Banche Italiane Migliori 2020: Elenco Aggiornato

In questo articolo faremo una classifica delle migliori banche italiane
La recente pandemia mondiale e il relativo lockdown hanno portato nuovi problemi non solo all’economia, ma anche a tutto il sistema bancario italiano. Molte persone sono state mesi senza lavorare e molte altre non avranno più un lavoro. Non si tratta di un problema solo italiano e la BCE e l’Unione Europea hanno messo in atto meccanismi di politica monetaria espansiva per tutti i paesi UE, che conterranno sia la crisi economica che la relativa crisi degli istituti di credito, ma si parla comunque di 160 miliardi di euro di NPL cioè di crediti inesigibili che le banche italiane non potranno più avere indietro a causa di mutui e prestiti che non verranno più pagati da imprese e cittadini in difficoltà. Appena si avrà un quadro più preciso di questi nuovi crediti inesigibili in pancia alle banche operanti in Italia e appena verranno pubblicati i nuovi dati dalla BCE e dai suoi organi di controllo, vi aggiorneremo. Intanto di seguito, vediamo come il sistema creditizio ha agito finora e quali rimangono gli istituti di credito più solidi nel Nostro paese. 

Le precedenti crisi bancarie

Le recenti vicende come quella della  Popolare di Bari  , fanno capire che scegliere un istituto di credito sicuro per i Nostri risparmi è fondamentale.
Da qui bisogna sapere quali sono le banche più affidabili in Italia, e questo ce lo dicono gli stress test della BCE e della Eba i cui risultati sono vengono resi noti ogni volta che vengono rifatti.Una volta che conosco quali sono gli istituti di credito che sicuramente non falliranno, a quel punto posso scegliere dove  aprire un conto corrente, o Dove posso aprire un deposito di risparmio, tenere lì i miei soldi e stare tranquillo che magari la banca non ci sarà un default e nemmeno un prelievo forzoso dai conti correnti .
I piccoli risparmiatori, più che i piccoli investitori, sono quelli che temono per i propri soldi. Dopo una vita di sacrifici in cui è già difficile trovare un lavoro, mantenerlo, farsi pagare, riuscire a risparmiare qualcosa, veder sparire il frutto del proprio sudore è ormai diventato un incubo.

Migliori banche italiane per rating, quali sono?

Dopo la grande depressione 2008-2009 e ancor più dopo l’emergenza CoViD-19 che colpisce il mondo intero nel 2020, la valutazione della sicurezza di una banca diventa un aspetto cruciale. Per capire quali siano le migliori banche occorre quindi conoscere il loro livello di solvibilità, che le difenda dal rischio di bail-in.

L’indicatore tenuto maggiormente in considerazione è il CET1 Ratio, che le banche pubblicano in occasione di conti trimestrali, semestrali e annuali. Monitorato dalla BCE, che effettua stress test periodici per valutare le condizioni di salute degli istituti, il CET1 Ratio è il rapporto tra capitale ordinario e attività ponderate al rischio, nonchè un aspetto fondamentale da conoscere per suddividere le migliori banche italiane per rating.

Cos’è il CET1 Ratio?

Monitorato dalla Banca Centrale Europea, il CET1 Ratio è il parametro più importante per la valutazione di salute e solidità delle banche, quindi anche delle loro azioni e obbligazioni. Il suo nome è l’acronimo di Common Equity Tier1 Ratio e rappresenta il rapporto tra capitale ordinario versato dalla banca (CET1) e le sue attività ponderate al rischio, ossia quelle che presentano rischi impliciti.

Considerando tali attività, nel CET1 Ratio sono inclusi gli effetti negativi causati da:

  • Crediti deteriorati
  • Inadempienze probabili
  • Sofferenze

Il CET1, definito dagli Accordi di Basilea 1988 e 2004, è invece costituito da capitale versato, riserve e utili non distribuiti, escludendo azioni in portafoglio, avviamento, beni immateriali e perdite di bilancio.

Secondo le disposizioni BCE, il CET1 Ratio di una banca deve essere superiore all’8%: più elevato sarà, maggiore sarà la sua solidità; al contrario, se inferiore all’8%, la banca dovrà necessariamente rafforzare il patrimonio per non essere inserita in amministrazione straordinaria o sottoposta a bail-in, ossia prelievo forzato della liquidità dei suoi correntisti.

Appare nelle comunicazioni di bilancio trimestrali, semestrali o annuali degli istituti ed è uno strumento indispensabile per conoscere il loro rating.

Quali sono le migliori banche italiane per CET1 Ratio?

Dopo l’istituzione del Fondo Atlante 1 e 2 nel 2016 per intervenire sulle crisi bancarie italiane dei crediti deteriorati e il fallimento di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca liquidate poi dal d.l. 99/2017, il CET1 Ratio è tornato argomento di discussione per valutare salute e solidità degli istituti di credito italiani.

Nell’analisi dei profili di rischio bancari SREP (Supervisory Review and Evaluation Process) si tiene conto di 2 parametri fondamentali:

  • CET1, che indica capitale ordinario, riserve e utili non distribuiti
  • CET1 Ratio, rapporto tra CET1 e attività a rischio implicito

In collaborazione con EBA (European Banking Authority), la BCE effettua degli stress test periodici per esaminare le banche del continente e capire come queste potrebbero reagire a eventuali scenari di crisi. In questo modo vengono valutate anche le migliori banche italiane per rating, che secondo gli stress test 2019 e 2020 sono 5 tra i nomi più importanti a livello nazionale:

  • Intesa Sanpaolo, CET1 12,8%, CET1 Ratio 17,2%
  • Unicredit, CET1 11%, CET1 Ratio 14,5%
  • UBI , CET1 11,68%, CET1 Ratio 14,55%
  • Credem, CET1 13,51%, CET1 Ratio del 13,51%
  • BPER , CET1 14,47%, CET1 Ratio 15,98%

Risultati simili alla classifica dell’Università Bocconi di Milano sulle migliori banche nazionali del 2018, basata su andamento in borsa, redditività sul totale attivo, CET1 e CET1 Ratio: con 114 punti si conferma al primo posto Intesa Sanpaolo, seguita da UBI Banca a 111 e Banco Popolare e Credem a 101, mentre Unicredit e BPER Banca sono tra le meno sicure con 81 e 85 punti. Sebbene fossero in precedenza ai primi posti, sono escluse da tale classifica Mediolanum e Mediobanca, poiché presentano un’offerta non mirata alla clientela retail.

Numeri positivi, che confermano la solidità dei nomi più importanti delle banche italiane anche dopo l’emergenza CoViD. Secondo i bilanci dell’EBA, infatti, la copertura dei crediti deteriorati delle banche italiane raggiunge una media del 53,8%, superiore alla media europea del 44,7%. Tuttavia, il CET1 fully-loaded italiano (che include spese a regime) è del 13,2%, mentre la media europea è del 14,8%.

Perchè le banche italiane hanno avuto rating positivi?

A sostegno dei settori più colpiti dall’epidemia, quello italiano è tra i governi europei che hanno annunciato una serie di misure d’emergenza, tra queste il Decreto Cura Italia (d.l. 18/2020) e il Decreto Liquidità (d.l. 23/2020): nonostante il primo abbia messo gli istituti nazionali ad elevata esposizione al credito deteriorato a causa della possibile inadempienza dei clienti, col secondo le banche faranno da tramite per finanziamenti statali a fondo perduto per le PMI.

Con lo stanziamento di 200 miliardi di euro, la misura del Decreto Liquidità rafforza quella già in corso del Decreto Cura Italia, favorendo l’accesso alle garanzie statali e semplificando i requisiti per le agevolazioni. Altra priorità è il potenziamento del Fondo di Garanzia per PMI. I prestiti erogati saranno disponibili per aziende fino a 499 dipendenti:

  • Fino a 30.000 euro con garanzia al 100% e nessuna valutazione
  • Fino a 800.000 euro con garanzia al 90% e valutazione di merito
  • Fino a 5 milioni di euro con garanzia al 90% e valutazione di merito e andamentale/bancaria

I medesimi finanziamenti saranno disponibili anche per grandi aziende, con garanzia variabile:

  • Al 90% e con procedura semplificata d’accesso per imprese con meno di 5.000 dipendenti e fatturato inferiore a 1,5 miliardi di euro
  • All’80% per imprese con più di 5.000 dipendenti e fatturato tra 1,5 e 5 miliardi di euro
  • Al 70% per imprese con più di 5.000 dipendenti e fatturato oltre i 5 miliardi di euro

A conti fatti, si può notare che nei risultati delle migliori banche italiane per rating vi sono i più importanti istituti nazionali, che forti di storia e solidità sarebbero in grado di resistere a scenari particolarmente critici con abbastanza capitale in eccesso.

Risultati in linea con quelli del resto d’Europa che, eccetto piccole realtà di Grecia, Portogallo, Cipro e paradossalmente Germania, secondo gli analisti mostrerà una certa resilienza anche nel 2021: sebbene non ci sia la certezza matematica che gli scenari drammatici degli stress test si possano concretizzare, le criticità dell’epidemia CoViD-19 sono alle spalle.

Come funziona il sistema per capire quali siano le banche più sicure che operano in Italia

La BCE a fine gennaio 2020 ha rilasciato un’analisi delle banche europee che – finalmente – a livello generale, sembrano essersi riprese dai problemi di mancanza di liquidità di cui molte soffrivano fino a qualche tempo fa. Non tutti i problemi sono risolti, ma le nuove linee guida per poter operare nell’Unione Europea hanno aiutato queste banche a diminuire la loro esposizione debitoria e la loro carenza di disponibilità monetaria.

Per questo motivo, la BCE ha dato dei nuovi obiettivi che ha chiamato PILLAR II, ( Pilastro 2)  cioè un ulteriore step dell’Accordo Interbancario Europeo.

La panoramica delle pratiche e degli approcci di revisione prudenziale del secondo pilastro descrive i concetti chiave del secondo pilastro e le pratiche di revisione prudenziale in uso nelle giurisdizioni dei membri del Comitato di Basilea.

Il processo di revisione prudenziale del secondo pilastro è parte integrante del Framework di Basilea. Quando il Comitato ha introdotto il quadro di Basilea II nel 2004, un obiettivo fondamentale delle attività del Comitato era rafforzare i requisiti patrimoniali minimi del primo pilastro con una solida attuazione del secondo pilastro. Ciò ha incluso gli sforzi delle banche per valutare la loro adeguatezza patrimoniale e dalle autorità di vigilanza per riesaminare tali valutazioni.

La relazione copre le aree chiave del processo di revisione prudenziale del secondo pilastro, compresi il processo di valutazione del rischio, la propensione al rischio, i ruoli del consiglio di amministrazione e degli alti dirigenti e le pratiche di vigilanza adottate per migliorare la trasparenza e le pratiche di divulgazione delle banche.

Per raggiungere lo standard del 2° Pilastro degli accordi interbancari di Basilea , le banche qui di seguito, devo aumentare il proprio capitale

migliori banche italiane

 

L’ultima tegola sui risparmiatori italiani arriva a Dicembre, con il commissariamento della maggiore banca del sud; la Popolare di Bari è commissariata al link potrete leggere un lungo articolo con tutto quello che potrebbe avvenire un futuro a risparmiatori e investitori che hanno riposto i loro soldi in questa realtà creditizia.

Con il nuovo governo insediato a Maggio, i mercati hanno espresso preoccupazioni sopratutto per la vicenda Banca Monte Paschi, il nuovo esecutivo infatti sembra voler nazionalizzare questa Banca e non più sistemarla per poi rimetterla nel mercato, per questo motivo nelle ultime settimane.

Anche se oggi come oggi ancora la regola del Bail In ancora non è mai stata applicata ad una banca italiana, è pur vero che è tutt’ora in vigore, nonostante ci siano delle pressioni per aiuti esterni, pressioni più che altro da parte del Governo italiano e dalla Deutsche B, in quando la situazione delle banche italiane ( che finora hanno costituito solo il Fondo Atlante come ‘paracadute’) che quelle di DB è precaria, una situazione che vede le Nostre banche in difficoltà a causa di miliardi di euro di crediti inesigibili e le banche tedesche in difficoltà a causa dei troppi derivati.

 

I precedenti risultati di Stress Test altre banche europee osservate speciali espressi in percentuali CET 1 Ratio:

Deutesche Bank: 8,14% ( la più grande banca tedesca sotto stress)

Societé Génerale: 7,61% ( la più grande banca francese sotto stress)

La Banque Postale: 7,22% ( la banca delle poste francesi, di proprietà di Poste francesi)

Barklays: 7,28% ( una delle più importanti banche britanniche che, anche se non fa più parte di UE, ha enormi interessi ed investimenti in UE)

 

Le migliori banche italiane, come riconoscere se una banca è migliore di un’altra:

Per riconoscere la banca migliore, cioè per capire se una banca è più sicura di un’altra lo si capisce dal livello di patrimonializzazione, proprio come una azienda qualsiasi.

 

Per facilitare questo impegnativo calcolo ecco il CET 1 RATIO, ( o Tier 1 o Tier 1 Capital Ratio) espressa in percentuale: più la percentuale è alta, più la banca è in buona salute.
Si considera una banca in difficoltà quando il Cet 1 Ratio inizia ad essere intorno al 10%, anche se poi qui subentrano anche altri fattori.

Le migliori banche italiane 2020: elenco aggiornato

 

Le Migliori Banche Italiane: Finnat

Finnat, è una piccola realtà con un parametro Cet 1 Ratio del 36,6%, quindi in pratica solidissima, la banca italiana più solida in assoluto, in questo momento storico.
Quindi avere un prestito, aprire un conto corrente o fare un investimento sembra una buona opportunità per i Nostri risparmi.

Le migliori banche italiane: Banco di Sardegna

Il Banco di Sardegna S.p.a., è una banca con 374 sportelli in tutta Italia, di cui la stragrande maggior parte opera proprio nell’isola. Solo una trentina di sportelli sono in Italia, ma con un Tier 1 Capital Ratio del 21,4%, possiamo anche fare un pensierino di aprirci un conto corrente senza stare con il patema d’animo che tra qualche giorno potrebbe entrare in difficoltà.

Le migliori banche italiane: FinecoBank

La FinecoBank, è una Spa fondata nel 199 con sede a Milano, faeva parte dell’universo Unicredit ed è famosa in quanto offre un servizio broker per fare trading online tra i più rinomati in Italia.
FinecoBank è molto solida con un parametro di Cet 1 Ratio del 22,14% ad Agosto 2017, uno dei migliori in Italia a questo momento.

Vivibanca, posizione patrimoniale al 30/06/2020

  • ROE semestrale 7% 
  • CET1 / Tier1 ratio 19%
  • Total capital ratio pari a 22,5% 
  • Texas Ratio 36,6%
  • Net NPL Ratio 3,1%
  • Coverage NPL Ratio 53,7%
  • Liquidity Coverage Ratio: 1357,3%
  • NSFR: 141,2%

Le migliori banche straniere che operano in Italia

Diverse sono le banche straniere che operano in Italia. Tutte le banche che fanno parte dell’Unione Europea potrebbero operare nel Nostro paese ma non tutte lo fanno per ovvie ragioni logistiche.

Una di queste è la N26 una banca online tedesca che è molto conveniente per i suoi costi e la sua vasta gamma di offerte di prodotti finanziari online.

Un’altra è l’olandese ING Direct e il suo famoso Conto Arancio, che per la verità ultimamente sta facendo dei prezzi piuttosto alti, ma si tratta comunque di una banca europea sicura che rispetta le rigide norme dell’Unione Europea.

Precedenti risultati degli stress test sugli istituti di credito italiani

( non i dati di tutte le banche italiane sono stati pubblicati dalla BCE l’ultima volta che ha fatto gli stress test di Agosto 2017, solo i dati di quelle banche ritenute le più importanti) .

Va comunque specificato che ormai le banche italiane stanno cercando di avere più liquidità e di togliersi i crediti inesigibili, quindi questi dati dovrebbero migliorare con il passare dei mesi, da non confondersi con la NPE Ratio, cioè la Non Perfoming Exposure delle banche.

 BANCA

 CET 1 RATIO Aggiornato Agosto 2017

22,14%
21,90%
Generali
17,00%
 13,50%
 BPER
 13,17%
 13,00%
 12,80%
 Ubi Banca
 11,32%
 BPM
 10,40%
 11,40% (dato 2015)
 Popolare di Sondrio
 11,09% (dato 2015)
 11,25% (dato 2015)
 8,17% (dato 2015)

Come scegliere una banca sicura:

banche italiane migliori elenco

Sopra: ecco gli ultimi dati aggiornati dei vari Cet 1 Ratio, da “Rischio calcolato”.
Come si può vedere, Fineco, Banco di Sardegna, Mediolanum, Banca Fideuram, sono messe abbastanza bene; peggio Veneto,  Banco Popolare,( ora fuso con Popolare di Milano) , Popolare di Vicenza, Nuova Etruria e Nuova Marche, uscite da poco dal famoso scandalo che le ha viste coinvolte, che ancora si devono riprendere, nonostante abbiano cambiato nome.

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Pubblicista finanziario e operatore turistico, ha frequentato la Facoltà di Economia e Commercio e il Dipartimento di Lettere, lingue, letterature , civiltà antiche e moderne, presso UniPG

4 commenti

  1. Perchè cercando online i valori di CET1 si trovano continuamente tabelle relative al 2015? Si fa fatica ad avere una situazione aggiornata nella totalità dei casi (es. Carige). C’è una ragione specifica? Grazie

    1. Perchè sono tabelle che vengono fatte dalla UE , circa 2 volte all’anno e controllano solo banche molto grandi, per questo vengono aggiornate poco di frequente.

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