ETF Cosa Sono, Conviene Investire in ETF nel 2021?

Di seguito troverete cosa sono gli ETF e se questo è uno strumento finanziario che a Vi potrebbe interessare.
QUI una guida su come investire con questo particolare Fondo di investimento. in fondo all’articolo invece, troverete gli approfondimenti sui migliori ETF di questo periodo.

Cos’è un ETF?

Perché i fondi negoziati in borsa sono importanti e perché dovresti sapere cosa stai acquistando

Un Exchange Traded Fund, o ETF, è un paniere di diversi titoli raggruppati in un unico fondo negoziato in una borsa valori.

La maggior parte degli ETF traccia un indice o un benchmark e cerca di replicarne la performance.

Acquistando anche una singola quota di un ETF, l’investitore guadagna esposizione all’intero paniere di titoli che l’ETF detiene.

Nel caso dell’indice tracker più famoso di tutti, l’ SPDR S&P 500 ETF (SPY) , investe in una piccola parte di ogni società costituente nell’indice S&P 500.

Tuttavia, gli ETF non si limitano agli investimenti nei mercati azionari. Possono anche investire in obbligazioni, materie prime, valute, opzioni o una combinazione di attività.

La maggior parte degli ETF investe in attività nell’indice che stanno replicando.

La maggior parte sono gestite passivamente, piuttosto che attivamente, il che significa che il gestore non deve decidere quali titoli acquistare perché ciò è predeterminato dall’indice che l’ETF sta replicando. Né il gestore deve decidere quanto possedere del titolo, che è determinato dal suo peso nell’indice sottostante.

Se le azioni della società A rappresentano il 3% di tutte le azioni incluse in quell’indice, l’ETF che le replica investirà il 3% del patrimonio totale gestito nelle azioni della società A.

Gli ETF possono anche essere gestiti attivamente, il che significa che il gestore sceglie cosa sarà incluso nel paniere di titoli che l’ETF seguirà. Alcuni sono molto più complessi.

Qual è la differenza tra un ETF e un ETP?

Il problema è che, sebbene prodotto negoziato in borsa sia il termine generico ufficiale sia per gli ETF che per i loro parenti strutturati in modo molto diverso e più complessi, il predominio degli ETF significa che tutti gli ETP, comprese le varianti meno conosciute come le materie prime negoziate in borsa e gli strumenti negoziati in borsa, tendono a essere indicati come ETF.

 

Gli acquirenti devono essere consapevoli che i prodotti negoziati in borsa differiscono l’uno dall’altro in modo piuttosto marcato.

Le note negoziate in borsa, ad esempio, sono create dagli ingegneri finanziari di Wall Street da derivati, come un modo per imitare la performance di un indice sottostante.

Sono in pratica pagherò di una banca sponsor, che promette di fornire i rendimenti dell’indice in cambio di una commissione. Gli investitori sono quindi esposti al rischio che la banca promotrice fallisca.

Anche gli ETP inversi e con leva hanno un proprio profilo di rischio e sono stati descritti come strumenti di gioco piuttosto che strumenti di trading.

Un ETP con leva potrebbe, ad esempio, offrire il doppio del rendimento dell’attività sottostante in quel particolare giorno.

Quindi, se il valore del titolo sottostante aumenta ogni giorno, un investitore long con leva a lungo termine, guadagna una grande quantità di denaro.

Allo stesso modo un investitore inverso con leva a lungo termine realizzerà buoni profitti se il titolo cade ogni giorno.

In realtà, tuttavia, la stragrande maggioranza dei prezzi delle attività aumenta alcuni giorni e diminuisce in altri. Il problema per un detentore a lungo termine di un ETP con leva è l’amplificazione dei movimenti di mercato.

Possedere ETF è meglio che comprare fondi comuni di investimento?

I fondi negoziati in borsa offrono un modo a basso costo per possedere un gran numero di titoli.

Poiché la maggior parte sono gestite passivamente, le commissioni tendono ad essere molto basse.

Gli investitori possono anche negoziare un ETF ogni volta che la borsa in cui sono quotati è aperta.

Questo differisce dai fondi comuni di investimento per i quali gli ordini di acquisto e vendita possono essere negoziati solo una volta al giorno dopo la chiusura delle negoziazioni.

Gli investitori possono anche utilizzare gli ETF per eseguire strategie di investimento tra cui la vendita allo scoperto e l’inserimento di ordini stop loss o limite.

Un ETF può essere più efficiente dal punto di vista fiscale rispetto al possesso di un fondo comune di investimento perché gli ETF non tendono a distribuire molto in termini di guadagni in conto capitale poiché gli ETF che replicano gli indici non fanno molte operazioni.

Riassumendo:

Il mercato finanziario è in continua evoluzione, e di fronte agli strumenti tradizionali (azioni, obbligazioni nelle più diverse fattispecie, fondi di investimento, etc.), si affacciano per gli investitori possibilità nuove, al fine di poter diversificare, e possibilmente trarre maggior rendimento dai propri investimenti.
Gli ETF sono un particolare tipo di Fondi di Investimento, che replicando un indice di riferimento ( benchmark ) , sono di facile comprensione.

Cosa sono gli ETF in finanza

Gli ETF ( poi parleremo di quelli a reddito fisso basati sulle obbligazioni) possiamo definirli uno strumento finanziario simile ai Fondi comuni di investimento: sono “particolari”(quote) di fondi di investimento, rappresentanti un sottostante, con una gestione di tipo passiva. Chiariamo tali concetti.

Sicuramente molti di noi conoscono il funzionamento dei Fondi di investimento, oppure Sicav (società di investimento a capitale variabile), dove l’investitore acquisisce quote di un Fondo specializzato in una gestione attiva dei capitali raccolti dagli investitori. Sostanzialmente le SGR (società di gestione risparmio), o Sicav, si impegnano a gestire, e far fruttare, i fondi loro affidati, con specializzazioni tipologiche (ad esempio Fondi di investimento azionari europei, obbligazionari, di liquidità etc.). Tale gestione, volta ad incrementare il valore delle quote del Fondo, è una gestione di tipo attiva.

Comprando un ETF, cosa si acquista?

Con l’acquisto di Exchange Traded Funds, l’investitore acquisisce una tipologia “completa” di quote di sottostante: ad esempio tutte le azioni di società specializzate nel settore energetico. Sostanzialmente, invece di comprare ogni singola azione di suo potenziale interesse, acquista ETF specializzati, aventi come sottostante, le azioni del settore energetico. L’acquisto di ETF è grado di rappresentare, in blocco, movimenti in rialzo, o in ribasso, di tali azioni del settore di nostro interesse. Tale funzionamento rappresenta il trarre profitto da una gestione passiva del fondo sottostante.
Gli Exchange Traded Funds possono essere anche a reddito fisso

 

Aspetti positivi degli ETF

Abbiamo parlato sopra di Fondi di investimento (acquisto tradizionale di quote), e di Sicav. L’acquisto, ma anche la vendita, di tale tipologia di prodotti finanziari comporta dei costi/commissioni che vengono chiamate commissioni di ingresso, e fuoriuscita, e di gestione, che talvolta possono essere non modeste. L’acquisto e/o la vendita di ETF (che vengono scambiati tramite ordini di Borsa) hanno spese/commissioni minori. Questo un primo punto a loro favore.

Possibilità di guadagno investendo in ETF

Altro elemento di riflessione. Consideriamo un potenziale investitore interessato alle azioni ENI in quanto prevede che tale società, ed il settore di appartenenza, siano in una fase di trend positivo. Con l’acquisto di sole obbligazioni ENI, l’investitore “scommette” tutto su un solo operatore. Con l’acquisto di ETF del settore energia, il nostro investitore è in grado di trarre beneficio “complessivo” dalla movimentazione del corso delle azioni di riferimento (energia). Questo è un elemento importante: trarre vantaggio non solo da un singolo emittente di azioni, ma di un “paniere” allargato, ossia il sottostante.

 

Gli Exchange Traded Funds sono scambiati, molto facilmente, in Borsa: esiste un mercato molto fluido degli ETF che permette un acquisto, o vendita molto rapida, a costi contenuti (rispetto ai Fondi tradizionali) che di solito vengono calcolati dalle banche rispetto al periodo di possesso dell’ETF da noi acquisiti (le medie parlano di 0,30 – 0,70% anno in tema di costo immediato, e uno 0,20 – 0,60% di gestione annua rispetto ad una media del 2 – 2,50% dei Fondi di investimento).

ETF cosa sono, conviene investire in Exchange Traded Funds?

Quale tipo di ETF è più conveniente

Altro elemento di importanza rilevante è il seguente: acquisendo ETF si è in grado di migliorare il rischio di default dell’emittente del sottostante. Tornando alle nostre azioni ENI, un potenziale default di tale società avrebbe conseguenze rilevanti sulle nostre azioni. L’acquisto di ETF del settore azioni energia, invece, ci mette al riparo da tale rischio: quanto investito in ETF rappresenta “un patrimonio separato” rispetto a quello delle società (sottostante), non soggetto a rischio di non rimborso (tuttavia, si vedano le precisazioni in prosieguo).

I mercati in cui vengono scambiati gli ETF

Abbiamo sopra citato Borsa italiana quale mercato tradizionale di riferimento per la trattazione degli ETF. Sostanzialmente sono le Borse valori il luogo deputato allo scambio di tali strumenti finanziari. Si è detto di mercato fluido, vivace, a costi contenuti di trattazione. Lo sviluppo nella trattazione di tali strumenti pare in costante crescita, e gli USA con la relativa Borsa, rappresentano i leaders.

Il Rischio di investimento in ETF

Precisiamo ancora in tema di rischio default. Sopra si è accennato al vantaggio nell’acquisto di ETF, rispetto all’acquisto di una singola tipologia di azione. Tuttavia, deve essere ben chiaro che gli ETF riflettono l’andamento del sottostante, quindi un “crollo” nel corso delle azioni energia, si trasmette alla quotazione del relativo ETF. Quindi, non esiste il rischio default sopra ricordato, ma in ogni caso l’ETF ha un “rischio” intrinseco rappresentato dalla movimentazione del sottostante!
Pare opportuno precisare, quindi, che gli ETF possono non rappresentare una tipologia di investimento idonea per tutti. Un investitore deve valutare se tale strumento possa rappresentare un’alternativa, o diversificazione, rispetto all’acquisto di azioni di un singolo emittente, o tipologia di Fondo di investimento.

Tassazione degli utili su ETF 

Anche tali strumenti finanziari non sono immuni da un regime fiscale applicabile. In Italia vige, come sappiamo la doppia aliquota: 12,50 – 26% sui guadagni in linea capitale (differenza tra prezzo di acquisto e prezzo di vendita). Agli ETF si applica un’ aliquota del 26% qualora si sia in presenza di ETF con sottostante strumenti finanziari che non appartengano allo Stato italiano, o altri Stati esteri così come normato dal DPR 601/73 (redditi di capitale – redditi diversi aventi natura finanziaria). Se invece, si è in presenza di ETF con sottostante strumenti finanziari dello Stato italiano, o di altri Stati esteri (si parla a tal proposito di paesi appartenenti alla White list (paesi cooperativi in tema di scambio di informazioni finanziarie)) l’aliquota scende al 12,50%.
Ancora in tema di fiscalità, ed in ambito di REGIME AMMINISTRATO scelto dall’investitore. Il regime applicabile agli ETF non permette di poter andare a compensare i guadagni conseguiti con tali strumenti (plusvalenza), con minusvalenze già esistenti nel REGIME AMMINISTRATO. Sostanzialmente, si verrà tassati, come sopra citato, a prescindere dall’esistenza di minusvalenze da recuperare pregresse. Questa è una penalizzazione del REGIME AMMINISTRATO apparentemente non chiara.
cosa sono gli etf in finanza
Tipologie di Exchange Traded Funds

Consigli di Banche ed intermediari finanziari sugli ETF

 

A prescindere dalle scelte che l’investitore andrà a far sull’acquistare o meno ETF, sulla base dei pregi e difetti sopra citati, è “leggenda metropolitana” da testare il fatto che le Banche abbiano un atteggiamento ostile sul collocarli, o sul proporli alla clientela. Ma quale la base di tale atteggiamento? In primis le banche, e gli intermediari collocatori di strumenti finanziari hanno interesse prevalente a vendere prodotti (vedasi Fondi di investimento) delle SGR con cui collaborano, o propri. Sicuramente elemento dissuasivo per le banche è l’impatto economico delle commissioni introitabili. Gl non apportano un grande flusso commissionale rispetto a Fondi, e/o compravendita di azioni, o altri prodotti finanziari! Insomma: dato che le banche ci guadagnano di meno, non li consigliano.

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Pubblicista finanziario e operatore turistico, ha frequentato la Facoltà di Economia e Commercio e il Dipartimento di Lettere, lingue, letterature , civiltà antiche e moderne, presso UniPG

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