Azioni Unicredit: Quotazioni, Dividendo, Previsioni 2019. Conviene investire?

Cerchiamo di capire se investire in azioni Unicredit può essere una buona mossa, quali sono le previsioni per la quotazione del titolo in borsa, i dividendi.
Le azioni Unicredit spa (ex Unicredito Italiano spa) è uno dei primari gruppi bancari in Italia ed in Europa.
Il gruppo eroga servizi bancari e finanziari ad oltre 25 milioni di clienti, e si colloca al secondo posto, nella classifica dei gruppi bancari italiani, dopo Intesa SanPaolo spa.
Le relative azioni (ordinarie) sono quotate alla Borsa di Milano, indice FTSE MIB.
La sede legale è a Milano, ed il gruppo annovera quasi 4800 filiali, di cui circa 1700 all’estero.
Presidente attuale è Giuseppe Vita, ed amministratore delegato è Jean Pierre Mustier. Il gruppo Unicredit, così come lo conosciamo oggi, ha alle spalle una “storia” travagliata, e sorge da diverse fusioni ed integrazioni avvenute durante gli anni tra diversi istituti di credito italiani, tra cui si ricorda Capitalia (ex Banca di Roma).

Ultime news sul gruppo Unicredit

La crisi in Turchia ed il crollo della lira Turca stanno mettendo in difficoltà anche Unicredit, che è esposta per alcuni miliardi di euro con la nazione mediorientale.

Unicredit, anche nel 2018 è una banca solida, ma certo la possibilità di perdere dei crediti,  anche se pochi rispetto al capitale del colosso finanziario italiano, mette in apprensione gli investitori ed il titolo ne sta subendo le conseguenze.

Di questi giorni, due news rilevanti che mostrano la forza (ritrovata) del gruppo Unicredit.

La prima riguarda il finanziamento per circa Eur 300 milioni da Bei verso Unicredit per la concessione di finanziamenti le società Mid-Cap italiane. L’accordo rafforza il legame tra Unicredit e BEI per sostenere il sistema produttivo italiano.

La seconda riguarda l’accordo siglato con Alibaba Group per supportare le aziende italiane che esportano. Sia Unicredit, sia Alibaba, promuoveranno iniziative di marketing volte a promuovere l’export italiano sulla piattaforma (Alibaba.com). I clienti di Unicredit avranno l’accesso diretto ad Alibaba.com, il più grande mercato globale online cinese. Inoltre, Unicredit supporterà le azione italiane a raggiungere la clientela internazionale attraverso servizi dedicati (servizi di vendita).

QUOTAZIONE AZIONI UNICREDIT


La storia delle azioni Unicredit tra passato, presente e futuro

Unicredit, come sopra detto, è uno dei maggiori gruppi bancari in ambito europeo. Così come si presenta oggi il gruppo bancario è il risultato di un lungo processo di integrazione di diverse realtà bancarie italiane.

Le azioni Unicredit ordinarie (ISIN IT0005239360) sono scambiate sul mercato telematico di Borsa Italiana (MTA), segmento blue-chip MTA. Le stesse sono parte del paniere dell’indice FTSE MIB.

Oltre che sul mercato italiano, le azioni Unicredit, dal 2005, sono scambiate nel listino della Borsa tedesca di Francofrorte (F.S.E.) e alla Borsa di Warszawa – Polonia (W.S.E.).

Attualmente le azioni Unicredit in circolazione sono quasi 6,2 miliardi; accanto alle ordinarie, sono in circolazione anche le azioni di risparmio (circa 2,5 milioni).

I principali azionisti del Gruppo Unicredit sono Aabar Luxembourg sarl, Black Rock, Fondazione C.R.Verona, Vicenza, Belluno e Ancona, Central Bank of Lybia, e la Fondazione C.R. Torino.

Al momento (metà Febbraio 2018), le azioni ordinarie Unicredit hanno una quotazione compresa tra Eur 17,58  ed Eur 17,81.

Le azioni hanno conosciuto un forte crollo al termine del 2015, e volendo essere più precisi, la perdita è stata prossima al 50%.

Le ragioni di un così forte deprezzamento sono state le generali tensioni che hanno coinvolto l’intero sistema bancario (in quel periodo ma non ancora concluso), ed in particolar modo, il forte problema dei crediti deteriorati in bilancio. Unicredit è riuscita, purtroppo, a fare peggio dell’intero comparto, bruciando diversi miliardi di Eur (una cifra prossima ad Eur 14 miliardi).

Il crollo è stato determinato anche dal caso Banca Popolare di Vicenza, nei confronti della quale Unicredit avrebbe dovuto fornire garanzia per un aumento di capitale che purtroppo è fallito. In particolare si ricorderà la costituzione del Fondo Atlante che ha reso inutile l’aumento di capitale della Banca Popolare di Vicenza.

Ipotizzare come possano evolvere le quotazioni delle azioni (ordinarie) di Unicredit è complesso. Vi sono vari fattori che riguardano sia la banca in sé stessa, sia la condizione economica generale. Come noto, ogni previsione si compie valutando le quotazioni pregresse, valutando i bilanci, le trimestrali periodiche, e le valutazione che gli analisti compiono.

Sulle quotazioni influiscono, poi, anche le quotazioni delle azioni dei principali gruppi bancari concorrenti, dato non irrilevante.

Sicuramente se si vuole investire in azioni Unicredit (nel lungo periodo) bisogna tenere in considerazione le stime sui bilanci futuri e la forza di azione dei piani industriali .

Dividendo azioni Unicredit:

Se diamo un occhio ai dividendi distribuiti negli ultimi anni, notiamo quanto segue.

Nel 2015 l’assemblea degli azionisti ha deciso di distribuire ai soci un dividendo pari ad Eur 0,12 ad azione ordinaria.

Dato simile è rilevabile nell’anno 2014.

Nel 2013, l’assemblea degli azionisti ha deliberato la distribuzione ai soci di un dividendo di Eur 0,10 ad azione.

Interessante notare come nell’esercizio 2015, Unicredit ha corrisposto il dividendo (sopra citato) tramite scrip dividend, ossia la corresponsione ai soci di nuove azioni, oppure in denaro a scelta dell’azionista (socio). È stato posto a carico dell’azionista il comunicare ad Unicredit la modalità con la quale intendeva percepire il dividendo.

Oltre il 2015, vi sono stati tre esercizi in cui Unicredit ha riconosciuto uno scrip dividend; per trovare il riconoscimento di un pagamento in denaro (puro), è necessario risalire all’esercizio 2012.

Comparando il valore di questi dividendi con quelli anteriori al 2010, si nota una forte discrepanza. Nell’esercizio 2007 era stato riconosciuto un dividendo di EUR 0,26 ad azione, mentre nel 2009, in piena crisi, il dividendo fu di Eur 0,03 ad azione.

Il crollo generale del dividendo Unicredit, ed il cambio di modalità di regolamento, non è una casualità: il gruppo bancario ha dovuto realizzare importanti operazioni di rafforzamento patrimoniale, oltre che l’influenza della crisi economica in forza durante gli anni.

Le previsioni sul dividendo Unicredit per i prossimi anni (esercizi) vedono il management impegnato a “migliorare” l’entità del dividendo. Tale impegno è presente, e ribadito, nel sito istituzionale del gruppo alla sezione dividendi.

Azioni Unicredit e dividendo per l’esercizio 2018

Il dividendo di Unicredit per l’esercizio 2017 promette di essere superiore al passato.

Il Consiglio di amministrazione di Unicredit ha stabilito che il dividendo per l’esercizio 2017, pagato nel corso del 2018, sarà pari ad Eur 0,32 ad azione (ordinaria).

Il valore sopra citato è superiore alle attese (gli analisti stimavano un massimo di Eur 0,30 ad azione).

La cifra totale per cui Unicredit sarà impegnata, per pagare i dividendi, si aggira a circa Eur 0,7 miliardi, ed è prossimo allo 0.2% dell’utile netto della banca (2017).

Oltre ad avere deliberato in tema di dividendi, il Consiglio di amministrazione di Unicredi ha deliberato anche sui risultati dell’esercizio appena concluso.

Il 2017 ha visto Unicredit realizzare un fatturato per Eur 19.6 miliardi (aumento dell’ 1,7% rispetto al 2016).

L’utile netto rettificato ammonta ad Eur 3,7 miliardi (in calo rispetto all’esercizio 2016).

La situazione, al termine del 2017, in tema di crediti deteriorati, ha visto una discesa di oltre il 5%. Il totale dei crediti deteriorati (lordi) è stato di Eur 48,4 miliardi, i crediti deteriorati (netti) sono scesi ad Eur 21,2 miliardi.

Il piano industriale di Unicredit (Transform 2019), avviato nel corso del 2017, mostra che gli obiettivi prefissati sono stati raggiunti. L’outlook sulle azioni Unicredit, sulla base di tale elemento, sono passate in situazione buy, sostenute dalle comunicazioni sul dividendo delle azioni Intesa SanPaolo 2018 che, pare, non soddisfare le aspettative.

Azioni Unicredit: quotazioni, dividendo, previsioni 2018. Conviene investire?
Quotazione azioni UNICREDIT Marzo 2013 – Marzo 2018

Azioni Unicredit: cercheremo di capire se conviene investire in azioni Unicredit, con aggiornamenti quando ci sono i momenti più importanti, come le pubblicazioni dei dati trimestrali, dei dividendi. Unicredit è il  primo gruppo finanziario italiano , quindi è fondamentale conoscere il suo stato di salute non solo per gli investitori diretti, ma anche per i suoi migliaia di clienti italiani, per l’intero sistema bancario italiano e per le sorti della Nostra economia
Nuovo piano industriale è questo quello che ci si aspetta dal nuovo AD che sostituirà Ghizzoni dal 9 Giugno 2016, momento in cui verrà eletto.
L’azienda ha perso il 50% del valore delle proprie azioni in questi primi mesi del 2016,  proprio come altre banche italiane, ma Unicredit non ha avuto una ripresa come ad esempio MPS, quindi gli azionisti di riferimento, ex sponsor di Ghizzoni hanno deciso che la misura era colma e di fare una brusca sterzata, virando verso un nuovo Amministratore Delegato ed un nuovo piano industriale..

Aggiornamento 10 Maggio 2016: non ci sarà un aumento di capitale, nonostante il prezzo delle azioni di Unicredit sia precipitato da oltre 6 euro di un anno fa’, sotto la soglia psicologica dei 3 euro, assestandosi a 2,93 euro per azione di oggi, giorno della pubblicazione dei dati trimestrali il più grande istituto di credito italiano non ha intenzioni di fare aumenti di capitale, nonostante il suo CET 1 RATIO sia arrivato a 10,85%. La 1a trimestale del 2016 è stata approvata con un calo del 20% sul’utile netto, passato da oltre 512 a 406 ( anche se per la verità, gli analisti si aspettavano pure qualcosa in meno). Questi dati, sono dovuti specialmente ad un credito meno volatile ( – 22,9% rispetto al 2015). I ricavi sono calati del 4,7%; in particolare è il Trading a non portare più i guadagni di prima, con un crollo dei questo settore del 41,5%.

Situazione 2016: anche il valore delle azioni Unicredit, ha subito la crisi finanziaria di questo inizio dell’anno anche le altre azioni di banche italiane stanno subendo, i motivi sono da ricercare nella più complessa crisi finanziaria delle Banche Europee che ha 2 principali cause, cioè la diminuzione delle stime di crescita dell’economia mondiale, nonchè l’introduzione della norma del Bail In , da attuarsi in caso di fallimento di una banca europea, che ha visto gli investitori puntare su forme di investimento meno rischiose, ma cosa sarà allora delle azioni delle banche italiane, e delle azioni di Unicredit?

My Genius, il conto corrente

Purtroppo l’andamento delle borse internazionali non lascia presagire nulla di buono, questo a livello planetario, diciamo, Unicredit è una banca, quindi possiamo dire che per il momento ha tenuto bene all’impatto, ma secondo molti analisti, la crisi finanziaria vera e propria deve ancora arrivare.
Speriamo di no, speriamo che questi analisti si sbaglino, purtroppo però non ci sono segnali positivi, a parte i solidi ‘rimbalzi’ tecnici, normali nelle borse.
Il valore delle azioni Unicredit è arrivato a 3,20 euro l’una al 20 Febbraio 2016, da un prezzo per azione di 5,86 euro al 20 febbraio 2015.

Un investimento in azioni Unicredit, rimane quindi sconsigliato ai meno esperti, ma anche ai più esperti (cioè i trader) dovrebbero lasciare perdere, come molti esperti di trading consigliano, in quanto é un titolo troppo imprevedibile e con variazioni troppo veloci, almeno per il momento.dividendo azioni unicredit

Il prezzo delle azioni Unicredit, a distanza di un anno:

  • dal 10 Maggio 2015 a 6,53 euro
  •   al 10 Maggio 2016 a 2,93 euro

Unicredit é uno dei gruppi finanziari più grandi in Italia ed in Europa:

Unicredit nasce recentemente, da una fusione di più banche: Credito italiano ( formato da più banche) e Unicredito italiano ( anche qui un gruppo di banche). Era il 1998 e la smania di Bigger is Better aveva preso la finanza italiana. Ma è proprio vero che più grande è meglio?
Il marchio come lo conosciamo oggi è del 2003, intanto come una grande balena Unicredit continua a fagocitare altre piccole realtà locali, come la ex-Banca dell’Umbria.
Unicredit non è solo la più grande realtà bancaria italiana, è anche una delle più grandi in tutta Europa; ha grandi interessi in Polonia ( dove, tramite diverse operazioni, ha acquisito diverse banche e ora ha oltre 200 sportelli), Croazia , Germania , dove è ora padrona di Allianz ed è al 15% di quota a livello bancario, seconda solo a Deutsche Bank, 2a in Italia, Austria, Slovenia, e praticamente tutti i paesi di quella che una volta veniva chiamata Europa dell’Est.
Unicredit controlla direttamente Pioneer Investments, un gruppo leader a livello mondiale del risparmio gestito , 223 miliardi di $ di assets e 2 mila dipendenti di 28 diversi paesi del mondo.

Aumento di capitale per Unicredit:

Come dicevamo per il 1° trimestre 2016, l’assemblea ha votato il Bilancio e per il momento è stata smentita la voce che voleva un ennesimo aumento di capitale di Unicredit.
Unicredit ha fatto diversi aumenti di capitale in questi ultimi anni, ma non sembra che stavolta i vertici siano propensi a fare questa scelta. D’altronde il dato più interessante che è uscito dall’ultima trimestrale è la notevole diminuzione del numero di crediti inesigibili, vera spada di Damocle nella testa delle banche italiane.
Di questo passo, abbattendo il numero di crediti inesigibili che gli arriva ogni trimestre e che ogni banca inevitabilmente ( facendo credito) incorpora,  nel giro di 1 solo anno, il bilancio di Unicredit potrà tornare solido molto più di quanto non lo è mai stato.

Azioni interessanti da tenere sotto occhio:

 Azioni MPS  Azioni Deutsche Bank  Azioni Ferrovie italiane
 Azioni TESLA  Azioni Poste italiane  Azioni Ferrari
 Azioni FCA Fiat  Azioni Banca Finnat  Azioni ENI
 Azioni Technogym

Azioni Mediobanca

 Azioni Veneto Banca

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Collaboratore di Economia Italia dal 2012, scrive di economia, finanza e politica dal 2007. Diplomato in ragioneria, è pubblicista e operatore turistico, ha frequentato la Facoltà di Economia e Commercio e il Dipartimento di Lettere, lingue, letterature , civiltà antiche e moderne, presso l'Università degli Studi di Perugia.

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