Come Investire in Azioni: Consigli per Investimenti per Principianti

Come iniziare ad investire in azioni? Di seguito, troverete una guida di facile comprensione per iniziare a fare investimenti comprando e vendendo azioni.
Questo articolo è dedicato ai piccoli investitori che si avvicinano per la prima volta al mondo dell’investimento in titoli azionari e che vogliono capire come funziona.

Ecco allora spiegati dei concetti basilari e cosa bisogna sapere prima di intraprendere questa attività, che serve a far fruttare i propri risparmi ma che può anche essere rischiosa per i propri soldi.

Come acquistare azioni? La guida per iniziare

Un tempo prerogativa per pochi, oggi per tutti, l’investimento è un servizio che consente di maturare denaro in modo indipendente dal proprio lavoro. Le alternative disponibili sono innumerevoli, ma la guida di oggi si concentra su come investire in azioni, uno degli asset più apprezzati, partendo dalle conoscenze base.

Un’alternativa altamente profittevole, ma di cui occorre conoscere i rischi connessi, che possono essere ridotti con le giuste strategie e conoscenze, delle società scelte e delle turbolenze di mercato che possono dar difficoltà a importanti progetti. Come si acquistano le azioni e come fare un investimento redditizio?

Ecco di cosa parleremo in questo articolo:

  • Cosa significa investire
  • I vari tipi di investimenti
  • Cos’è il rischio di investimento
  • Cosa sono le azioni
  • Investire in azioni conviene, é rischioso?
  • Come e dove comprare e rivendere azioni.
  • Quando comprare azioni.
  • Comprare azioni e tenerle le nel cassetto per molto tempo.
  • Comprare titoli la mattina e rivenderli la sera con il Trading Intraday
  • Quando rivendere le azioni.
  • Investire in azioni italiane o in azioni estere?
  • Tassazione su rendite finanziarie per dividendi e capital gain

Cosa significa investire

Investire è un verbo italiano che deriva dal latino e significava “coprire con una veste” , o anche “circondare”, nel tempo il significato ha coinvolto anche il denaro, e appunto significa “coprirlo con una veste”, quindi migliorarlo. I soldi investiti vengono “migliorati” cioè aumentati dagli interessi.

I vari tipi di investimento:

  • Azioni: l’azione è una quota di capitale di un’azienda. Quando si compra un’azione o più azioni – quindi una quota azionaria – si diventa virtualmente con-proprietari e anche “padroni” di quell’azienda, almeno in parte. A quel punto si condividono i rischi di impresa e se l’azienda andrà bene il valore delle azioni aumenterà e le azioni daranno dei buoni dividenti, altrimenti se l’azienda andrà male, chi possiede le azioni perderà parte del capitale, proporzionato alla perdita di valore del titolo azionario acquistato e magari non avrà neppure un dividendo.
  • Obbligazioni: si tratta di un titolo che comprandolo si ha il diritto alla scadenza di ricevere indietro il rimborso di quello che si è versato, più la cedola di interessi che si sono prima pattuiti. Le obbligazioni – come le azioni – sono emesse da aziende e servono per finanziare l’attività di impresa.
  • Titoli di Stato: sono una forma di Obbligazioni emessa dallo Stato e sono quindi garantiti dallo Stato stesso. Si tratta quindi di “investimenti sicuri” in quanto chi li compra avrà la certezza di avere il rimborso della somma spesa con cui ha comprato l’Obbligazione e la cedola degli interessi. Vi sono varie forme di Titoli di stato, tra cui possiamo annoverare anche i Buoni Postali, di fatto garantiti dallo Stato e proprietà del Ministero delle Finanze.
  • Fondi Comuni: sono uno strumento finanziario che è caratterizzato da quote che vengono comprate dall’investitore. Questi fondi di solito comprano una “serie di titoli” e il valore di tali fondi varierà a secondo del valore del sottostante. Ci sono ad esempio Fondi su azioni large cap europee, Fondi azionari USA ( basati su azioni USA ), Fondi Obbligazionari Governativi cioè basati su obbligazioni di Stato, Fondi obbligazionari Alto rendimento, cioè basati su obbligazioni di aziende in rapida crescita e di solito di paesi del 3° mondo,  infine i Fondi Comuni Bilanciati, cioè quote di capitale investito tra azioni ed obbligazioni, quindi più stabile rispetto ad altre soluzioni.
  • ETF: Funzionano nè più nè meno come i Fondi Comuni solo che in questo caso non sono gestiti da nessun altro se non l’investitore che li può vendere e comprare tramite una piattaforma trading online esattamente come si fa per le azioni.
  • Piani di risparmio a lungo termine ( PIR ): Caratterizzati da un importante “sconto fiscale”, i PIR sono interessanti non solo per questo, ma proprio come metodo alternativo al normale risparmio. Se per 5 anni si investe in PIR che hanno quote in azioni ed obbligazioni italiane per almeno 5 anni, si ha lo sconto del 100% a livello fiscale. Si tratta di un notevole sconto, perchè di regola si paga il 26% di aliquota sugli interessi maturati o sul capital gain.

Investire in azioni può essere rischioso, oltre che redditizio

La prima domanda che si pone una persona che non conosce il mondo della finanza è: conviene investire in azioni?

Innanzitutto bisogna essere chiari e far passare il concetto che l’investimento su titoli azionari può comportare la perdita di parte del capitale investito.

Se oggi compro una azione e la pago 100 euro e domani questa azione varrà 80 euro, ecco che avrò perso 20 euro.

Questo semplice, basilare, quanto elementare concetto di RISCHIO DI CAPITALE, troppo spesso viene tralasciato da chi fa questo tipo di guide con l’obiettivo di vendervi servizi di Broker online e non tiene conto del profilo di rischio del lettore.

Investire in Azioni: Come iniziare, Guida per Principianti

Cosa sono le azioni?

Parlando d’azioni, si intendono titoli di credito che le società quotate in borsa trasferiscono agli investitori, che ne rappresentano partecipazioni alla proprietà divise in quote di capitale. Sono un investimento a reddito variabile.

Un’azione è una quota del capitale azionario di un’azienda e rappresenta una quota della proprietà della società stessa.

Le azioni possono essere comprate e vendute di solito presso la locale borsa valori nella nazione dove opera l’azienda. Il valore delle azioni cambia attraverso la legge della domanda e dell’offerta.

Il possesso delle azioni può dare diritto al dividendo, che – quando è previsto – può essere pagato o una volta all’anno o anche più volte ( ogni 6 mesi, oppure ogni 3 mesi per grandi aziende) .

Ad esempio: se un’azione vale 1 euro e quella azienda ha 100 azioni di capitale azionario, il capitale azionario di quella azienda sarà di 100 euro.

La più grande azienda del mondo per capitalizzazione peer esempio, cioè AMAZON (AMZN ) è costituita da 1.330 miliardi di $ di capitale e una sua azione vale 2.700 $.

Non tutte le aziende sono quotate in borsa.

Le aziende quotate alla borsa di Milano devono essere autorizzate dalla CONSOB, cioè la “Commissione nazionale per le società e la borsa” . Questo serve perché controlla che le società di borsa e gli intermediari seguano le sue linee guida. La CONSOB a sua volta, segue delle linee guida che sono uguali per tutte le borse europee, cioè quelle riconosciute dalla Unione Europea.

In Italia i titoli azionari sono disciplinati dall’art. 2354 del c.c., secondo cui possono essere nominative, legate ad un solo intestatario, o al portatore, che danno diritti a chi ne possiede in un preciso momento, classificandosi in diverse tipologie:

  • Ordinarie, danno agli acquirenti uguali diritti di proprietà
  • Privilegiate, offrono privilegi come maggiori rendimenti ai dividendi o diritto di prelazione alla liquidazione, limitando però i diritti di voto solo in sede d’assemblea straordinaria
  • Di risparmio, massimizzano il profitto alla ripartizione degli utili e rimborso, negando però diritto di partecipazione e voto in assemblee ordinarie e straordinarie; sono introdotte e disciplinate dalla Legge 216/1974 e riconosciute come uniche azioni al portatore
  • Di godimento, permettono di partecipare alla ripartizione degli utili residui successivi al pagamento delle azioni ordinarie, ma non danno alcun diritto di voto in assemblea
  • Con voto maggiorato e plurimo, offrono un maggior numero di voti assembleari, presentando valore nominale delle azioni ordinarie della stessa società

Trovando società quotate, in Italia sono diversi i canali con cui investire in azioni:

  • Mercati regolamentati, tra tutti
    • Borsa Italiana
    • Borsa di Francoforte
    • Borsa di Parigi
    • Borsa di Tokyo
    • London Stock Exchange
    • NASDAQ
    • NYSE
  • Piattaforme di trading, che fungono da intermediari per acquisto e vendita dietro commissioni irrisorie; sono regolamentate da Consob e altri enti di vigilanza
  • Banche e società d’investimento, che diventano intermediari di acquisti e vendite per correntisti e clienti istituzionali
  • Negoziazione tra privati, con accordi tra azionisti privi di quotazione

Con l’obiettivo di creare una rendita alternativa al guadagno lavorativo, tutte le azioni presentano valore nominale, stabilito dallo statuto della società per azioni, che non sempre incide su valore d’immissione, sovrapprezzato o sottoprezzato, o di mercato, connesso a domanda/offerta.

In che modo investire in azioni?

In base agli obiettivi e alla gestione portafoglio, le azioni sono disponibili in più modalità sui mercati finanziari:

  • Titoli singoli, concentrandosi su un solo titolo per volta esaminando a fondo storia, business model e bilanci passati e presenti della società scelta; richiedono una presenza attiva
  • Fondi comuni, raccogliendo azioni e altri asset in un unico prodotto, dividendosi per aree geografiche e settori industriali; sono mirati a bilanciare i rischi e richiedono una presenza più passiva, salvo cambi di strategia
  • ETF, seguendo interi indici azionari o di altri asset replicandone le performance; offrono maggiore diversificazione e richiedono una presenza passiva

In tutte le modalità è necessario comprendere che il mercato azionario subisce alti e bassi continui, poiché soggetto a volatilità, dovuta a sua volta dalle variabili societarie e macro-economiche.

5 consigli per iniziare a investire in azioni

Possedere titoli azionari significa partecipare attivamente al rischio d’impresa della società scelta: i rendimenti saranno strettamente legati alle performance aziendali. Oltre alle migliori opportunità di guadagno, sarà necessario considerare anche la maggiore esposizione al rischio, come la possibilità di default societario.

1. Formarsi e studiare

Nonostante sia ormai accessibile a tutti, l’investimento azionario richiede almeno una conoscenza basilare delle dinamiche di mercato, così come delle evoluzioni geo-politico-sociali internazionali, per comprendere e anticipare trend rialzisti e ribassisti.

Documentarsi su libri, guide o facendo test con conti demo sulle piattaforme di trading online sono ottimi modi per conoscere il mercato delle azioni e le sue turbolenze, a questo occorre unire la giusta informazione su aziende preferite e situazioni generali passate e presenti, per capire i segnali e prendere le decisioni migliori.

2. Suddividere il budget

La quantità di denaro da investire non ha importanza, è però necessario capire che sarà inutilizzabile per tutta la durata dell’investimento, per questo non dovrà ostacolare spese ordinarie e straordinarie presenti e future.

Specialmente alle prime armi, sui singoli titoli si consiglia un investimento a capitale ridotto con calcolo approssimativo del potenziale profitto, mentre in caso di investimenti su fondi o ETF si può destinare alle azioni una percentuale dal 30% al 70% del capitale investito.

3. Diversificare

La diversificazione dei prodotti investiti è un’ottima strategia sul medio-lungo periodo, che consente di ridurre la volatilità del proprio portafoglio e reagire meglio alle turbolenze del mercato. A titoli fortemente stabili da rendimenti minori se ne possono unire altri a maggior rischio ma più redditizi, così come altri asset dal reddito fisso e garantito come obbligazioni statali o societarie. Il risultato sarà un maggiore equilibrio rischio/rendimento.

4. Investire a lungo termine

Contrariamente a quanto si possa pensare popolarmente, mantenere una posizione sul lungo periodo è una mossa assolutamente valida per approfittare dei segnali di crescita economica e ridurre l’entità delle perdite.

Definita buy & hold acquistando e mantenendo prodotti, è una strategia adottata anche dall’Oracolo di Omaha Warren Buffett, l’importante sarà scegliere titoli affidabili e resilienti, che sappiano dare performance positive anche dopo momenti di crisi.

5. Rivolgersi a Broker regolamentati

Da principianti o da esperti, rivolgersi a enti autorevoli e regolamentati è un primo segno di sicurezza. Banche con CET1 Ratio superiore all’8% secondo regole BCE e piattaforme di trading disciplinate da Consob, CySEC e altri organi di vigilanza sono protette da rischio di fallimento, starà però all’investitore cogliere le occasioni e minimizzare le perdite con conoscenze, notizie e segnali.

E’ possibile iniziare ad acquistare azioni senza perdite?

Secondo stime Credit Suisse, il rendimento medio annuale dei titoli azionari negli ultimi 120 anni è oscillato tra +3%-+6%, superando quello delle obbligazioni, che comportano meno rischi. Ciò le rende un asset particolarmente gettonato, sul quale secondo Trade Republic-DIW Econ a febbraio 2022 è destinato circa l’85% dei capitali investiti assieme agli ETF, salendo al 90% nelle nuove generazioni.

A conti fatti, un asset estremamente valido, sul quale è possibile investire sin dall’inizio a patto però di conoscenza, informazione, studio continuo e quando possibile test e sperimentazione, che assieme al sangue freddo possono contenere i rischi: pesanti perdite potrebbero verificarsi in assenza della giusta competenza, considerando anche il fattore emotivo, che rappresenta un grande ostacolo a ogni investimento.

Come e Dove comprare titoli per investire in azioni

Per comprare le azioni quotate alla borsa bisogna avvalersi di un intermediario o broker.

L’ intermediario può essere o una persona fisica o una virtuale, cioè un sito di Broker Online che può far parte di una banca o di una società finanziaria.

In questo articolo ci occuperemo solo della compravendita diretta che un piccoli risparmiatore può fare tramite gli strumenti di trading online messi a disposizione dalle varie banche e finanziarie.

Nel momento in cui si fa un ordine per comprare azioni, questo viene di solito evaso in pochi secondi , al massimo in poche ore, a seconda della piattaforma di trading che viene utilizzata.

Anche il costo per ogni compravendita di titoli è diverso da piattaforma a piattaforma.  E’ molto importante capire tutti i meccanismi  prima di scegliere la piattaforma trading del Broker Online che è più adatta al Nostro profilo di investitore ( ad es. ci possono essere degli sconti se si fa un gran numero di operazioni ogni mese, per esempio ).

Per questo, va scelta una piattaforma di Trading non solo economica e funzionale ( anche questo aspetto è molto importante )  ma anche che sia autorizzata dalla Consob , oppure da un’altra autorità borsistica dell’Unione Europea, altrimenti si rischia di non essere adeguatamente tutelati.

Di seguito: altre piattaforme di trading autorizzate CONSOB :

Quando é il tempo per comprare azioni

Questa è una questione complessa che può fare la differenza tra un ottimo investimento ed un pessimo investimento e sui cui abbiamo fatto un approfondimento.

Innanzitutto bisogna capire che tipo di investimento in azioni vogliamo fare.

  1. Se siamo disposti a fare un investimento nel lungo periodo, usando una strategia da cassettista e del value investing che include aspettare la distribuzione dei dividenti e aspettare che l’azione salga.
  2. Oppure se vogliamo fare trading in poche ore (o pochi giorni) e comprare l’azione e rivenderla poco dopo, appena è salita di valore per avere un guadagno dal capitale .
  3. Gli indicatori di azioni ci danno dei parametri dii giudizio sulle azioni stesse e ci danno un’idea se quell’azione è conveniente oppure no.

Indicatori di Azioni, indicatori di trading

Cos’é il Trading Intraday

Per fare trading intraday – cioè all’interno di una giornata – si comprano azioni la mattina e si rivendono la sera. E’ la ragione per cui molti titoli azionari salgono piuttosto velocemente di valore durante la mattina, per poi ridiscendere la sera. Anche l’orario di acquisto è importante, in questo caso.

Questo tipo di speculazione finanziaria è remunerativo solo se l’azione è in un periodo di crescita o se  c’è un mercato al rialzo, che influisce sul prezzo della stessa.

Investire in azioni e tenerle per un lungo periodo

Su questo argomento sono stati scritti libri, fatte ricerche, create fortune, tanto da far nascere scuole di pensiero come quella del value investing seguita poi dall’investitore che finora ha avuto il più grande successo: Warren Buffet.

Ad esempio: si possono comprare delle azioni di una azienda solida che si occupa di un settore in espansione, di cui possiede una bella fetta di mercato. Esempi eclatanti in questi ultimi anni sono state aziende come: Google ( GOOGL – azienda leader per i motori di ricerca) Facebook ( FB – azienda leader per i social media) Amazon ( AMZN – azienda leader per le vendite online ) .

Il Nostro sito è alla costante ricerca questo tipo di aziende e le segnaliamo in modo costante.

Se abbiamo fatto un acquisto oculato, nel giro di qualche anno il valore di quelle azioni sarà aumentato. Tenere queste azioni inoltre, ci da il diritto di ricevere i dividendi quando questi sono previsti.

Quando vendere le azioni

La prima regola è quella di vendere prima di subire perdite che non ci si può permettere.

Per risolvere questo problema, possiamo usufruire di strumenti tecnici delle piattaforme Trading come lo Stop Loss.

Lo Stop Loss è la programmazione di vendita automatica di un pacchetto azionario quando questo va in perdita “fino a”.

Facciamo un esempio per capire:

se ho comprato 1.000 euro di un’azione X, chiederò uno “Stop Loss” al sistema che mi permettere di perdere fino a 70 euro, cioè il 7% di quello che ho investito.

Il sistema vende automaticamente quel pacchetto di azioni, nel momento in cui il valore dell’azione arriva alla quota che avevo prefissato, impedendomi di perdere altro denaro.

Stessa cosa accade con il  “Take profit“, cioè con il vendere quando si è guadagnato abbastanza.

Con il “Take Profit” se ho investito 1.000 euro in un pacchetto azionario e ho ordinato un “Take profit” a 1.150 euro ecco che automaticamente, arrivato a quella cifra il sistema vende automaticamente le azioni facendomi guadagnare 150 euro lordi su quella transazione.

Anche vendere un’azione dopo che si è guadagnata una cifra adeguata, è importante.

Bisogna vendere anche se l’azione sale molto, in quanto il suo aumento di valore potrebbe essere “gonfiato” da un attacco speculativo e potrebbe precedere una repentina perdita di valore.

Ovviamente il livello del valore del “take profit” o dello “stop loss” può essere modificato nel tempo.

Anche questo è un argomento complesso che abbiamo approfondito QUI.

Comprare titoli azionari italiani o esteri? 

Per ragioni di tassazione, generalmente conviene acquistare titoli italiani presso la borsa valori di Milano.

In pratica in Italia si ha una tassazione del 26% sulle plusvalenze di TUTTE LE AZIONI, sia italiane che straniere.

Precisiamo altresì che i dividendi di emittenti esteri sono soggetti ad una doppia ritenuta: ritenuta paese (ove prevista) e successivamente ritenuta italiana del 26% sul netto frontiera.

Questo non esclude che investire in azioni straniere possa essere estremamente vantaggioso per il solo discorso di “plusvalenze”.

Per questo motivo questo sito include molti notizie anche su azioni di importanti multinazionali.

Nel caso in cui si voglia investire in azioni straniere, conviene acquistarle alla Borsa di Milano nel mercato GEM ( Global Equity Market )

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Conviene acquistare azioni quando c’è l’inflazione?

Investire con l’inflazione è più complicato e non tutti i titoli azionari sono adatti.

Quante tasse devo pagare sulle azioni: su dividendi e capital gain

La tassazione sulle rendite finanziarie in Italia è del 26% .

Pagare le tasse sulle rendite finanziarie in Italia è molto semplice. Se si opera con la stessa banca, questa crea uno “zainetto fiscale” con il calcolo degli eventuali guadagni di capital gain o dividendi.  Alla fine dell’anno ci sarà una ritenuta alla fonte, cioè i soldi verranno tolti direttamente dal conto corrente dal quale fate gli investimenti. Non ci sarà nemmeno bisogno di dichiararli sul Modello IRPEF proprio perché si tratta di una ritenuta alla fonte.

La Finanza dalla parte del piccolo investitore

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