Acquisizione Exor-Gedi, cosa succederà al gruppo editoriale?

E’ del 1 dicembre 2019 la notizia di un imminente accordo d’acquisto tra Exor e Gedi, il gruppo editoriale di importanti quotidiani e periodici italiani. E’ del 2 dicembre invece quella del via libera a tale accordo da parte di Cir, holding della famiglia De Benedetti, azionista di maggioranza di Gedi.

Secondo John Elkann, che guida Exor, l’accordo siglato è mirato a garantire maggiore indipendenza e stabilità per il settore editoriale. Si avrà la possibilità di uscire dalle quotazioni in borsa con una pratica di delisting ma non ci sarà alcuno scorporo: Gedi resterà quindi una realtà a se stante. In precedenza la holding della famiglia Agnelli-Elkann è stata tra i soci di minoranza del gruppo editoriale, ma ora quale sarà il futuro di quest’ultimo con l’acquisizione Exor-Gedi?

Cir da’ il via libera all’acquisto di Gedi da parte di Exor, che sarà azionista di maggioranza del gruppo editoriale

Il 2 dicembre, il consiglio d’amministrazione di Cir (Compagnie Industriali Riunite), guidato dalla famiglia De Benedetti, ha autorizzato l’acquisto del gruppo Gedi da parte di Exor N.V., holding d’investimenti di proprietà della famiglia Agnelli-Elkann. Exor, che in precedenza è stata azionista di minoranza di Gedi con il 5,99%, con l’acquisizione ne diverrà azionista di maggioranza con il 43,78% delle quote.

Voci e indiscrezioni sulla possibile acquisizione di Gedi da parte di Exor hanno iniziato a circolare dal 2018, mentre nel gruppo editoriale si ipotizzavano altre idee di vendita della quota detenuta da Cir, ma che non hanno mai visto la luce.

Attualmente Gedi, nato nel 2017 e capitalizzato a 144 milioni di euro, è il gruppo editoriale di numerosi nomi celebri come:

  • La Repubblica (e prodotti annessi)
  • La Stampa
  • Il Secolo XIX
  • L’Espresso
  • National Geographic Italia
  • HuffPost Italia
  • Mashable Italia
  • Radio Deejay
  • Radio Capital
  • m2o

Dall’altra parte invece Exor, capitalizzata a 16,5 miliardi di euro, è già azionista di maggioranza di:

  • PartnerRe, al 100%
  • Juventus F.C., al 63,7%
  • The Economist, al 43,4%
  • Fiat Chrisler Automobiles, al 28,7%
  • Ferrari, al 22,9%

Il valore della cessione siglata dai 2 gruppi aziendali è stato di 0,46 euro per azione, per un totale di 102,4 milioni di euro. La quota del 43,78% acquisita da Exor viene trasferita a quest’ultima da Cir, che è stata fino al 1 dicembre principale azionista Gedi.

L’obiettivo di Exor è adesso quello di creare una società veicolo, che racchiude nei suoi investimenti alcuni dei prodotti e servizi più influenti d’Italia. Previo consenso di autorità competenti come Consob, Antitrust e Agcom, John Elkann ha intenzione di lanciare un’offerta pubblica d’acquisto sul restante 56,22% di Gedi a inizio 2020. La sua mossa potrà portare i primi risultati positivi entro aprile 2020, ottimizzati da un potenziale delisting, ossia l’uscita dei prodotti Gedi dalla quotazione in borsa.

Acquisizione Exor-Gedi, cosa succederà al gruppo editoriale?
Sopra: John Elkann ha decuplicato il valore di EXOR, dimostrando di essere uno dei migliori imprenditori europei di oggi, degno erede del nonno Gianni Agnelli e del bisnonno Giovanni Agnelli

 

Il futuro di Gedi dopo l’acquisizione

Con questa operazione ci impegniamo in un progetto imprenditoriale rigoroso, per accompagnare Gedi ad affrontare le sfide del futuro. Oltre a portare l’esperienza maturata nel settore, anche a livello internazionale, Exor assicurerà la stabilità necessaria per accelerare le trasformazioni sul piano tecnologico e organizzativo. Siamo convinti che il giornalismo di qualità ha un grande futuro, se saprà coniugare autorevolezza, professionalità e indipendenza con le esigenze dei lettori, di oggi e di domani.

Queste le parole di John Elkann, presidente e amministratore delegato di Exor, in merito all’acquisizione del gruppo Gedi, con il quale ha l’obiettivo di riassetto societario e ottimizzazione dei tempi. Non vi sarà però nessuno scorporo, pratica che avrebbe riguardato principalmente La Repubblica, maggiore nome presente nel gruppo editoriale. Già a ottobre 2019, Cir aveva rifiutato l’offerta d’acquisizione de La Repubblica da parte di Romed, società detenuta al 100% da Carlo De Benedetti.

Ipotizzando dei risultati positivi nell’arco di 4 mesi (gennaio-aprile 2020), nel primo semestre 2019 il settore di Gedi che ha vissuto maggiori difficoltà è stato quello della stampa nazionale, in cui sono presenti La Repubblica e prodotti annessi, con ricavi annuali in calo del 5,8%. Nello stesso arco temporale il settore che ha avuto risultati migliori è stato invece quello delle radio, dove sono presenti Radio Deejay, Capital e m2o, con fatturati annuali in aumento dello 0,4%.

Acquisizione Exor-Gedi, ritorno all’editoria italiana per Elkann

Già azionista di maggioranza di importanti nomi mondiali come FCAJuventus, The Economist e Ferrari, Exor non è nuova al settore editoriale italiano: dopo la vendita delle quote RCS e l’unione con il gruppo Espresso, per cui aveva quote minoritarie, nel 2016 la holding d’investimenti guidata dagli Agnelli-Elkann era prossima ad abbandonare tale comparto industriale.

Attualmente, Exor è fortemente impegnata su 2 fronti:

  • Sport, finanziando la Juventus, tra le squadre calcistiche più influenti a livello internazionale
  • Automotive, con la fusione tra FCA e PSA che le porterà 1,6 miliardi di dividendo straordinario, creando uno dei gruppi automobilistici più estesi al mondo

Il suo ritorno all’editoria italiana rappresenta una nuova fonte d’investimenti, che le darà la possibilità di ampliare e diversificare maggiormente il suo portafoglio.

Passiamo il testimone ad un azionista di primissimo livello, che da più di 2 anni partecipa alla vita della società, che conosce l’editoria e le sue sfide, che in essa ha già investito in anni recenti e che anche grazie alla propria proiezione internazionale saprà sostenere il gruppo nel processo di trasformazione digitale in cui esso, come tutto il settore, è immerso.

Secondo le parole di Rodolfo De Benedetti, presidente di Cir, il ritorno di Exor all’editoria italiana è poi un evidente punto di forza per l’intero settore, già messo in difficoltà in passato dalla crisi economica del 2008-2009, poiché John Elkann sarà in grado di affrontare i cambiamenti e le sfide future grazie a ricchezza, professionalità e elevate competenze imprenditoriali.

A conti fatti, indipendentemente dalle previsioni ottimistiche dello stesso Elkann, saranno i dati dei prossimi mesi a svelare il futuro del gruppo editoriale dei De Benedetti dopo l’acquisizione Exor-Gedi: quest’ultima rappresenta non solo una delle più grandi manovre della finanza italiana degli ultimi anni, ma anche una svolta storica nel comparto dell’editoria nazionale.

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