Nuove Emissioni di Obbligazioni 2019 con Rendimenti Migliori

Vediamo le nuove emissioni di Obbligazioni nel 2019. investire in Obbligazioni nel Nostro paese non è più di moda come alcuni anni fa; interessi non molto alti, problemi delle banche di poco tempo fa fanno desistere l’investitore a mettere nel portafoglio titoli questo storico strumento finanziario. Se invece ci si cala nei panni del risparmiatore consapevole, avere un pacchetto di obbligazioni serve eccome, facendo un distinguo tra bond ordinari e subordinati, si può creare un piccolo investimento che è sicuro e che riesce a fruttare molto meglio dei soliti Conto Deposito o Buoni Fruttiferi.
Il 2019 si è aperto con il lancio di molteplici emissioni obbligazionarie, che spaziano da quelle corporate, a quelle governative, a quelle emergenti. C’è solo l’ imbarazzo della scelta: ma saranno tutte ottime opportunità?

Il 2019 ed i problemi da affrontare

Analizzando alcuni dati tecnici, relativi all’ entità delle obbligazioni corporate in circolazione, notiamo come dal 2008 ad oggi, si è passati da Usd 7 miliardi ad Usd 13 miliardi al termine del 2018. Questo dato ha fatto intervenire l’ OCSE che ha lanciato il proprio monito di allarme.
La cifra di Usd 13 miliardi appartiene per più del 70% ai paesi avanzati, mentre per il 30% appartiene ai paesi emergenti, o in via di sviluppo.

Altro dato da valutare è la significativa presenza di molte obbligazioni spazzatura, o junk bond: obbligazioni declassate, con un rating fortemente speculativo. Per l’anno in corso, si stimano declassamenti consistenti, specie per il settore corporate in un contesto generalizzato.

Ci troviamo di fronte un quadro macroeconomico in rallentamento, in affanno, e con politiche monetarie delle banche centrali da decifrare. Le tensioni nei paesi emergenti, con il consistente boom di emissioni, impone delle riflessioni, specie in vista del pericolo di mancato rimborso, o default.

Dando un occhio generale ai portafogli degli investitori, troviamo quote notevoli di bond di paesi emergenti.
Questa scelta è stata molto spesso dettata dall’ opportunità di cercare rendimenti maggiori, a fronte delle obbligazioni dell’ area Euro specialmente, accettando un rischio maggiore.

Già dalla fine del 2015, le politiche monetarie americane hanno creato tensioni nei paesi emergenti, dove si è assistito ad una svalutazione consistente delle valute locali contro il dollaro. Cosa accadrà per l’ anno in corso? Al momento si può supporre una possibile manovra meno restrittiva, con i tassi americani tendenzialmente in rialzo, con taglio a partire dall’ anno prossimo, massimo 2021.

Di fronte ad uno scenario di taglio dei tassi americani, motivato dal rallentamento atteso dell’ economia americana, sarà semplice dedurne una congiuntura internazionale negativa, con ripercussioni globali.
Il prezzo più alto potrebbe essere pagato dai bond dei paesi emergenti, che nel giro di 10 anni sono quasi raddoppiati di prezzo. Tensioni similari si dovrebbero ripercuotere sui junk bond, dove in are americana sono riusciti a rendere quasi il 180% in 10 anni.

Cosa poter scegliere nel panorama delle nuove emissioni obbligazionarie?

Nuove Emissioni di Obbligazioni 2019 con Rendimenti MiglioriNuove Emissioni di Obbligazioni 2019 con Rendimenti Migliori

Obbligazioni General Electric

Restando in territorio americano, interessanti sono le emissioni di General Electric.
Il prezzo delle azioni è in salita, e l’ emissione obbligazionaria subordinata al 4,125%, scadenza 2035, molto apprezzata.
Interessante anche l’ emissione callable 2042, con cedola al 4,125%, e in misura minore il bond General Elecrics scadenza 2023, con cedola al 3,10%.
Le obbligazioni General Electric sono valutate con rating investment grade, ed outlook stabile (Standard and Poor, Moody’s, Fitch). Rating BBB+ o Baa1.

Obbligazioni UBI Banca

Interessante, per UBI Banca, l’ emissione subordinate Tier 2: parliamo di un’ emissione di Eur 500 milioni, a 10 anni, e rimborsabile dopo 5 anni dalla data di emissione.
La cedola prevista in pagamento per il 2020 è pari al 5,875% invece del 6% inizialmente prevista.

Sempre di UBI Banca l’ emissione di un covered bond, per Eur 500 milioni, con scadenza Settembre 2025 e cedola dell’ 1%.
Quelle appena prese in considerazione, sono due emissioni molto diverse. Il covered bond presenta rischi molti bassi, essendo un’ emissione garantita da mutui residenziali di qualità elevata.

Ancora da parte di UBI Banca l’ emissione di obbligazioni subordinate, più rischiose, a fronte dell’ applicazione delle normativa Bail – in. Si tratta di una emissione decennale, già rimborsabile dopo 5 anni, di tipo Tier2: il pagamento delle cedole può essere bloccato a fronte, solo, di gravi insolvenze, caso in cui si corre il rischio di perdere anche il capitale investito.

Obbligazioni Unicredit

Unicredit, rating Baa3, BBB-, BBB, ha lanciato alcune emissioni, sia di tipo ordinario, sia subordinato.
Unicredit, a livello di rating, si trova in una posizione di investment grade.
L’ obbligazione subordinata a 10 anni, Tier 2, richiamabile dopo 5 anni, con cedola pari al 4,875% ha come caratteristica, in caso di mancato richiamo, una cedola variabile (midswap 5 anni).
Altra emissione, sempre di Unicredit, è il covered bond a 10 anni, con cedola allo 0,875%: emissione di Gennaio 2019, con riapertura di alcuni giorni fa.

Obbligazioni MPS

Sempre in ambito bancario italiano, MPS propone una emissione callable, subordinata, Tier2, scadenza 2028, con cedola pari al 5,375%.
Parliamo di una banca, ormai, nelle mani dello Stato, ed anche l’ emissione (già avvenuta) di tipo senior, con cedola 5%, offre un rendimento molto interessante.

Dal punto di vista corporate, in ambito italiano, l’ avvio del 2019, ha visto molte emissioni davvero interessanti: parliamo di società che hanno chiesto liquidità al sistema (dato da tenere sempre in mente).
Il collocamento, delle varie emissioni, ha avuto andamenti differenti. Alcuni emittenti hanno registrato l’ aumento dello spread rispetto al midswap di riferimento.

Ecco alcune nuove emissioni di obbligazioni interessanti:

Terna, scadenza, 2023, cedola 1,00%;
Mediobanca, scadenza 2024, cedola step up;
Tim, scadenza 2024,cedola 4%.

Tim spa, ultima citata, ha cominciato il 2019, con il lancio di una emissione High Yield, scadenza 5 anni e tre mesi, cedola 4%: obbligazione molto interessante, a fronte di un titolo azionario in affanno in Borsa.

Da considerare anche l’ emissione di Generali Assicurazioni cha hanno registrato una domanda molto forte. L’ ultima emissione riguardava un prestito subordinato, scadenza decennale, per Eur 500 milioni. La cedola prevista è pari al 3,875% (la cedola, a fronte di una obbligazione subordinata, è interessante, ma molto bassa).

Da tenere in considerazione le emissioni obbligazionarie in arrivo da parte di Carige, MPS,e Banca Popolare di Bari: situazioni bancarie complesse, come noto.

Paesi emergenti ed Italia?

Le voci degli esperti sui Paesi emergenti sono abbastanza positive per il 2019, per cui da valutare le nuove emissioni in arrivo.

Alcuni paesi dell’ America Latina, come Argentina, e Brasile, vedono segnali di miglioramento nonostante le criticità in corso.
In Argentina dovrebbe ridursi la recessione rispetto al 2018, mentre in Brasile si prevede una crescita del Pil (tra l’ 1,4 ed il 2,4%), a fronte, però, di una riforma pensioni in corso, e le nuove politiche presidenziali da testare dopo il recente insediamento del Presidente Bolsonaro.

Situazione da monitorare con attenzione in Messico a fronte degli obiettivi di spesa del Governo da verificare.
Situazione di debolezza in Russia, con Pil a crescita contenuta tra l’ 1,5 ed il 2%. Da verificare le tensioni internazionali in essere che possono minare l’ appetibilità delle nuove emissioni.
Situazioni complesse in Sud Africa e Turchia: tensioni politiche nel primo paese, e rischio di forte svalutazione e default societari in Turchia. Emissioni per ora non previste, e possibilmente da evitare, anche a fronte di rendimenti elevati.

In Italia, il Ministero dell’ Economia e delle Finanze, prevede nel corso di questo primo trimestre, un ammontare minimo di Eur 9 miliardi di Btp a 3 anni, ed un minimo di Btp decennali. Prevista anche l’emissione di almeno Eur 9 miliardi di CCTeu con scadenza tra 5 e 7 anni.
Complessivamente, si prevedono emissioni tra BTP, CCTeu e CTZ per circa Eur 30 miliardi. Rendimenti da comunicare.

Anche questo mese di Novembre vede nuove emissioni di obbligazioni, e nel corso di questo di articolo cercheremo di segnalare alcune delle obbligazioni più interessanti, ma diverse tra di loro per rendimento e caratteristiche tecniche.
Prima di accingerci a fornire i dettagli sulle nuove emissioni, è bene puntualizzare sulla situazione finanziaria ed economica italiana, ed europea, giusto un breve excursus utile per comprendere quanto accade a torno a noi e quello che influisce sui bond.

Nuove emissioni di obbligazioni Anno precedente

Interessanti obbligazioni a tasso fisso di paesi emergenti con tassi fino al 14% lordo all’anno da parte di Goldman Sachs.

Si tratta di obbligazioni legati alla moneta locale.

La lira turca, il peso messicano, il rend sudafricano.

Nonostante si tratti di obbligazioni a tasso fisso e con ottimi rendimenti da 10% a 6 % NETTI all’anno , sono comunque investimenti a rischio, in quanto sono in valuta estera, quindi si comprano e si vendono in valuta estera e sono soggetti alle variazioni di cambio tra valute.

Nuove emissioni di obbligazioni Novembre Dicembre 2017: la situazione

Al momento i principali indici azionari vedono rialzi di rilievo da inizio anno: cifre che vanno da un + 14 / 20%, così come accade per l’indice di rendimento delle obbligazioni high yield che segna un + 8% in area Eur.

 

Oltre manica, la  Brexit accompagna le scelte della Bank of England: si attende un rialzo graduale e limitato dei tassi, anche se di fronte ad una sterlina debole, e tassi in ribasso, pare siano da escludere possibili rialzi dei tassi.

 Obbligazioni di Stato italiane

In Italia i BTP stanno vivendo un periodo felice con uno spread BTP – Bund attorno ai 145 b.p. con un calo sensibile negli ultimi mesi. Al momento la situazione finanziaria italiana è in attesa di quanto emergerà dall’approvazione della legge di Bilancio, e dall’influsso delle elezioni politiche nella primavera 2018.

 

Il PIL, a livello comunitario, ha evidenziato segnali di fiducia ulteriori segnando un + 2,5% da inizio anno. L’economia europea pare essere in piena ripresa, e di fronte all’atteggiamento gradualistico della BCE nel ridurre il quantitative easing, la stessa sembra essere non coerente con le posizioni dei mercati finanziari di fronte ad un livello inflazionistico prossimo all’ 1,4%. In Italia l’inflazione è scesa al 1,1%. La situazione complessiva a livello comunitario mostra un’economia in crescita con segnali di salari in crescita, disoccupazione in calo, tuttavia il rendere concrete ed affermate tali tendenze richiede tempo il che fa intendere che la BCE lasci il tasso sui depositi in area negativa sino al 2019.

 

Le obbligazioni governative italiane, BTP inclusi, come detto sopra, stanno vivendo un periodo positivo, con uno spread BTP – Bund in riduzione: Standard and Poors ha rivisto il rating italiano in area positiva dopo anni. Si confida che il miglioramento del mercato del lavoro, la sistemazione delle crisi bancarie legate ai NPL possa beneficiare di questi segnali di ripresa in modo concreto.

 

Le nuove emissioni di obbligazioni  BTP

 

Questo Novembre 2017  vede, ed ha visto, il Ministero dell’Economia e delle Finanze impegnato nella collocazione di BTP legati all’inflazione italiana, con data di godimento 20/11/2017 e scadenza a 6 anni (20/11/2023). L’emissione avverrà sul MOT dal 13 al 16 Novembre corrente. Tali BTP hanno un tasso cedolare reale (minimo garantito) pari allo 0,25%: il tasso reale definitivo verrà fissato al termine del periodo di collocamento, e comunque non potrà essere inferiore allo 0,25%.

Il codice ISIN di riferimento è IT0005312134.

Nuove emissioni obbligazioni 2019

In arrivo le obbligazioni Ferrari

 

Ferrari ha annunciato in questo mese di Novembre di voler avviare l’iter di emissione di un prestito obbligazionario rappresentato da obbligazioni senior, e quindi non subordinate. Ferrari intende procedere all’emissione per migliorare la situazione finanziaria societaria, ed in particolare per l’estinzione di linee di credito bancarie in essere. Da tenere in considerazione vista la buona performance delle azioni Ferrari nel 2017.

 

Intesa Sanpaolo spa e le obbligazioni Collezione Valuta Eur

 

Intesa Sanpaolo spa sta collocando due tipologie di obbligazioni appartenenti alla Collezione Valuta Eur (data di emissione 29.9.2017).

 

Due sono le tipologie di obbligazioni: la prima a tasso variabile, cedola annuale, rendimento pari al tasso 3 mesi Euribor + 1% (minimo 0,50% – massimo 2,50%), taglio minimo Eur 1000 e scadenza 29.9.2025.

La seconda obbligazione, emessa già dal 17.5.2017, ha una scadenza decennale (17.5.2027), tasso misto, cedola annuale, rendimento misto: tasso fisso 3,40% per i primi due anni, successivamente 3 mesi Euribor + 0,50% (cap 3,40%) – taglio minimo Eur 1000.

 

Le proposte delle obbligazioni bancarie di Goldman Sachs

 

Attualmente Goldman Sachs sta collocando tre tipologie di obbligazioni emesse in Usd, caratteristiche diverse ma tutte di interesse: unico “neo” le oscillazioni del dollaro, anche se attualmente siamo in una fase di  apparente stabilità con un cambio Eur/Usd che oscilla tra 1,17 – 1,18.

 

La prima tipologia offerta da  Goldman Sachs sono obbligazioni a tasso misto – fisso Inflazione USA emesse in Usd con durata pari a 8 anni, flussi cedolari fissi per i primi due anni, e successivamente variabili sino a scadenza. Il tasso variabile è legato alla variazione (percentuale) del tasso di inflazione negli Stati Uniti. Quotazioni disponibili sul MOT. Rimborso alla pari a scadenza.

 

La seconda tipologia offerta da Goldman Sachs sono obbligazioni a tasso fisso in Usd, durata quinquennale, flussi cedolari fissi e pari al 2,50%, rimborso integrale alla scadenza del capitale. Quotazioni disponibili sul MOT.

 

La terza tipologia di obbligazioni proposte da Goldman Sachs sono obbligazioni a tasso misto in Usd, durata decennale, flussi cedolari fissi per i primi due anni e successivamente variabili calcolati sulla base del Libor/Usd 3 mesi, con cap, rimborso alla pari a scadenza. Quotazioni sempre disponibili sul MOT.

 

Obbligazioni Regno di Svezia emesse sia in Usd sia in Eur

 

Interessante è la collocazione di obbligazioni Regno di Svezia disponibili su EuroMOT sia per la versione in Usd, sia per quella in Eur. Vediamo qualche caratteristica.

 

  1. La prima è un’ obbligazione in Usd a tasso fisso (1%) scadenza 5.10.2018 con rimborso alla pari, taglio minimo Usd 1000.
  2. La seconda è un’ obbligazione espressa in Eur tasso fisso (0,75%) scadenza 2.5.2019, taglio minimo Eur 1000. Rimborso sempre alla pari.
  3. La terza obbligazione è un’altra opportunità in Eur tasso fisso (0,05%) scadenza 12.2.2020, taglio minimo Eur 1000, rimborso alla pari.
  4. La quarta opportunità è un’obbligazione espressa in Usd tasso fisso (1,875%) scadenza 2.11.2020, taglio minimo Usd 1000, rimborso alla pari.

 

Le obbligazioni del Regno di Svezia sia in Eur, sia in Usd, sono in grado di garantire un elevato livello di solvibilità, anche se i tassi offerti, specie per le obbligazioni in Eur, sono modesti anche se in linea con i bassi tassi di interesse attuali dell’area Eur. Per le obbligazioni espresse in Usd vale sempre il discorso legato al rapporto di cambio Eur/Usd.  Tutte le emissioni prevedono, come detto, rimborso alla pari.

 

Due proposte da BEI e World Bank

 

Dal 16 Novembre su EuroMOT sono negoziabili le nuove obbligazioni emesse da Bei e World Bank.

Entrambe sono emesse in Cad (dollaro canadese).

 

L’obbligazione BEI è a tasso fisso (1,125%) scadenza 18.2.2020, rimborso alla pari.

L’obbligazione World Bank è a tasso fisso (1,125%) scadenza 11.3.2020, rimborso alla pari.

 

I tassi di rendimento non sono eccezionali ma scontano due fattori di vantaggio: l’altissima solvibilità degli emittenti, e una divisa (dollaro canadese) che non presenta forti oscillazioni di cambio sull’Eur.

 

Conclusioni sulle nuove emissioni di Obbligazioni

 

L’anno 2017 sarà ricordato come un anno importante per l’avvenuto collocamento di obbligazioni corporate di società italiane: cifre attuali indicano un collocamento per circa 37 miliardi di Eur. Le ragioni di un importo così rilevante sono da rintracciare nei bassi tassi di interesse dell’Eur: le società (che hanno i requisiti previsti legali per ricorrere ai prestiti obbligazionari) preferiscono “farsi finanziare” dal mercato rispetto ai tradizionali canali bancari.

 

Da tenere in considerazione per un buon investimento, entro la fine dell’anno, il collocamento di Ferrovie Italiane (green bond) per un importo che oscillerebbe tra i 500 ed il miliardo di Eur.

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Pubblicista finanziario e operatore turistico, ha frequentato la Facoltà di Economia e Commercio e il Dipartimento di Lettere, lingue, letterature , civiltà antiche e moderne, presso UniPG

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