Titoli da cassettista migliori 2017

Quali sono i migliori titoli da cassettista? In questa fase di mercato turbolento, sebbene come evidenzi il FTSE MIB di Milano in fase di crescita, un’incognita aleggia nel pensiero di ogni investitore: ha ancora convenienza essere cassettisti su titoli, ad esempio obbligazionari, o è più conveniente approcciare un comportamento da trader per cavalcare l’onda dei mercati? Ricordiamo che, un’opinione in merito a possibili suggerimenti per i cassettisti in azioni è già stata espressa in un precedente articolo  cui si rinvia per ogni spunto di riflessione.

Per chi non fosse un addetto ai lavori, bisogna comprendere come opera un cassettista, e chi possa essere definito come tale. Più che cassettista, quale soggetto, è forse utile cominciare a parlare di cassettista come strategia: si comprano prodotti finanziari e si detengono nel “cassetto” per anni, cercando di trarre profitto nel lungo periodo. Definizione semplice, ma che si scontra con la visione del trader, e la sua strategia, di chi vuol realizzare profitti dalla compravendita, anche rapidissima, di strumenti finanziari.

Titoli da cassettista: elementi per comprendere il pensiero dei cassettisti

Il comportamento dei cassettisti, si intuisce, è quello di accantonare una riserva di disponibilità finanziaria per il lungo periodo, quasi fosse un tesoretto che servirà per i casi di emergenza futura, o magari anche come integrazione pensionistica. Tale attitudine/comportamento si scontra negli ultimi tempi con l’alta volatilità del mercato, fattore che potrebbe essere dannoso per chi abbia l’attitudine a detenere per il lungo periodo strumenti finanziari (perdita di valore riferito al corso del titolo). Se diamo un occhio al passato, notiamo come periodi di turbolenza vi siano sempre stati. Nel 1987 l’indice Dow Jones guadagnò più del 22% in un sol giorno, mentre è del 2000 il tracollo dei titoli della new economy con un tonfo notevole sul Nasdaq. Nel 2002 il Dow Jones, in pochi mesi, perse quasi il 23%, corretto soltanto nell’Ottobre 2007. E di eventi simili, nel tempo, ve ne sono molti altri.

Il ricordare questi episodi serve per affermare come vi siano delle inefficienze, o fattori irrazionali nei meccanismi di Borsa, e che anche una strategia razionale possa essere facilmente distrutta. La visione dei cassettisti si scontra, quindi, con l’incertezza di guadagno nel lungo periodo, ossia non considerano adeguatamente le fasi di declino, le prese di posizione di mercato. Su tali fattori i cassettisti dovrebbero utilizzare un atteggiamento pronto, e reagire, non trasformandosi in trader, ma mettere in atto meccanismi di protezione della loro strategia.

Titoli da cassettista, a cosa bisogna stare attenti

I mercati hanno mostrato come non vi sia più trends stabili (bull / bear), e la strategia dei cassettisti nell’individuazione dei titoli di loro interesse deve tenere conto di fattori strategici utili alla gestione del rischio, o magari adottare una diversificazione del portafoglio che possa reggere situazioni avverse di mercato.  In tema di diversificazione, la stessa non dovrebbe essere né statica, né dinamica con trasformazione dei cassettisti in traders, ma si potrebbe considerare un revisione del portafoglio titoli annuale con prese di posizione, e riconsiderazione della strategia per il prosieguo dell’attività di cassettista.

Titoli da cassettista migliori

Titoli non più idonei per i cassettisti

Prendiamo in esame la situazione dei Btp italiani, ad esempio i decennali, con un rendimento attorno al 2,40%. Consideriamo poi l’allargamento dello spread (ormai fluttuante per periodo) contro i Bund tedeschi. Tale continua instabilità, su titoli che classicamente rivestivano l’idoneità per i cassettisti (Btp), impone una considerazione di come i rendimenti di titoli “stabili” debba essere rivisto alla luce dei meccanismi legati alla gestione dello spread. Vari possono essere i fattori che incidono sull’innalzamento dello spread, ad esempio le tensioni che vi sono state in Grecia, le preoccupazioni politiche pre voto in Francia, la lotta continua tra l’azione della BCE e la posizione della Germania, e la nostra situazione di instabilità politica, e debolezza economica rispetto ad altri partners europei.

Le difficoltà incontrate dai Btp sono accompagnate da un periodo di crisi delle banche tradizionalmente acquirenti di tali titoli. Anche questo fattore incide sulla scelta dell’idoneità dei titoli per i cassettisti. I titoli bancari sono ancora idonei per un cassettista?  Se notiamo le ristrutturazioni, le crisi di bilancio di molte banche italiane, se ne rileva come le stesse non possano più agire quale tradizionale motore d’acquisto dei Btp. Le ristrutturazioni in corso e le sofferenze di alcune banche hanno destato un’aurea di “sospetto” verso il settore bancario mettendo in crisi la considerazione del titolo bancario quale idoneo per i cassettisti.

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Titoli da cassettista: altri segnali a cui bisogna fare attenzione

Alle considerazioni sin qui fatte, i cassettisti, nell’individuare i titoli idonei per la loro strategia, dovrebbero considerare anche i segnali che arrivano dall’America la cui politica dei tassi è in salita dopo anni di discesa. Alcuni analisti sconsigliano una strategia per i cassettisti buy and hold sui titoli di stato anche per tale mutazione in corso della politica monetaria americana. Utile, potrebbe essere per i cassettisti, puntare su titoli di divisa ma con una idonea gestione del rischio di cambio: hold con gestione attiva dell’evoluzione dei cambi.

Ma allora i cassettisti devono essere cauti nello scegliere i bond, o gli stessi possono essere ancora idonei per una strategia da cassettista nonostante le turbolenze del mercato?  Solo guardando il mercato americano, e la relativa politica dei tassi, è possibile che la Fed potrebbe cominciare a non reinvestire più parte dei circa 5000 miliardi di Usd di titoli in bilancio legati, in gran parte, a mutui cartolarizzati (Fannie Mae, Freddie Mac etc.). Se tale evenienza dovesse verificarsi potrebbe capitare che i tassi sui titoli di debito americani T-bond a lunga scadenza, che ad oggi pagano il 3% di interesse, potrebbero raddoppiare il rendimento nel giro di pochi anni. Essendo il T-bond un titolo a lunga durata, l’incremento dei tassi farebbe crollare il corso dei T-bond già sul mercato in maniera notevole. Incognita simile pesa sui bond in ambito BCE, dove il quantitative easing si prevede che con difficoltà possa andare oltre il 2018.

Ma allora quali titoli per i cassettisti nel 2017?

Possibile selezione titoli per i cassettisti

Alcuni analisti consigliano ai cassettisti, se non puntano su azioni, di puntare su titoli obbligazionari corporate, ed in particolare quelli con un rating sopra la tripla B – investment grade. Se dovessimo dare un occhio al corso di tali titoli, in un periodo temporale di 7/8 anni, si nota come alcuni degli stessi, partendo da un corso pari a 100, abbiano raggiunto quote ben eccedenti il 120/130, a seconda del rating degli stessi.

La situazione di mercato fa propendere per l’esistenza di margini di crescita sulla categoria di titoli corporate cui sopra. Vediamo alcuni titoli interessanti a tale proposito, sebbene alcuni offrano rendimento cedolare basso, che dovrebbe, però, essere pareggiato dall’incremento del corso del titolo stesso.

TITOLO

 Scadenza

 TASSO

 Borsa

 BMW                 EUR  9/9/2019   tasso 0,50%  Mot
 Roche EUR 27/2/2023  tasso 0,50%  Mot
 Renault EUR  5/3/2021  tasso 3,125%  Mot
 GE Capital EUR  20/7/2020   tasso 2,25%  Mot
 Deutsche Tel. EUR  3/4/2023   tasso 0,625%  DB – Deutsche Borse
  Volkswagen EUR   13/12/2019  tasso 1,50%  Tot

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