Migliori Fondi Pensione Aperti: ecco quale scegliere

Soluzioni sempre più utili e vantaggiose per tutti coloro che cercano una contribuzione integrativa a quella INPS, i fondi pensione aperti sono promossi da istituti di credito, compagnie assicurative e società d’intermediazione, che derivano da un patrimonio separato da quello delle società che li presentano. L’obiettivo è quello di garantire un reddito complementare alla fine della vita lavorativa.

Accessibile a lavoratori autonomi, dipendenti e professionisti, il FPA ha rendimento variabile in funzione del capitale versato durante il suo corso e, grazie al Decreto Concorrenza, vi si può destinare parte del proprio TFR. L’adesione ai fondi pensione aperti è volontaria, ma sempre più italiani ne scelgono a causa della precaria situazione pensionistica nazionale.

Cos’è un fondo pensione aperto?

Quando si parla di fondo pensione aperto si intende uno strumento di previdenza integrativa alla posizione INPS, promosso e gestito da enti privati come:

  • Istituti di credito
  • Compagnie assicurative
  • SGR (società gestione risparmio)
  • SIM (società intermediazione mobiliare)

E’ un fondo protetto e sicuro, costituito da patrimonio separato da quello della società che lo istituisce, quindi unicamente destinato al pagamento delle prestazioni dei sottoscrittori (non potrà essere impiegato per soddisfare creditori in eventuali procedure fallimentari).

Il suo obiettivo primario è quello di creare un reddito per se stessi o per i propri familiari da integrare alla pensione di base, così da mantenere un certo tenore di vita anche dopo il pensionamento. In alternativa, può essere una misura di sicurezza verso difficoltà economiche.

A differenza dei fondi chiusi, disponibili solo a determinate categorie di lavoratori, al fondo pensionistico aperto possono aderire:

  • Lavoratori autonomi
  • Lavoratori dipendenti
  • Liberi professionisti
  • Familiari fiscalmente a carico dei lavoratori
  • Disoccupati con posizione INPS aperta

E’ poi disciplinato da uno specifico regolamento che ne definisce:

  • Denominazione
  • Istituzione
  • Scopo
  • Caratteristiche
  • Rapporti coi sottoscrittori

Erogazione e amministrazione dei fondi aperti sono regolati dalla COVIP (Commissione Vigilanza Fondi Pensione), a sua volta controllata dal Ministero di Lavoro e Politiche Sociali. Il suo rendimento è variabile in base al capitale che vi viene versato e alle prestazioni dei mercati finanziari.

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Come aderire?

Indipendentemente dalla propria posizione contributiva INPS, l’adesione ad un fondo aperto è libera e può avvenire in 2 modalità:

  • Individuale, sulla scelta di un singolo individuo
  • Collettiva, per lavoratori dipendenti, su accordi tra azienda e fondi pensione

Grazie al d.l. 124/2017, detto anche Decreto Concorrenza, il fondo pensione aperto può essere destinato ad una parte del proprio Tfr. Qualora invece un lavoratore dipendente non esprima scelte sulla destinazione del Tfr, avverrebbe automaticamente un’adesione collettiva. Lavoratori pubblici, autonomi e professionisti possono invece aderire solamente in modalità individuale.

Per aderire individualmente ad un fondo aperto, il sottoscrittore si può recare presso una sede della società che lo eroga, in caso di adesione collettiva la procedura può avvenire direttamente in azienda o online se consentito.

Quanto costano e come rendono i fondi pensionistici aperti?

I costi dei fondi pensione aperti sono altamente variabili in funzione delle somme che verranno versate al loro interno nel tempo. Queste ultime verranno custodite presso depositari autorizzati per poi essere investite nei mercati finanziari, i rendimenti saranno quindi strettamente connessi agli ISC (indici sintetici di costo, che rappresentano il totale delle spese per i sottoscrittori e diminuiscono alla maggior durata del piano pensionistico) e al comparto di gestione scelto:

  • Garantito, a rischio e rendimento minimi, con capitale restituito al pensionamento
  • Obbligazionario, a rischio e rendimento medio-bassi, indirizzato a titoli obbligazionari e di Stato
  • Azionario, a rischio e rendimento elevati, indirizzato a titoli azionari nazionali e internazionali
  • Bilanciato, a rischio e rendimento medi, unisce titoli azionari e obbligazionari

Le varie linee d’investimento sono facilmente consultabili sul sito ufficiale di COVIP, dove è presente un comparatore di costi per scegliere la soluzione migliore alle proprie necessità.

Come è possibile riscattare?

Il rimborso del capitale versato avverrà al pensionamento INPS, a condizione di aver partecipato al fondo pensione aperto per almeno 5 anni. Si potrà scegliere tra:

  • 100% rendita, che sarà l’effettiva pensione complementare
  • 50% rendita e 50% liquidità
  • 100% liquidità, solo se il 70% del capitale accumulato darà una rendita inferiore del 50% all’assegno sociale

La pensione complementare potrà avere come beneficiari anche un coniuge o una persona liberamente scelta, mentre in caso di morte anticipata sarà diritto di eredi designati.

I fondi pensionistici aperti possono però essere riscattati anche parzialmente e anticipatamente al pensionamento, per far fronte a cause di forza maggiore verso se stessi o i propri familiari. Si può riscattare anticipatamente il capitale accumulato per:

  • Spese sanitarie, fino al 75%
  • Acquisto o ristrutturazione prima casa, fino al 75% dopo l’ottavo anno d’adesione al fondo
  • Motivi personali e familiari, fino al 30% dopo l’ottavo anno d’adesione al fondo
  • Inoccupazione tra 12 e 48 mesi, cassa integrazione o mobilità, fino al 50%
  • Invalidità permanente, inoccupazione superiore a 48 mesi, dimissioni, licenziamento o morte, fino al 100%

In alternativa, qualora manchino non più di 5 anni alla pensione d’anzianità è possibile richiedere la RITA (Rendita Integrativa Temporanea Anticipata): per poterne fruire sono necessari almeno 5 anni d’adesione al fondo e 20 anni di contribuzione INPS.

Come sono tassati i fondi pensione aperti?

Ai sensi del d.l. 252/2005, lavoratori e aziende con contributi versati dal 1 gennaio 2007 sono soggetti a tassazione agevolata dal 15% al 9%, con riduzione dello 0,30% ogni anno di adesione al fondo dopo i 15 anni d’anzianità. E’ prevista invece aliquota al 23% per i seguenti casi di riscossione anticipata:

  • Acquisto/ristrutturazione prima casa
  • Motivi personali
  • Dimissioni
  • Licenziamento
  • Inoccupazione superiore a 48 mesi
  • Invalidità permanente
  • Morte

I contributi versati nei fondi aperti sono deducibili dal reddito IRPEF entro l’importo annuale di 5.164,57 euro, valore che dovrà essere indicato nel Modello 730. Medesima deduzione può essere applicata anche per versamenti in favore di familiari a carico, ma non sulla quota versata nel Tfr. I rendimenti delle linee d’investimento sono soggetti ad aliquota agevolata del 20%, rispetto al 26% di altre forme di risparmio gestito.

I fondi pensione aperti convengono davvero?

Davanti ad uno scenario previdenziale italiano divenuto particolarmente precario negli ultimi anni, secondo la COVIP a settembre 2019 sono 8,2 milioni gli italiani che hanno aderito a trattamenti integrativi e più di 1,5 quelli che hanno scelto fondi pensione aperti, segnando un +3,9% rispetto a fine 2018.

Secondo invece studi dell’associazione Altroconsumo, le attuali pensioni saranno di circa il 70% di uno stipendio medio mensile e, grazie a ridotti costi di gestione e agevolazioni fiscali, i fondi pensione aperti risultano particolarmente convenienti, garantendo un valore maggiore del 9,7% rispetto a quello lasciato in azienda col Tfr.

A conti fatti, si può concludere dicendo che i fondi pensione aperti risultino assolutamente redditizi non solo per chi gode di una posizione contributiva INPS di rispetto ma anche per chi è prossimo al pensionamento, rappresentando una garanzia contro l’instabilità finanziaria e le difficoltà del sistema pensionistico italiano. infine possiamo dire che oggi come oggi mettere via i propri soldi in un fondo pensione è uno dei migliori investimenti che si possano fare per la Nostra vecchiaia.

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