Buoni fruttiferi postali cointestati, come funzionano, conviene comprarli?

I Buoni fruttiferi postali cointestati sono uno dei modi con cui le Poste Italiane permettono ai risparmiatori di avere un capitale da parte da poter investire in qualcosa o ritirare in caso di emergenza. I Bfp possono essere anche cointestati con un’altra persona: ecco tutte le informazioni da sapere sul rendimento, il riscatto in caso di eredità e il rimborso da dividere con altri eredi.

Cosa sono e come funzionano i Buoni fruttiferi postali cointestati: tasse, rendimento e tutti i tipi di agevolazione

I Buoni fruttiferi postali cointestati sono prodotti finanziari e sono creati dalla Cassa depositi e prestiti a beneficio del cittadino che vuole depositare il proprio capitale liquido in banca sotto forma di buono. Essi sono sia un buon modo di mettere al sicuro il proprio capitale che una garanzia dal punto di un guadagno sotto forma di interessi. In qualsiasi momento il cliente voglia, infatti, può richiedere la restituzione del capitale investito, che gli verrà corrisposto insieme agli interessi maturati nel tempo.

Chi può comprare i Buoni fruttiferi Postali cointestati:

Essi possono essere sottoscritti in modo gratuito in qualsiasi sportello delle Poste Italiane, e vanno da un minimo di 50 euro a un massimo di 1 milione di euro. Le uniche spese da pagare sono quelle relative agli oneri fiscali sul mantenimento di un capitale sotto qualsiasi forma, ma non prevedono costi di gestione o di detenzione ai danni dell’utente.
Nel caso di un Bfp cointestato, i firmatari sono due e quindi il buono ha valore per entrambi. Entrambi possono riscuotere la somma e farne l’uso che vogliono, oppure lasciarla a maturare in deposito. Questa clausola viene richiesta all’atto della firma e prende il nome di Fpr, ovvero Facoltà di pari rimborso. I due soggetti che prendono parte alla firma di un Bfp possono compiere operazioni e investimenti con quel Buono in modo separato l’uno dall’altro, senza bisogno della controfirma dell’altro partecipante.

Buoni fruttiferi postali cointestati, come funzionano?

Bfp cointestati con un defunto: ecco come fare

Molto spesso i Buoni fruttiferi postali vengono regalati da un membro della famiglia ad un altro, sovente molto giovane, per festeggiare traguardi come i diciotto anni, la laurea, il matrimonio. La contestazione con il parente, con o senza Fpr, prevede dunque che all’atto del regalo ci siano comunque due firmatari. Che cosa succede, però, se un firmatario muore prima che l’altro abbia riscosso la cifra del Bfp, o prima di averla riscossa lui stessa? L’altro firmatario deve notificare alle Poste Italiane la morte della controparte tramite un certificato di morte, rendendosi l’unico padrone effettivo di quel Bfp. A quel punto il ritiro del capitale, qualora volesse essere fatto in quel momento, può essere effettuato il giorno stesso della morte nello sportello di credito dove si erano firmati i documenti. Dopo una decorrenza di sei giorni dalla morte del cofirmatario si può procedere al ritiro presso qualsiasi sportello delle Poste.
La documentazione da presentare per il ritiro è la seguente:
  • documento d’identità in corso di validità del cofirmatario ancora vivo;
  • documento d’identità del defunto;
  • codice fiscale di entrambi;
  • certificato di morte del defunto.

Il problema dell’eredità: come farsi rimborsare i Bfp di un defunto senza accordo tra gli eredi

Quando uno dei due cointestatari di un Buono fruttifero postale muore, la sua somma di pertinenza relativa a quel buono va a sommarsi ai beni del defunto che devono essere spartiti secondo una procedura di successione. Se tra gli eredi del defunto ci sono anche altre figure che non sono soltanto il parente che ha firmato con lui il Buono fruttifero postale, ma anche altre figure esterne a questa pratica, l’altro cofirmatario può ritirare soltanto la sua somma, mentre deve aspettare che la somma spettante al defunto passi agli atti di successione insieme a tutti gli altri beni (immobili, valori bancari, gioielli, vetture e tutto il posseduto del defunto). Se ci sono delle volontà testamentarie precise, ogni bene sarà destinato ad una persona in particolare, secondo le volontà scritte dal defunto. In mancanza di esse si opera una successione regolare, spartendo le percentuali tra coniugi, figli o altri eredi.
Se la parte del defunto non può essere liquidata e riscossa perché bisogna aspettare tutte queste operazioni, essa rimane in deposito a Poste Italiane e continua a maturare gli interessi fino alla scadenza naturale, o fino a che si presenteranno le condizioni per la liquidazione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *