Coronavirus ed Investimenti, cosa succede ora con il COVID-19?

Se ne parla ormai insistentemente da dicembre 2019 e, tra bufale e notizie fondate, il Coronavirus ha causato quasi 2,500 morti e 80,000 contagiati, di cui 132 anche in Italia. Chiamato scientificamente CoViD-19, il virus venuto dalla Cina sta rappresentando un serio problema per ogni cittadino che corre ai ripari per evitarne il contagio, nonostante le istituzioni nazionali e internazionali invitino frequentemente a evitare panico e allarmismo.

Tuttavia, il problema non sarà solo i privati cittadini, bensì anche per molte aziende mondiali, come Nissan, Apple o Moncler, che già stanno adottando misure di sicurezza tra stop agli investimenti o alla produzione specialmente nelle loro sedi cinesi, le più colpite dal virus. La situazione di Coronavirus e investimenti è particolarmente critica, ma occorre valutare le prime mosse delle aziende per capire quali effetti potrebbero sentire i vari settori industriali.

Evoluzione del Coronavirus, diffusione e casi accertati

E’ il 31 dicembre 2019 quando la Cina segnala i primi casi di polmonite all’OMS. Da quel momento, dall’epicentro nella città Wuhan, il Coronavirus si è diffuso anche oltre i confini del sub-continente, arrivando a colpire anche l’Italia. Secondo i dati del Center for Systems Science and Engineering della Johns Hopkins University, al 23 febbraio 2020 a livello mondiale si contano attualmente:

  • 2,461 morti
  • 78,767 contagiati
  • 23,196 guariti

Il CoViD-19 (CoronaVirus Disease 2019) come è stato scientificamente chiamato dall’OMS, ha causato in Italia 3 decessi e 132 contagi da febbraio 2020, partendo dai focolai nel Lodigiano e a Vo’ Euganeo nella provincia di Padova, portando il belpaese al quarto posto nella classifica mondiale dei contagi dopo Giappone, Corea del Sud e Cina.

Serve una comunicazione capillare, bisogna intervenire per evitare il panico che non serve a nessuno. La preoccupazione è comprensibile, il panico no. Va scacciato via.

Queste le parole del presidente del consiglio Giuseppe Conte, che si è ritenuto sorpreso dall’esplosione di casi in Italia, invitando però a non avere panico o fare allarmismo al fine di garantire una comunicazione e un’informazione migliore in merito.

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Coronavirus ed Investimenti, cosa succede ora?
Sopra: la sede della Borsa Italiana a Milano, Piazza Affari.

Che effetti sta avendo il Coronavirus sulle aziende e quali misure si stanno adottando?

Sono molte le aziende che stanno sentendo particolare preoccupazione in merito a Coronavirus e investimenti, tanto da adottare misure di sicurezza come:

  • Blocco della produzione
  • Rinvio degli investimenti
  • Chiusura delle sedi

Se molte realtà industriali tra le più moderne possono ricorrere allo smart working mantenendo i ritmi lavorativi e aggirando potenziali contagi, lo stesso non si può dire per settori come il manifatturiero o l’automotive, che sono tra i maggiori comparti industriali a risentire del CoViD-19.

Moncler e moda

Tra le tante società quotate in borsa, a subire pesanti effetti c’è Moncler, azienda tessile italiana specializzata nella produzione di piumini, che presenta numerosi punti vendita nei centri commerciali cinesi. Al fine di salvaguardare il marchio da possibili effetti negativi derivanti dal virus e che hanno già colpito svariate realtà orientali, Moncler ha rinviato alcuni progetti e investimenti sul mercato cinese.

Oltre a questo, la stessa casa italiana ha inoltre annullato la sua presenza alla Milano Fashion Week per non esporre ad alcun rischio l’incolumità degli ospiti; medesima misura precauzionale è stata adottata anche da Armani, che ha registrato e trasmesso in streaming le sfilate a teatro vuoto. Danni sta subendo anche Cucinelli ( BC ), che esporta molto in Cina.

Nissan e automotive

Ad avere forti ripercussioni è anche Nissan, casa giapponese costruttrice d’automobili, che è costretta a interrompere la produzione in Giappone e nelle fabbriche di Shanghai, Pechino e altre città della Cina. Anche dopo la pausa del Capodanno Cinese, la riapertura di tali fabbriche vedrà le tempistiche allungarsi.

Oltre a Nissan, secondo la China Passenger Car Association a febbraio 2020 l’intero mercato dell’automotive cinese ha subito un crollo del 92%, lasciando ipotizzare una crisi di notevoli dimensioni e a lungo termine per tutto il settore industriale. Ipotesi rafforzata dalle disposizioni del governo centrale cinese sul blocco delle fabbriche nella provincia dello Hubei.

Apple e telefonia mobile

Notevoli criticità incontrano anche Foxconn Industrial Internet e Hon Hai Precision, tra i maggiori assemblatori di cellulari Android e Apple, anch’esse con sedi nell’Hubei:

  • Foxconn è intenzionata a spostare la produzione in India riducendo quella delle fabbriche a Shenzhen, che resterà con il 60% della forza-lavoro
  • Hon Hai ha visto, secondo i dati della piattaforma Morningstar, un crollo delle vendite del 10%, dovuto anche alle misure adottate da Foxconn poiché Hon Hai ne detiene l’85% del capitale

In sintonia con questi assemblatori, Apple ( AAPL ha disposto la chiusura forzata a tempo indeterminato di tutti gli Apple Store in Cina, a seguito del crollo di domanda sul territorio focolaio del Coronavirus, riducendo di conseguenza anche la fornitura di iPhone 11 e 11 Pro a livello mondiale.

Con pericolo di ripercussioni anche sul titolo azionario, a fine 2019 l’investitore e filantropo Warren Buffett ( BRK.B ) ha venduto 800 milioni di dollari di azioni Apple, prevedendone i potenziali effetti futuri (Buffett è chiamato l’Oracolo di Omaha per le sue doti di previsione).

Aziende in Italia e manovre del governo

Altre misure precauzionali vengono adottate invece da aziende nazionali e multinazionali a Milano. Società come IBM, Luxottica, Enel, Eni, Saipem o Pirelli hanno infatti:

  • Ridotto drasticamente la presenza di dipendenti e visitatori nelle sedi operative
  • Intensificato controlli all’ingresso di ogni sede
  • Limitato viaggi di lavoro in Italia e all’estero
  • Invitato ogni collaboratore a lavorare a distanza attraverso smart working e videoconferenze

Restano invece ferme le attività del centro Unilever di Casalpusterlengo, luogo in cui è avvenuto uno dei primi contagi in Italia.

In merito alle attività in stallo, il ministro del lavoro Nunzia Catalfo ha disposto la cassa integrazione ordinaria per i lavoratori coinvolti. Il ministro dell’economia Roberto Gualtieri prevede invece sostegno alle attività e all’export delle aziende colpite al fine di non minare la loro produttività per Italia e estero, pensando ad azioni di collaborazione scientifica con la Cina.

Conclusioni

Notando le varie misure di sicurezza messe in atto dalle aziende su Coronavirus e investimenti, si può notare che l’emergenza colpisce in modo ravvicinato non solo la vita quotidiana, bensì anche l’economia italiana e internazionale: ciò si può già assistere da notevoli ripercussioni su aziende di calibro mondiale come Moncler, Armani, Nissan e Apple, che si stanno ritrovando a:

  • Bloccare la loro produzione
  • Trasferire le loro sedi
  • Rinviare i loro investimenti

A conti fatti, il Coronavirus rappresenta un serio ostacolo ai regolari cicli economici già a partire da realtà minori come supermercati o centri commerciali, che vedono i loro introiti pesantemente ridotti a causa dei mancati consumi: ciò avviene per via di psicosi collettive e panico, alimentati anche da fake news, azioni allarmanti o incitamento a queste ultime, facendo notare anche la pericolosa assenza di criterio, attenzione e responsabilità nei propri comportamenti.

 

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