Privatizzazione ENI a quando? Intanto ENI investe all’estero

Quando ci sarà la vendita di parte della quota azionaria che lo Stato detiene di ENI ( BIT:ENI) ? Facciamo a capirci bene: Lo Stato italiano detiene la maggioranza relativa delle azioni ENI, ma l’altro ieri Bloomberg ha detto che ENI cederà il 4% delle azioni, quindi ENI sarà privatizzata?

Eni non verrà privatizzata

Una cosa è certa: ENI è una delle aziende energetiche più strategiche in mano al Governo italiano ( insieme a Leonardo per difesa, spazio ed intelligence) e di certo non verranno mai privatizzate.

ENI è già una società per azioni. quotata in borsa lo Stato italiano come potete vedere detiene oltre il 32% di azioni riuscendo a determinare tutte le future politiche di questa azienda.

A cosa si riferisce Bloomberg

Probabilmente alle azioni che ENI stessa in questi ultimi mesi di enormi profitti si è comprata tramite una politica di Buyback che ormai dura da un paio di anni.

Come vedete dai dati in Nostro possesso a fine 2022 ENI aveva quasi l’1% di azioni proprie che si era comprata, oggi questa quota di azioni proprie  potrebbe essere aumentata fino al 4% ed in caso sarebbe questa la quota che metterebbe sul mercato retail per investitori istituzionali, lasciando l’azionista pubblico sopra un sereno 32%

 

 

Azionisti Quota ( al 31-12-2022)
Azionista Pubblico 32,398%
Investitori Istituzionali 50,764%
Investitori Retail 15,811%
Azioni proprie * 0,955%
Segnalazioni nominative non disponibili 0,072%
Privatizzazione ENI a quando? Intanto ENI investe all'estero
Privatizzazione ENI a quando? Intanto ENI investe all’estero

Investimenti ENI all’estero

LG Chem ed Eni hanno firmato un accordo di joint venture, segnando un passo significativo verso la decisione finale di investimento per un nuovo progetto di bioraffineria in Corea del Sud.

L’accordo, firmato a Roma dall’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, e dall’amministratore delegato di LG Chem, Shin Hak-cheol, fa seguito all’annuncio di settembre di aver valutato lo sviluppo di una nuova bioraffineria presso il sito petrolchimico di LG Chem a Daesan, in Corea del Sud. L’obiettivo è completare l’impianto entro il 2026, trasformando circa 400.000 tonnellate all’anno di materie prime biogene utilizzando la tecnologia Ecofining di Eni. Ciò produrrebbe vari prodotti, tra cui il carburante per l’aviazione sostenibile (SAF), il diesel con olio vegetale idrogenato (HVO) e la bionafta.

La collaborazione fa leva sulle rispettive competenze di LG Chem ed Eni, con la decisione finale di investimento prevista entro il 2024. Descalzi ha sottolineato l’importanza della produzione della bioraffineria nella strategia di Eni per raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050, puntando ad espandere la presenza internazionale di EniLive nella bioraffinazione e ad aumentare la propria capacità dagli attuali 1,65 milioni di tonnellate all’anno a oltre 5 milioni di tonnellate all’anno entro il 2030.

Shin Hak-cheol ha sottolineato lo spirito di collaborazione e gli sforzi congiunti dei leader del settore globale verso l’obiettivo condiviso di Net Zero, affermando che il contributo di LG Chem al progetto è in linea con il suo impegno per lo sviluppo sostenibile e la neutralità del carbonio.

L’accordo è visto come un’iniziativa chiave per LG Chem per rafforzare la propria posizione di azienda leader nel settore della plastica ecologica, avanzando al contempo verso obiettivi di sostenibilità globale.

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