Investire in Derivati: cosa sono, conviene comprare?

Cosa sono gli strumenti finanziari derivati e conviene investire soldi in questo particolare settore? Molto spesso le cronache, ed i media, portano alla ribalta della cronaca scandali finanziari riferibili a banche, enti pubblici, e anche privati “vittime” del danno economico creato dall’aver investito, o speculato, con strumenti finanziari derivati.

Questa la premessa.

Cosa sono i derivati?

Tali strumenti finanziari sono nient’altro che titoli il cui valore dipende, e varia, da un asset sottostante, ossia da un altro strumento finanziario.
Data l’enorme pubblicità sul web, attualmente in corso, gli strumenti più conosciuti sono le opzioni binarie, ed i CFD.

Diamo un occhio al funzionamento di alcuni di tali strumenti tra potenzialità, pregi ed anche pericolosità nell’utilizzo.

Derivati CFD:

 

I CFD sono l’acronimo di contratti per differenza (contracts for difference) che permettono di impostare transazioni di acquisto, o di vendita, di altri, e svariati strumenti finanziari.
Esempio può essere un CFD sulle divise (EUR/USD).
Aprire posizioni di acquisto, o di vendita tramite i CFD offrono la possibilità di ottenere guadagni sulle divise senza acquisirle concretamente, in quanto stiamo parlando di strumenti finanziari derivati.
Le opzioni binarie, come dice la parola stessa, sono pronostici (su due possibilità) riferibili all’andamento dei prezzi di assets sottostanti: azioni, materie prime, divise etc.
A differenza dei CFD, si realizza un guadagno se il pronostico, su cui abbiamo optato, si rivela esatto.
Esistono diverse versioni di opzioni binarie basate sul fattore temporale: pronostico a secondi, minuti, ore etc.e con altre differenziazioni tecniche.

Investire in derivati: cosa sono, conviene comprare?

Altre tipologie oggetto di investimento in derivati.

  • I futures sono strumenti finanziari, scambiati in Borsa, a termine, dove le controparti si accordano per la compravendita/scambio di assets perfezionati in data futura, a condizioni predefinite (prezzo)
  • Le opzioni (non binarie!) sono strumenti finanziari in cui una controparte vende all’altra un quantitativo di assets ad un prezzo predeterminato (strike). A scadenza l’opzione può essere esercitata (esercizio di diritto). Se il contratto è di acquisto, si parla di Call, per la vendita Put.
  • Swap. La traduzione corrisponde a baratto. Siamo in presenza di strumenti finanziari, negoziati con un contratto, dove le controparti si scambiano flussi finanziari periodici sulla base di assets predefiniti. Ad esempio, molto utilizzato è l’interest rate swap dove le controparti, indebitate (una a tasso fisso, l’altra a tasso variabile) scambiano periodicamente i flussi finanziari degli interessi maturati (differenziale su interessi fisso/variabile) su un capitale (nozionale) sulla base previsionale dell’andamento dei tassi nel mercato.

Il dramma della leva finanziaria sugli strumenti finanziari derivati.

La leva finanziara, o leverage, permette ad un investitore di acquistare o vendere assets finanziari per un importo maggiore al capitale a sua disposizione, beneficiando di un (possibile) maggior profitto comparato ad un acquisto diretto dell’asset sottostante (con esborso di una somma maggiore).
Rovescio della medaglia: esposizione a perdite rilevanti .
Un esempio per gli investitori:
Tizio decide di investire in uno strumento finanziario derivato che tra 60 giorni attribuisce il diritto di comprare un quantitativo di argento ad un prezzo definito di 100 Euro.
Sarebbe possibile comprare direttamente l’argento con il pagamento diretto di 100 Euro, attendendo un rialzo del prezzo dell’argento e lucrare sulla differenza prezzi.
Utilizzando uno strumento finanziario derivato non è necessario essere in possesso dei 100 Euro per l’acquisto dell’argento, ma solo del denaro necessario ad acquisire il contratto derivato.

A scadenza verranno definite le conseguenze economiche di tale scelta.

Ma di fronte alle potenzialità sia positive, sia negative, qual è il motivo per “investire” in strumenti finanziari derivati?

Si possono determinare tre principali motivi:
  1. speculazione pura (intento di realizzare un profitto puntando al rialzo, o al ribasso di un sottostante);
  2. copertura di un rischio (hedging) riferibile ad un contratto (ad esempio rischio di cambio nell’import/export);
  3. arbitraggio, ossia realizzare un profitto sulla base delle posizioni di equilibrio del sottostante e del derivato.
Gli strumenti finanziari derivati vengono scambiati su mercati regolamentati – Borsa – (futures, opzioni etc.), oppure over the counter (OTC), ossia mercati non regolamentati (swap, etc.).
Senz’altro tali strumenti finanziari offrono molteplici possibilità per gli operatori, se ci riferiamo ai tre principali motivi sopra citati.

Tuttavia, gli scandali finanziari recenti, dai più noti ai meno noti, andiamo da MPS, a molti enti pubblici coinvolti nella stipula di contratti “derivati” con effetti negativi devastanti, ossia le previsioni che hanno ispirato la stipula in fase iniziale, si sono rivelate completamente errate, comportando un danno economico rilevante, ed in alcuni casi distruttivo per la controparte.

Ma come deve comportarsi un “semplice” risparmiatore italiano di fronte a tali strumenti finanziari? Approfittarne, tentare di spuntare un profitto che i classici prodotti non garantiscono più, o semplicemente desisterne, ed evitare?

Senz’altro molti risparmiatori preferiscono, di fronte ai rischi, ed all’effetto leva sopra citato, investire in azioni, che, pur di fronte a rischi di calo del prezzo delle stesse, vengono considerate da molti un’operazione a rischio medio-basso.
Su tale impostazione mentis molto c’è da dire.
È evidente che anche comprare un’azione di qualsiasi società, sulla base di un trend e previsioni buone, comporta dei rischi.
Di fronte a profitti elevati (aumento di valore dell’azione), vi è il rischio di subire perdite altrettanto elevate.
L’investitore medio, che decide di effettuare un investimento in azioni (ad esempio Fiat FCA, Pirelli, etc.), ha come obiettivo quello di trarre profitto dal rialzo del prezzo dell’azione in un arco temporale.
Tale previsione si scontra però con il calo di prezzo dell’azione.
Senz’altro questo è un brutto segnale per l’investitore, e si può essere costretti a vendere il pacchetto azionario per contenere le perdite, vanificando il profitto oggetto di previsione.
Di fronte all’evento negativo di cui sopra, vi è da chiedersi se la stipula di un contratto derivato, con l’acquisizione di strumenti finanziari ad hoc, possa “scongiurare” il rischio perdita.
Senz’altro la stipula di un contratto derivato, ed una gestione attiva dello strumento finanziario, ossia monitorare, controllare, analizzare, può aiutarci ad evitare una perdita in una fase negativa di mercato.
Certo è che gli strumenti finanziari derivati sono strumenti finanziari non per tutti.
Brutto da dire, ma il meccanismo di tali strumenti finanziari può ricordare il funzionamento del lotto, della scommessa.
Affermazione non totalmente errata.
L’investimento in prodotti derivati, come ben noto, è legato all’andamento di un asset sottostante (azioni ad esempio).
Di fronte alle quotazioni di tali strumenti finanziari, sostanzialmente, influisce l’andamento del prezzo del sottostante, che con il funzionamento della leva finanziaria può amplificare la perdita.
Non si vuole “denigrare”, o dipingere come completamente negativi tali strumenti.
Ad esempio, i futures possono avere una valutazione positiva.
Ad esempio, ricordando da sopra il meccanismo di funzionamento, gli stessi possono rappresentare un mezzo per coprire i rischi di variazione del prezzo (acquisto/vendita a termine) e soddisfare gli interessi contrapposti delle controparti.

Pericolosità assoluta dei derivati, ed investire in bond tradizionali?

Risposta non semplice, e di fronte agli ultimi casi di default degli enti emittenti senz’altro un investitore può essere portato a scartare entrambi.
Grecia, Argentina, e molte società sono i casi più eclatanti di pericolosità per i bond similmente ad un cattivo funzionamento di uno strumento finanziario derivato.
Senz’altro si potrebbe optare per un bond più che sicuro, ad esempio i bond della Germania. Ma a che pro, quando i rendimenti degli stessi sono pari a zero? L’unica certezza è quella di non conseguire perdite, ed avere il capitale restituito a scadenza.

L’investimento in strumenti finanziari derivati è un investimento da gestire con oculatezza, sapendone cogliere le opportunità. Ottimale sarebbe non utilizzare il “fai da te”, ma affidarsi ad operatori specializzati, vedi Brokers, banche, o consulenti in grado di analizzare le nostre necessità di investimento, e consigliandoci di conseguenza.

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