Azioni Unicredit: Quotazione, Andamento e Previsioni 2021

Cerchiamo di capire se investire in azioni Unicredit può essere una buona mossa, quali sono le previsioni per la quotazione del titolo in borsa, i dividendi leggendo le la quotazione e gli indicatori trimestrali ( più avanti scorrendo l’articolo) .

Le azioni Unicredit spa (ex Unicredito Italiano spa) è uno dei primari gruppi bancari in Italia ed in Europa e nel 2021 dovrebbe far parte di quel pacchetto di fusioni tra banche italiane ( parliamo della fusione con BMPS ) .
Il gruppo eroga servizi bancari e finanziari ad oltre 25 milioni di clienti, e si colloca al secondo posto, nella classifica dei gruppi bancari italiani, dopo Intesa SanPaolo spa.
Le relative azioni (ordinarie) sono quotate alla Borsa di Milano, indice FTSE MIB.
La sede legale è a Milano, ed il gruppo annovera quasi 4800 filiali, di cui circa 1700 all’estero.
Presidente attuale è Giuseppe Vita, ed amministratore delegato è Jean Pierre Mustier. Il gruppo Unicredit, così come lo conosciamo oggi, ha alle spalle una “storia” travagliata, e sorge da diverse fusioni ed integrazioni avvenute durante gli anni tra diversi istituti di credito italiani, tra cui si ricorda Capitalia (ex Banca di Roma).

Cenni storici di Unicredit

Nata nel 1998 dalla fusione dei gruppi Unicredito e Credito Italiano con il nome Unicredito Italiano, Unicredit trova il suo attuale nome nel 2003 dopo un’operazione di rebranding e crea una serie di prodotti finanziari adatti sia a privati che a piccole, medie e grandi imprese. Ha sede a Milano.

Nel 2005 conclude un’offerta pubblica d’acquisto sull’istituto tedesco HVB-Group, raggiungendo oltre il 93% delle adesioni. Questa operazione porta Unicredit ad espandere la sua attività, aprendo sedi anche in Germania, Austria, Croazia e Polonia.

La crisi economica del 2008 causa al gruppo una perdita del 29%, ridimensionata grazie a interventi di salvaguardia; tuttavia nello stress test del 2010 effettuato dal Committee of European Banking Supervisors, Unicredit conferma la sua solidità finanziaria.

Superati gli effetti della crisi, il forte problema dei crediti deteriorati ed il non raggiungimento degli obiettivi prefissati dalla BCE, che tra 2014 e 2016 hanno portato le azioni Unicredit a perdere circa il 50% del loro valore, ad oggi l’istituto di Milano si presenta come uno dei più affidabili d’Italia.

Questo anche grazie alla vendita di circa 675 milioni di euro di crediti deteriorati a società specializzate, al finanziamento di 300 milioni di euro da parte della Banca Europea degli Investimenti e all’accordo commerciale con Alibaba, per supportare le aziende italiane che vi collaborano e l’esportazione dei loro prodotti.

Con una quota di mercato del 11,1%, si posiziona al secondo posto in Italia dopo Intesa Sanpaolo. Al 2019 è presente in 18 paesi del mondo, con 88 banche del gruppo solamente in Europa.

 

QUOTAZIONE AZIONI UNICREDIT


 

unicredit la più grande banca italiana
La sede centrale di Unicredit a Milano – Porta Nuova

Ultime novità rilevanti su Unicredit

A fine 2020 ci sono insistenti voci per cui Unicredit dovrebbe comprare MPS. Unicredit si dovrebbe dividere in Unicredit Europa ed Unicredit Italia e quest’ultima dovrebbe incorporare il Monte dei Paschi di Siena. Ma siamo solo a spregiudicate dichiarazioni, di reale per ora c’è poco o niente.

Unicredit a dicembre 2019, ha annunciato una ristrutturazione del proprio patrimonio umano con 5.000 licenziamenti in tutta Europa.

Moody’s assegna rating definitivo ai primi titoli ABS italiani garantiti da contratti di leasing deteriorati originati da UniCredit Leasing SpA ed emessi da Relais SPV Srl

Azione di Rating: Moody’s assegna il rating definitivo ai primi titoli ABS italiani garantiti da leasing non performing originati da UniCredit Leasing SpA ed emessi da Relais SPV Srl

Moody’s Investors Service (“Moody’s”) ha assegnato oggi il seguente rating definitivo ai Titoli emessi da Relais SPV Srl (l ‘”Emittente”):

…. EUR 466M Classe A Asset Backed Floating Rate Notes con scadenza luglio 2040, Baa2 assegnato

Moody’s non ha assegnato alcun rating ai Titoli a tasso variabile garantito da attività di classe B da EUR 91M con scadenza luglio 2040 e ai Titoli a tasso fisso garantito da attività di classe J da EUR 10M e a rendimento variabile con scadenza luglio 2040, anch’essi emessi alla chiusura della transazione.

L’operazione è una cartolarizzazione statica per cassa di contratti di locazione deteriorati concessi da UniCredit Leasing SpA (di proprietà di UniCredit SpA Baa1 / P-2). Si tratta della terza operazione di cartolarizzazione di attività deteriorate del gruppo UniCredit valutata da Moody’s dopo Fino 1 Securitisation Srl, chiusa a novembre 2017, e Prisma SPV Srl, chiusa a ottobre 2019. Questa operazione rappresenta la prima operazione italiana non performing assistita da crediti derivanti da leasing che dovrebbero beneficiare della garanzia pubblica per le cartolarizzazioni deteriorate (GACS).

Le attività a supporto delle Obbligazioni sono crediti derivanti principalmente da contratti di locazione finanziaria di immobili con un importo lordo del credito di circa 1,58 miliardi di euro al 31 marzo 2020 (“Cut Off date”). Gli incassi lordi dalla data di Cut Off a ottobre 2020 ammontano a circa 32,56 milioni di euro.

Il portafoglio sarà servito da Italfondiario SpA e doValue SpA nelle loro funzioni rispettivamente di master e special servicer, entrambe appartenenti al gruppo bancario doValue (unrated). Le attività di servicing svolte da doValue SpA sono supervisionate dall’agente di monitoraggio, Banca Finanziaria Internazionale SpA (NR) che fungerà anche da facilitatore di back-up servicer alla chiusura. In caso di risoluzione del contratto di servicer, Banca Finanziaria Internazionale SpA aiuterà a selezionare un servicer sostitutivo. Se il report del servicer non è disponibile in qualsiasi data di pagamento, dovrebbe essere garantita la continuità dei pagamenti ai Titoli di Classe A poiché l’agente di calcolo dovrebbe quindi preparare il report di pagamento sulla base di stime.

Il rating di Moody’s riflette un’analisi delle caratteristiche del pool sottostante di prestiti in stato di insolvenza, dati sulla performance a livello di settore e specifici dell’originatore, protezione fornita dal miglioramento del credito, ruoli delle controparti esterne e integrità strutturale della transazione.

Al fine di stimare i flussi di cassa generati dal pool, Moody’s ha utilizzato un modello che, per ogni finanziamento, genera una stima di: (i) la tempistica degli incassi; e (ii) gli importi raccolti, che vengono poi utilizzati nel modello di flusso di cassa basato su una simulazione Monte Carlo.

Secondo Moody’s, le caratteristiche positive di credito di questo accordo includono, tra le altre:

(i) composizione del portafoglio: il patrimonio immobiliare recuperato dalla banca rappresenta il 47% del totale dei crediti lordi, di cui il 43% regolarizzato e, quindi, pronto per essere venduto sul mercato. Inoltre, a partire da settembre 2020, sono già stati preliminarmente ceduti immobili per un importo pari a 25,05 M € con i relativi incassi previsti per fornire un significativo supporto di liquidità nel primo anno dell’operazione;

(ii) valori immobiliari iniziali: quasi tutti i valori immobiliari (91% del valore totale degli immobili) sono stati valutati da società terze specializzate e non sono anteriori al 2019. Le valutazioni complete rappresentano il 28% dell’importo totale delle valutazioni immobiliari, mentre le valutazioni desktop rappresentano il 68% dell’importo della valutazione immobiliare. Questi ultimi si basano tipicamente su informazioni dettagliate disponibili da precedenti valutazioni complete;

(iii) gli immobili situati nel Nord Italia rappresentano il 50% del credito lordo garantito GBV e, in particolare, gli immobili situati in Lombardia, rappresentano il 19% del totale dei sinistri lordi. La Lombardia è storicamente il mercato regionale più liquido per gli immobili non residenziali, determinando così un processo di vendita più rapido rispetto ad altre regioni;

(iv) trigger di subordinazione: gli interessi sui Titoli di Classe B vengono dirottati su una posizione più junior nella cascata se il tasso di recupero cumulativo netto o il valore attuale netto dei recuperi sono inferiori al 90% di quanto previsto secondo l’iniziale dello special servicer piano aziendale; e

(v) allineamento degli interessi: le commissioni di special servicing sono legate all’andamento della transazione, allineando così l’interesse di special servicer a quello dei Noteholders.

Tuttavia, la transazione ha diverse caratteristiche negative per il credito, tra le altre:

i) gli edifici industriali e al dettaglio rappresentano rispettivamente il 43% e il 39% del valore di mercato degli immobili in portafoglio. Storicamente le proprietà industriali hanno richiesto più tempo per essere vendute rispetto agli uffici, ma la tendenza dell’e-commerce e l’appetito per la logistica dell’ultimo miglio in Italia stanno invertendo la tendenza. Al contrario, il 25% degli edifici sono grandi proprietà di vendita al dettaglio, come i centri commerciali. Le proprietà commerciali sono state particolarmente colpite dalla crisi del coronavirus e dalla misura di allontanamento sociale messa in atto dal governo italiano. Anche per il futuro, la liquidità di alcune proprietà non residenziali potrebbe ridursi notevolmente in un contesto economico stressato;

(ii) i beni pari al 36% del credito lordo totale devono ancora essere recuperati dal venditore, mentre i beni pari al 27% del credito lordo totale sono stati recuperati ma devono completare il processo di regolarizzazione per essere trasferiti a terzi . I flussi di cassa da queste attività saranno probabilmente generati solo tra qualche anno;

(iii) il portafoglio è condito con contratti di locazione immobiliare terminati prima del 2010 pari al 7% e quelli terminati prima del 2015 pari al 53% del totale dei sinistri lordi;

(iv) i crediti residui esistenti alla vendita del bene locato rappresentano il 13,5% dei crediti lordi totali (ossia 213,5 milioni di EUR), il che significa che la transazione beneficia solo di un credito non garantito;

(v) per i beni ancora da recuperare, i locatari in procedura fallimentare rappresentano il 32% del credito lordo, il rimanente in procedura giudiziaria (57%) o in nessuna procedura o procedura extragiudiziale. Il processo di recupero in genere richiede un tempo leggermente più lungo nel caso in cui un locatario sia in bancarotta, ma comunque significativamente più veloce del tempo per andare all’asta nella procedura di esecuzione per un prestito garantito da una proprietà immobiliare;

(vi) su 1.874 immobili in portafoglio, 7 e 17 immobili hanno un valore superiore rispettivamente a E10 milioni e E5 milioni, che rappresentano il 7% e il 13% del valore di mercato totale. Per gli immobili di grandi dimensioni, la liquidità potrebbe essere notevolmente inferiore in un ambiente economico stressato;

(vii) una volta che un immobile è stato riacquistato, l’emittente dovrà sostenere i costi di manutenzione della proprietà e, nel caso in cui il bene non sia regolarizzato, dovrà sostenere i costi di regolarizzazione del bene prima di poter vendere l’immobile a terzi;

(viii) la maggior parte delle valutazioni del valore della proprietà sono state condotte prima dello scoppio della pandemia di coronavirus; l’effetto della pandemia può comportare valori di mercato futuri inferiori e tempi più lunghi per vendere le proprietà.

-Caratteristiche chiave della struttura della transazione:

Fondo di riserva: L’operazione beneficia di una riserva di cassa pari al 7,5% del saldo dei Titoli di Classe A (corrispondente a 34,95 milioni di Euro alla chiusura) che si ammortizza in linea con i Titoli di Classe A ed è finanziata da un prestito a ricorso limitato concesso da UniCredit Bank AG. Nella cascata della transazione la riserva di cassa viene reintegrata immediatamente dopo il pagamento degli interessi sui Titoli di Classe A e fornisce principalmente supporto di liquidità ai Titoli di Classe A. L’operazione beneficia inoltre di una riserva di recupero SPV pari a 10,0 milioni di euro al closing che si ammortizza in linea con i Titoli di Classe A secondo una tempistica predefinita e viene nuovamente finanziata al closing tramite il citato finanziamento a ricorso limitato erogato da UniCredit SpA

Copertura: poiché le collezioni di portafoglio non sono direttamente collegate a un indice di tasso di interesse variabile, un indice di tasso di interesse più elevato pagabile sui Titoli non sarebbe compensato da maggiori incassi dal pool. L’operazione beneficia di un limite di tasso di interesse riferito all’EURIBOR a sei mesi, con UniCredit Bank AG che funge da controparte del limite. Sotto il cap, l’SPV riceve la differenza, se positiva, tra l’EURIBOR a sei mesi e lo strike che è fissato allo 0,50% sul primo IPD e poi aumenta all’1,7% nel 2038. L’importo nozionale del tetto del tasso di interesse alla chiusura è uguale al saldo aggregato iniziale dei Titoli di Classe A e Classe B e si ammortizza in base a un programma predefinito.

LeaseCo: Le attività e gli accordi di gestione patrimoniale sono stati trasferiti a una società veicolo ausiliaria, Relais LeasCo Srl, la cui unica attività sociale è l’acquisizione, la gestione, la valorizzazione e la vendita degli immobili a esclusivo beneficio dell’operazione di cartolarizzazione. Il finanziamento dei costi operativi di LeaseCo sarà fornito principalmente da una riserva di recupero ricostituibile di 5 milioni di euro, che sarà inizialmente finanziata dalla riserva di recupero SPV. Durante la vita dell’operazione, la riserva sarà reintegrata prima con gli incassi generati dalle attività e, se i fondi non sono sufficienti, dalla riserva di recupero SPV e, se anche questa riserva è esaurita, dalla riserva di cassa.

Moody’s ha utilizzato il suo modello di flusso di cassa NPL come parte della sua analisi quantitativa della transazione. Il modello Moody’s NPL consente agli utenti di modellare varie caratteristiche di una transazione europea di NPL ABS: tassi di recupero in diversi scenari, rendimento e priorità specifica dei pagamenti e dei fondi di riserva sul lato delle passività della struttura ABS.

-Analisi del rischio controparte:

Italfondiario SpA e doValue SpA agiscono rispettivamente in qualità di master servicer e special servicer delle sofferenze dell’Emittente, mentre Banca Finanziaria Internazionale SpA è l’operatore di monitoraggio, il facilitatore di back-up servicer e l’agente di calcolo dell’operazione. BNP Paribas Securities Services (Aa3 / P-1), tramite la sua Filiale di Milano, agisce in qualità di banca agente e principale agente di pagamento.

Gli incassi vengono versati direttamente sul conto di raccolta dell’emittente presso UniCredit SpA con obbligo di trasferimento se il rating del conto bancario è inferiore a Baa3 o P-2.

– Metodologia principale:

La metodologia principale utilizzata in questo rating è stata la “Metodologia per le cartolarizzazioni di prestiti non performanti e ri-performanti” pubblicata nell’aprile 2020 e disponibile all’indirizzo https://www.moodys.com/researchdocumentcontentpage.aspx?docid=PBS_1222103. In alternativa, consultare la pagina Metodologie di valutazione su www.moodys.com per una copia di questa metodologia.

– Fattori che porterebbero a un upgrade o un downgrade del rating:

Il rating delle obbligazioni è sensibile all’andamento del portafoglio sottostante, che a sua volta dipende dalle condizioni economiche e creditizie che possono cambiare. Anche l’evoluzione del rischio di controparte associato, il livello di credit enhancement e il rischio Paese Italia potrebbero influire sul rating delle note.

L’epidemia di coronavirus, le misure governative messe in atto per contenerlo e le deboli prospettive economiche globali continuano a sconvolgere le economie ei mercati del credito in settori e regioni. La nostra analisi ha considerato l’effetto sull’andamento degli asset aziendali dell’attuale debole attività economica italiana e una graduale ripresa per i prossimi mesi. Sebbene sia in corso una ripresa economica, è tenue e la sua continuazione sarà strettamente legata al contenimento del virus. Di conseguenza, il grado di incertezza sulle nostre previsioni è insolitamente alto.

Consideriamo l’epidemia di coronavirus un rischio sociale nell’ambito del nostro quadro ESG, date le implicazioni sostanziali per la salute e la sicurezza pubblica.

Punti di forza della banca Unicredit

Il gruppo Unicredit mostra un posizionamento di riguardo nel comparto bancario italiano, mostrando di conseguenza maggiore stabilità rispetto a istituti competitor. Facilmente riconoscibile sia in Italia che all’estero, la sua immagine si è rafforzata ed espansa negli anni, diventando un imponente punto di riferimento sia per privati che per aziende.

A questo si aggiunge un influente ruolo nel panorama europeo, dove sono presenti 88 sedi del gruppo, e a livello internazionale, con un posizionamento geografico strategico e la presenza in 18 paesi tra cui Stati Uniti, Cina, Emirati Arabi e Sudafrica.

Tra i servizi che Unicredit offre vi sono:

  • Conti correnti e conti deposito
  • Finanziamenti finalizzati
  • Polizze assicurative
  • Piani di risparmio e investimento a rischio ridotto

Tutti i servizi sono facilmente accessibili e gestibili attraverso Banca Multicanale, che permette di effettuare ogni operazione, dalla più generica alla più specifica, direttamente online, da app, telefonicamente o semplicemente recandosi in filiale. A favore delle aziende sono poi disponibili fatturazione elettronica e servizi elettronici per particolari esigenze operative.

Con notevole attenzione alla privacy e alla sicurezza dei clienti, i prodotti Unicredit sono inoltre in regola con la Normativa Europea 389/2018 (PSD2) in vigore dal 14 settembre 2019.

Investitori e azionisti sui titoli Unicredit si sentono infine rassicurati dall’affidabile situazione finanziaria del gruppo, con uno dei maggiori punti di forza rappresentato dalla riduzione delle spese di gestione, dalla semplificazione delle pratiche e dai costi contenuti.

Punti di debolezza

Sebbene il gruppo di Milano sia riconosciuto come uno dei principali d’Europa, gli attivi che detiene presentano una qualità inferiore. Questo avviene a causa degli effetti di politiche di salvaguardia nella gestione di crisi economica e di crediti deteriorati, che non hanno tutelato i consumatori.

Elemento debole sono gli introiti aziendali, che restano bassi rispetto alle aspettative degli specialisti. Nonostante una corretta manovra delle spese di gestione, l’utile operativo mostra segni di debolezza, attestandosi a 1,191 miliardi di euro a maggio 2019, registrando un calo costante rispetto ai 1,727 miliardi di fine 2018; nel mentre, anche i ricavi totali registrano un pesante calo, contando 4,888 miliardi di euro a maggio 2019 rispetto ai 5,014 miliardi di fine 2018. Questo è avvenuto a causa della forte svalutazione della partecipata turca Yapi Kredi di agosto 2018.

A distanza di anni, inoltre, Unicredit sente ancora ripercussioni per il mancato rispetto delle esigenze dei fondi fissate dalla BCE nel 2015: ciò provocò un forte calo della sua quotazione azionaria sui mercati, con perdite vicine al 50%. I risultati richiesti sono stati mancati anche nel 2016, mostrando ulteriori segni di debolezza, aggravati dalla presenza del 15% di crediti deteriorati sul suo totale.

A settembre 2019 il valore delle azioni Unicredit si attesta a circa 10,38 euro, con un calo del 25,34% rispetto ai numeri di settembre 2018. Considerando anche le frequenti oscillazioni, è la principale ragione per cui molti investitori si mostrano ancora diffidenti sul loro acquisto.

Quanto conviene investire in azioni Unicredit?

Prima di cimentarsi nell’investimento, è estremamente importante decidere 2 parametri:

  • Quantità di azioni da acquistare
  • Durata dell’investimento

Le azioni Unicredit, così come l’intero comparto bancario, sono spesso soggetti a numerose incertezze e oscillazioni di mercato. Proprio per tale motivo è opportuno valutare opzioni di investimento a medio termine, così da prevenire pesanti ribassi.

A conti fatti, nonostante la sua comprovata solidità, il gruppo Unicredit presenta la sua quotazione in borsa come un prodotto volatile e suscettibile alle condizioni socio-economiche europee, in particolare alle attività di partecipate o alle disposizioni della BCE.

I titoli bancari vengono presi molto in considerazione da parte degli investitori, è di conseguenza possibile che i movimenti di mercato o le comunicazioni di autorità finanziarie possano influire sia in negativo che in positivo; diventa per questo motivo necessario sfruttare tempo per analizzare nel dettaglio ogni movimento, così da poterlo anticipare grazie a strumenti di analisi di mercato o con l’aiuto di un intermediario di fiducia.

 

 

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dividendo azioni unicredit

Unicredit é uno dei gruppi finanziari più grandi in Italia ed in Europa

Unicredit nasce recentemente, da una fusione di più banche: Credito italiano ( formato da più banche) e Unicredito italiano ( anche qui un gruppo di banche). Era il 1998 e la smania di Bigger is Better aveva preso la finanza italiana. Ma è proprio vero che più grande è meglio?
Il marchio come lo conosciamo oggi è del 2003, intanto come una grande balena Unicredit continua a fagocitare altre piccole realtà locali, come la ex-Banca dell’Umbria.
Unicredit non è solo la più grande realtà bancaria italiana, è anche una delle più grandi in tutta Europa; ha grandi interessi in Polonia ( dove, tramite diverse operazioni, ha acquisito diverse banche e ora ha oltre 200 sportelli), Croazia , Germania , dove è ora padrona di Allianz ed è al 15% di quota a livello bancario, seconda solo a Deutsche Bank, 2a in Italia, Austria, Slovenia, e praticamente tutti i paesi di quella che una volta veniva chiamata Europa dell’Est.
Unicredit controlla direttamente Pioneer Investments, un gruppo leader a livello mondiale del risparmio gestito , 223 miliardi di $ di assets e 2 mila dipendenti di 28 diversi paesi del mondo.

 

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Pubblicista finanziario e operatore turistico, ha frequentato la Facoltà di Economia e Commercio e il Dipartimento di Lettere, lingue, letterature , civiltà antiche e moderne, presso UniPG

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