Obbligazioni Migliori cui Investire Dicembre 2022 contro Inflazione e Recessione

Quali sono le obbligazioni migliori su cui investire soldi con questa inflazione? Conviene comprare obbligazioni di Stato o bancarie?

Il mercato delle obbligazioni attraversa un nuovo periodo di euforia con l’aumento degli interessi grazie all’aumento del costo del denaro e nel 2023 saranno sempre più gli italiani che passeranno dai   titoli azionari alle obbligazioni garantite dallo Stato Italiano ( o da stati stranieri) e che avranno dei rendimenti molto vicini all’inflazione.

Comprare obbligazioni è rischioso se lo si fa a ‘scatola chiusa’. Bisogna conoscere attentamente la situazione dello Stato o dell’azienda in cui si vuole investire per scongiurare l’eventualità che non possa onorare il debito.

Cosa sono le Obbligazioni:

IN BREVE: le obbligazioni sono dei titoli di credito ( per chi le acquista) o dei titoli di debito ( per chi le vende) . Fanno parte di quei debiti che una società o un ente pubblico emette per finanziare le proprie attività.

Le obbligazioni garantiscono all’acquirente di riscuotere l’intero capitale alla scadenza più gli interessi, per quello sono catalogate tra gli “investimenti sicuri“, cioè che non erodono il capitale investito.

Qui una spiegazione più dettagliata.

Obbligazioni migliori da comprare, investire in obbligazioni

L’investimento in obbligazioni è sempre stato molto gradito tra i risparmiatori in special modo le  obbligazioni di Stato italiane o estere.

Anche se recentemente l’interesse per l’investimento in obbligazioni era mutato per i loro interessi molto bassi dovuti ad un costo del denaro bassissimo, le ultime vicende legate alla pandemia hanno cambiato un po’ le carte in tavola, e ora le persone sono molto più interessante ai Bond Statali perché come ha fatto il Tesoro italiano, sono stati emessi titoli pluriennali con tassi di interesse di tutto rispetto.

Decisamente più interessanti invece le obbligazioni di Stato di paesi emergenti e di aziende private, che però sono più a rischio per il Nostro capitale.Obbligazioni migliori da comprare su cui investire nel 2019

Investimenti sicuri in obbligazioni

Parlare di investimenti completamente sicuri è una contraddizione in termini. Un investimento per sua natura non è mai sicuro, a meno che non sia garantito come le obbligazioni di Stato o i Buoni Postali. C’è una probabilità di trarre profitto e una possibilità di subire delle perdite. Tuttavia seguendo una disciplina ferrea e adeguate strategie, il bilancio tra utili e perdite sarà sicuramente favorevole.
Per incorrere in rischi minori, bisognerà sempre rimanere aggiornati sugli sviluppi geopolitici puntando su investimenti più sicuri. Le indicazioni da cogliere vengono dallo studio di analisi e previsioni fatte dai principali esperti del settore. Poi ogni investitore deve valutare in base alla propria condizione e convinzione.
L’affidabilità delle obbligazioni si misura attraverso il rating assegnato da apposite agenzie alla Società o agli Stati sovrani. Il rating “misura” l’affidabilità ed aiuta a valutare dove orientare gli investimenti. L’investitore deve sempre diversificare. Investire tutto su un’unica direzione può esporre a maggiori rischi.
Il settore delle high yield accusa qualche lieve colpo soprattutto per i titoli dei Paesi Emergenti e legati al petrolio. I bond governativi dell’area euro sono stabili e al minimo, più interessanti quelle emesse dagli Stati Uniti. Ma rimane – come ci dicono i dati in fondo – quello con i più alti rendimenti.

 

 

Obbligazioni italiane migliori per il 2022

Per le saperne di più, vi invitiamo a leggere i Bond emessi dallo Stato italiano e le ultime emissioni,  che però – come ricordato sopra – hanno rendimenti molto bassi, intanto diamo uno sguardo in generale all’investimento in obbligazioni.

Più il rischio è basso e meno i rendimenti sono profittevoli. Un mercato “vivace” comporta potenziali opportunità da cogliere dopo un’accurata valutazione selettiva. Le banche italiane, nonostante le crisi e gli scandali, sono piuttosto solide e ci possono essere obbligazioni interessanti ( ma comunque con rendimenti molto bassi ) come le obbligazioni MPS o quelle del Banco Popolare . I piani di accorpamento stanno favorendo la competitività dei gruppi e al contempo la loro solidità. Obbligazioni  Unicredit questa grande banca italiana, ha quotate una buona selezione di obbligazioni subordinate LT2 molto interessanti con struttura amortizing. Il capitale viene rimborsato in ragione di 1/5 ogni anno, compresi interessi e con cedole crescenti (step-up). Si ha così il giusto equilibrio tra durata, rendimento a scadenza e sottovalutazione.

Obbligazioni indicizzate all’inflazione, cosa sono e come funzionano?

L’inflazione è un problema sentito in modo crescente dagli italiani, che si trovano a fronteggiare spese sempre più care, mettendo a dura prova anche gli investimenti. Nell’articolo di oggi scopriremo una soluzione per difendersi, quella delle obbligazioni indicizzate all’inflazione, scoprendone caratteristiche e quelle offerte dal Governo Italiano.

Calcolate in termini reali, offrono rendimenti sull’andamento del tasso inflazionistico proteggendo i risparmi dei piccoli investitori, dando anche la possibilità di creare una rendita grazie all’aumento degli interessi, che hanno visto importanti incrementi. Comprendendone il funzionamento occorre capire, quando conviene investire in obbligazioni indicizzate?

Cosa sono le obbligazioni indicizzate all’inflazione?

Chiamate anche obbligazioni anti-inflazione, obbligazioni linker o ILB (inflation-linked bonds), le obbligazioni indicizzate all’inflazione sono una categoria di titoli di credito statali in cui il valore di rimborso e delle cedole sono calcolati sull’andamento dell’inflazione, legate quindi anche agli indici di prezzo al consumo.

Emesse da Stati sovrani o enti sovranazionali per proteggere i risparmi dei cittadini, hanno un meccanismo analogo a quello dei Titoli di Stato tradizionali rimborsando il 100% del capitale investito con l’aggiunta di interessi variabili, che cambiano proporzionalmente al tasso inflazionistico nazionale: calcolate in termini reali e non nominali, garantiscono rendimenti crescenti su medio-lungo periodo e per questo sono adatte a tolleranze minori al rischio, oltre che a diversificare il proprio portafoglio.

Hanno origine in Massachusetts, Stati Uniti, nel 1780, quando vennero introdotte per fermare la forte erosione del potere d’acquisto; entreranno nell’economia internazionale solo alla fine degli anni ’70 dal Regno Unito e, successivamente, in tutti i paesi che abbandonarono il Gold Standard. In Italia hanno trovato forte rimbombo mediatico durante l’emergenza Coronavirus.

Quali differenze tra obbligazioni tradizionali e indicizzate all’inflazione?

Sebbene abbiano un funzionamento simile alle obbligazioni tradizionali, a loro differenza le ILB forniscono già a priori un rendimento reale indifferentemente dalle variazioni dell’inflazione. Ciò non avviene con i bond comuni, che forniscono invece rendimento nominale, fisso e soggetto a erosione, ma non quello reale.

Il loro rendimento effettivo è stabilito dal tasso d’inflazione break-even, che rappresenta il differenziale tra tassi nominali e reali. E’ calcolato con la formula (1 + Rendimento nominale) / (1 + Rendimento reale): se l’inflazione sarà maggiore, le obbligazioni indicizzate avranno rendimenti maggiori con rapporto tempi giacenza/fluttuazioni mensili, in caso contrario saranno le obbligazioni tradizionali a offrire performance migliori.

Anch’esse sono disponibili in ETF dedicati, chiamati inflation-linked, che le racchiudono in panieri garantendo risparmio, ulteriore diversificazione e minor rischio.

Quali sono le obbligazioni indicizzate italiane?

Con la caratteristica intrinseca di rischio minore rispetto a Titoli di Stato comuni e bond societari, lo Stato Italiano offre tre Titoli obbligazionari indicizzati. Tutti godono di aliquota agevolata al 12,5% ai sensi del D.L. 223/2006 e del rialzo dei rendimenti deciso dal D.M. 6 luglio 2022 del Ministero dell’Economia e Finanze.

BTP Italia

Titolo indicizzato all’inflazione italiana, il BTP Italia QUI la Recensione è giunto alla sua 17a edizione, emessa a giugno 2022, rappresentando anche il suo decimo anniversario. Il suo collocamento più importante è quello di giugno 2020, mirato al rifinanziamento dall’emergenza CoViD-19, che secondo il MEF ha raccolto 22,97 miliardi di euro con 384.712 sottoscrizioni.

Dematerializzato ai sensi del D.Lgs. 213/1998, l’emissione 2022 ha durata 8 anni e offre un rendimento cedolare minimo all’1,60%, a cui va addizionato un doppio premio fedeltà di +1% diviso in:

  • +0,4% se sottoscritto nella prima fase di collocamento e mantenuto fino al 28/06/2026 
  • +0,6% se mantenuto fino alla scadenza

A questi si aggiunge anche l’evoluzione dell’inflazione nazionale, con cui può raggiungere rendimenti lordi fino al 4,6%. Non vincolato, può essere rivenduto sul mercato secondario prima della scadenza.

BTP€i

Titolo indicizzato all’inflazione dell’Eurozona, il BTP€i è stato introdotto per la prima volta a settembre 2003 ed è legato all’indice dei prezzi al consumo Eurostat tabacco escluso.

Ha durate dai 18 mesi ai 30 anni, con cedole semestrali crescenti lorde dallo 0,10% al 3,26%, mentre il capitale investito è rimborsato a scadenza in soluzione unica, calcolata con valore nominale x coefficiente d’indicizzazione alla data di pagamento cedola. Le cedole semestrali sono rivalutate sull’inflazione europea che intercorre tra data di godimento titolo e data di pagamento cedola.

BTP Futura

Titolo indicizzato alla crescita nominale del PIL italiano, BTP FUTURA QUI la recensione ha avuto la sua ultima emissione di recente e, come il nome lascia intuire, è dedicato al futuro dei piccoli risparmiatori, PMI e aziende maggiori.

L’attuale emissione ha durata 12 anni e offre una cedola crescente nel corso degli anni:

  • 0,75% fino al quarto anno
  • 1,20% dal quinto all’ottavo anno
  • 1,70% dal nono al dodicesimo anno

A questi va aggiunto anche un doppio premio fedeltà:

  • Dal +0,4% al +1,2% dopo i primi 8 anni, sul 40% della crescita media del PIL
  • Dal +0,6% al +1,8% al termine dei 12 anni, sul restante 60% della crescita media del PIL, a cui si addiziona dal +1% al +3% sulla crescita economica nazionale

I tassi definitivi non potranno mai essere inferiori ai minimi garantiti, neanche in caso di flessione del PIL.

Quali sono i rischi delle obbligazioni indicizzate all’inflazione?

Strumenti altamente sicuri, le obbligazioni linker presentano forti tendenze al rialzo nei periodi d’inflazione anche sostenuta, ma possono restituire fluttuazioni negative in caso di deflazione: in tali circostanze non si potrà fruire degli adeguamenti annuali effettuati dai Governi, col rischio di ridurre drasticamente i rendimenti o divenire infruttiferi.

Seppur fortemente improbabile, questi Titoli di Stato possono inoltre correre il rischio di credito, quando lo Stato emittente non è in grado di rispettare il versamento delle cedole.

Conviene investire in obbligazioni indicizzate italiane?

Davanti all’attuale situazione macro-economica, i Titoli di Stato indicizzati all’inflazione possono essere un ottimo strumento per proteggersi dall’erosione dei propri risparmi, investendo sul medio-lungo periodo con interessanti rendimenti. Il basso rischio le rende ideali per tolleranze ridotte, e può essere ulteriormente minimizzato in una strategia diversificata, anche con ETF.

A conti fatti, occorre dire però che la loro effettiva convenienza dipende altamente dal periodo affrontato: se sono maggiormente adatti in periodi d’inflazione persistenti, specialmente se mantenuti fino alla scadenza, diventano assolutamente sconvenienti se l’inflazione tende a ribassare, rendendo più redditizi i Titoli nominali. Per tale ragione, prima di investirvi è sempre necessario valutare le previsioni d’inflazione in base alla durata delle obbligazioni desiderate.

Obbligazioni Migliori da Comprare su cui Investire nel 2020
Obbligazioni di mercati emergenti – Yahoo Finance

Prospettive per il 2023: quale futuro per le obbligazioni?

Con l’aumento del costo del denaro, con l’aumento dei prezzi, con l’aumento dell’inflazione e con il relativo aumento degli interessi sulle obbligazioni, ecco che questo vecchio strumento finanziario è tornato a far parlare di sè ed essere molto interessante per ogni tipo di investitore.

In effetti dall’ultima estate sono state centinaia i miliardi di dollari ed euro spostati dal mercato azionario a quello obbligazionario.

Si sa, le obbligazioni di Stato sono garantite dai singoli stati e sono un investimento sicuro quasi al 100% ( a meno che uno Stato non vada in default, ma ce ne vuole).

In particolare, per gli investitori italiani , sono usciti delle obbligazioni indicizzate all’inflazione le quali, anche se non faranno guadagnare tantissimo, aiuteranno a superare questo momento di crisi della finanza e riusciranno a contenere le eventuali perdite, causate dall’inflazione e dalla relativa perdita di potere d’acquisto.

In particolare Vi consigliamo di visitare la pagina NUOVE EMISSIONI DI OBBLIGAZIONI DI STATO , dove potrete trovare le ultime obbligazioni da comprare con tassi di interesse molto interessanti.

Inflazione, debito e recupero

La buona notizia è che nella zona euro l’inflazione ha perso la sua crescita, ma è comunque ancora a due cifre.

L’inflazione è nemica degli investitori obbligazionari perché un aumento del costo della vita è solitamente seguito da tassi di interesse in aumento, rendendo i pagamenti degli interessi obbligazionari meno attraenti e allontanando gli investitori dalla classe di attività. In molti paesi, i rendimenti dei titoli di Stato sono negativi in ​​termini assoluti (ad esempio, il gilt britannico a due e cinque anni) e negativi in ​​termini reali, se si tiene conto dell’inflazione.

Questo viene combattuto dalle Banche centrali aumentando il costo del denaro: in questo modo aumentano gli interessi sulle obbligazioni di Stato rendendole di fatto più appetibili agli investitori e permettendo così allo Stato di continuare a fare il suo lavoro: fare debito, per investire soldi e far girare l’economia.

Per il 2023 ancora ci sarà inflazione ma gli analisti si dividono in ottimisti e pessimisti.

Alcuni pensano che l’inflazione rimarrà ancora per anni, mentre altri pensano che l’inflazione nel 2023 rientrerà ad una soglia intorno al 2-3% quindi una “inflazione buona” che anzi aiuterà la crescita economica mondiale.

Certo che le incertezze sulla guerra che c’è in Ucraina dopo l’invasione della Russia , con le relative sanzioni ed una guerra economica occidente contro Russia lasciano strascichi non positivi.

C’è da dire che su una cosa gli analisti sono tutti concordi; se in Ucraina si arrivasse ad un accordo, le sanzioni potrebbero allentarsi e l’economia potrebbe ritornare a crescere

Le migliori obbligazioni di Stato sono quelle dei paesi emergenti, ma anche rischiose.

Il posto migliore per gli investitori a reddito fisso è al di fuori delle economie avanzate. È sempre stato così, ma sono stati evitati, per la maggior parte, a causa del rischio e del fatto che l’allentamento quantitativo ha reso gli Stati Uniti l’unico gioco in città dal 2009.

Nonostante i tassi del debito USA sono molto cresciuti e che le obbligazioni USA siano lo strumento finanziario più sicuro del mondo, le obbligazioni degli Stati in crescita sono molto appetibili in quanto hanno interessi piuttosto alti.

Ma per i singoli investitori più esperti, l’unico modo per essere ripagati nel reddito fisso è l’acquisto di obbligazioni o fondi obbligazionari che detengono il debito di governi e società straniere.

“I mercati emergenti nel 2022 saranno migliori, e sì, molte persone hanno fatto questa previsione ormai da un paio d’anni”, afferma Bob Doll, capo stratega azionario di Nuveen. Pensa che i mercati emergenti sovraperformeranno tra le classi di attività, non solo le azioni.

“Pensiamo di essere nel punto giusto in cui i mercati emergenti in grado di battere la debolezza del dollaro USA saranno la chiave per ottenere quella previsione giusta”, afferma.

L’anno scorso si è concluso con gli investitori istituzionali che si sono accumulati nel reddito fisso dei mercati emergenti, in particolare dai gestori patrimoniali europei che si occupano di disgustosi tassi di interesse negativi.

“Lo scorso anno abbiamo sovraponderato il credito dei mercati emergenti, principalmente attraverso le obbligazioni in valuta locale e abbiamo aumentato la nostra esposizione complessiva alla fine del 2019 perché pensavamo di avere sviluppi commerciali migliori e quindi un sentimento migliore per i mercati emergenti”, afferma Olivier Marciot, un gestore di fondi multi-strategia presso Unigestion, un gestore patrimoniale da 23 miliardi di dollari a Ginevra. Marciot investe ampiamente in obbligazioni, quindi sta raccogliendo indici ed evitando di essere specifici per paese o azienda.

Negli ultimi 12 mesi, gli investitori al dettaglio che detengono l’ampio fondo negoziato in titoli del debito dei mercati emergenti delle attività occidentali ( EMD ), che investe in obbligazioni denominate in dollari del Perù (rendimento dell’8,75%), dell’Indonesia (5,25%), della Colombia (7,38%) e La Russia (7,5%), solo per citarne alcuni, ha visto aumentare il suo prezzo delle azioni del 13,4% rispetto al 4% dell’ETF iShares 3-7 Year Treasury Bond.

L’innesco per una migliore prospettiva delle obbligazioni dei mercati emergenti quest’anno sarà l’ulteriore rallentamento dell’economia statunitense, qualcosa che la Banca Mondiale ha previsto questa settimana e un dollaro più debole. Un dollaro debole fa sempre bene ai mercati emergenti.

Mentre i grandi investitori monetari si allontanano dal dollaro, si stanno spostando in attività in valuta estera, ovvero reddito fisso. Questo sta facendo salire i prezzi delle obbligazioni ed è buono per il rendimento totale, che è il rendimento più l’apprezzamento (o l’ammortamento) dei prezzi delle obbligazioni.

Per i gestori di fondi e i trader ciò significa una valutazione più elevata e spread più stretti, quindi meno opportunità al rialzo per loro. Ma per gli investitori al dettaglio non interessati a tutto ciò e alla ricerca di rendimento alla fine dell’anno, possono ancora trovarlo qui.

“Penso che gli investitori faranno meglio in obbligazioni in valuta locale e forse otterranno una media del 5,25% all’anno per un’obbligazione quinquennale”, afferma Jan Dehn, responsabile della ricerca presso Ashmore Group, un grande gestore di fondi obbligazionari dei mercati emergenti con sede a Londra . “Ti siedi su questo per cinque anni e otterrai il 20% solo dai buoni sconto. Scommetto che se il dollaro si indebolisce, puoi ottenere un altro 20% oltre a quello in soli cinque anni nel solo apprezzamento del forex. Ecco dove vorrei essere “, dice.

Paesi emergenti da dove comprare obbligazioni High Yeld nel 2022

Per i grandi investitori in denaro, a Dehn piacciono i titoli societari cinesi e i titoli di stato locali. La Cina si unisce all’indice JP Morgan Global Bond a febbraio, il che significa che il peso dell’indice sulla Cina è salito al 10% in soli dieci mesi. Ciò significa che i fondi indicizzati passivi saranno sostanzialmente incaricati di acquistare. Più denaro che scorre nelle obbligazioni cinesi fa salire i prezzi delle obbligazioni. Questo non è eccezionale per il rendimento per i nuovi arrivati, ma è un esempio di come la domanda per la Cina tramite la ponderazione dell’indice sta contribuendo a guidare il rendimento totale nella giusta direzione. Chiunque detenga un’obbligazione cinese ora vedrà probabilmente il suo aumento dei prezzi delle obbligazioni.

Gli altri due favoriti di Ashmore sono i titoli di stato locali a breve termine del Brasile e il debito sovrano dell’Ecuador.

Wall Street ha valutato erroneamente un grosso rischio nel terzo trimestre durante un’eruzione di disordini politici in tutta l’America Latina. L’Ecuador è diventato molto economico per i nuovi arrivati ​​con la caduta dei prezzi delle obbligazioni. Il rischio di insolvenza è inferiore a quanto suggeriscono i prezzi delle obbligazioni, Dehn pensa ai titoli sovrani con rating B dell’Ecuador.

Non è facile per gli investitori acquistare titoli di Stato o di debito estero. Spesso arrivano con un investimento minimo di $ 100.000 o $ 1 milione. È anche più difficile diversificare se la maggior parte del capitale di investimento è destinata a un’attività.

Investi su questo per cinque anni e otterrai il 20% solo dagli interessi. Scommetto che se il dollaro si indebolisce, puoi ottenere un altro 20% oltre a quello in soli cinque anni di apprezzamento forex ”.

Jan Dehn, capo della ricerca, Ashmore Group

Gli investitori al dettaglio con molto meno denaro da mettere in opera hanno bisogno di fondi comuni di investimento per questo commercio, oppure i principali ETF come EMD e iShares JP Morgan Emerging Market Local Currency Bond Fund (LEMB).

Nel frattempo, i gestori di fondi comuni di investimento obbligazionari e multiasse hanno diversi prodotti a reddito fisso tra cui scegliere man mano che il mercato cresce.

Dal 2009, la dimensione del mercato obbligazionario corporate dei mercati emergenti denominati in dollari è passata da 240 miliardi di dollari a 1,1 trilioni di dollari di oggi. Il mercato delle obbligazioni societarie statunitensi è raddoppiato a  6,1 trilioni di dollari.

Il numero di paesi rappresentati nell’indice JP Morgan Corporate EM Bond è passato da 34 a 55 nell’ultimo decennio. La classe di attività è diventata sempre più diversificata, quindi gli investitori al dettaglio possono scegliere un fondo obbligazionario onnicomprensivo e dormire meglio di notte rispetto all’investitore che ha acquistato l’Argentina due anni fa.

migliori Obbligazioni societarie High Yield
Obbligazioni societarie High Yield dei mercati emergenti e obbligazioni sovrane e quasi sovrane dei mercati emergenti

Obbligazioni societarie High Yield dei mercati emergenti

Negli ultimi cinque anni, gli investitori che hanno acquistato debito societario ad alto rendimento dei mercati emergenti hanno realizzato un rendimento complessivo del + 36,5%. Solo il capitale USA ha fatto meglio.

Il debito societario di livello investment grade al di fuori degli Stati Uniti è salito e le loro controparti statunitensi, rispettivamente del 26% e del 27%. Gli investitori a reddito fisso non devono immergersi nella qualità del credito per essere pagati.

“Un’allocazione alle società dei mercati emergenti, in particolare in combinazione con l’esposizione azionaria dei mercati emergenti, può offrire protezione sia del rendimento che del ribasso”, scrive gli specialisti del portafoglio TCW guidati da Anisha Goodly in una nota ai clienti questa settimana.

Un altro modo di investire

Morgan Harting, un gestore di fondi per la strategia multiasset dei mercati emergenti dell’Alleanza Bernstein, ritiene che gli investitori a reddito fisso che desiderano ancora i giorni dei CD bancari al 5% qui a casa staranno meglio semplicemente tenendo un portafoglio titoli globale di obbligazioni dei mercati emergenti e azioni che pagano dividendi .

“Se investi in reddito fisso, puoi preservare il rendimento e ottenere un rendimento di circa il 5% o più in questo modo. Abbiamo circa un quarto del fondo in obbligazioni e acquistiamo azioni di dividendi e crescita “, afferma. “Un portafoglio di obbligazioni è migliore perché il massimo vantaggio è quello di recuperare i tuoi soldi più il rendimento. Quello che mi piace di un approccio multiasset al reddito fisso globale è che hai più fonti di reddito – da dividendi e rendimenti obbligazionari, oltre alla valuta. È un altro modo per entrare e sarà sicuramente più accessibile di quello che le grandi istituzioni possono comprare. ”

Articoli di approfondimento sul tema Obbligazioni che troverete in questo sito:

Pubblicista finanziario e operatore turistico, ha frequentato la Facoltà di Economia e Commercio e il Dipartimento di Lettere, lingue, letterature , civiltà antiche e moderne, presso UniPG

11 commenti

  1. Bisogna sconsigliare gli investimenti in fondi. Il capitale non è garantito. Si può anche dimezzare il capitale investito. Questo le Banche, non lo dicono mai.

    1. Come si puo dimezzare il capitale investito. Un fondo obbligazionario oscilla sempre. L’importante e’ non vendere quando il fondo oscilla verso il basso. Ha lo stesso andamento del valore nominale d una obbligazione.

  2. Qualsiasi entità può essere una fregatura ,da un bene immobile ad un fondo, a un titolo di stato, ad un certificato ,ad una polizza, dipende da quando lo compri o da quando lo vendi. Si chiama timing.

    1. Caro Amico. Ti consiglio le Obbligazioni con almeno doppia A di affidamento. Comprarle al di sotto del prezzo di emissione. Trovi i tassi di interesse, le scadenze e cerca quella in Euro. Eviterai le perdite, nel cambio. Cerca quelle non subordinate. Evita le azioni, che con la crisi che si presenta, saranno disastrate.
      Se credi mi puoi scrivere su Messenger.
      privatamente. Non prendere mai fondi, il capitale, non è garantito. Ci guadagna solo la banca, che li gestisce.

  3. In base alla mia esperienza investendo nei fondi qualche volta si guadagna, più spesso si perde. Una cosa è certa, le banche ci guadagnano sempre!

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