Tether e Bitfinex indagate da SEC l’Armageddon di bitcoin e criptovalute?

Tanto tuonò che piovve, sembra che la SEC, l’Ente statunitense per il controllo dell’attività di borsa ( corrispondente alla Consob italiana) stia indagando su Tether e Bitfinex per delle supposte irregolarità, con il rischio che tutte le criptovalute, iniziando dal bitcoin subiscano un impatto devastante da provvedimenti come quello che va maturando cioè il sequestro dell’intera piattaforma Bitfinex e di tutti i suoi capitali; intanto le quotazioni delle criptovalute sono tutte con il segno rosso in questo fine Gennaio 2018, una vicenda molto interessante da monitorare, questa delle criptovalute, una vicenda che sta facendo la storia della finanza internazionale, che implica aspetti giuridici imprescindibili per una società occidentale: innanzitutto quello della libertà di scambio, ma anche quello del rispetto delle regole.

Se è vero che 2 cittadini possono mettersi d’accordo in che forma e modo farsi dei pagamenti per lo scambio di beni e – per esempio – decidere che una cosa immateriale come il bitcoin valga una tot cifra -, è pur vero che questi 2 cittadini devono pagare le tasse come tutti e non evaderle. E’ su questo che si gioca questa delicata partita, che non è solo basata su chi guadagna e su chi perde con la volatilità di mercato.

Indagini SEC su Tether e Bitfinex sono l’Armageddon delle criptovalute?

Secondo chi scrive, l’effetto domino può essere devastante, sono monete che si basano sulla fiducia, venendo a mancare questa, cade tutto il castello.

Anche se dovessero colpire solo 1 piattaforma, è facile che in tutte le altre ci sia un bel fuggi fuggi generale, specialmente di quelli che hanno già guadagnato con le monete virtuali: perchè rischiare di mandare in fumo quei guadagni?

Bitcoin e criptovalute, le indagini della SEC su Tether e Bitfinex: sono l'Armageddon?

Cosa consigliano i trader più esperti di criptovalute

Quello che consigliano i trader più esperti – o meglio – quello che fanno i trader più esperti di criptovalute, è quello di usare il vecchio saggio metodo della diversificazione, cioè dividere il capitale investito in criptovalute in più piattaforme.

Se una o due piattaforme dovessero avere problemi come si presume ne avranno quelli di Tether ( che dicono di aver depositi per l’equivalente delle cripto scambiate in un paradiso fiscale, dichiarazioni che hanno fatto scattare le indagini) ce ne saranno altre che continueranno a lavorare, ma – secondo chi scrive – non tutti questi trader prendono in considerazione l’aspetto domino.

Il probabile effetto domino della svalutazione di una criptovaluta che potrebbe portarsi dietro le altre.

In una società – quelle delle criptovalute – basata sulla fiducia e basta , un effetto domino va considerato in modo molto serio.

L’investitore X che ha comprato 1.000 $ di ethereum o litecoin nel 2015 e che ora si ritrova ad avere 10.000 o 100.000 $ perchè dovrebbe tenersi queste criptovalute se intorno a lui la SEC sta sequestrando intere piattaforme?

Sicuramente si tratta di un fenomeno molto interessante da monitorare che Noi di Finanza Economia Italia, non ci lasceremo sfuggire.

Collaboratore di Economia Italia dal 2012, scrive di economia, finanza e politica dal 2007. Diplomato in ragioneria, è pubblicista e operatore turistico, ha frequentato la Facoltà di Economia e Commercio e il Dipartimento di Lettere, lingue, letterature , civiltà antiche e moderne, presso l'Università degli Studi di Perugia.

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