Migliori Piani Individuali Pensionistici ecco quali scegliere

Negli ultimi anni e specialmente nella prima metà del 2020, sempre più italiani sentono la necessità di creare una rendita per implementare il loro trattamento pensionistico INPS, rivolgendosi a forme di previdenza complementare. Tra gli strumenti più richiesti vi sono i piani individuali pensionistici, che possono essere scelti autonomamente per creare reddito aggiuntivo.

Strumento d’accumulo e investimento, sono offerti da compagnie assicurative e hanno le caratteristiche di polizze sulla vita, generando una rendita vitalizia fino all’età del pensionamento. Protetti e sicuri, i piani individuali pensionistici derivano da patrimoni separati autonomi e godono di agevolazioni fiscali, oltre a essere destinabili al TFR.

Cos’è un piano individuale pensionistico?

Detto anche forma individuale pensionistica, il piano individuale pensionistico è uno strumento di previdenza integrativa alla regolare pensione INPS, erogato e amministrato dalle compagnie assicurative e con le caratteristiche di una polizza del ramo vita. Può essere di 2 tipologie:

  • Ramo I, polizza collegata alla durata della vita del sottoscrittore, che garantisce copertura in caso di morte
  • Ramo III unit-linked, polizza collegata al valore di fondi interni alla compagnia assicurativa o di OICR (organismi d’investimento collettivo di risparmio)

Come gli altri fondi pensione (aperto e chiuso), anche il PIP ha come obiettivo principale quello di creare reddito complementare alla pensione di base, reversibile anche a beneficio di familiari, congiunti o altre persone, offrendo certa flessibilità economica e adeguato tenore di vita. Può essere inoltre impiegato per affrontare eventuali momenti di difficoltà economica o spese irrinunciabili.

Il patrimonio complessivo del piano è separato e autonomo da quello della compagnia assicurativa che lo eroga, quindi destinato unicamente al pagamento delle prestazioni per i sottoscrittori e non utilizzabile per pagare creditori in caso di fallimento. Come tutte le polizze vita, altro punto di forza è la sua impignorabilità e insequestrabilità.

A differenza di un fondo chiuso, accessibile solo a specifiche categorie, come quello aperto anche il piano individuale pensionistico è aperto a chiunque abbia necessità di migliorare le sue prestazioni previdenziali:

  • Lavoratori autonomi
  • dipendenti
  • Lavoratori in somministrazione
  • Dipendenti e soci di cooperative
  • Liberi professionisti
  • Lavoratori occasionali, freelance o disoccupati con posizione INPS aperta
  • Familiari a carico dei lavoratori, quando concesso

La sua amministrazione e gestione sono disciplinate dalla COVIP, commissione sui fondi pensione controllata dal Ministero di Lavoro e Politiche Sociali, e dal d.l. 252/2005 sulle forme previdenziali complementari. Il suo rendimento è variabile in funzione del capitale versato e delle condizioni di mercato, senza alcuna penalizzazione in caso di modifica delle proprie abitudini.

Migliori Piani Individuali Pensionistici ecco quali scegliere

Come aderire?

Indipendentemente dalla propria posizione lavorativa e contributiva, l’adesione ad un piano individuale pensionistico è individuale, basandosi sulla volontà del sottoscrittore. Ai sensi del Decreto Concorrenza 2017, Se colui che vi aderisce è un lavoratore dipendente può inoltre decidere di destinarne una parte al proprio Tfr. Molti piani consentono l’adesione anche a familiari fiscalmente a carico dei lavoratori.

La procedura d’adesione può avvenire nella sede della compagnia assicurativa che istituisce il PIP, con agenti incaricati o, se previsto dal regolamento, anche online.

Quanto costano e come rendono i piani individuali pensionistici?

I PIP presentano costi altamente variabili in base al capitale che vi viene versato nel tempo, poichè importi e frequenza dei contributi si possono scegliere liberamente, interrompendo, riprendendo o modificando il piano senza incorrere in alcun malus. I versamenti verranno poi investiti dalla compagnia assicurativa verso fondi interni o organismi di risparmio, in funzione degli anni che mancheranno al pensionamento e alla propria propensione al rischio.

Analogamente ad altre soluzioni complementari, sono disponibili 4 comparti di gestione:

  • Garantito, che rimborserà il capitale versato al pensionamento, a rendimento e rischio minimi
  • Obbligazionario, legato a mercato obbligazionario e Titoli di Stato, a rendimento e rischio medio-bassi
  • Azionario, legato al mercato azionario, a rendimento e rischio elevati
  • Bilanciato, legato a mercato obbligazionario e azionario, a rendimento e rischio medi

Ad eccezione del comparto garantito, unicamente costituito come polizza di Ramo I con gestione interna separata, le altre linee d’investimento possono essere di Ramo III. Sul sito ufficiale COVIP è presente un comparatore per valutare i piani individuali pensionistici con relativi indici di costo.

Come è possibile riscattare?

In modo del tutto simile ad altre proposte, il capitale versato nel piano individuale pensione verrà interamente rimborsato al raggiungimento dell’età pensionabile, a condizione di avervi aderito almeno da 5 anni. Il sottoscrittore potrà scegliere tra 3 possibilità:

  • 100% in rendita, che rappresenterà la pensione integrativa in se
  • 50% in rendita e 50% in liquidità
  • 100% in liquidità, solo se il totale accumulato non abbia rendite superiori al 50% dell’assegno sociale

In ogni caso, la pensione complementare può essere a beneficio anche di coniugi, familiari e persone liberamente scelte, mentre sarà reversibile verso eventuali eredi in caso di morte. Entro determinati limiti, può essere riscossa anticipatamente davanti a vicissitudini personali o familiari:

  • Spese sanitarie, 75% max
  • Acquisto/ristrutturazione prima casa, dopo 8 anni d’adesione, 75% max
  • Motivi personali/familiari, dopo 8 anni d’adesione, 30% max
  • Inoccupazione tra 12 e 48 mesi/cassa integrazione/mobilità, 50% max
  • Inoccupazione superiore a 48 mesi, fino a 100%
  • Dimissioni/licenziamento, fino a 100%
  • Invalidità permanente/morte, fino a 100%

Infine, è possibile richiedere la Rendita Integrativa Temporanea Anticipata (RITA) qualora manchino non più di 5 anni al pensionamento: sono necessari almeno 5 anni d’adesione al PIP e almeno 20 anni di contribuzione INPS.

Come sono tassati i piani individuali pensionistici?

Come avviene in tutti i piani integrativi, la tassazione del piano individuale pensionistico è disciplinata dal d.l. 252/2005 ed – in parte – hanno una agevolazione fiscale rispetto alle altre rendite finanziarie: per i contributi versati dal 1 gennaio 2007 è prevista un’aliquota agevolata dal 15% al 9%, riducibile dello 0,30% ogni anno dopo il quindicesimo d’adesione. Riscossioni anticipate per acquisto e lavori prima casa, inoccupazione superiore a 48 mesi, dimissioni, licenziamento, invalidità, morte o motivazioni non specificate hanno tassazione al 23%.

I contributi versati sul PIP sono invece deducibili fino a 5.164,57 euro sul reddito IRPEF (da indicare sul Modello 730) anche in caso di reversibilità, ma non per le quote destinate al Tfr. I rendimenti dagli investimenti prevedono invece tassazione agevolata del 20% rispetto al 26% delle linee tradizionali.

Approfondimenti:

Migliori Fondi Pensione Aperti  

Migliori Fondi Pensione Negoziali

I piani individuali pensionistici convengono davvero?

In base ai numeri del rapporto COVIP di settembre 2019, su un totale di 8,2 milioni di italiani che hanno sottoscritto un fondo integrativo, sono circa 3,4 milioni ad aderire ad un piano individuale pensionistico, poiché abbattono il reddito imponibile e quindi la tassazione nel corso degli anni.

A conti fatti, il PIP presenta numerosi punti di forza, come ad esempio la protezione della compagnia assicurativa che lo eroga, l’accessibilità a tutti e il fatto di avere una gestione estremamente versatile senza nessuna penalizzazione, fattori che lo rendono uno strumento assolutamente valido per chiunque abbia una posizione INPS.

Anche a ridosso del pensionamento, sarà un prodotto molto vantaggioso per ogni tipologia di lavoratori, per proteggere il capitale dalle varie difficoltà del sistema finanziario italiano e farlo crescere maggiormente rispetto a quello a cui si avrà diritto una volta andati in pensione.

Fondi pensione che hanno interessi più alti

Fondi Comuni di Investimento

L'Economia e la Finanza dalla parte del consumatore

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *