ETF Obbligazionari: cosa sono e come funzionano

Ormai da decenni e specialmente negli ultimi anni la priorità degli italiani è, come asserito più volte, il risparmio. A questa però se ne aggiungono anche altre, in tendenza crescente, che sono gli investimenti. Sono disponibili svariate tipologie d’investimento, su misura, dal rischio variabile e strutturate in funzione di ogni profilo personale.

Tra queste categorie c’è quella degli ETF obbligazionari, basata su titoli di debito emessi da società o enti pubblici. Sono investimenti adatti maggiormente a privati, poiché permettono di diversificare un portafoglio riducendo i rischi, attraverso strumenti che garantiscano il rendimento più elevato. Per capire cosa siano e come funzionino gli ETF obbligazionari, occorre infatti una consapevole e responsabile valutazione, al fine di scegliere l’investimento migliore alle proprie necessità.

Cosa sono gli ETF obbligazionari?

Gli ETF (Exchange-Traded Fund) sono dei fondi d’investimento che replicano e seguono l’andamento di una determinata serie di titoli azionari o obbligazionari, chiamata benchmark, basata su un intero settore commerciale. Sono prodotti caratterizzati dalla gestione passiva, suddivisi anche in funzione della loro area geografica.

Se in passato erano rivolti solamente al mercato azionario, dal 2008 gli investimenti ETF sono cresciuti anche su quello obbligazionario. Le obbligazioni sono una vera e propria forma d’investimento, la cui emissione porta a reperire liquidità: gli ETF obbligazionari investono in buoni del tesoro di tutto il mondo e non solo, replicando annualmente i loro andamenti.

Sostanzialmente, questi sono ritenuti investimenti sicuri, poiché l’unico fattore di rischio è determinato dall’eventuale instabilità di un governo, la possibilità di default nazionale o una difficile situazione economica di società o enti pubblici e privati: gli ETF legati a mercati obbligazionari instabili possono ridurre tale rischio e permettere un rendimento migliore attraverso la diversificazione.

Principali caratteristiche degli indici d’obbligazioni sono:

  • Asset giovane
  • Distorsioni del mercato obbligazionario ridotte
  • Fattore di rischio ridotto
  • Elevata liquidità di mercato
  • 1,5% dell’intero universo obbligazionario totale investibile
  • Ritorno sugli investimenti a scadenza (quando in positivo)
  • Diversificazione di portafoglio (in unico fondo con i titoli azionari)
  • Non legabili a società indebitate e a rischio bancarotta
  • Legabili anche a categorie poco complesse
  • Poco soggetti a volatilità di mercato
  • Margine d’errore di replica ridotto

Secondo i dati della piattaforma Morningstar, a dicembre 2019 gli investimenti su ETF d’obbligazioni europee si sono attestati a 234,3 miliardi di euro di cui 54 in Europa, crescendo di oltre il 300% rispetto ai 72,7 miliardi di euro di dicembre 2015. Su Borsa Italiana, invece, a gennaio 2020 i fondi che replicano gli andamenti obbligazionari sono 240, l’80% in più rispetto allo stesso periodo del 2017.

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ETF Obbligazionari: cosa sono e come funzionano

Come funzionano gli ETF basati sulle obbligazioni?

Gli ETF obbligazionari vengono scambiati come delle comuni obbligazioni, dando quindi la possibilità sia di vendita che d’acquisto. Possono essere aperti in 2 posizioni:

  • Long, a lungo termine, puntando al rialzo e basandosi sulla leva finanziaria
  • Short, a breve termine, puntando al ribasso inversamente agli andamenti

Seguendo queste 2 posizioni, replicano l’andamento di un benchmark di riferimento. Ciò avviene nel medesimo modo degli investimenti su fondi azionari. Data tale natura seguono come riferimento gli indici di mercato, mentre il benchmark racchiude informazioni su:

  • Settore commerciale
  • Società di tale settore commerciale
  • Area geografica

Contrariamente agli ETF azionari, che comprendono tutti i beni omogenei, all’interno degli indici d’obbligazione vi sono differenti percentuali attribuite a ogni investimento compreso, che variano in proporzione all’importanza dei titoli scelti e all’emissione totale.

Ogni indice obbligazionario presenta caratteristiche differenti, di cui quelle che maggiormente si prendono in considerazione sono:

  • Rendimenti
  • Scadenze
  • Cedole
  • Durata
  • Rating

Categorie e produttori d’indice obbligazionario

Le categorie più importanti di ETF in obbligazioni sono:

  • Indici aggregati, per titoli di stato e investment grade affidabili
  • Indici governativi, sotto-indici rivolti ai titoli di stato
  • Indici corporate, rivolti a obbligazioni di società, che presentano elevati volumi nei settori bancario e istituzionale
  • Indici covered bond, per obbligazioni coperte e garantite principalmente da enti statali e finanziari
  • Indici inflation-linked, per obbligazioni legate all’andamento dell’inflazione che garantiscono un rendimento positivo seguendo l’andamento dei prezzi
  • Indici high yield, per obbligazioni ad alto rendimento e rating che presentano però un maggiore fattore di rischio
  • Indici globali, basati su obbligazioni internazionali in più valute e a potenziale rischio di cambio
  • Indici emerging markets bond, rivolti a obbligazioni che provengono da paesi emergenti

Tra i maggiori produttori d’indici obbligazionari a livello internazionale quotati su Borsa Italiana, è invece possibile menzionare:

  • Barclays Capital Indicies, con 21 indici quotati
  • EuroMTS, con 25 indici quotati
  • JP Morgan, con 1 indice quotato
  • Markit Iboxx, con 51 indici quotati e 8 gruppi bancari

L’investimento in ETF obbligazionari è solitamente a basso rischio, poiché la capacità di emettere debito di ogni società o ente pubblico o privato è direttamente proporzionale alla sua solidità finanziaria. Il fattore di rischio è inoltre ridotto dall’elevata possibilità di diversificazione, già fornita in fase di creazione dell’indice obbligazionario.

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Conclusioni

Scoprendo cosa siano e come funzionino gli ETF obbligazionari, si può arrivare alla conclusione che questi rappresentino un investimento particolarmente sicuro. Ciò però a condizione che si abbia una strategia chiara, in cui devono essere presi in considerazione:

  • Liquidità disponibile
  • Propensione al rischio
  • Obiettivi principali
  • Indici scelti
  • Conoscenze nel settore

A conti fatti, indipendentemente da falsi miti o paure generali, per questa tipologia d’investimento il fattore di rischio è decisamente ridotto, poiché la capacità di emettere debito è direttamente proporzionale alla stabilità economica di un determinato ente o società, che sia esso privato o statale: enti in criticità economiche non emettono obbligazioni, poiché potrebbero ritrovarsi a rischio d’insolvenza con i loro investitori.

Sebbene anche una strategia a posizione short, incentrata principalmente al ribasso, possa perdere valore nel tempo poiché a breve termine, anche quest’ultima può aiutare a contenere i rischi presenti in ogni altra forma d’investimento. Altro punto di forza di questo tipo di ETF è la ridotta distorsione del mercato obbligazionario globale, rappresentandone solo l’1,5% del totale investibile.

Conoscenza, esperienza e pratica diventano necessari per investire in ETF obbligazionari anche per piccoli risparmiatori: esistono piattaforme di trading online, come FinecoeToro o Plus500, che permettono di svolgere simulazioni in totale sicurezza, senza spese, con un conto demo dedicato. Ciò che conta, in ogni caso, è una valutazione responsabile e cosciente di ogni opportunità e rischio a riguardo.

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