Schema Ponzi: come funziona la Truffa del Marketing Piramidale

Da oltre un secolo sinonimo di truffa e guadagno facile, lo Schema Ponzi è un sistema d’economia piramidale che consente di avere ingenti cifre di denaro in poco tempo basandosi solo sulla promessa, in cambio di un investimento irrisorio. Così facendo permette di far crescere la reputazione di colui che lo ha avviato, trovando nuovi soggetti che vi vogliano investire.

Ideato dall’italiano Charles Ponzi, si presenta come una Catena di Sant’Antonio a scopo di truffa, che nasce agli inizi del XX secolo ma è tuttora attuale. Spesso confuso col multi-level marketing, in Italia è punito dalla legge. Ci sono quindi dei punti da chiarire per riconoscerlo al meglio, come funziona lo Schema Ponzi?

Cos’è lo Schema Ponzi?

Quando si parla di Schema Ponzi si intende un vero e proprio modello economico su architettura piramidale, attentamente pianificato e strutturato come una tipica Catena di Sant’Antonio. A idearlo è stato il truffatore italiano Charles Ponzi nei primi del Novecento, l’obiettivo è quello di promettere grandi guadagni con investimenti irrisori a ignare vittime, spesso persuase dall’opportunità di fare carriera o di avere introiti facili e veloci.

Nello stesso modo, le persone che sono già entrate nel sistema coinvolgeranno poi altri soggetti. Così facendo, lo schema cresce fino a creare un numeroso sistema lucrativo, in cui i maggiori guadagni sono percepiti da coloro che sono in cima, mentre coloro che sono stati reclutati in seguito dovranno sostenerne gli oneri.

Schema Ponzi: cos'è e come funzionano le truffe online
Il sistema piramidale alla base della truffa dello Schema Ponzi

Come funziona uno Schema Ponzi: 

  • Un soggetto promette un investimento a breve termine con tassi di mercato agevolati, spesso con accordi verbali e utilizzando una terminologia complessa o poco comprensibile
  • Poco dopo, il soggetto che idea lo schema restituisce ai suoi adepti una parte della somma investita, dando loro l’idea del corretto funzionamento
  • Attraverso feedback positivi si sparge la voce e nuovi soggetti si uniscono allo schema, venendo pagati con gli interessi incassati dai versamenti degli individui già coinvolti
  • Lo schema diviene talmente grande che tutti i soggetti coinvolti richiederanno il rimborso che spetta loro, superando i versamenti e facendo collassare l’intero sistema

Graficamente si avrà quindi la forma di una piramide, in cui a ogni livello verso il basso si avranno sempre più persone: maggiore sarà il numero dei coinvolti, maggiori saranno i profitti per coloro che sono in cima, fino all’inevitabile collasso e l’irreperibilità del suo creatore.

Lo Schema Ponzi è spesso confuso col multi-level marketing, una tecnica spesso legata a grandi realtà di cosmetica ed estetica, basata sulla crescita economica dove le vendite sono affidate ai consumatori stessi: sebbene possa sembrare simile nelle dinamiche, non implica la maturazione di interessi e non è quindi considerato una truffa.

Secondo il d.l. 173/2005, in Italia lo Schema Ponzi è illegale e si evita la creazione di strutture piramidali o Catene di Sant’Antonio a rendita passiva. Tuttavia, in tale decreto e in nessun altra normativa è presente riferimento esplicito al multi-level marketing.

Va detto che alcune realtà di MLM ( multi level-marketing) o di moneta virtuale, sfruttano questo schema proprio per ingannare e truffare i loro clienti.

Nel Nostro sito abbiamo fatto molte segnalazioni di truffe online sia di investimenti che di moneta virtuale che di MLM basati proprio su questo Schema, in fondo all’articolo troverete i link di approfondimento.

La truffa del Marketing Piramidale 

La truffa del marketing piramidale si basa proprio sullo schema Ponzi.

Una persona inventa un prodotto da vendere e lo da in mano ad altri venditori, questi lo compreranno e lo rivenderanno a loro volta, facendoci dei guadagni e lo daranno ad altri venditori che lo compreranno e lo venderanno, guadagnandoci qualcosa, questi cercheranno altri venditori e così via.

Ovviamente ad un certo punto le provvigioni andranno vicino allo zero e il business non sarà più sostenibile perchè il prezzo del prodotto non permette di guadagnarci più di tanto.

Purtroppo questo è lo schema più usato da tanti – troppi – “Guru” che inquinano il mercato del Multi Level-Marketing

Come riconoscere ed evitare una truffa con lo Schema Ponzi

  1. Di solito la pubblicità vi dice che c’è un metodo semplice ed infallibile di fare soldi. La verità è che non esistono metodi semplici ed infallibili per fare soldi, se non nel mondo delle favole.
  2. Di solito le “testimonianze” di chi ha usato quel metodo sono di persone fittizie, profili fittizi, non esistono nella realtà.
  3. Uno dei punti essenziali è che dovrete comprare qualcosa in contanti per rivenderlo. Bisogna diffidare sempre di chi vuole denaro contante ( magari pagato con metodi difficilmente rintracciabili tipo Paypal ( PYPL ) o Bitcoin ) , nel normale commercio un fornitore ti da una cosa da vendere e tu puoi pagare la fattura in 30, 60 o 90 giorni, in modo da avere il tempo di rivendere la merce.
  4. Di solito dovrete trovare altri venditori che facciano la stessa cosa che fate Voi. Si tratta del Multi Level Marketing, che potrebbe essere anche fatto da una ditta seria ed onesta. A quel punto però bisogna prima verificare l’affidabilità dell’azienda di Multi Level Marketing e controllare se è conosciuta e garantita.

Le origini dello schema, chi è Charles Ponzi?

Non si può parlare di Schema Ponzi senza pensare al suo ideatore, Carlo Ponzi, detto Charles. Nato nel 1882 in Romagna, secondo quanto da lui stesso dichiarato si trasferisce a Boston nel 1903 dopo aver abbandonato gli studi in Italia. Imparando presto l’inglese, svolge diversi lavori vivendo una condizione di povertà estrema, per questo commette spesso furti e imbrogli, perdendo ogni occupazione riuscisse a trovare.

Trasferendosi a Montreal, diventa consulente del Banco Zarossi, che gestiva i conti correnti degli italiani immigrati in Canada. La banca versava in gravi difficoltà economiche a causa di scelte sbagliate e, offrendo un tasso d’interesse del 6%, ripagava i clienti non con gli utili bensì con i depositi dei nuovi correntisti.

E’ questa la base per creare un nuovo schema di truffa, non appena torna a Boston. Adottando pseudonimi come Charles P. Bianchi o Charles Ponci, scopre la funzionalità dei Buoni di Risposta Internazionale (IRC), con i quali può mandare denaro in Italia: reclutando i primi agenti per acquistare gli IRC, promette loro un rendimento sugli investimenti del 50% in 90 giorni, facendo spargere la voce quando fonda la società Securities Exchange Company, che offre sin da subito provvigioni elevate.

In meno di 2 anni, nel 1920 Ponzi ha già raccolto 30,000 dollari, accumulando denaro solo attraverso i guadagni passivi, per non destar sospetti continua però a rimborsare i suoi investitori. Tuttavia, a luglio 1920 il Boston Post pubblica una serie di articoli che mettono in dubbio l’onestà dell’italiano, assumendo analisti per indagare a fondo: dei 160 milioni di IRC dichiarati dalla Securities Exchange Company solo 27,000 erano stati emessi.

Con l’accusa di frode postale, il 1 novembre 1920 Ponzi viene arrestato e condannato a 5 anni di carcere in una prigione federale. Segue però un periodo fatto di scarcerazioni e nuove accuse, di cui quella di truffa per uno schema simile sotto lo pseudonimo Charles Borelli, basato stavolta sulla compravendita di terreni.

Tra gli anni ’20 e ’30 Charles Ponzi diventa uno dei più grandi truffatori della storia americana, tanto che i suoi illeciti hanno forte risonanza sull’informazione statunitense. Tuttavia, gli ispettori governativi non sono mai stati in grado di ricostruire i suoi bilanci.

Schema Ponzi nella storia recente

Lo Schema Ponzi ha dato vita a molti casi di truffa in tutto il mondo, per i quali è stato adottato il medesimo sistema. Tra i tanti si può ricordare il Caso Giuffrè, uno scandalo finanziario italiano che nel 1958 ha visto l’ex impiegato Giovanni Battista Giuffrè accusato di frode dopo aver gestito, con l’aiuto di enti ecclesiastici, la ricostruzione di chiese e conventi danneggiati durante la seconda guerra mondiale.

Da ricordare poi lo scandalo Caritas in Romania tra 1992 e 1994, con un giro d’affari di circa un miliardo di dollari, o le tante imprese a schema piramidale nate in Albania dopo la caduta del regime comunista, che nel 1997 hanno portato ad un caos finanziario ancor maggiore di quello che già si viveva.

A far parlare più recentemente dello Schema Ponzi è stato poi il caso di Bernard Madoff, ex presidente del Nasdaq: in piena crisi economica mondiale, nel dicembre 2008 è stato arrestato con accusa di frode per un giro d’affari tra i 50 e i 65 miliardi di dollari, coinvolgendo molti tra i più importanti istituti di credito internazionali e creando, quindi, una struttura piramidale simile a quella ideata dal truffatore italiano. Ultimo caso in ordine di tempo è quello della piattaforma cinese Ezubao, oggetto di una truffa da 7,6 miliardi di dollari e per cui sono state arrestate 26 persone.

charles ponzi inventore dell'omonimo schema piramidale
Foto segnaletiche di Charles Ponzi, detto “Il mago finanziario di Boston”

Conclusioni

Dopo aver capito cos’è e come funziona lo Schema Ponzi, si può finalmente essere in grado di riconoscerlo, evitando quindi una serie di opportunità che nascondono truffe e comportamenti illeciti, nelle quali si può essere inevitabilmente coinvolti qualora ci si entri.

A conti fatti, Charles Ponzi è uno di quei personaggi che hanno dato al Belpaese un’immagine negativa, causando una forte risonanza in quegli Stati Uniti che, a cavallo tra anni ’20 e ’30, erano già martoriati dalla presenza di personaggi come Al Capone, Ignazio Lupo o la famiglia Patriarca.

Sebbene ritenuto illegale, in Italia è però particolarmente difficile distinguerlo da altre tecniche di multi-level marketing. In ogni caso, guadagni facili e senza investimenti non possono coesistere, come non esiste il rischio zero in ogni attività si svolga. Qualora si voglia entrare in un progetto multi-level è, quindi, sempre consigliato scegliere aziende conosciute e affidabili.

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