli analisti di Banca Akros. Poste italiane, infatti, godeva di un giudizio Accumulate, mentre ora è stato portato a Neutrale: in parole povere, secondo Banca Akros Poste italiane è passata da un periodo in cui viveva un trend positivo, di accumulo capitali, ad un momento in cui vive uno stallo.
Inoltre, gli esperti avevano fissato il target price delle azioni a 7.01 euro: ogni azione avrebbe dovuto essere venduta a quel prezzo, che prende il nome di prezzo obiettivo (o target price, appunto) perché è l’obiettivo a cui bisogna tendere per far sì che l’azione renda quanto vale e non sia svalutata. Il cedimento della scorsa settimana a 6.31 ha rappresentato una scossa d’assestamento abbastanza forte per gli investitori, che non stanno guadagnando quanto sperato.
L’aumento di investimenti sul fronte Anima Holding, infine, potrebbe essere messo a dura prova da questo ritorno a strategie tradizionali proposto da del Fante. Le azioni vendute a 5.96 euro, in calo di oltre il 3%, possono indebolire la partnership tra il colosso postale e il suo partner.

 

Quali sono stati gli ultimi dividendi delle azioni Poste italiane?

I dividendi sono la questione fondamentale delle azioni: essi sono la quantità di denaro che viene elargito agli investitori in relazione a quanto maturato da quell’azione. Ogni anno i dividendi possono cambiare, ma bisogna cercare di non mandare le azioni in perdita. Quanto stanno guadagnando gli azionisti di Poste italiane?
Innanzitutto bisogna dire, secondo i dati dell’FTSE Mib che a fine 2016 i dividendi erano di 0,34 ad azione, con una quotazione della singola azione di poco inferiore ai 5,90 euro. Circa un euro in meno rispetto all’anno precedente, insomma, anche se nel terzo quadrimestre 2016 le azioni avevano mostrato una tendenza positiva con un ricavo di oltre 8 miliardi di euro.
Nel 2017 il dividendo si è alzato leggermente, arrivando a 0,39 ad azione. Esso verrà staccato presumibilmente il 19 giugno, con data di pagamento effettiva per il 21 giugno.

Conclusioni:

Possiamo quindi dire che investire soldi in azioni di Poste italiane, potrebbe essere un tipo di investimento da cassettista, in questo particolare periodo.
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