La strategia del cassettista: come investire a lungo termine

Prima di poter identificare una possibile strategia del cassettista è utile comprendere chi possa essere identificato come tale.

Il cassettista, di norma, è investitore di lungo termine con predilezione per titoli a larga capitalizzazione, con rendimento periodico (dividendi, ad esempio), e con un corso soggetto a bassa volatilità di solito, il suo portafogli titoli viene chiamato “Titoli da cassettista“. Solitamente il cassettista confida molto sull’elemento temporale che deve rappresentare un elemento per abbassare il livello di rischio dell’investimento, ed affrontare serenamente le turbolenze di mercato. Elementi importantissimi quelli cui punta il cassettista, ma senz’altro difficili da “azzeccare” e mettere a frutto. Qualora la strategia del cassettista sia centrata in periodi di calo forte dei mercati finanziari, i suoi titoli perderanno valore, ma meno del mercato in generale. Gli elementi che permettono ad un cassettista, di individuare il titolo idoneo, si ravvisano nello studio dei fondamentali della società di interesse, campo in cui opera etc. Operazioni complesse, ma possibili. A supporto di tale attività, esistono degli strumenti strategici in grado di contenere la volatilità del portafoglio del cassettista, limitando i danni che intaccherebbero la sua finalità di conservazione e crescita. In tale fattispecie potremmo azzardare una strategia protettiva del cassettista con l’utilizzo di strumenti derivati: operazione complessa, ma fattibile.

Un cassettista professionista deve avere come strategia per il sapere trarre profitto dai periodi di ribasso, facendo acquisti per abbassare il prezzo di carico dei titoli in portafoglio.

Questa una veloce sintesi prima di allargare le ipotesi su possibili strategie per investire soldi.

Strategia del cassettista: essere cassettisti oggi ha ancora senso?

 

Senz’altro essere cassettisti, ed avere un strategia, è un tema attuale, anche di fronte alle tempeste finanziari recenti. Alcuni anni fa, un investitore che puntava ad essere cassettista operava più facilmente: per esempio, pre crisi, non doveva considerare le forti turbolenze di mercato, preferendo titoli di settori trainanti per tradizione, così come l’energetico, il bancario etc. Oggi la realtà è proprio diversa. Un buon cassettista, con una buona strategia evoluta, dovrebbe indirizzarsi verso settori nuovi, come il biotech, la cyber security etc. Settori nuovi che hanno rimpiazzato i tradizionali, sebbene ci si possa imbattere in fattori che destabilizzano i principi puri dell’essere cassettista: saltare il pagamento di alcuni dividendi, subire periodi di volatilità più marcata.

La strategia del cassettista: come investire a lungo termine
Ipotetico investimenti di 100 $ americani fatti nel 1972 – 2013. Come si può vedere, investire in titoli importanti, nel lungo periodo, conviene

MA IL CASSETTISTA, E’ UN INVESTITORE DA COLLEZIONISMO?

Facendo mente locale a quanto fin qui detto, viene facile pensare che un cassettista sia un investitore teso alla conservazione, al collezionare prodotti finanziari in attesa, ovviamente, di trarne guadagno. Ma quello che possiamo dire è che collezionismo non significa essere cassettista. Dal cassettista ci si attende una forma mentis diversa, e un piano di lavoro, una cosiddetta strategia di conservazione e difesa.

DIVENIRE CASSETTISTI ALL’IMPROVVISO,  PER CASO.

Anche se come affermazione potrebbe sembrare strana, sovente si diventa cassettisti all’improvviso. Esempio: un titolo di nostro interesse è stato acquistato con previsioni strategiche temporali errate, ossia un acquisto ad un prezzo elevato, e crollo successivo del mercato.

Se pensiamo alla nostra attitudine pratica, nel caso sopra descritto, il panico la fa spesso da padrone: si vende tutto, e subito, per salvare il salvabile. Altro caso è divenire cassettisti di un titolo, che ha subito la vicenda di cui sopra, e mantenerlo quasi per dimenticanza, in portafoglio. Il classico “errore” che, forse, è bene dimenticare. Casi del genere esistono: azioni che sono state mantenute in portafoglio da cassettisti, a prezzi in continua ascesa, ed ora nascosti post crollo totale, con un valore mai recuperato (ad esempio agli inizi del 2000 Seat Pagine Gialle rappresenta un buon esempio di ciò).

LA FIGURA DEL CASSETTISTA STRATEGA QUALE FENOMENO DA STUDIARE.

In merito alla figura del cassettista, gli analisti finanziari hanno elaborato diverse teorie, e considerazioni. Tali correnti di pensiero si concentrano sul buy and hold, ossia una strategia basata sul comperare titoli con validi indicatori economici e detenzione per il lungo periodo senza affatto considerare le fasi di mercato. Senz’altro, a rigor di logica, questa impostazione è pericolosa, e fortunatamente in disuso. Era utilizzata in periodi di elevata inflazione, dove il fenomeno inflattivo a due cifre giustificava l’attesa. L’impostazione può reggere ancora, a patto che la strategia e lo studio del cassettista per la detenzione del titolo sia da ritenere esatta nel lungo periodo.

Tradizionalmente gli analisti apprezzano le considerazioni, studi ed elaborazioni personali del cassettista. È una figura da non considerare negativa, affatto. È da rilevare invece, come i margini di guadagno si siano ridotti, sebbene da preferire al continuo scambio titoli (trading) che potrebbe solo generare costi e non profitti.

Il fenomeno del cassettismo è ritenuto quale utile strategia per il risparmiatore che facilmente può cadere in errore comprando ai massimi, e preso dal panico, rivendere ai minimi di Borsa. Da considerare poi, come in Italia, le tasse vengono pagate in maniera differita su molte tipologie di investimenti. La strategia di un cassettista potrebbe essere quella di continuare a detenere il titolo, incassarne i proventi, e rinviare l’imposizione fiscale a data futura incerta. Sebbene questa possa rappresentare una buona strategia per un cassettista, è ovvio che va adattata caso per caso.

CONSIDERAZIONI STORICHE SULLA STRATEGIA DEL CASSETTISTA.

Se diamo un’occhiata ad un periodo, ipotetico, di circa 20 anni fa, e considerando il privilegio goduto dalle obbligazioni, rispetto alle azioni, dovremmo forse ricredersi sulla bontà dell’essere cassettista in azioni, e della relativa strategia conservativa, specie se consideriamo alcune azioni con solidi fondamentali, tipo Assicurazioni Generali. Discorso leggermente diverso va fatto per le turbolenze di mercato, che abbiamo imparato a conoscere, e che ad esempio ha travolto la Borsa di Atene e le relative obbligazioni. Un cassettista che vent’anni fa avesse puntato sulla bontà delle obbligazioni Grecia, quale strategia, non avrebbe certo oggi ottenuto un risultato soddisfacente.

Da tale veloce paragone, si deduce come per un cassettista, le strategie adottate non sempre possono essere ideali per una situazione finanziaria in evoluzione. Ancora, ad esempio, azioni tipiche da cassettista quale Mediobanca, Fiat (ora FCA), Unicredit hanno visto sgretolarsi l’assunto dei solidi fondamentali quale strategia per il cassettista. Le cose sono cambiate, e le realtà dei mercati, a volte, distruggono rapidamente le solidità di alcune società storiche.

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Vi sono stati studi tecnici in merito alle strategie di conservazione di lungo periodo, come quello di Philippe Jorion agli inizi degli anni 2000, che hanno mostrato come allungare il lasso temporale per un investimento, faccia diminuire la probabilità di perdite negli investimenti azionari di lungo periodo, ma possano aumentare la possibilità di perdite reali (distruzione della solidità dei fondamentali).

Si  è parlato precedentemente della strategia buy and hold, che continua ad avere i suoi sostenitori. Tuttavia, il proporre modelli temporali statici, per capire il giusto momento di entrata, o di uscita, si concretizza spesso in una impresa se non impossibile, certo ardua.

Studi più recenti, in ambito di strategia del cassettista, propongono l’attitudine a sapere misurare l’equity premium atteso, ossia il valore dipendente dall’incertezza economica e dalla propensione a saper fronteggiare le perdite. Tale strategia non è idonea ad essere utilizzata da ogni investitore cassettista, infatti l’equity premium è idoneo ad essere utilizzato da soggetti con capacità reddituale consolidata, e non dipendente dagli andamenti del ciclo economico come sovente è un cassettista.

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