Veediamo di capire come investire sulla Juventus, al di là del tifo sportivo. La Juventus Football Club S.p.A. ( BIT:JUVE) è molto più di una semplice squadra di calcio; è una complessa media and entertainment company, quotata sul segmento Euronext Milan di Borsa Italiana con il ticker JUVE. Per un investitore, analizzare leazioni Juventus significa andare oltre la passione sportiva e le cronache del campo per immergersi in una realtà aziendale fatta di bilanci, strategie industriali, asset tangibili e intangibili ricordando però, che come tutti gli investimenti in squadre di calcio questi sono direttamente collegati alle prestazioni della squadra, quindi sono di solito considerate azioni a rischio ma che possono anche dare delle grandi soddisfazioni . La domanda fondamentale è: quali sono i reali driver di valore che possono sostenere il titolo e quali i rischi che ne minacciano la performance?
Il club arriva da un periodo turbolento, segnato da un vero e proprio “terremoto” societario, significative perdite finanziarie e vicende giudiziarie che hanno impattato profondamente la reputazione e l’operatività. In risposta, la proprietà ha impresso un netto cambio di rotta, insediando una nuova dirigenza con il mandato esplicito di risanare i conti e implementare un nuovo corso strategico. Questo report si propone di fornire una visione a 360 gradi, guidando il lettore attraverso un’analisi dettagliata della struttura societaria, del patrimonio del club, della sua performance economico-finanziaria, dell’andamento del titolo in Borsa, delle strategie future e dei rischi connessi, al fine di offrire un quadro completo per una valutazione informata sull’investimento.
Sezione 1: La Struttura Societaria – La Galassia Agnelli e la Nuova Dirigenza
1.1. L’Azionista di Controllo: Il Ruolo di EXOR N.V.
Il controllo della Juventus è saldamente nelle mani di EXOR N.V., la holding della famiglia Agnelli, che detiene il 65,4% del capitale sociale, corrispondente al 78,86% dei diritti di voto. EXOR è una delle principali società di investimento a livello europeo, con un portafoglio ampiamente diversificato che spazia dall’automotive (Ferrari, Stellantis, Iveco) all’editoria (The Economist, GEDI) e alla tecnologia (Philips). Il legame tra la famiglia Agnelli e la Juventus, che data dal 1923, rappresenta un unicum di longevità e stabilità proprietaria nel panorama sportivo italiano e mondiale.
Per un investitore, questa struttura ha una duplice valenza. Da un lato, la solidità e la potenza di fuoco di EXOR rappresentano una garanzia di supporto finanziario, come dimostrato dai ripetuti aumenti di capitale sottoscritti negli anni per sostenere il club nei momenti di difficoltà. Dall’altro, la Juventus è solo uno degli asset nel vasto portafoglio di EXOR. Le sue strategie sono, e saranno sempre, influenzate dagli obiettivi più ampi della holding, che ragiona secondo una fredda logica di ritorno sull’investimento. Sebbene la Juventus rappresenti un asset con un forte valore affettivo e di immagine, la sua gestione deve rispondere a criteri di sostenibilità economica e creazione di valore per gli azionisti di EXOR.
1.2. Il Nuovo CdA: Una Svolta verso la Sostenibilità Finanziaria
A seguito delle vicende giudiziarie che hanno portato alle dimissioni del precedente consiglio, la governance del club ha subito un rinnovamento radicale, segnando una svolta epocale. Le figure apicali sono oggi Gianluca Ferrero, in qualità di Chairman, e Maurizio Scanavino, nel ruolo di Chief Executive Officer. Il nuovo Consiglio di Amministrazione è composto da professionisti con un solido background in ambito finanziario, legale e di revisione contabile. Figure come Fioranna Vittoria Negri (esperta di revisione e controllo rischi), Laura Cappiello (esperta di diritto) e Diego Pistone sono state scelte per le loro competenze tecniche specifiche.2 L’assemblea degli azionisti ha deliberato un compenso annuo lordo di 40.000 euro per ciascun amministratore, a testimonianza di un approccio orientato alla sobrietà.
La composizione di questo nuovo board non è casuale, ma è il segnale più evidente di un cambio di paradigma imposto dall’azionista di maggioranza. Si è passati da una gestione “presidenziale”, incarnata da una figura di famiglia come Andrea Agnelli e focalizzata primariamente sulla vittoria sportiva, a una governance tecnica, il cui mandato principale è il risanamento dei conti e l’implementazione di un modello di business sostenibile. Ferrero e Scanavino sono uomini di fiducia di EXOR, con quest’ultimo proveniente da un’altra importante azienda del gruppo, GEDI, e la loro nomina sottolinea la priorità data alla stabilità finanziaria e alla compliance normativa, anche a costo di un temporaneo ridimensionamento delle ambizioni sul mercato.
1.3. Il Management Team: Separazione tra Area Corporate e Area Sportiva
La riorganizzazione ha toccato anche la struttura manageriale, che ora riflette una chiara e moderna divisione delle responsabilità tra l’area corporate e quella sportiva. L’area corporate-finanziaria è guidata dal CEO Maurizio Scanavino e dal CFO Stefano Cerrato, con il compito di assicurare la sostenibilità economica del club.2 Parallelamente, la gestione dell’area sportiva è stata affidata a figure di comprovata esperienza nel settore, come Cristiano Giuntoli (Managing Director Football) e, più di recente, Damien Comolli (General Manager), supportati da un team che include Giuseppe Pompilio (Chief of Staff Football) e Stefano Stefanelli (Scouting Director).1
Questa struttura duale è tipica delle grandi aziende e mira a creare un equilibrio virtuoso: l’area sportiva opera per raggiungere i massimi risultati sul campo, ma all’interno di un perimetro di budget e di linee guida finanziarie definite dall’area corporate. L’ingaggio di dirigenti come Giuntoli e Comolli, noti per la loro abilità nel costruire squadre competitive attraverso una gestione oculata del mercato e la valorizzazione dei talenti, è perfettamente coerente con questa strategia di risanamento e sviluppo sostenibile. Per l’investitore, questo significa che le decisioni di calciomercato sono sempre più il risultato di un’analisi costi-benefici aziendale e non solo di intuizioni o ambizioni puramente sportive.
Organo | Ruolo | Nome | |
Consiglio di Amministrazione | Chairman | Gianluca Ferrero | |
Chief Executive Officer | Maurizio Scanavino | ||
Amministratore Indipendente | Laura Cappiello | ||
Amministratore Indipendente | Fioranna Vittoria Negri | ||
Amministratore Indipendente | Diego Pistone | ||
Collegio Sindacale | Presidente | Roberto Spada | |
Sindaco Effettivo | Maria Luisa Mosconi | ||
Sindaco Effettivo | Roberto Petrignani | ||
Leadership Team | Chief Executive Officer | Maurizio Scanavino | |
General Manager | Damien Comolli | ||
Chief People, Culture & Sustainability Officer | Greta Bodino | ||
Managing Director Corporate & Finance | Stefano Cerrato | ||
Fonte: Elaborazione su dati. |
Sezione 2: Il Patrimonio della Juventus – Analisi degli Assets Tangibili e Intangibili
Il valore di una società come la Juventus non risiede solo nei suoi risultati economici, ma anche in un patrimonio complesso di asset tangibili e intangibili che ne costituiscono le fondamenta strategiche e commerciali.
2.1. Il Capitale Fisico: Asset Strategici per Ricavi Stabili
A differenza della maggior parte dei club italiani, la Juventus vanta infrastrutture di proprietà che rappresentano un vantaggio competitivo cruciale.
- Allianz Stadium: Inaugurato nel 2011 a fronte di un investimento di circa 155 milioni di euro, lo stadio ha una capacità di 41.507 posti ed è un impianto moderno e funzionale. Esserne proprietari permette al club di incassare direttamente tutti i ricavi da gare (biglietti, abbonamenti, servizi di hospitality), che nell’esercizio 2023/24 sono ammontati a 57,7 milioni di euro, garantendo un flusso di cassa stabile e prevedibile.15 Al 31 dicembre 2024, il valore a bilancio aggregato per “Terreni e Fabbricati”, che include lo stadio, era di 164,6 milioni di euro.
- J-Village: Adiacente allo stadio, il J-Village è il risultato di un’operazione di riqualificazione immobiliare da oltre 100 milioni di euro. Questo complesso multifunzionale include la sede sociale del club, il moderno centro di allenamento (JTC), il J-Hotel, una scuola internazionale (WINS) e diverse aree commerciali. Il J-Village incarna la strategia di diversificazione del club, trasformando l’area in una destinazione attiva sette giorni su sette e generando ricavi slegati dall’evento-partita, contribuendo a stabilizzare il modello di business.
2.2. Il Capitale Umano: La Rosa Giocatori tra Valore di Bilancio e di Mercato
L’asset più prezioso e al contempo più volatile di un club di calcio è la rosa dei giocatori. È fondamentale per un investitore comprendere la distinzione tra il valore contabile e il valore di mercato.
- Valore di Bilancio: A bilancio, i diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori sono iscritti al costo storico di acquisizione, al netto degli ammortamenti calcolati lungo la durata del contratto. Al 31 dicembre 2024, questo valore ammontava a 336,7 milioni di euro.
- Valore di Mercato: Questo è una stima del prezzo a cui i giocatori potrebbero essere venduti sul mercato. Secondo le valutazioni di portali specializzati come Transfermarkt, il valore complessivo della rosa della Juventus si attesta in un range tra i 606 e i 623 milioni di euro. I calciatori con la valutazione più alta includono il difensore Bremer (50 milioni), il giovane attaccante Kenan Yıldız (50 milioni) e il centrocampista Khéphren Thuram (40 milioni).
La differenza sostanziale tra questi due valori (circa 270-280 milioni di euro) rappresenta un “valore nascosto” o plusvalenza latente. La capacità del management di realizzare questo valore attraverso cessioni mirate (plusvalenze) è una leva fondamentale per la redditività del club. Tuttavia, questo valore è estremamente volatile: la performance di un giocatore, un grave infortunio o la vicinanza della scadenza del contratto possono far evaporare decine di milioni di euro di valore di mercato in pochissimo tempo, con un impatto diretto sul sentiment degli investitori.
2.3. Il Potere del Marchio: Un Asset Intangibile da Monetizzare
Il brand Juventus è uno degli asset intangibili più importanti. Secondo l’ultimo report di Brand Finance, il valore del marchio è stimato in 581 milioni di euro, posizionandosi al 12° posto nel ranking mondiale dei club calcistici. Questa valutazione segna un calo rispetto ai 705 milioni di euro del 2022, quando il brand godeva di un rating AAA, riflettendo le recenti difficoltà sportive e le vicende extra-campo.26 Il marchio è il motore che alimenta i ricavi commerciali, come sponsorizzazioni e merchandising. La strategia del club, sintetizzata dal motto “Black, White and More”, e le recenti iniziative di espansione globale, come l’accordo con IMG per il licensing in Asia , mirano a rafforzare e monetizzare questo asset, sfruttando una fan base globale per colmare il divario di fatturato con i top club europei.
Asset Strategico | Tipologia | Valore / Investimento (in €) | Fonte |
Allianz Stadium | Tangibile / Immobiliare | 155 milioni (costo costruzione) | 14 |
J-Village | Tangibile / Immobiliare | >100 milioni (investimento) | 18 |
Rosa Giocatori (Valore Contabile) | Intangibile | 336,7 milioni (al 31/12/24) | 16 |
Rosa Giocatori (Valore di Mercato) | Intangibile | ~607 milioni (stima) | 22 |
Brand Juventus | Intangibile | 581 milioni (stima) | 25 |
Fonte: Elaborazione su dati societari e di settore. |
Sezione 3: I Conti della Signora – Performance Economico-Finanziaria
L’analisi dei dati di bilancio è fondamentale per comprendere lo stato di salute del club e la direzione intrapresa dalla nuova gestione. Gli ultimi esercizi mostrano una chiara traiettoria di risanamento, sebbene la strada per la piena sostenibilità sia ancora in corso.
3.1. Analisi dei Ricavi: La Dipendenza dalla Champions League
I risultati economici della Juventus sono strutturalmente legati alla partecipazione e alle performance nella UEFA Champions League. Il bilancio chiuso al 30 giugno 2024 ha reso questa dipendenza evidente: i ricavi totali si sono attestati a 394,6 milioni di euro, in netto calo rispetto ai 507,7 milioni dell’esercizio precedente. La scomposizione dei ricavi mostra che il crollo è quasi interamente imputabile all’assenza dalle competizioni europee: i diritti audiovisivi sono scesi di 57,5 milioni (di cui 64,6 milioni in meno dalla UEFA) e i ricavi da gare hanno perso 11,6 milioni di euro di soli incassi UEFA.15 Complessivamente, l’impatto diretto della mancata partecipazione alle coppe è stato di almeno 76 milioni di euro, a cui si aggiunge l’indotto negativo in termini di visibilità per gli sponsor. Questi numeri confermano che la qualificazione annuale alla Champions League non è un’opzione strategica, ma una necessità finanziaria imprescindibile per il modello di business attuale.
3.2. La Sfida dei Costi: La Cura Dimagrante su Stipendi e Ammortamenti
La risposta più forte della nuova gestione alle difficoltà finanziarie è stata una rigorosa politica di contenimento dei costi. Il costo del personale tesserato, la voce più onerosa del bilancio, è sceso da 255,4 milioni a 239 milioni nell’esercizio 2023/24.15 Questa tendenza è stata drasticamente accelerata durante la campagna trasferimenti dell’estate 2024, che ha portato il monte ingaggi lordo complessivo a scendere da quasi 260 milioni della stagione 2019/20 a meno di 118 milioni.29 Parallelamente, anche gli ammortamenti dei diritti alle prestazioni dei calciatori sono diminuiti, passando da 159 milioni a 139 milioni.28 Questa “cura dimagrante” ha un duplice obiettivo strategico: abbassare il punto di pareggio economico del club, rendendolo più resiliente a eventuali shock di ricavi, e allineare la struttura dei costi alle nuove e più stringenti normative del Financial Sustainability della UEFA.
3.3. Il Percorso verso la Redditività: Dal Rosso di €199M all’Obiettivo 2027
Nonostante la riduzione dei costi, l’esercizio 2023/24 si è chiuso con una perdita consolidata significativa di 199,2 milioni di euro, un peggioramento rispetto al rosso di 123,7 milioni del 2022/23, principalmente a causa dei minori ricavi. Tuttavia, i primi segnali del cambio di rotta sono emersi con forza nella relazione finanziaria semestrale al 31 dicembre 2024. Il primo semestre dell’esercizio 2024/25 ha registrato unutile di 16,9 milioni di euro, un’inversione di tendenza spettacolare rispetto alla perdita di 95,1 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente. Questo miglioramento di 112 milioni è la prova concreta che la combinazione tra il ritorno dei ricavi della Champions League e la drastica riduzione dei costi sta funzionando. Sulla base di questi risultati, il management ha confermato l’obiettivo strategico di raggiungere l’utile netto e un cash flow positivo entro la stagione 2026/27.
Voce di Conto Economico (in milioni di €) | FY 2022/23 | FY 2023/24 | H1 2023/24 | H1 2024/25 | |
Ricavi Totali | 507,7 | 394,6 | 190,6 | 291,6 | |
Diritti TV & Media | 157,2 | 99,7 | 50,0 (stima) | 130,0 (stima) | |
Ricavi Commerciali | 150,3 | 132,6 | 70,0 (stima) | 75,0 (stima) | |
Ricavi da Gare | 61,5 | 57,7 | 25,0 (stima) | 40,0 (stima) | |
Costo Personale Tesserato | (255,4) | (239,0) | (120,0) (stima) | (115,0) (stima) | |
Ammortamenti Calciatori | (159,0) | (139,0) | (70,0) (stima) | (65,0) (stima) | |
Risultato Netto | (123,7) | (199,2) | (95,1) | 16,9 | |
Fonte: Elaborazione su dati.3 |
Sezione 4: Il Titolo in Borsa – Andamento e Volatilità delle Azioni Juventus (JUVE)
L’analisi del titolo Juventus (JUVE) su Euronext Milan rivela un asset finanziario con caratteristiche peculiari, la cui performance è influenzata da un mix unico di fondamentali aziendali, risultati sportivi ed eventi mediatici.
4.1. Performance e Dati Chiave del Titolo
Il titolo Juventus, con codice ISIN IT0005572778, ha mostrato un andamento estremamente volatile nel corso degli anni.1 Al 25 luglio 2025, il prezzo di chiusura era di 2,85 euro per azione. Nell’ultimo anno, il titolo ha registrato un massimo di 3,56 euro e un minimo di 2,305 euro, con una performance complessiva del +17,33%, a testimonianza di un recupero di fiducia da parte del mercato dopo il periodo di crisi. Tuttavia, su un orizzonte temporale più lungo, la performance è negativa: a 5 anni, il titolo ha perso il 58,36% del suo valore.34 La capitalizzazione di mercato si è riassestata sopra la soglia psicologica del miliardo di euro, attestandosi a circa1,08 miliardi di euro. La volatilità intrinseca del titolo è misurata intorno all’1,06%, un dato che, sebbene non estremo in termini assoluti, riflette una reattività elevata agli stimoli esterni.
4.2. Un Titolo “Meteopatico”: La Correlazione con Eventi Sportivi e Giudiziari
Le azioni Juventus sono un esempio emblematico di titolo “event-driven”, il cui andamento è spesso slegato dai tradizionali indicatori macroeconomici per seguire invece una logica legata a eventi specifici del mondo del calcio.
- Risultati Sportivi: La performance in Champions League è il driver più potente. La cavalcata fino alla finale del 2017 generò ricavi per quasi 130 milioni di euro, spingendo il titolo ai massimi dell’epoca. Al contrario, un’eliminazione inaspettata, come quella contro l’Ajax nei quarti di finale del 2019, provocò un crollo del 28% della capitalizzazione di borsa in pochi giorni.
- Cala, con il titolo che quasi raddoppiò il suo valore sulle indiscrezioni, per poi subire una flessione al momento dell’ufficialità, secondo il classico schema “compra sulle voci, vendi sulla notizia” (buy on the rumors, sell on the news).37
- Vicende Giudiziarie: L’inchiesta “Prisma” sulle plusvalenze e le manovre stipendi ha avuto un impatto devastante sul titolo, introducendo un fattore di rischio legale e reputazionale che ha pesato per mesi sulle quotazioni, a causa dell’incertezza legata a possibili sanzioni sportive e finanziarie.
Questa natura “meteopatica” rende il titolo Juventus un asset atipico, il cui valore è un barometro del sentiment di investitori e tifosi, più simile a un derivato sull’esito delle competizioni che a un’azione di una società industriale tradizionale.
4.3. Confronto con i Peer Europei: Il Posizionamento di Juventus
Mettere in prospettiva la capitalizzazione di mercato della Juventus rispetto ad altri club europei quotati è essenziale per valutarne il posizionamento.
- Manchester United (MANU): Con una capitalizzazione di circa 3,06 miliardi di dollari (circa 2,8 miliardi di euro), il club inglese beneficia dell’enorme appeal globale e dei ricchissimi diritti televisivi della Premier League, posizionandosi su un altro ordine di grandezza.
- Borussia Dortmund (BVB): Il club tedesco ha una capitalizzazione di circa 490 milioni di dollari (circa 450 milioni di euro), inferiore a quella della Juventus, riflettendo un modello di business più focalizzato sul player trading e un mercato domestico dei diritti TV meno ricco.
- AFC Ajax (AJAX): Con una capitalizzazione di circa 205 milioni di dollari (circa 190 milioni di euro), l’Ajax rappresenta l’archetipo del club che crea valore attraverso lo sviluppo e la vendita di talenti, operando in un campionato nazionale di dimensioni ridotte.
La Juventus si colloca quindi in una posizione intermedia: più capitalizzata dei club “selling-oriented” come Dortmund e Ajax, ma significativamente meno di colossi commerciali come il Manchester United. Questo suggerisce che il mercato riconosce il potenziale del brand Juventus, ma sconta ancora le incertezze finanziarie e la minore attrattività commerciale della Serie A rispetto alla Premier League.
Club | Market Cap (Mld €) | Ricavi FY (Mln €) | Rapporto P/S | Valore Rosa (Mln €) | |
Juventus | 1,08 | 394,6 (FY24) | 2,74 | 607 | |
Manchester United | 2,80 | 774,0 (FY24) | 3,62 | 699 | |
Borussia Dortmund | 0,45 | 592,0 (FY24) | 0,76 | N/A | |
AFC Ajax | 0,19 | 162,8 (FY24) | 1,17 | 204 | |
Fonte: Elaborazione su dati.22 |
Sezione 5: Visione 2027 – Strategie Future e Motori di Crescita
La dirigenza della Juventus ha delineato un percorso strategico chiaro con l’obiettivo di raggiungere la sostenibilità finanziaria e di rafforzare il posizionamento del brand a livello globale entro il 2027. Questa visione si basa su tre pilastri fondamentali: disciplina finanziaria, innovazione e sviluppo commerciale.
5.1. Sostenibilità Finanziaria e il Nuovo Financial Fair Play UEFA
Il primo e più importante pilastro strategico è il raggiungimento dell’equilibrio economico-finanziario, con l’obiettivo dichiarato di ottenere un utile netto e un cash flow positivo entro la stagione 2026/27.28 Questa strategia non è solo una scelta di buona gestione interna, ma anche una risposta diretta alle nuove e più stringenti normative UEFA. IFinancial Sustainability Regulations (FSR), che hanno sostituito il precedente Financial Fair Play, introdurranno a pieno regime dalla stagione 2025/26 un limite di spesa per stipendi di giocatori e allenatori, trasferimenti e commissioni degli agenti, fissato al 70% dei ricavi totali del club.30 La drastica riduzione del monte ingaggi e la gestione oculata del mercato messe in atto dalla Juventus sono quindi passi necessari per garantire la conformità a queste regole, evitando sanzioni e assicurandosi la partecipazione continuativa alle lucrative competizioni europee.
5.2. Innovazione Oltre il Campo: Juventus Forward e Creator Lab
Riconoscendo che la crescita non può più dipendere unicamente dai risultati sportivi, la Juventus ha lanciato iniziative ambiziose per diversificare le proprie fonti di ricavo.
- Juventus Forward: È il programma di innovazione del club, concepito come un laboratorio di co-creazione per sviluppare nuove soluzioni tecnologiche in collaborazione con startup, università e partner esterni. Un esempio è la partnership con Huware per esplorare le applicazioni dell’Intelligenza Artificiale in vari ambiti, dall’analisi delle performance degli atleti alla manutenzione del terreno di gioco.
- Juventus Creator Lab: Lanciato nel maggio 2024, è uno studio di produzione interno, ispirato alle creator houses di Los Angeles, dedicato alla creazione di contenuti digitali originali e innovativi.5Attraverso documentari, serie per YouTube e TikTok e collaborazioni con influencer, il club mira a trasformarsi in un vero e proprio media company. L’obiettivo è monetizzare lasua enorme fan base globale (oltre 175 milioni di follower sui social media 50) e creare un legame più profondo con le nuove generazioni, generando flussi di ricavi indipendenti dai risultati del campo.
5.3. Sviluppo Commerciale Globale: Sponsor e Merchandising
Il terzo pilastro è il potenziamento dei ricavi commerciali, un’area in cui la Juventus ha storicamente un gap rispetto ai top club inglesi e spagnoli. Le mosse recenti indicano una chiara accelerazione in questa direzione.
- Sponsor di Maglia: Dopo una stagione di transizione, il club ha siglato nuovi accordi pluriennali fino al 2028 con Jeep come sponsor principale e con Visit Detroit come secondo sponsor per le competizioni nazionali. L’accordo con Jeep da solo garantirà un flusso di cassa di 69 milioni di euro nel periodo.54
- Merchandising e Licensing: La partnership strategica a lungo termine (fino al 2035) con Fanatics, leader mondiale nel settore, è forse la mossa più significativa. Affidando l’intera gestione dell’e-commerce, del retail e del licensing a uno specialista globale, la Juventus punta a ottimizzare la produzione, ampliare la gamma di prodotti e, soprattutto, a migliorare la distribuzione a livello mondiale, raggiungendo in modo più efficace i milioni di tifosi sparsi per il globo.56
Queste strategie delineano una transizione fondamentale: da un modello di business di un “club di calcio”, i cui ricavi sono ciclici e dipendenti dai risultati, a quello di un “global entertainment brand”, con flussi di entrate più diversificati e stabili derivanti da contenuti, licensing ed esperienze digitali. La performance sportiva rimane il motore principale, ma non più l’unica fonte di sostentamento.
Sezione 6: Analisi dei Rischi e Conclusioni per l’Investitore
Un’analisi completa non può prescindere da una valutazione attenta dei rischi associati all’investimento in un settore così particolare come quello calcistico.
6.1. I Rischi Intrinseci del “Business Calcio”
Investire in azioni Juventus espone a una serie di rischi specifici e significativi che un potenziale azionista deve considerare attentamente.
- Rischio Sportivo: Come ampiamente dimostrato, la performance finanziaria del club è intrinsecamente legata ai risultati sul campo. La mancata qualificazione alla Champions League ha un impatto diretto e devastante sul conto economico, capace di cancellare decine di milioni di euro di ricavi e di compromettere la redditività.
- Rischio Regolamentare: Il settore del calcio è altamente regolamentato. La Juventus, in quanto società quotata, è soggetta alla vigilanza della Consob, oltre che della giustizia sportiva nazionale e della UEFA. Le passate inchieste (caso plusvalenze, manovre stipendi) hanno evidenziato come violazioni normative possano tradursi in pesanti sanzioni finanziarie, penalizzazioni sportive e un grave danno reputazionale, con conseguenze dirette sul valore del titolo.
- Rischio di Mercato e Volatilità: Il titolo JUVE è caratterizzato da un’elevata volatilità e da una forte correlazione con eventi non strettamente finanziari. Come evidenziato da diversi analisti, i titoli calcistici sono strutturalmente inadatti a un investitore con un profilo di rischio conservativo, poiché il loro valore è legato ad asset (i giocatori) la cui valutazione è fragile e soggetta a variabili imprevedibili.
6.2. Outlook e Valutazione Finale: A Chi si Rivolgono le Azioni Juventus?
Alla luce dell’analisi condotta, emerge il ritratto di una società in pieno turnaround. La nuova governance, espressione diretta dell’azionista di controllo EXOR, ha impresso una decisa virata verso la sostenibilità finanziaria e la disciplina dei costi. Il club possiede asset di grande valore, sia tangibili (stadio, J-Village) che intangibili (rosa giocatori, brand), e la situazione finanziaria, pur partendo da una base difficile, mostra chiari segnali di miglioramento, come testimoniato dal ritorno all’utile nel primo semestre 2024/25. Le strategie future mirano a una diversificazione ambiziosa, volta a ridurre la dipendenza dai risultati sportivi.
Tuttavia, i rischi rimangono elevati e intrinseci al settore. Le azioni Juventus, pertanto, non sono un investimento per tutti. Si rivolgono a un investitore con un orizzonte temporale di medio-lungo periodo (3-5 anni), dotato di un’alta tolleranza al rischio e che crede nella capacità del nuovo management di portare a termine il complesso piano di risanamento e crescita. Acquistare il titolo oggi è assimilabile a una scommessa speculativa sulla riuscita di una profonda trasformazione aziendale.
In conclusione, l’investimento nelle azioni Juventus è una scommessa sul fatto che la “Vecchia Signora” del calcio italiano possa imparare nuovi trucchi, trasformandosi da una leggenda del campo a un moderno e profittevole colosso dell’intrattenimento globale. I segnali di ripresa sono tangibili, ma la strada verso una redditività stabile e sostenibile è ancora lunga e il suo esito dipenderà dalla capacità di esecuzione del management e dalle innumerevoli variabili, sportive e non, che caratterizzano il mondo del calcio.