Tassi Negativi su Conto Corrente: Cosa Fare dei Nostri Risparmi

Ci siamo: Unicredit (UCG quotazione) , la più grande banca italiana, ha dichiarato dal 2020  i conti correnti ed i depositi superiori a 100.000 euro avranno degli interessi negativi, un’operazione inevitabile visto quello che sta succedendo in Europa e nel mondo, cioè l’emissione di bond con tassi negativi da parte della maggiori banche.

Unicredit è solo la prima banca italiana a seguire questa politica e lo fa per necessità, perchè gran parte dei propri investimenti li fa in obbligazioni di stato e da qualche tempo le obbligazioni di stato stanno dando interessi pari a zero o addirittura negativi, come in qualche bon emesso dalla Germania.

Quindi visto che una banca è un’azienda e per vivere deve guadagnare, non può permettersi di fare investimenti che poteranno delle perdite ed offrire dei servizi ( come i conti correnti) che poteranno ulteriori perdite anche se danno il tasso dello 0%, devono adeguare i loro bilanci.

E’ del 10 ottobre 2019 la notizia dell’introduzione di tassi d’interesse negativi sui conti correnti. Una novità inaspettata per l’Italia, ma già una consuetudine in paesi esteri come Svizzera, Danimarca e Germania. Fino ad oggi chi deposita risparmi in un conto corrente può godere di un irrisorio interesse attivo, con un tasso negativo saranno invece i correntisti a pagare per depositare in investimenti sicuri.

La novità è stata introdotta da Jean Pierre Mustier, amministratore delegato di Unicredit, seguendo le disposizioni della Banca Centrale Europea, ma solo per conti superiori ai 100,000 euro. Esistono tuttavia dei modi per difendersi, aggirando di conseguenza i tassi d’interesse negativi sui conti correnti.

Cosa deve fare un correntista in caso di tassi di interesse negativi?

Unicredit – che è una banca molto seria – ha fatto sapere che a questi clienti ( ripetiamo SOLO AI CONTI SUPERIORI A 100.000 EURO) offrirà dei servizi di investimenti solidi e con un buon ritorno di interessi rispetto a quello che avevano con il vecchio conto corrente o conto deposito.

Tenere conti correnti con cifre sopra ai 100 mila euro è assurdo. Un conto corrente dovrebbe servire per le spese correnti, gli altri bisognerebbe investirli in modo sicuro, diversificando il Nostro portafogli titoli, come andiamo scrivendo ormai da anni.

Unicredit e i tassi d’interesse negativi dal 2020, la notizia

Unicredit sarà la prima banca in Italia ad applicare tassi d’interesse negativi sui conti correnti a partire dal 2020. A dichiararlo è stato Jean Pierre Mustier, amministratore delegato della banca milanese e neo-presidente della European Banking Federation.

Dopo il silenzio di settembre, in una dichiarazione del 10 ottobre 2019 Mustier ha affermato che tale manovra verrà applicata solamente a conti superiori ai 100,000 euro, portando i correntisti a pagare per mantenere i propri risparmi al loro interno: questo contrariamente a ciò che succede in modo ordinario, ossia la maturazione di interessi di lieve entità con il deposito.

Una novità assoluta quanto controversa in Italia, ma una manovra già approvata all’estero: l’interesse negativo è già stato applicato in precedenza sui titoli di stato di Danimarca e Svizzera, dove i tassi sono minori rispetto a quelli dell’Eurozona, ma anche Germania, che dal 1 ottobre 2019 vede i suoi interessi all’inverso, ovvero al -0,5%, con Volksbank prima banca nazionale a seguire tale manovra.

Ancora nessun chiarimento, ma secondo indiscrezioni l’interesse negativo potrebbe essere tra il -0,5% e il -0,75%, tasso massimo applicato dalla banca svizzera Ubs. Altra volontà dell’amministratore di Unicredit è invece quella di applicare tale interesse solo a conti superiori ai 300,000 euro.

La manovra di Mustier ha quindi l’obiettivo di adattarsi al mercato , che vede ormai l’emissione di obbligazioni a tasso negativo da parte di alcuni stati ormai da qualche tempo. 

Tassi Negativi su Conto Corrente: Cosa Fare dei Nostri Risparmi

Cosa sono e cosa comportano i tassi d’interesse negativi?

In totale contrapposizione con i conti correnti remunerati, bancari o postali, che vedono la maturazione di interessi periodici depositando denaro al loro interno, con i tassi d’interesse negativi saranno invece i correntisti a pagare le banche per il deposito dei loro risparmi. Questa è comunque una manovra applicata a conti superiori ai 100,000 euro, che vedono come clienti:

  • Grandi aziende
  • Sedi locali di multinazionali
  • Grandi rendite
  • Investitori assidui

Come in altre nazioni europee, il tasso d’interesse negativo potrà oscillare tra -0,5% e -0,75%. Una disposizione rivolta a una clientela abbiente, ma che mira a salvaguardare gli istituti di credito europei da impellenti difficoltà economiche, causate dalla presenza di crediti deteriorati, ripercussioni di un’elevata leva finanziaria o metodi di gestione non-performanti.

Tale mossa potrà essere applicata in futuro anche al mercato dei mutui che, paradossalmente, vedrà pagati coloro che prendono in prestito denaro per acquistare un immobile. La prima banca ad aver applicato un tasso d’interesse negativo su un mutuo ipotecario è stata Jyske Bank, terzo istituto di credito danese.

Modi per difendersi dai tassi d’interesse negativi sui conti correnti

L’introduzione dei tassi d’interesse negativi sui conti correnti sarà dal 2020 una realtà a larga diffusione, poiché sono alte le possibilità che altri istituti di credito seguano le mosse di Unicredit. Esistono tuttavia alcune soluzioni per difendersi dalla manovra, impedendo che i propri risparmi vengano tassati e sottoposti a interesse negativo.

Cambiare banca

Se si è clienti Unicredit, vi è la possibilità di scegliere un altro istituto di credito, trasferendovi eventuali finanziamenti o mutui qualora se ne abbiano in corso. Questo almeno fino a che la nuova banca scelta non adotti le stesse manovre di Unicredit e le disposizioni della BCE. Soluzione alternativa può essere approdare a Poste Italiane che, nonostante sia sempre più una banca vera e propria, sembra che per il momento, ancora non applicherà questa politica. 

Dividere il conto corrente in più conti

Dal 2020 i tassi d’interesse negativi saranno validi solamente per conti superiori ai 100,000 euro e, quindi, soluzione ottimale può essere quella di dividere il proprio conto corrente qualora si raggiunga quella cifra. E’ possibile trasferire i risparmi eccedenti su un nuovo conto per non incorrere in interessi negativi, si può altrimenti mantenere il proprio conto di riferimento depositandovi solamente cifre strettamente necessarie. Questo ovviamente aumenterà  le spese di gestione, cosa che dovrà essere valutata caso per caso se convenga o meno. 

 

Valutare investimenti alternativi

E’ questo lo scopo finale di Unicredit, che offrirà una vasta gamma di investimenti nuovi e vecchi , interni ed esterni, ad iniziare da fondi di investimento sicuri ai propri clienti, i quali saranno così stimolati a lasciare nel conto corrente solo i soldi necessari per vivere, ed investire tutti gli altri.

In funzione del proprio profilo di rischio, come dicevamo, è possibile scegliere un investimento a medio-lungo termine al fine di maturare introiti attivi. Molte banche presentano conti deposito e polizze assicurative che destinano i propri risparmi a fondi comuni di investimento, nazionali e internazionali, classificati in base al rischio e al settore commerciale. Altre possibilità sono i titoli obbligazionari statali, che permettono una maturazione economica nel tempo a rischio ridotto.

CORRELATI >> Piani di accumulo Unicredit  Piani individuali di risparmio Unicredit

 

Conclusioni

Analizzando la questione dei tassi d’interesse negativi sui conti correnti si può capire che non tutta la clientela ne sarà coinvolta, bensì solo i correntisti che superano i 100,000 euro, ossia una liquidità particolarmente elevata.

Questo secondo le volontà di Jean Pierre Mustier, che intende applicare questa manovra a Unicredit già dal 2020, quando però già altre banche estere hanno anticipato le sue intenzioni con tassi tra il -0,5% e il -0,75%. Questa è naturalmente una politica temporanea, almeno finchè il mercato non si stabilizzerà, ripartirà l’inflazione ed il costo del denaro aumenterà in modo “normale” e non come ora, una situazione questa che ha pochi precedenti storici. 

A conti fatti, tale manovra può essere però aggirata attraverso soluzioni semplici, come spostarsi verso un altra banca o mantenere il proprio conto corrente sotto la cifra soggetta a interessi negativi, altrimenti scegliere la comodità di  investimenti alternativi che rendono anche qualcosa.

Anche in questo caso, la prudenza diventa d’obbligo, al fine di trovare la soluzione ideale e valutare la miglior mossa per garantire sicurezza ai propri risparmi.

L'Economia e la Finanza dalla parte del consumatore

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *