Azioni Unicredit: Previsioni 2022 Target Price, Dividendi: Conviene Investire?

Cerchiamo di capire se investire in azioni Unicredit può essere una buona mossa, quali sono le previsioni per la quotazione del titolo in borsa, i dividendi leggendo le la quotazione e gli indicatori trimestrali ( più avanti scorrendo l’articolo) .

Le azioni Unicredit spa (ex Unicredito Italiano spa) è uno dei primari gruppi bancari in Italia ed in Europa e nel 2021 dovrebbe far parte di quel pacchetto di fusioni tra banche italiane ( parliamo della fusione con BMPS ) . Dopo l’invasione dell’Ucraina e le relative sanzioni come il blocco SWIFT contro la Russia questo titolo ha avuto delle difficoltà per la sua esposizione nei mercato russo, ma l’esposizione non è così importante da mettere in pericolo questa banca.

QUOTAZIONE AZIONI UNICREDIT ( BIT: UCG )

Dati aggiornati Azioni Unicredit:

Volume scambi, Rapporto Dividendo/Prezzo, Dividendo per Azione, Rapporto Prezzo/Utili, Capitalizzazione, Margine EBITDA, Margine di Profitto, Prezzo obiettivo medio, Prezzo Obiettivo massimo, prezzo obiettivo minimo:

Previsioni prezzo obiettivo / Target Price: 

  • Massimo: 20 euro
  • Medio: 10 euro
  • Minimo: 5 euro

 

Resta il fatto che il titolo ha perso più del 20% del suo valore in pochi giorni.

Il gruppo eroga servizi bancari e finanziari ad oltre 25 milioni di clienti, e si colloca al secondo posto, nella classifica dei gruppi bancari italiani, dopo Intesa SanPaolo spa.
Le relative azioni (ordinarie) sono quotate alla Borsa di Milano, indice FTSE MIB.
La sede legale è a Milano, ed il gruppo annovera quasi 4800 filiali, di cui circa 1700 all’estero.
Presidente attuale è Giuseppe Vita, ed amministratore delegato è Jean Pierre Mustier. Il gruppo Unicredit, così come lo conosciamo oggi, ha alle spalle una “storia” travagliata, e sorge da diverse fusioni ed integrazioni avvenute durante gli anni tra diversi istituti di credito italiani, tra cui si ricorda Capitalia (ex Banca di Roma).

Cenni storici di Unicredit

Nata nel 1998 dalla fusione dei gruppi Unicredito e Credito Italiano con il nome Unicredito Italiano, Unicredit trova il suo attuale nome nel 2003 dopo un’operazione di rebranding e crea una serie di prodotti finanziari adatti sia a privati che a piccole, medie e grandi imprese. Ha sede a Milano.

Nel 2005 conclude un’offerta pubblica d’acquisto sull’istituto tedesco HVB-Group, raggiungendo oltre il 93% delle adesioni. Questa operazione porta Unicredit ad espandere la sua attività, aprendo sedi anche in Germania, Austria, Croazia e Polonia.

La crisi economica del 2008 causa al gruppo una perdita del 29%, ridimensionata grazie a interventi di salvaguardia; tuttavia nello stress test del 2010 effettuato dal Committee of European Banking Supervisors, Unicredit conferma la sua solidità finanziaria.

Superati gli effetti della crisi, il forte problema dei crediti deteriorati ed il non raggiungimento degli obiettivi prefissati dalla BCE, che tra 2014 e 2016 hanno portato le azioni Unicredit a perdere circa il 50% del loro valore, ad oggi l’istituto di Milano si presenta come uno dei più affidabili d’Italia.

Questo anche grazie alla vendita di circa 675 milioni di euro di crediti deteriorati a società specializzate, al finanziamento di 300 milioni di euro da parte della Banca Europea degli Investimenti e all’accordo commerciale con Alibaba, per supportare le aziende italiane che vi collaborano e l’esportazione dei loro prodotti.

Con una quota di mercato del 11,1%, si posiziona al secondo posto in Italia dopo Intesa Sanpaolo. Al 2019 è presente in 18 paesi del mondo, con 88 banche del gruppo solamente in Europa.

 

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La sede centrale di Unicredit a Milano – Porta Nuova

Ultime novità su Unicredit: il piano industriale per il 2022

(UCG.MI) ha reso noto i livelli di SREP validi a partire dal 1/3/2022.

BCE ha confermato per Unicredit il requisito di capitale in termini di CET 1 pari al 9.03% che include:

  • requisito minimo regolamentare di Pillar 1, pari al 4.5%
  • requisito aggiuntivo di Pillar 2, pari allo 0.98% (invariato vs 2021)
  • Capital Conservation Buffer pari al 2.5%
  • G-SIB buffer pari a 1%
  • Countercyclical buffer pari a 0.05%

Il requisito minimo complessivo relativo ai fondi propri (`Total Capital Ratio`) è confermato al 13.3%.

UCG supera ampiamente tutti i requisiti regolamentari. Sulla base dei dati FY21, il buffer di CET1 rispetto al requisito SREP, dopo aver dedotto l`impatto del buyback, risulta superiore a 500bps (CET1 FL post buyback al 14.1% vs 9.03%).

 

Ultimamente ci sono insistenti voci per cui Unicredit dovrebbe comprare MPS.

UniCredit continuerà a studiare potenziali fusioni e acquisizioni dopo aver deciso contro un accordo russo per rischi geopolitici, ma non si discosterà dai piani per restituire miliardi di capitale agli azionisti, ha affermato l’amministratore delegato Andrea Orcel.

La banca italiana ha riportato venerdì risultati per il 2021 migliori del previsto, con ricavi in ​​crescita e costi sotto controllo, e ha affermato che avrebbe restituito 3,75 miliardi di euro (4,2 miliardi di dollari) agli investitori attraverso dividendi e riacquisti di azioni.

Orcel, l’ex capo dell’investment banking presso l’istituto di credito svizzero UBS entrato in UniCredit ad aprile, scommette su obiettivi audaci di distribuzione del capitale per aumentare il valore di mercato della banca.

UniCredit negozia a sconto rispetto ai rivali, rendendo più difficile l’utilizzo delle sue azioni come valuta in una fusione, anche se hanno sovraperformato da quando Orcel si è impegnata a generare oltre 16 miliardi di euro di capitale entro il 2024 e restituirlo agli azionisti.

A partire da giovedì, le azioni UniCredit sono aumentate del 19% dal 9 dicembre, quando Orcel ha presentato la sua strategia, a fronte di un aumento del 9% nel più ampio settore bancario europeo.

Il track record di Orcel come uno degli affaristi più esperti d’Europa ha alimentato la speculazione persistente che potrebbe portare a termine un accordo di fusione, qualcosa che il suo predecessore Jean Pierre Mustier ha cercato invano di ottenere.

“Il nostro compito è esaminare tutte le opportunità in tutti i mercati in cui siamo… ma il livello di M&A è alto”, ha affermato Orcel. “Possiamo entrare nelle data room, parlare con gli altri… ma quelle discussioni non significano affatto che chiuderemo”.

Un accordo dovrebbe portare un elevato ritorno sull’investimento senza mettere a repentaglio la generazione di capitale e i piani di distribuzione, il che significa che le transazioni bolt-on erano più probabili, ha affermato.

IMPEGNO PER OBIETTIVI

“Mi sono impegnato a raggiungere determinati obiettivi in ​​termini di redditività, profilo di rischio, distribuzione superiore a 16 miliardi di euro e distribuzione sostenibile in seguito. Qualunque cosa facciamo nelle fusioni e acquisizioni, non dovresti aspettarti che potremmo deragliare in alcun modo da quegli obiettivi”, ha detto Orcel giornalisti in una chiamata.

Ha confermato che UniCredit, che ha rinunciato a un accordo di salvataggio con lo stato italiano per il rivale Monte dei Paschi in ottobre, aveva anche abbandonato una potenziale offerta per la banca statale russa Otkritie Bank a causa delle crescenti tensioni sull’Ucraina.

A seguito delle richieste delle autorità di regolamentazione affinché gli istituti di credito siano in allerta, Orcel ha affermato che le attività russe esistenti di UniCredit sono disposte ad adeguarsi a eventuali sanzioni, come aveva fatto in passato.

UniCredit, entrata in Russia nel 2007 e ora classificata come la dodicesima banca del Paese, avrebbe scambiato la sua attività locale con una partecipazione di controllo in Otkritie, che la banca centrale dovrebbe privatizzare attraverso una quotazione.

In questo modo, UniCredit non avrebbe aumentato significativamente la sua esposizione alla Russia, che rappresenta meno del 5% del capitale della banca, rafforzando la sua posizione sul mercato e risparmiando sui costi, ha affermato Orcel.

Invertendo i guadagni precedenti, le azioni UniCredit sono scese dello 0,5% alle 1433 GMT, mentre le banche europee avevano perso l’1,6% a causa di una più ampia ondata di vendite sui mercati azionari.

‘ORCEL EXPRESS’

UniCredit ha registrato un aumento del 5% dei ricavi nel 2021 a 18 miliardi di euro, in anticipo rispetto alla sua previsione di oltre 16 miliardi. Con 3,9 miliardi di euro, anche l’utile sottostante ha superato l’obiettivo di oltre 3,7 miliardi.

“In avanti e verso l’alto”, hanno affermato gli analisti di Citi, aggiungendo che i risultati hanno mostrato che la nuova strategia del gruppo stava dando i suoi frutti. “Tutti a bordo dell’Orcel-Express per un rendimento maggiore.”

Anche i costi complessivi sono stati inferiori alle previsioni della banca, nonostante l’aumento della retribuzione variabile per i dirigenti, e UniCredit ha riportato un coefficiente patrimoniale di base leggermente superiore alle attese.

I costi di ristrutturazione e altri oneri legati alle dismissioni di attività non fondamentali nell’ambito del piano 2022-2024 di Orcel hanno portato a una perdita di 1,44 miliardi di euro nel quarto trimestre, peggiore di una previsione media di 1,15 miliardi nel consenso degli analisti della banca.

UniCredit ha anche affermato di aver stretto nuovi accordi assicurativi con Allianz, che le hanno dato la possibilità di portare la sua joint venture italiana con l’assicuratore tedesco internamente nel 2024, se le regole sul capitale sulle partecipazioni assicurative avessero favorito tale opzione.

Orcel ha detto, tuttavia, che al momento non si aspettava di esercitarlo e che avrebbe continuato a lavorare con Allianz dopo aver esteso il loro accordo italiano di altri cinque anni fino al 2027.

In base al nuovo accordo con Allianz, che possiede il 3,13% di UniCredit, l’istituto di credito italiano potrà distribuire i propri prodotti attraverso la piattaforma digitale dell’assicuratore.

Orcel ha anche affermato che UniCredit avrebbe continuato a razionalizzare “sostanzialmente” i suoi molteplici partner assicurativi, ma non si aspettava di ridurli a uno.

Punti di forza della banca Unicredit

Il gruppo Unicredit mostra un posizionamento di riguardo nel comparto bancario italiano, mostrando di conseguenza maggiore stabilità rispetto a istituti competitor. Facilmente riconoscibile sia in Italia che all’estero, la sua immagine si è rafforzata ed espansa negli anni, diventando un imponente punto di riferimento sia per privati che per aziende.

A questo si aggiunge un influente ruolo nel panorama europeo, dove sono presenti 88 sedi del gruppo, e a livello internazionale, con un posizionamento geografico strategico e la presenza in 18 paesi tra cui Stati Uniti, Cina, Emirati Arabi e Sudafrica.

Tra i servizi che Unicredit offre vi sono:

  • Conti correnti e conti deposito
  • Finanziamenti finalizzati
  • Polizze assicurative
  • Piani di risparmio e investimento a rischio ridotto

Tutti i servizi sono facilmente accessibili e gestibili attraverso Banca Multicanale, che permette di effettuare ogni operazione, dalla più generica alla più specifica, direttamente online, da app, telefonicamente o semplicemente recandosi in filiale. A favore delle aziende sono poi disponibili fatturazione elettronica e servizi elettronici per particolari esigenze operative.

Con notevole attenzione alla privacy e alla sicurezza dei clienti, i prodotti Unicredit sono inoltre in regola con la Normativa Europea 389/2018 (PSD2) in vigore dal 14 settembre 2019.

Investitori e azionisti sui titoli Unicredit si sentono infine rassicurati dall’affidabile situazione finanziaria del gruppo, con uno dei maggiori punti di forza rappresentato dalla riduzione delle spese di gestione, dalla semplificazione delle pratiche e dai costi contenuti.

Punti di debolezza

Sebbene il gruppo di Milano sia riconosciuto come uno dei principali d’Europa, gli attivi che detiene presentano una qualità inferiore. Questo avviene a causa degli effetti di politiche di salvaguardia nella gestione di crisi economica e di crediti deteriorati, che non hanno tutelato i consumatori.

Elemento debole sono gli introiti aziendali, che restano bassi rispetto alle aspettative degli specialisti. Nonostante una corretta manovra delle spese di gestione, l’utile operativo mostra segni di debolezza, attestandosi a 1,191 miliardi di euro a maggio 2019, registrando un calo costante rispetto ai 1,727 miliardi di fine 2018; nel mentre, anche i ricavi totali registrano un pesante calo, contando 4,888 miliardi di euro a maggio 2019 rispetto ai 5,014 miliardi di fine 2018. Questo è avvenuto a causa della forte svalutazione della partecipata turca Yapi Kredi di agosto 2018.

A distanza di anni, inoltre, Unicredit sente ancora ripercussioni per il mancato rispetto delle esigenze dei fondi fissate dalla BCE nel 2015: ciò provocò un forte calo della sua quotazione azionaria sui mercati, con perdite vicine al 50%. I risultati richiesti sono stati mancati anche nel 2016, mostrando ulteriori segni di debolezza, aggravati dalla presenza del 15% di crediti deteriorati sul suo totale.

A settembre 2019 il valore delle azioni Unicredit si attesta a circa 10,38 euro, con un calo del 25,34% rispetto ai numeri di settembre 2018. Considerando anche le frequenti oscillazioni, è la principale ragione per cui molti investitori si mostrano ancora diffidenti sul loro acquisto.

Quanto conviene investire in azioni Unicredit?

Prima di cimentarsi nell’investimento, è estremamente importante decidere 2 parametri:

  • Quantità di azioni da acquistare
  • Durata dell’investimento

Le azioni Unicredit, così come l’intero comparto bancario, sono spesso soggetti a numerose incertezze e oscillazioni di mercato. Proprio per tale motivo è opportuno valutare opzioni di investimento a medio termine, così da prevenire pesanti ribassi.

A conti fatti, nonostante la sua comprovata solidità, il gruppo Unicredit presenta la sua quotazione in borsa come un prodotto volatile e suscettibile alle condizioni socio-economiche europee, in particolare alle attività di partecipate o alle disposizioni della BCE.

I titoli bancari vengono presi molto in considerazione da parte degli investitori, è di conseguenza possibile che i movimenti di mercato o le comunicazioni di autorità finanziarie possano influire sia in negativo che in positivo; diventa per questo motivo necessario sfruttare tempo per analizzare nel dettaglio ogni movimento, così da poterlo anticipare grazie a strumenti di analisi di mercato o con l’aiuto di un intermediario di fiducia.

 

 

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Unicredit é uno dei gruppi finanziari più grandi in Italia ed in Europa

Unicredit nasce recentemente, da una fusione di più banche: Credito italiano ( formato da più banche) e Unicredito italiano ( anche qui un gruppo di banche). Era il 1998 e la smania di Bigger is Better aveva preso la finanza italiana. Ma è proprio vero che più grande è meglio?
Il marchio come lo conosciamo oggi è del 2003, intanto come una grande balena Unicredit continua a fagocitare altre piccole realtà locali, come la ex-Banca dell’Umbria.
Unicredit non è solo la più grande realtà bancaria italiana, è anche una delle più grandi in tutta Europa; ha grandi interessi in Polonia ( dove, tramite diverse operazioni, ha acquisito diverse banche e ora ha oltre 200 sportelli), Croazia , Germania , dove è ora padrona di Allianz ed è al 15% di quota a livello bancario, seconda solo a Deutsche Bank, 2a in Italia, Austria, Slovenia, e praticamente tutti i paesi di quella che una volta veniva chiamata Europa dell’Est.
Unicredit controlla direttamente Pioneer Investments, un gruppo leader a livello mondiale del risparmio gestito , 223 miliardi di $ di assets e 2 mila dipendenti di 28 diversi paesi del mondo.

Analisi di altri titoli bancari di istituti di credito che abbiamo recensito

Pubblicista finanziario e operatore turistico, ha frequentato la Facoltà di Economia e Commercio e il Dipartimento di Lettere, lingue, letterature , civiltà antiche e moderne, presso UniPG

1 commento

  1. Mi sembra che preclude abbia poco comunicativita,i mass media hanno bisogno di stimoli positivi per la borsa creando anche false comunicazioni vedi il 90 per cento di propaganda dell intero arco parlamentare più si dicono fendonoe appoggiate da mamma Rai il bugiardino numero uno al mondo.dunque le bugie sia in politica che in finanza pagano,rendono le persone credulone specialmente per quelle del nord Italia che sono state educate in maniera diversa sono più creduloni.ora sig Orbelli dica bugie di cosa fare e poi piazzare il colpo senza che nrssuno si accorga,peccato che io in un mese ho acquistato Unicredit in calo ed è andata calando anche per colpa di certe banche che screditano questo istituto bancario.

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