Rendimento Obbligazioni Governative a 10 anni 2019

Oggi parleremo del rendimento Obbligazioni Governative a 10 anni , i Titoli di Stato migliori da comprare.
Diversificare il proprio portafoglio titoli è fondamentale per fare investimenti equilibrati, e il rendimento delle obbligazioni governative in questi ultimi mesi stanno diventando sempre più appetibili, con tassi di interesse veramente interessanti, specialmente se sono rapportati all’inflazione.
Sia le obbligazioni governative italiane che i Bond Americani stanno dando tassi di interesse Con il termine obbligazioni governative, o titoli di Stato, ci riferiamo ai titoli di credito emessi da uno Stato, con il fine di raccogliere i fondi necessari a sostenere parte della spesa pubblica. L’ emissione è quindi legata alle esigenze di un Paese, con lo scopo di non farne sopportare il peso ai cittadini (tassazione diretta e/o indiretta).
Lo Stato diventa, quindi, debitore, e coloro che ne comprano i relativi titoli sono creditori di quel Paese: l’ investitore decide di finanziare un certo Stato sulla base di molteplici fattori.
Cerchiamo di comprenderne di più, ed il motivo per cui a fronte dell’instabilità di Borsa, molti stiano rivalutando le obbligazioni governative.

Perché investire in obbligazioni governative?

La risposta al quesito va cercata in molteplici fattori decisionali.
In primis, l’ investitore è attratto dall’ ottenere periodicamente un flusso di interessi dalla somma prestata (cedole). Altro fattore che colpisce in prima battuta è rappresentato dallo scarto di emissione, ossia la differenza che esiste tra prezzo di emissione e prezzo di rimborso a scadenza.
Molti di noi conosceranno senz’ altro i Bot (buoni ordinari del tesoro), o i BTP (buoni del tesoro poliennali): questi sono solo due delle tipologie di obbligazioni governative emesse dal nostro Paese.
Il nostro Ministero dell’Economia e Finanze provvede periodicamente ad emettere obbligazioni con 6 differenti tipologie: ogni obbligazione governativa ha caratteristiche proprie, così come un rendimento più o meno appetibile.
Dai semplici Bot che prevedono la remunerazione con lo scarto di emissione sul prezzo, troviamo i CTZ (sempre remunerati con lo scarto di emissione, ma con scadenza maggiore rispetto ai Bot). A seguire i BTP con scadenza massima trentennale, e cedole fisse o variabili semestrali o annuali. I BTPE simili ai BT con scarto di emissione e rivalutazione del capitale, i CCTEU (scadenze tra i 5 ed i 7 anni e cedole indicizzate all’ Euribor), ed il BTP Italia (scadenze a 4 anni, e cedole reali semestrali, con rivalutazione del capitale, e premio a scadenza).

Rendimento Obbligazioni Governative a 10 anni 

Rendimento Obbligazioni Governative a 10 anni
Bond Treasury USA: come si può vedere le obbligazioni a 10 anni pagano il 3,20% di interessi all’anno.

Questo un semplice quadro delle obbligazioni governative emesse dal nostro Paese. Ogni Stato emette titoli di credito, e l’ investitore ha un’ ampia gamma di scelta sul come investire, e sul chi: a quale Stato dare fiducia.

Ma come può essere influenzato un investitore nel decidere su quali obbligazioni di stato investire?

Al pari di qualsiasi strumento finanziari, anche le obbligazioni governative hanno un prezzo dipendente dalla domanda e dall’ offerta: l’ offerta dipende dallo Stato, mentre la domanda dipende dalle scelte decisionali dell’ investitore. Si può comprare alla pari, sotto la pari, e sopra la pari.

Il prezzo di un’ obbligazione governativa dipende, preliminarmente, dai tassi di interesse. Qualora i tassi di interesse siano minori della cedola pagata dall’ obbligazione, la domanda aumenterà: gli investitori considereranno le obbligazioni davvero appetibili. In caso contrario, se i tassi di interesse superano l’ entità della cedola, la domanda dell’ obbligazione governativa sarà in calo, così come il relativo prezzo.
Con l’ approssimarsi della scadenza dell’ obbligazione governativa, il prezzo relativo tenderà ad approssimarsi al valore nominale, considerata la prossima restituzione del capitale.

Quanto è importante il rating? 

Le obbligazioni governative, forse erroneamente, sono considerate un investimento a basso rischio, considerando come il rischio di insolvenza di uno Stato sia ipotesi remota. Il caso Argentina insegna che non è sempre così. È preferibile dire come il rischio di insolvenza esista, seppur come ipotesi residuale, e di questo è facile accorgersene osservando i prezzi di vendita di alcune obbligazioni governative: le maggiormente rischiose hanno un prezzo minore rispetto a quelle di Paesi considerati maggiormente sicuri.
Il rischio di insolvenza di uno Stato è valutato con il rating sul debito pubblico attribuiti da Agenzie specializzate (Standard and Poor, Moody’s, Fitch). Il recente declassamento dell’ Italia da parte di alcune Agenzie di rating sono un esempio lampante di come le obbligazioni governati ve non sono immuni da rischi.

Prima di investire in obbligazioni governative, oltre quanto sopra accennato, è bene considerare altri tre fattori importanti.
Uno di questi è rappresentato dal rischio del tasso di interesse: lo Stato potrebbe aumentare i tassi di interesse, generando una diminuzione del prezzo delle sue obbligazioni già in essere.
Il rischio inflazione, legato ad una obbligazione governativa, è collegato all’ aumento dell’ indice inflazionistico in un certo Paese: qualora il tasso di inflazione superi la cedola in essere di un’obbligazione in essere, questo ne determinerà una diminuzione del prezzo.
Potendo decidere quale obbligazione comprare su scala globale, è facile poter valutare una obbligazione governativa emessa in valuta estera. In tal caso, il rischio valutario è un fattore da tenere in considerazione sia per l’eventuale incidenza sull’ entità delle cedole, sul capitale rimborsato, e sulla possibile decisione di uno Stato di rimborsare il prestito obbligazionario in una valuta diversa da quella di emissione. Tutti abbiamo presente la forte svalutazione della Lira Turca, ed i relativi effetti sulle obbligazioni governative di questo Paese.

Rendimento obbligazioni governative a 10 anni, come poter scegliere?

Al fine di poter effettuare una scelta, la più oculata possibile, per un investimento in obbligazioni governative, consideriamo alcuni dati economici.
Se si considera il trend di crescita globale, ampiamente diffusa seppur incostante, diverse Banche Centrali stanno adottando una politica restrittiva. A livello di BCE, vi sono buone probabilità che, in ragione della ripresa economica in essere (promozione da parte delle Agenzie di rating di Spagna e Grecia), possa essere adottata una politica restrittiva sui tassi, anche se l’inflazione nell’ eurozona sia tuttora bassa.
In tale ottica, nell’ eurozona, i rendimenti dei titoli di Stato si stanno adeguando, rendendo le obbligazioni governative davvero poco appetibili. Tuttavia, all’ interno dell’ area euro, il quadro è eterogeneo, e ben bisogna sapersi destreggiare nella ricerca del rendimento migliore.

Dall’ altra parte dell’ oceano, i Treasury americani (decennali) si aggira (come rendimento) attorno al 3,20%. È molto probabile che molti investitori scelgano obbligazioni governative americane, producendo un apprezzamento ulteriore del dollaro americano, visto che corrispondono anche ad una tripla AAA
Le obbligazioni governative di paesi emergenti utilizzano il dollaro americano come richiamo per gli investitori: molte valute di paesi emergenti sono ad alta volatilità. Ovviamente, i rendimenti delle obbligazioni governative di paesi emergenti, espresse in dollari americani, offrono rendimenti maggiori delle obbligazioni governative americane: il rating minore del paese deve essere remunerato all’ investitore, quale fattore di rischio.

obbligazioni governative migliori il rating dei principali paesi
Un importante fattore per la scelta delle migliori obbligazioni governative, è il rating di ogni paese. Abbiamo una tripla AAA per i Bond USA e i Bund tedeschi e un rating medio basso per quelle italiane.

Migliori obbligazioni governative 10 anni da comprare con rendimento più alto

Se consideriamo i rendimenti delle obbligazioni governative decennali, ed il differenziale di rendimento verso il Bund tedesco, ed il Treasury americano, scopriamo qualcosa di interessante.
Ad esempio, in tema di rendimento decennale, una obbligazione Svizzera presenta uno spread verso il Bund di appena lo 0,01% e di -40bp verso il Treasury. Questa la situazione estrema in tema di rendimenti minori, con contropartita la solidità paese.

  • All’ opposto, una obbligazione governative Turchia, ad esempio, ha uno spread verso il Bund (sempre base decennale) del 18%, mentre verso il Treasury un è 1759 bp.
  • Volendo rimanere nell’ eurozona, interessanti sono le obbligazioni governative Polonia: spread verso il Bund del 3,21% e di +280bp verso il Treasury.
  • A livello internazionale, interessante la situazione dell’ Australia: spread verso il Bund del 2,66% e di +225bp verso il Treasury.
  • Buona la situazione, sempre su base decennale, per le obbligazioni Norvegia: spread verso il Bund dell’ 1,96% e di + 155bp verso il Treasury.
  • Per gli investitori che puntano al rendimento, trascurando il rating paese, interessante è la situazione Brasile: obbligazioni decennali con spread verso il Bund del 10,24% e + 983 bp verso il Treasury.
  • L’ Italia, all’ 1/11, oltre alla situazione spread che si aggira attorno a quota 300, presenta questa situazione come rendimento delle obbligazioni decennali: spread verso il Bund del 3,35% e + 294bp verso il Treasury.

Infine, come fa vedere il cartello qui sopra, anche il rating di uno Stato è importante. Se è vero che è difficile che uno Stato come l’Italia possa fallire, è pur vero che le obbligazioni di Stato italiane hanno uno dei rating più bassi, simile a quello del Portogallo, per fare un esempio di un altro paese area UE.

Capital gain e tassazione su obbligazioni italiane e straniere

Per quanto riguarda il capital gain, cioè i guadagni sulle obbligazioni, la tassazione dei guadagni su titoli all’estero, se avete usato un trader italiano, verrà calcolata automaticamente da questo alla fonte, quindi non dovrete dichiarare niente.

Altro discorso se invece vi avvalete di un trader straniero. In quel caso dovrete inserire nella Vostra dichiarazione dei redditi quanto avete guadagnato con questo tipo di investimento, e compilare il modulo RW 40, che richiede anche complicati calcoli

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