Obbligazioni Convertibili: Cosa Sono e Conviene Investire in Bond Convertibili

Tra le varie opportunità d’investimento vi sono i bond convertibili, strumenti ibridi dal rischio ridotto, che fondono le caratteristiche tipiche delle obbligazioni e quelle delle azioni. Sono opzioni offerte delle società per azioni direttamente agli investitori, che avranno la possibilità di convertirle a loro discrezione. Asset alternativo, conviene investire in obbligazioni convertibili?

Cosa sono le obbligazioni convertibili?

Chiamate anche bond convertibili, le obbligazioni convertibili sono un asset ibrido con posizione intermedia tra titoli obbligazionari e azionari. Garantiscono un tasso di interesse e sono caratterizzate dalla clausola delle convertibilità.

Sono divise in due componenti base:

  • Titolo di debito, o bond comune, con rimborso di cedole semestrali o annuali alla scadenza, con tasso fisso o variabile salvo insolvenza
  • Titolo azionario, con opzione call per convertire il prestito obbligazionario in azioni

Principali differenze dall’obbligazione tradizionale sono la presenza del rapporto di conversione, che determina il prezzo a cui il titolo sarà trasformato in azione ed è definito al momento dell’emissione, e la possibilità di partecipazione azionaria nella società emittente. Su base di contratto, la procedura di conversione dei bond può essere:

  • Diretta, in azioni della società emittente
  • Indiretta, in azioni di società terze

Motivo per cui le società per azioni emettono questi bond è evitare di trasmettere eventuali segnali negativi al mercato, facendo intendere una certa solidità sul lungo periodo e, quindi, il futuro incremento del prezzo delle sue azioni.

Hanno durata dai 2 ai 10 anni. Alla scadenza, la possibilità di convertire le proprie obbligazioni è a discrezione dell’investitore, che attraverso richiesta diretta all’azienda può scegliere se restare suo creditore o divenirne socio.

In Italia sono disciplinate dal d.l. 239/1996 sul regime fiscale delle obbligazioni.

Obbligazioni Convertibili: Cosa Sono e Conviene Investire in Bond Convertibili
Immagine sopra: una vecchia obbligazione bancaria

Come investire in obbligazioni convertibili?

Prima di effettuare l’investimento in bond convertibili, è estremamente importante analizzare in modo approfondito l’azienda su cui si punta, conoscendo dettagliatamente:

  • Settore d’appartenenza
  • Asset societario
  • Situazione finanziaria/reddituale
  • Concorrenza

Oltre alle caratteristiche aziendali, è importante valutare le tempistiche d’investimento: le conversioni possono essere sospese in determinati periodi dell’anno, specialmente in caso di distribuzione dividendi o approvazione bilancio. Investirvi consente inoltre di legare il valore intrinseco della società al proprio portafoglio, diversificato o meno che sia, minimizzandone il rischio.

Si può investire in bond convertibili con gli ETF?

Sul mercato sono disponibili ETF che includono panieri di obbligazioni convertibili nazionali e internazionali, con dividendi distribuiti semestralmente o annualmente. Le modalità d’investimento possono essere a replica:

  • Fisica, si detengono tutti i titoli obbligazionari che compongono l’indice da clonare
  • Fisica a campione, si detengono solo alcuni titoli obbligazionari nell’indice
  • Sintetica, si detiene un paniere sostitutivo a quello che viene replicato fisicamente

Sebbene i rendimenti medi a scadenza possano essere negativi, gli effettivi guadagni attesi dagli ETF d’obbligazioni convertibili deriveranno strettamente dalla crescita delle borse. In alternativa, esistono fondi speculativi incentrati sui bond convertibili, che hanno l’obiettivo di massimizzare i ricavi in tendenze sia rialziste che ribassiste.

Vantaggi dei bond convertibili

Nonostante abbiano rendimenti minori rispetto agli strumenti comuni per via del costo dell’opzione, rispetto a questi ultimi la volatilità dei bond convertibili è solamente del 30% di quella degli asset da cui derivano: il caso di rialzo beneficeranno dei risultati positivi, in caso di ribasso manterrebbero il prezzo obbligazionario rimborsabile alla scadenza, poiché la loro natura offre maggiore protezione.

Inoltre, in caso di fallimento societario hanno priorità di rimborso rispetto ai titoli azionari. Si possono quindi ritenere investimenti a basso rischio. Altro vantaggio è la libera scelta dello status dell’investitore, che sia esso da creditore o socio.

Svantaggi dei bond convertibili

Principale svantaggio di questo asset riguarda la conversione in caso di ribassi contemporanei dei mercati azionario e obbligazionario: al contrario delle obbligazioni ordinarie che mantengono i medesimi rendimenti, quelle convertibili avranno profitti inferiori fino al 50%. Anche in caso di risultati positivi, inoltre, le azioni dovranno aumentare significativamente, almeno del 30%, prima che la conversione risulti conveniente.

Altro punto debole riguarda poi l’irreversibilità della conversione: una volta trasformate in azioni, le obbligazioni non esisteranno più e non saranno quindi più rimborsabili, sarà quindi fondamentale valutare l’operazione, conoscendo nel dettaglio la società su cui si investe.

Conviene davvero investire in obbligazioni convertibili?

Osservando le caratteristiche dei bond convertibili, si può dire che questo asset alternativo presenta un rendimento asimmetrico: può beneficiare della crescita del mercato azionario e allo stesso tempo godere di risultati favorevoli anche in caso di ribasso. Secondo la società d’investimento Wellesley Asset Management, durante la storia tale asset ha partecipato all’interno di un ciclo di mercato finanziario per il 50-60% delle tendenze rialziste e 30-40% delle ribassiste: anche nel 2020 hanno avuto rendimenti migliori dei titoli nell’S&P500.

Caratteristiche che lo rendono un investimento versatile e dal rischio abbattibile, in grado di evitare forti flessioni davanti oscillazioni o periodi di crisi economica. Ciò avviene specialmente per titoli a tasso fisso, che previa stabilità e resilienza dell’azienda di riferimento possono restituire ricavi superiori, seppur sul lungo periodo e a più emissioni vista la loro durata, a differenza degli investimenti prettamente azionari o in hedge fund.

A conti fatti, vista l’attuale situazione finanziaria internazionale, i bond convertibili possono diventare parte integrante del portafoglio, unendosi all’asset obbligazionario già presente senza necessità di sostituirlo: di conseguenza, rientrano nella diversificazione incrementandone i rendimenti e riducendone i rischi. Ovviamente valutando sempre fattori geografici, criticità geo-politiche e fattori di rischio dell’azienda su cui si desidera investire.

In conclusione, si può confermare l’assoluta convenienza di questo asset, considerando maggiore protezione e minore volatilità ma, nonostante siano un valido strumento per chi voglia creare stabilmente una rendita, occorre però ricordare che fanno parte di un mercato recente, settoriale e non sempre opportunamente conosciuto. Per tale ragione ogni investimento a esso legato necessita studio e specializzazione, anche quando incluso in ETF, a cominciare dall’analisi approfondita dell’azienda che ne emette.

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