Obbligazioni Subordinate: Cosa Sono Conviene Comprarle? Quali i Rischi

Negli ultimi anni le possibilità d’investimento sono sempre più varie, tanto che è talvolta difficile scegliere quale possa essere il migliore tra proposte a lungo e breve termine e fattore di rischio variabile. Tra i vari titoli presenti sul mercato ci sono anche le obbligazioni subordinate, che nell’ultimo periodo hanno avuto un picco di investimenti e se ne è parlato veramente tanto nella cronaca finanziaria. Per questo tipo di obbligazioni è richiesta un’elevata tolleranza al rischio, specialmente per privati e piccoli risparmiatori in generale. Essi vedono la paura di perdere parte del loro capitale, cosa che è avvenuta dopo gli ultimi scandali di alcune banche italiane, per cui è stata richiesta una procedura risolutiva.

Chiamate anche bond subordinati, nel caso di problemi finanziari per la società che le emette, vedono il loro rimborso posticipato rispetto a quello dei creditori azionari. E’ proprio per fare maggiore chiarezza che sorgono le domande: Cosa sono le obbligazioni subordinate? Come funzionano e che rischi comportano?

Caratteristiche delle obbligazioni subordinate

Le obbligazioni subordinate è un debito non garantito, che varia il suo valore rispetto al valore dell’asset a cui è legato, di solito un’azione; per questo hanno un rendimento molto alto: perchè sono soggette ad un rischio molto alto.

Dette anche bond subordinati o obbligazioni junior, sono obbligazioni che vedono il loro rimborso posticipato rispetto a tutti gli altri crediti della società che le emette: nel caso in cui ci sia in atto una procedura fallimentare, i rimborsi avverranno solo dopo aver soddisfatto i creditori privilegiati. Come il nome lascia intuire, sono infatti investimenti che dipendono da altre forme di obbligazioni, che diventano in questo caso prioritarie.

Quella subordinata si distingue da altre obbligazioni non per il tipo di tasso bensì per il suo fattore di rischio: caratterizzata da maggiori rendimenti, presenta un rischio particolarmente elevato. Questo avviene perchè non rientra tra gli strumenti di debito tradizionali e si pone sullo stesso piano del collocamento azionario.

Emesse principalmente dagli istituti di credito, ne esistono 4 livelli, con garanzie e rischi differenti:

  • Tier 1, sono le più rischiose, perchè subordinate rispetto ad altre forme di credito, ma in presenza di criticità gestionali o liquidazione garantiscono agli investitori la priorità sui detentori di azioni ordinarie e risparmio; definite anche ibride, presentano caratteristiche comuni sia dei titoli di debito che del capitale, per tale ragione presentano un elevato fattore di rischio, fino al 100% di perdita dell’investimento, in caso di andamenti negativi le cedole non vengono cancellate
  • Upper tier 2, vengono rimborsate prima rispetto alle azioni e alle obbligazioni Tier 1 e confrontate a queste hanno un rischio minore; hanno durata minima di 10 anni e in caso di andamenti negativi può avvenire un riassorbimento del rischio, poiché le cedole non vengono cancellate ma sospese e verranno pagate al primo anno di utile senza ricapitalizzazione
  • Lower tier 2, rappresentano la forma che ha maggiore priorità tra le subordinate, con il blocco delle cedole che avviene solo in caso di insolvenza; hanno durata dai 5 ai 10 anni (con preavviso di rimborso di almeno 5 anni in caso di durata massima) e il loro rimborso anticipato può avvenire solo su richiesta della società emittente, previa autorizzazione della Banca d’Italia
  • Tier 3, le meno rischiose, sono assieme alle Lower tier 2 le più privilegiate tra le subordinate, con scadenza a breve termine dai 2 ai 4 anni; hanno maggiore protezione, in quanto la società emittente non le riconosce come capitale di vigilanza e non potrà di conseguenza utilizzare i loro fondi per sostenere andamenti negativi ed eventuali perdite

Criticità delle obbligazioni subordinate

Le obbligazioni subordinate vengono anche chiamate junior per distinguerle dalle non-subordinate, definite senior. L’elevato fattore di rischio è infatti legato alla priorità di queste ultime: in caso di scenari critici le obbligazioni senior saranno rimborsate prima di quelle junior, aumentando di conseguenza il rischio di perdita irrecuperabile per i loro investitori qualora la società emittente sia in grave insolvenza o in stato di crac.

Rischio insolvenza e crac

Motivo delle ingenti perdite a danno degli investitori di istituti di credito come Banca Etruria, Banca Popolare di Vicenza, Banca Marche o Monte dei Paschi di Siena, che dal 2014 al 2019 hanno vissuto scenari di forte criticità finanziaria e infine di crac societari: questo a causa della presenza di crediti deteriorati e della grande quantità di obbligazionisti senior, a cui è stata data maggiore priorità e, di conseguenza, possibilità di rimborso risibili per i junior.

Qualora si verifichi tale avvenimento è concreto il rischio per l’investitore di perdere il 100% dei suoi risparmi, poiché le banche danno alle obbligazioni subordinate scarsa liquidità ed, essendo un investimento simile a quello azionario, il loro fattore di rischio non può essere ridotto nemmeno in caso di portafoglio diversificato.

Incertezza data scadenza

Sebbene molte forme di obbligazione subordinata abbiano delle scadenze, non è detto che queste ultime vengano rispettate: tante vengono emesse come titoli perpetui e hanno la possibilità di essere richiamate dall’emittente in determinate date (previa autorizzazione della Banca d’Italia), che vengono considerate vere e proprie scadenze.

Tuttavia, durante e dopo la crisi economica 2008-2009 molte banche non hanno rispettato le date di richiamo, rendendo le loro obbligazioni subordinate altamente instabili e non rimborsabili a causa di insolvenza: per questa ragione sono diventati investimenti estremamente rischiosi e che hanno portato in molti casi a perdere la totalità delle ricchezze depositate.

Obbligazioni Subordinate: Quali le Più Rischiose e Redditizie
Credit: Borsa italiana.

Rischio bail-in

Come stabilito dalla direttiva europea 2014/59/UE sul salvataggio delle banche, oltre al rischio di investimento perduto a causa di insolvenza, le obbligazioni subordinate sono soggette anche ad una politica di bail-in, ossia di salvataggio di una banca in crisi con i risparmi degli investitori. In ordine di richiesta, gli obbligazionisti subordinati sono particolarmente esposti a tale rischio poiché vengono subito dopo gli azionisti.

Da quando è stata varata la normativa in Italia con il d.l. 180/2015, molti correntisti hanno spostato i loro risparmi dai conti correnti alle cassette di sicurezza, ossia dei dispositivi di custodia presentati dalle banche per garantire protezione ai propri risparmi (o oggetti di valore). Questo perchè quanto depositato al loro interno non è soggetto a bail-in, che è diretto solo verso azionisti e obbligazionisti delle banche.

Obbligazioni subordinate: investimento redditizio o troppo rischioso?

Analizzandone caratteristiche e criticità, anche con l’aiuto di alcuni cenni storici recenti, si è capito cosa sono le obbligazioni subordinate, comprendendo a pieno la loro natura, redditizia quanto altamente instabile.

Il fattore di rischio di tale investimento è difatti estremamente elevato, poiché è derivante da altre forme di obbligazione e azione: in caso di insolvenza, crac o criticità finanziarie varie, il rimborso delle obbligazioni subordinate è posticipato per dare priorità al mercato azionario e alle obbligazioni non-subordinate, motivo per cui un correntista rischia di perdere la totalità dei suoi risparmi.

A conti fatti, l’investimento in bond subordinati è altamente pericoloso, poiché presenta anche i rischi di scadenze incerte, determinate dalle banche, e di bail-in, essendo in ordine di prelievo subito dopo gli azionisti. E’ un mercato potenzialmente redditizio, ma per cui va sempre valutato con occhio estremamente responsabile la società che ne emette, nonché il suo stato economico-sociale e la reale fattibilità di guadagno.

 

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