MPS: Vecchie Accuse a Draghi, BCE e Segreti di Stato: Come Finirà

Si chiama Giuseppe Bivona il finanziere che fa parte del fondo Bluebell che continua a lanciare accuse ad MPS e alla sua gestione, in particolare il finanziamento di circa 5,4 miliardi che lo Stato italiano fece nel 2017 per eliminare i crediti deteriorati della banca. Queste denunce hanno trovato nel GIP Teresa di Pascale la sponda per poter riaprire per l’ennesima volta delle inchieste contro i vertici di MPS con accuse che arrivano fino a Draghi e la BCE ( che ancora non sono indagati) .

Cosa è successo nel 2017 tra BCE e MPS:

Nel 2017, lo Stato italiano è intervenuto per salvare la Banca Monte dei Paschi di Siena (MPS) da un possibile fallimento. L’intervento è consistito in una ricapitalizzazione precauzionale, autorizzata dalla Commissione Europea, per un ammontare di 5,4 miliardi di euro.

Motivazioni dell’intervento:

  • Crisi finanziaria di MPS: La banca versava in una grave crisi finanziaria, con un elevato livello di crediti deteriorati e difficoltà a raccogliere capitali privati.
  • Rischio sistemico: Il fallimento di MPS avrebbe potuto avere gravi conseguenze per l’intero sistema bancario italiano e per l’economia del Paese.
  • Tutela dei risparmiatori: L’intervento pubblico mirava anche a proteggere i risparmiatori, evitando il rischio di perdite sui loro depositi.

Modalità dell’intervento:

  • Acquisto di azioni: Lo Stato ha acquistato azioni di MPS a un prezzo ridotto, diventando il principale azionista della banca con una quota del 68%.
  • Piano di ristrutturazione: L’intervento pubblico era subordinato all’attuazione di un piano di ristrutturazione che prevedeva la riduzione dei costi, la cessione di attività non strategiche e il rafforzamento patrimoniale della banca.

Conseguenze dell’intervento:

  • Stabilizzazione di MPS: L’intervento pubblico ha permesso di stabilizzare la situazione finanziaria di MPS, evitando il fallimento e consentendo alla banca di proseguire la propria attività.
  • Costi per lo Stato: L’operazione ha comportato un costo significativo per lo Stato, che ha investito 5,4 miliardi di euro nel capitale di MPS.
  • Dibattito pubblico: L’intervento pubblico ha suscitato un ampio dibattito sull’opportunità di utilizzare risorse pubbliche per salvare una banca privata e sulle modalità di gestione della crisi.

Situazione attuale:

MPS ha avviato un percorso di risanamento e sta gradualmente riducendo la partecipazione dello Stato nel suo capitale. Tuttavia, la banca deve ancora affrontare sfide significative per tornare a una situazione di piena solidità finanziaria.

Quante e quali banche europee sono state salvate dai rispettivi stati dal 2008 ( data della grandi crisi dei mutui subprime) ad oggi

Dal 2008 ad oggi, numerosi istituti bancari europei hanno ricevuto aiuti di Stato per evitare il fallimento e stabilizzare il sistema finanziario. Ecco alcuni esempi significativi:

Regno Unito:

  • Royal Bank of Scotland (RBS): nazionalizzata nel 2008 con un investimento di 45 miliardi di sterline.
  • Lloyds Banking Group: ha ricevuto 20 miliardi di sterline di aiuti pubblici.

Irlanda:

  • Anglo Irish Bank: nazionalizzata nel 2009 e successivamente liquidata.
  • Irish Nationwide Building Society: nazionalizzata e poi fusa con Anglo Irish Bank.

Spagna:

  • Bankia: nazionalizzata nel 2012 e successivamente ricapitalizzata con fondi pubblici.

Germania:

  • Hypo Real Estate: salvata nel 2008 con un piano di salvataggio da 102 miliardi di euro.
  • Commerzbank: ha ricevuto 18,2 miliardi di euro di aiuti pubblici.

Italia:

  • Monte dei Paschi di Siena (MPS): ricapitalizzata dallo Stato nel 2017 con 5,4 miliardi di euro.

Altri Paesi:

  • Portogallo: Banco Comercial Português (BCP) e Novo Banco hanno ricevuto aiuti pubblici.
  • Grecia: Diverse banche sono state ricapitalizzate con fondi pubblici nel contesto della crisi del debito sovrano.
  • Cipro: Bank of Cyprus e Laiki Bank hanno ricevuto aiuti pubblici e sono state ristrutturate.

È importante notare che questa è solo una lista parziale e non include tutti gli interventi pubblici nel settore bancario europeo dal 2008. Inoltre, la natura e l’entità degli aiuti di Stato sono variate a seconda dei casi specifici.

Gli interventi pubblici nel settore bancario sono stati oggetto di dibattito e controversie, con opinioni divergenti sull’opportunità e l’efficacia di tali misure. Alcuni sostengono che siano necessari per evitare il collasso del sistema finanziario e proteggere i risparmiatori, mentre altri criticano l’utilizzo di risorse pubbliche per salvare istituti privati e mettono in discussione l’efficacia degli interventi nel lungo periodo.

MPS: Vecchie Accuse a Draghi, BCE e Segreti di Stato: Come Finirà
Draghi e i vertici della BCE nel 2016

In quali casi la magistratura ha aperto inchieste su queste banche

Ci sono stati diversi casi di indagini della magistratura e processi legati ai salvataggi bancari in Europa dal 2008. Ecco alcuni esempi:

Italia:

  • Monte dei Paschi di Siena (MPS): Diverse indagini e processi hanno riguardato la gestione della banca negli anni precedenti al salvataggio, con accuse di falso in bilancio, aggiotaggio e ostacolo alla vigilanza. Alcuni ex dirigenti sono stati condannati, mentre altri procedimenti sono ancora in corso.

Spagna:

  • Bankia: L’ex presidente Rodrigo Rato è stato condannato per appropriazione indebita in relazione all’utilizzo di carte di credito aziendali. Altri ex dirigenti sono stati indagati per falso in bilancio e altri reati finanziari.

Regno Unito:

  • Royal Bank of Scotland (RBS): La gestione della banca prima e dopo il salvataggio è stata oggetto di indagini e azioni legali da parte di azionisti e obbligazionisti che hanno subito perdite.

Germania:

  • Hypo Real Estate: Ex dirigenti sono stati indagati per manipolazione del mercato e altri reati finanziari.

Irlanda:

  • Anglo Irish Bank: Diversi ex dirigenti sono stati condannati per frode e altri reati finanziari in relazione al crollo della banca.

In generale, le indagini e i processi si sono concentrati su diverse questioni, tra cui:

  • Responsabilità dei dirigenti: Accuse di cattiva gestione, frode, falso in bilancio e altri reati finanziari che hanno contribuito alla crisi delle banche.
  • Trasparenza e informazione: Indagini su possibili omissioni o informazioni fuorvianti fornite al mercato e alle autorità di vigilanza.
  • Utilizzo dei fondi pubblici: Verifiche sull’utilizzo dei fondi pubblici erogati per i salvataggi e sulla correttezza delle procedure seguite.
  • Conflitti di interesse: Indagini su possibili conflitti di interesse tra i soggetti coinvolti nei salvataggi, come banchieri, politici e consulenti.

È importante sottolineare che la maggior parte di questi procedimenti è ancora in corso o si è conclusa con condanne di primo grado, soggette a possibili appelli. Pertanto, l’esito definitivo di molte di queste vicende giudiziarie è ancora incerto.

Perchè secondo la BCE le banche sistemiche non possono andare in default e devono essere aiutate

La Banca Centrale Europea (BCE) considera le banche sistemiche, o SIFI (Systemically Important Financial Institutions), come istituzioni il cui fallimento potrebbe causare gravi danni all’intero sistema finanziario e all’economia reale. Per questo motivo, la BCE ritiene che sia necessario intervenire per evitare il loro default.

Le principali ragioni per cui la BCE ritiene che le banche sistemiche non possano fallire sono:

  1. Interconnessione: Le banche sistemiche sono strettamente interconnesse con altre istituzioni finanziarie e con l’economia reale. Il loro fallimento potrebbe innescare un effetto domino, portando al collasso di altre banche e imprese, con conseguenze disastrose per l’economia.

  2. Ruolo cruciale: Le banche sistemiche svolgono un ruolo fondamentale nel sistema finanziario, fornendo credito alle imprese e alle famiglie, gestendo i pagamenti e offrendo altri servizi essenziali. Il loro fallimento interromperebbe questi flussi vitali, causando gravi disagi e danni economici.

  3. Perdita di fiducia: Il fallimento di una banca sistemica potrebbe scatenare una crisi di fiducia nel sistema finanziario, portando a corse agli sportelli, difficoltà di finanziamento per le altre banche e un blocco del credito.

Per prevenire questi rischi, la BCE ha messo in atto una serie di misure per rafforzare la resilienza delle banche sistemiche, come:

  • Requisiti patrimoniali più elevati: Le banche sistemiche devono detenere più capitale rispetto alle altre banche per far fronte a eventuali perdite.
  • Supervisione più rigorosa: La BCE esercita una vigilanza più stretta sulle banche sistemiche, monitorando i loro rischi e intervenendo tempestivamente in caso di problemi.
  • Piani di risoluzione: La BCE ha predisposto piani di risoluzione per gestire il fallimento ordinato di una banca sistemica, minimizzando l’impatto sul sistema finanziario.

Tuttavia, in caso di crisi grave, la BCE potrebbe dover intervenire direttamente per salvare una banca sistemica dal fallimento, fornendo liquidità o ricapitalizzandola con fondi pubblici. Questo tipo di intervento è noto come “salvataggio” o “bailout”.

L’intervento pubblico per salvare le banche sistemiche è un tema controverso, con argomenti a favore e contro. Da un lato, si sostiene che sia necessario per evitare il collasso del sistema finanziario e proteggere i risparmiatori. Dall’altro, si critica l’utilizzo di risorse pubbliche per salvare istituti privati e si teme che possa creare un problema di “azzardo morale”, incentivando le banche a prendere rischi eccessivi sapendo di poter contare sull’aiuto dello Stato.

La BCE cerca di bilanciare questi interessi contrastanti, cercando di garantire la stabilità del sistema finanziario senza creare incentivi per comportamenti irresponsabili da parte delle banche.

Lista delle banche sistemiche in Italia 

In Italia, esistono due tipologie di banche considerate sistemiche:

1. Global Systemically Important Banks (G-SIBs):

Nessuna banca italiana è attualmente inclusa nella lista delle G-SIBs, ovvero le banche di rilevanza sistemica globale. Fino al 2023, UniCredit era l’unica banca italiana presente in questa lista, ma è stata rimossa a novembre 2023.

2. Other Systemically Important Institutions (O-SIIs):

Le O-SIIs sono banche di rilevanza sistemica nazionale, identificate dalla Banca d’Italia in base a criteri stabiliti dall’Autorità Bancaria Europea (EBA). Per il 2024, le O-SIIs italiane sono:

  • UniCredit
  • Intesa Sanpaolo
  • Banco BPM
  • BPER Banca
  • Mediobanca
  • Gruppo bancario cooperativo ICCREA
  • Banca Nazionale del Lavoro (BNL)

Queste banche sono soggette a requisiti patrimoniali più stringenti e a una vigilanza più intensa rispetto alle altre banche, al fine di mitigare i rischi per la stabilità finanziaria nazionale.

Puoi trovare maggiori informazioni sulle O-SIIs italiane sul sito della Banca d’Italia:

  • Identificazione per il 2024 delle istituzioni a rilevanza sistemica nazionale autorizzate in Italia:La Banca d’Italia ha identificato per il 2024 i seguenti gruppi bancari come istituzioni a rilevanza sistemica nazionale (O-SII): UniCredit, Intesa Sanpaolo, Banco BPM, BPER Banca, Mediobanca, Gruppo Bancario Cooperativo ICCREA e Banca Nazionale del Lavoro. UniCredit, Intesa Sanpaolo e Banco BPM dovranno mantenere riserve di capitale rispettivamente pari all’1,50%, 1,25% e 0,50% delle loro esposizioni complessive ponderate per il rischio, mentre gli altri gruppi un buffer dello 0,25%. La metodologia di valutazione include dimensioni, importanza economica, complessità e interconnessione
  • https://www.bancaditalia.it/media/comunicati/documenti/2023-02/cs-O-SII-20231121-it.pdf

Perchè MPS fu aiutata dallo Stato italiano nonostante la BCE dica che lo Stato non si può aiutare una banca

La Banca Centrale Europea (BCE) non vieta categoricamente gli aiuti di Stato alle banche, ma ne regolamenta l’utilizzo per evitare distorsioni della concorrenza e garantire la stabilità finanziaria. L’intervento dello Stato nel caso di Monte dei Paschi di Siena (MPS) nel 2017 è stato autorizzato dalla Commissione Europea, in accordo con la BCE, come “ricapitalizzazione precauzionale”.

Ecco le ragioni principali per cui lo Stato italiano ha potuto intervenire a sostegno di MPS:

  1. Rischio sistemico: MPS era considerata una banca di rilevanza sistemica nazionale (O-SII), il cui fallimento avrebbe potuto avere gravi ripercussioni sull’intero sistema bancario italiano e sull’economia del Paese.

  2. Tutela dei risparmiatori: L’intervento pubblico mirava a proteggere i risparmiatori, evitando il rischio di perdite sui loro depositi, che avrebbe potuto innescare una crisi di fiducia nel sistema bancario.

  3. Condizioni specifiche: La ricapitalizzazione precauzionale era subordinata al rispetto di determinate condizioni, tra cui:

    • Solvibilità della banca: La BCE ha confermato che MPS era solvibile e rispettava i requisiti patrimoniali minimi.
    • Impegno degli investitori privati: Lo Stato italiano ha ottenuto l’impegno formale di investitori privati ad acquistare il portafoglio di crediti deteriorati di MPS.
    • Piano di ristrutturazione: MPS ha dovuto presentare un piano di ristrutturazione credibile per garantire la sua redditività a lungo termine.
  4. Quadro normativo: L’intervento pubblico nel capitale di una banca è consentito dal quadro normativo europeo in situazioni eccezionali, per evitare o porre rimedio a una grave perturbazione dell’economia e preservare la stabilità finanziaria.

Pertanto, l’intervento dello Stato italiano nel caso di MPS è stato possibile grazie alla combinazione di diversi fattori: la rilevanza sistemica della banca, la necessità di tutelare i risparmiatori, il rispetto delle condizioni imposte dalla Commissione Europea e la presenza di un quadro normativo che consente l’intervento pubblico in casi eccezionali.

È importante sottolineare che la ricapitalizzazione precauzionale di MPS ( l’atto per cui è stata aperta questa ennesima inchiesta) è stata oggetto di un ampio dibattito pubblico e di diverse critiche, sia per l’utilizzo di risorse pubbliche per salvare una banca privata sia per le modalità di gestione della crisi.

21 Luglio 2016 il capo della BCE Draghi apre agli aiuti di stato alle banche, ecco un riassunto di quei giorni:

Mario Draghi, presidente della BCE, ha dichiarato che i governi possono intervenire nelle banche quando i mercati di smaltimento dei crediti deteriorati non funzionano correttamente. Questo intervento pubblico è stato accolto positivamente dai mercati, con un immediato aumento degli acquisti sui titoli bancari in Borsa. In particolare, Banco Popolare e Bper hanno registrato rialzi rispettivamente del 3,9% e del 3,2%, mentre UniCredit è salita del 2,1% anche grazie al giudizio favorevole di MainFirst Bank. Piazza Affari ha chiuso in territorio positivo, trainata dalle azioni degli istituti di credito.

Durante la conferenza stampa successiva alla riunione del direttivo dell’Eurotower, Draghi ha sottolineato che le regole europee offrono la flessibilità necessaria per affrontare circostanze eccezionali. Questo permette ai governi di intervenire per salvare le banche in difficoltà senza violare le normative europee, evitando vendite incontrollate di crediti deteriorati. Tuttavia, Draghi ha precisato che la decisione finale su come utilizzare questa flessibilità spetta alla Commissione europea.

A pochi giorni dagli stress test, le dichiarazioni di Draghi hanno messo in discussione le norme sul bail-in, in vigore da gennaio. Questo tema è di particolare importanza per le banche italiane, ma non esclusivamente per loro. Le osservazioni di Draghi hanno creato una breccia nelle regole, suggerendo la possibilità di un approccio più flessibile nel trattare le difficoltà finanziarie degli istituti di credito.

Questa apertura normativa potrebbe aiutare Banca Montepaschi, che si sta preparando a un intervento quasi interamente privato con la garanzia dello Stato come ultima risorsa. La configurazione di un tale sistema di supporto mira a risolvere le crisi finanziarie senza ricorrere immediatamente ai fondi pubblici, riducendo così il peso sulle finanze statali mentre si cerca di stabilizzare le banche in difficoltà.

Il problema dell’eccesso di sofferenze bancarie è “molto importante” e richiede riforme adeguate, ha affermato Draghi. Per le banche italiane, le sofferenze rappresentano un problema grave che richiederà tempo per essere risolto. Draghi ha sottolineato che più a lungo persiste il problema, meno efficiente diventa il sistema bancario, rendendo più difficile trasmettere all’economia reale i benefici della politica monetaria della BCE, poiché i crediti deteriorati incidono sui livelli di profittabilità.

In Italia, si possono adottare ulteriori misure, come sviluppare un mercato funzionante per i crediti incagliati. Draghi ha suggerito di creare un quadro normativo che permetta di vendere e scambiare questi crediti più facilmente. Affrontare efficacemente il problema delle sofferenze è essenziale per migliorare l’efficienza del sistema bancario e garantire che la politica monetaria possa favorire l’economia reale.

 

Conclusioni:

Tuttavia, l’intervento è stato ritenuto necessario dalle autorità europee e italiane per evitare un potenziale disastro finanziario e proteggere l’economia del Paese.

Quindi aiutare MPS all’epoca fu una decisione puramente politica.

La cosa sconsolante è che se è comprensibile che a una persona non stia bene questa procedura ed è giusto che abbia il diritto di denunciare, non è detto che un giudice possa aprire una ennesima inchiesta di un importante ente e sostanzialmente condannarlo a nuovi anni di incertezze, proprio ora che si stava togliendo da tutti i problemi solo perchè un cittadino ha un sospetto. 

Poi ci lamentiamo che l’economia in Italia non va e gli stipendi non crescono.

Come andrà a finire è un quadro già disegnato: MPS fermerà la sua crescita, ci rimetteranno i cittadini, perchè alla fine si rivelerà soloun fuoco dipaglia proprio perchè sono decisioni di carattere politico e in democrazia chi Governa prende decisioni pure se impopolari.

Che poi ci siano stati degli errori formali è possibile e probabile, ma dopo 10 anni di inchieste possiamo dire con una buona dose di certezza che nessuno si è messo dei sldi in tasca.

Purtroppo questo atteggiamento accusatorio e persecutorio è troppo spesso messo in atto, servirebbe una specie di barriera tra grandi industrie e indagini della magistratura, giuste e ineccepibili quando si trova una prova di reato, ma mettere un freno, una sorta di protezione PRIMA di fae bloccare un’intera industria, o  metterla in crisi SOLO PER DEI SOSPETTI.  Perchè boccare una fabbrica, una grande azienda o in questo caso la crescita di una Banca poi è deleterio per tutta la comunità, lo Stato italiano, le migliaia di famiglie che ci lavorano.

Stessa cosa si può dire delle opere pubbliche. gallerie, sopraelevate ferme anni perchè si deve aspettare la conclusione dellindagini e poi magari quell’imprenditore non ha più soldi perchè dopo tot anni di indagini li ha spesi tutti per perizie ed avvocati e pure se innocente non ha soldi per tornare a lavorare.

Quindi con questa mentalità contraria al garantismo costituzioanle non solo si rovina il singolo imprenditore, ma tutta l’azienda, tutto l’indotto, le famiglie che ci lavorano, il posto in cui questa azienda opera.

C’è bisogno di una grande riforma della giustizia in Italia, a partire anche da queste vicissitudini che sembrano studiate per deprimere l’economia.

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Autore

  • Economia-italia.com

    Amministratore e CEO del portale www.economia-italia.com Massy Biagio è anche analista finanziario, trader, si avvicina al mondo della finanza dopo aver frequentato la Facoltà di Economia e Commercio presso l'Università di Perugia. Collaboratore di varie testate online dal 2007, in cui scrive di economia, mercati, politica ed economia internazionale, lavoro, fare impresa, marketing, dal 2014 è CEO di www.economia-italia.com.

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