Fusione FCA – Renault Le Novità

Aggiornamento 6 Giugno 2019: E’ saltata la fusione FCA Renault. La FCA ha ritirato l’offerta in quanto il Governo francese ( che detiene il 15% di Renault) aveva messo dei paletti che non potevano essere accettati da FCA.

E’ del 27 maggio 2019 la notizia della volontà di una fusione con Renault da parte di FCA. Si tratterebbe di un’unione al 50%. Nell’attuale panorama dell’automotive, questa mossa porterebbe alla creazione del terzo costruttore al mondo in termini di importanza, nonché un investimento pronto a soddisfare la maggior parte dei settori del mercato dell’auto. La proposta è stata avanzata da FCA ed è già in fase avanzata e le sue azioni ne stanno risentendo.

La proposta di fusione

Dopo mesi di smentite, arriva la conferma. L’annuncio è di Mike Manley, amministratore delegato di FCA, che il 27 maggio 2019 ha espresso la volontà di fusione al 50% con Renault, già in alleanza con Nissan e Mitsubishi.

Crediamo che i benefici che matureranno da una fusione tra Renault e FCA si estenderanno anche ai partner dell’alleanza Mitsubishi e Nissan. E non vediamo l’ora di coinvolgerli in opportunità ancora più grandi e reciprocamente vantaggiose.

Queste le parole di Manley in una lettera ai dipendenti della conglomerata Fiat – Chrisler Automobiles, annunciando un’imponente alleanza industriale pronta anche a quotazione in borsa e scambio azionario, auspicando opportunità vantaggiose per entrambe le parti.

La fusione tra FCA e Renault porterebbe alla nascita di una realtà industriale tra le prime al mondo del mercato dell’automobile, nonché in grado di coprire e soddisfare la quasi totalità dei settori di tale mercato, come citycar, monovolume, suv fino ad arrivare al settore premium e sportivo, passando anche per i motori ibridi ed elettrici.

Un ruolo cruciale avranno le nuove tecnologie: maggiore elettrificazione, connettività a internet, guida autonoma e altri automatismi sono infatti tra i punti di forza di tale potenziale fusione, considerando anche la nuova offensiva tecnologica da parte della Cina, che porta possibilità e necessità di nuovi investimenti da parte dei gruppi occidentali.

Orfana di Ferrari, separatasi dopo l’operazione di spin-off del gennaio 2016, FCA aveva puntato alla diversificazione del mercato, lasciando alla Casa di Maranello il settore del lusso e mantenendo quello di utilitarie e di fascia medio-alta. Ora, con questa operazione, si esplicita un nuovo obiettivo del gruppo guidato da Manley, ovvero diventare tra i gruppi automobilistici più influenti e potenti al mondo.

Fusione FCA – Renault, Conviene Investire? Le Novità

Fusione FCA – Renault, cosa cambierà?

Con tale fusione, Renault punta a superare gli attuali 15 milioni di veicoli costruiti annualmente e di conseguenza Volkswagen, punta di diamante dell’industria automobilistica tedesca, attualmente in testa per volume di produzione con 10,83 milioni di veicoli annuali.

Sul lato FCA, invece, si arriverebbe a vendere 8,7 milioni di veicoli annuali, facendo diventare la compagnia nata dalla fusione il terzo gruppo a livello mondiale del settore automotive in merito alle vendite. A correre in suo aiuto anche la presenza di Dacia, Daimler e Infiniti all’interno della conglomerata di Renault, con le quali sarà possibile sfruttare ulteriori settori di mercato e posizioni geografiche. D’altro canto, l’azienda francese può sfruttare Lancia, Alfa Romeo o addirittura Maserati, con tipologie di vetture completamente assenti nel suo catalogo.

In termini economici, il gruppo che prenderà vita avrà una capitalizzazione di mercato dal valore di circa 33 miliardi di euro, in grado di raggiungere la prima posizione nei mercati di Europa e Stati Uniti, dove FCA ha già un ruolo di rilievo.

Inoltre, tale fusione aiuterebbe ad allontanare eventuali sinergie negative all’interno dei gruppi commerciali, sfruttando però quelle positive in FCA così come in Renault: ulteriori sinergie positive potrebbero derivare dalla convergenza su nuove piattaforme tecnologiche, nonché dal consolidamento degli investimenti su elettrico e veicoli a biocarburante, che assieme potrebbero portare a nuovi introiti stimati per oltre 5 miliardi di euro.

Secondo Manley di FCA, l’operazione avrà delle tempistiche particolarmente lunghe, ossia oltre un anno. In merito al consiglio di amministrazione, ci sarà un numero uguale di consiglieri per FCA e Renault, uno designato da Nissan e un numero di consiglieri indipendenti. Secondo indiscrezioni di Reuters, la sede operativa sarà a Parigi, mentre la sede legale ad Amsterdam, dove attualmente è ubicata quella di FCA.

Riguardo la quotazione in borsa, invece, la nuova società verrà quotata a Milano, Parigi e New York. Gli azionisti di ciascun gruppo commerciale riceveranno una quota di valore per il 50% di FCA e 50% di Renault, con benefici conseguentemente condivisi. Tali azionisti potrebbero inoltre acquisire obbligazioni del nuovo gruppo conglomerato.

Nessun cambio di direzione per quanto concerne gli stabilimenti, che non subiranno licenziamenti né chiusure: ci saranno al contrario maggiori investimenti e interventi di riqualificazione, per far fronte alle nuove sfide del mercato automobilistico, elettrificazione e digitalizzazione dei veicoli. Questa scelta anche per dare maggiore possibilità di crescita professionale ai dipendenti, che si ritroveranno ad affrontare in modo più pronto la veloce evoluzione del settore automotive.

Conclusioni

Qualora tale operazione di fusione venga portata a conclusione, sarà a conti fatti il primo vero avvenimento importante per la FCA di Manley, che prende il controllo della conglomerata italoamericana nel luglio 2018, in concomitanza con la scomparsa di Sergio Marchionne.

La fusione presenta dei vantaggi per entrambi i gruppi commerciali, che si uniscono non solo per azzerare le loro debolezze in termini di catalogo e geografici, bensì anche per fronteggiare la forte offensiva cinese su tecnologia e innovazione. Sono infatti numerosi gli investimenti in programma sulle nuove tecnologie, sull’elettrificazione così come su digitalizzazione e automatismi (tra cui guida assistita e automatizzata) per rendere la guida sempre più semplice e sicura.

In merito al loro catalogo, entrambe le società saranno complementari: FCA lo sarà alla gamma di veicoli di Renault con automobili di fascia elitaria, mentre Renault lo sarà per FCA con citycar, monovolume e nuovi investimenti su motori ibridi ed elettrici. Un ruolo complementare di entrambe sarà anche per i mercati geografici: mentre FCA è particolarmente affermata negli Stati Uniti, Renault lo è in Europa.

La scelta di Manley rappresenta, infine, un’inversione di marcia rispetto all’operazione di spin-off di Ferrari desiderata da Marchionne, conclusasi nel gennaio 2016. Se l’ex manager tendeva a diversificare il proprio mercato, dividendo il settore del lusso da quello delle utilitarie per riaffermare il Cavallino Rampante come simbolo del Made in Italy, Manley tende invece a riunificare l’intero mercato sotto un’unica proprietà. Obiettivo principale è ovviamente un’imponente affermazione del nuovo marchio, sul mercato automobilistico, a livello mondiale.

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