FTSE MIB Indice Borsa Italiana Oggi Quotazioni

Di seguito, ecco la quotazione di oggi del FTSE MIB, il principale indice della Borsa valori Italiana.
FTSE MIB è l’acronimo di Financial Times Stock Exchange Milano Indice di Borsa ed è un indice in cui c’è l’80% della capitalizzazione delle Società per Azioni quotate alla Borsa Italiana di Piazza Affari, Milano.

Riassunto della storia della  Borsa italiana o Borsa valori di Milano – Piazza Affari

  • E’ un organismo che si è formato più di 200 anni fa’: nel 1808.
  • Negli anni ha subito numerose  modifiche per stare al passo con i tempi, tra le più importanti quelle degli anni dopo il 1970 con l’introduzione della CONSOB un ente nazionale che regola e controlla le attività di borsa.
  • Nel 1996 diventa un ente privato Borsa Italiana Spa.
  • Nel 2007 si è fusa con la Borsa di Londra. Ora il London Stock Exchange Group controlla al 100% la borsa italiana.

Borsa Valori di Milano, la storia del mercato finanziario italiano

Informalmente Piazza Affari, ufficialmente Borsa Italiana, ma molti non sanno che il suo nome è stato in passato Borsa Valori di Milano. Un organo che raccoglieva la principale borsa di commercio nazionale, fondato nel lontano Ottocento regolando scambi di titoli e valute e intermediazioni agricole, per avviare una grande storia finanziaria.

Con capitalizzazione di oltre 700 miliardi di euro, oggi Piazza Affari è una delle principali borse europee, regolamentando e gestendo mercati azionari e obbligazionari, offrendo anche ETF e derivati. Per capirne al meglio la struttura è però importante comprendere la sua lunga storia, come nasce la Borsa Valori di Milano?

Cos’è Borsa Valori Milano? Le origini

Istituita col nome Borsa del Commercio di Milano il 16 febbraio 1808, come camera di commercio milanese, dal viceré del Regno d’Italia napoleonico Eugenio di Beauharnais, Borsa Valori Milano era la più importante e celebre borsa nazionale assieme a quella di Venezia, fondata nel 1630, Trieste, nel 1775 e Roma nel 1802. E’ popolarmente conosciuta come Piazza Affari, dal nome della sua attuale ubicazione, e Borsa Italiana, la società che la detiene dal 1998.

Con tre soli uffici, la sua sede iniziale era il Palazzo del Monte di Pietà a Milano, per poi trasferirsi nel 1809 nel Palazzo dei Giureconsulti. Gli scambi regolamentati riguardavano:

  • Titoli statali
  • Azioni industriali
  • Valute
  • Materie prime e metalli
  • Mercanzie
  • Intermediazioni agricole e d’allevamento

Altri oggetti di negoziazione erano titoli all’ordine, cambiali e pagherò. A 50 anni dalla fondazione si quota la prima società privata, l’austriaca LVCI, che gestiva le ferrovie nel Regno Lombardo-Veneto; seguiranno Banca Nazionale nel Regno d’Italia nel 1861 e Credito Mobiliare nel 1863.

Borsa Valori Milano dopo l’Unità d’Italia

Con l’entrata sul mercato di svariate realtà italiane, alla fine del 1873 la Borsa Valori di Milano ospita scambi per un valore totale di 1,5 miliardi di lire, che la pongono al secondo posto dopo la Borsa di Genova, che aveva quotazioni di circa 3 miliardi. Tra i nomi più importanti quotati figurano:

  • Società per le Strade Ferrate lombardo-venete
  • Società italiana per le Strade Ferrate del Mediterraneo
  • Regia Tabacchi
  • Banca Generale
  • Società Generale Immobiliare
  • Navigazione Generale Italiana
  • Acciaierie e Fonderie di Terni

Dal 1895 istituti come Banca Commerciale Italiana e Credito Italiano offrono intermediazione e garanzia al pubblico per la quotazione di aziende private in borsa: con oltre 160 titoli quotati, nel 1913 la Borsa di Milano diventa la prima piazza di scambio italiana superando quella di Genova, che oggetto di forti speculazioni ha vissuto pienamente il Panico del 1907.

E’ proprio tale crisi economica che porta molte realtà, come società immobiliari romane, assicurative venete o manifatturiere genovesi, a uscire da altre borse approdando nel mercato milanese, portandolo a trasferirsi a Palazzo Broggi. L’euforia generale ha portato, sempre nel 1913, a separare il mercato delle merci da quello dei valori mobiliari: Borsa Valori Milano si incentrerà sugli asset societari.

Borsa Valori Milano e la crisi del 1929

La riduzione fino al 50% della liquidità da parte della Banca d’Italia, richiesta dal Governo, iniziò dall’estate 1927 a causare forti turbolenze nella Borsa di Milano, aggravate ulteriormente dalla Grande Depressione di Wall Street del 1929: il crollo fino al 70% dei titoli industriali ha portato a rivalutare il reddito fisso.

Da qui la volontà del Governo di gestire il risparmio privato attraverso Titoli di debito pubblico, privando la Borsa milanese del ruolo d’intermediazione di capitali: viene fondato l’IRI (Istituto per la Ricostruzione Industriale) e i titoli bancari scompaiono dai listini (torneranno solo nel 1956 con Mediobanca), nonostante nomi come Assicurazioni Generali, Edison, Fiat e Pirelli continuarono ad avere risultati favorevoli.

Sono questi gli anni che vedono l’ultimo trasferimento di sede della Borsa Valori di Milano: è il 1932 quando viene inaugurato Palazzo Mezzanotte, realizzato dall’architetto Paolo Mezzanotte e ubicato a Piazza Affari, dove tuttora risiede.

Borsa Valori Milano nel dopoguerra e fine Novecento

Sebbene la seconda guerra mondiale comportò l’avvento del mercato nero, una drastica riduzione di negoziazioni e spese militari che impattarono per oltre il 60% sul mercato azionario, la ripresa dell’economia nazionale ha portato per tutti gli anni ’50 risultati altamente positivi anche agli asset presentati. Sono gli anni del Boom economico e dello sviluppo tecnologico, ad avere le migliori performance sono specialmente titoli di società:

  • Finanziarie
  • Assicurative
  • Energetiche
  • Tecnologiche

Tuttavia, gli anni successivi sono stati segnati anche da forti criticità, tra tutte la Legge Tremelloni (d.l. 1/1956) sull’obbligo di comunicazione dei contratti conclusi per gli intermediari finanziari, aggirata con la successiva introduzione del mercato cash a liquidazione differita, e le scalate ostili del banchiere Michele Sindona e dell’imprenditore Michelangelo Virgillito.

Davanti ad una stagnazione ventennale, per evitare che la Borsa assumesse carattere prettamente speculativo si attuarono numerose misure:

  • Istituzione della Consob nel 1974, per vigilare sugli investimenti borsistici
  • Creazione di Monte Titoli S.p.A. nel 1978, su richiesta di Bankitalia, per un deposito unico di strumenti finanziari di diritto italiano
  • Quotazione dei primi fondi comuni di diritto italiano nel 1983, seguendo la scia di altri paesi occidentali
  • Istituzione del Consiglio di Borsa nel 1991, attraverso d.l. 1/1990, per raccogliere l’organizzazione del mercato precedentemente gestita da organi locali
  • Avvio delle privatizzazioni statali nel 1992, per generare nuove quotazioni

E’ infine che, col d.l. 415/1996, attività e gestione dei mercati regolamentati passano completamente da autorità pubblica a impresa privata.

Privatizzazione e nascita di Borsa Italiana

La Borsa Valori di Milano è nel programma di privatizzazioni del Governo, è così che il 7 febbraio 1997 diventa Borsa Italiana S.p.A., società che racchiude in un solo organo tutte le borse nazionali fino all’epoca presenti. Operativa dal 2 gennaio 2008, mantiene la medesima sede di Piazza Affari.

Dietro vigilanza di Consob e Bankitalia, i suoi principali compiti sono:

  • Monitoraggio negoziazioni
  • Definizione requisiti e procedure d’ammissione e permanenza di società e intermediari
  • Gestione informativa enti quotati
  • Organizzazione e gestione mercato italiano tramite negoziazione elettronica

Ai sensi del d.l. 58/1998, la società impedisce pratiche di scalate ostili, insider trading, violazione normative di mercato e altri illeciti amministrativi e penali.

La contrattazione di Borsa Italiana si suddivide in 4 diversi asset:

  • Azioni, coi mercati
    • MTA, per imprese da capitalizzazione medio-grande, comprende l’indice FTSE MIB a bassa e media capitalizzazione
    • AIM Italia, dedicato a PMI italiane ad alto potenziale di crescita
    • MIV, per veicoli d’investimento
    • Equity MTF, con azioni di società non italiane già scambiate in mercati di paesi europei o membri OCSE
  • Obbligazioni, coi mercati
    • MOT, per negoziare su tutti i Titoli di stato
    • ExtraMOT, sulle obbligazioni emesse da società italiane ed estere, disponibile anche nella variante PRO per investitori professionali
  • Derivati, col mercato IDEM, su futures e opzioni su titoli e indici, comprendente a sua volta
      • IDEX, sui derivati energetici
      • AGREX, sui derivati agricoli
  • ETFPlus, su indici che replicano interi comparti azionari o materie prime

Il 23 giugno 2007 Borsa Italiana S.p.A. è acquisita al 100% dal London Stock Exchange Group, holding britannica che detiene la Borsa di Londra, il London Stock Exchange. Verrà ceduta il 9 ottobre 2020 alla borsa valori continentale Euronext, attraverso Intesa Sanpaolo e Cassa Depositi e Prestiti, in un’operazione dal valore di 4,325 miliardi di euro. La fusione ha creato il primo mercato azionario d’Europa, con oltre 1.800 società quotate.

A marzo 2021, la capitalizzazione totale di Piazza Affari è di 704,5 miliardi di euro, pari al 42,8% del PIL, segnando un +34,2% rispetto allo stesso periodo 2016.

Conclusioni

Dopo aver esaminato la storia della Borsa Valori di Milano, si può comprendere come questa sia stata e sia ancora un elemento cruciale dal forte impatto nazionale, che ha attraversato le diverse epoche del Belpaese, iniziando ben prima dell’unità di quest’ultimo.

A conti fatti, il nome Piazza Affari risuona fortemente nell’immaginario collettivo, anche degli esterni al settore, complici anche i tanti film e libri, ispirati a storie vere, che trattano il tema dell’alta finanza. La sua acquisizione da parte di Euronext è una nuova tappa della sua storia, a livello europeo e internazionale, ponendosi ancora una volta tra le più importanti borse del pianeta.

FTSE MIB Quotazione Grafico Borsa di Milano

FTSE MIB Quotazione Grafico Borsa di Milano


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Perché l’indice FTSE MIB è importante anche per l’economia italiana

Nella società capitalistica la borsa valori è il principale mezzo di finanziamento delle aziende e dell’economia reale.

Per questo motivo è così importante che una nazione abbia una sua borsa e che sia il più vivace possibile.

Iniziare ad investire in azioni è semplice: un risparmiatore può comprare azioni di una determinata S.p.a.  e tenersele per lungo tempo per avere i dividendi, oppure rivenderle appena il loro valore è cresciuto facendoci una speculazione finanziaria, oppure può addirittura vendere titoli azionari al ribasso, cioè che ancora non ha con una vendita allo scoperto.

Quotazione e grafico delle più importanti azioni Italiane 

BRE.MI Azioni Brembo
BMPS.MI Azioni Banca Monte dei Paschi di Siena

ISP Intesa Sanpaolo

LDO Leonardo Spa

DGV Digital Value Spa
ENI ENI Spa
RACE.MI  Azioni Ferrari
UCG.MI Azioni Unicredit
STELLANTIS  ex FCA Fiat Chrysler
FBK.MI Azioni Fineco
FM.MI Azioni Fiera Milano
BC.MI Azioni Brunello Cucinelli
JUVE.MI Azioni Juventus
PST Poste italiane

L'Economia e la Finanza dalla parte del consumatore

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