Borse Oggi 23 Gennaio: Dove Investire Oggi

Di seguito le notizie più importanti per le borse oggi, inoltre una serie di titoli e azioni da comprare o tenere d’occhio perchè potrebbero farci capire dove investire oggi.

Titoli ed azioni di Martedì 23 Gennaio 2024

Martedì 23 gennaio verranno messi in evidenza diversi titoli degni di nota.

OLIDATA (OLI.MI) ha chiuso il 2023 con un notevole aumento del 300% dell’Ebitda e ha confermato gli obiettivi del suo piano industriale prolungato fino al 2026, che prevede la crescita attraverso fusioni e acquisizioni.

ENEL (ENEL.MI) ha concluso il programma di riacquisto di azioni proprie avviato il 16 ottobre, acquisendo complessivamente 4,2 milioni di azioni Enel (circa lo 0,0413% del capitale sociale) ad un prezzo medio ponderato di 6,3145 euro per azione, per un controvalore di 26,52 milioni di euro.

FERRAGAMO (SFER.MI) ha nominato Pierre La Tour CFO, con effetto dal 18 marzo.

Intanto DIRECTA SIM (D.MI) ha comunicato di ridurre la partecipazione del socio Giancarlo Marino sotto la soglia del 5%, attestandosi al 4,997%.

Inoltre, AGATOS, CHL, ENERTRONICA e INDUSTRIAL STARS OF ITALY 4 sono sospesi a tempo indeterminato.

Per quanto riguarda gli eventi in programma in Italia, Pierrel dovrà affrontare una sospensione di due giorni dalle negoziazioni su Euronext Milano a partire dal 24 gennaio.

Vianini avvia l’offerta dei diritti non sottoscritti per l’aumento di capitale, che terminerà il 24 gennaio, salvo chiusura anticipata.

A livello internazionale, le aziende più importanti che annunciano risultati includono 3M, General Electric, Johnson & Johnson, Lockheed Martin Corp, Netflix, Procter & Gamble, Texas Instruments e Verizon Communications.

Borse Oggi 23 Gennaio: Dove Investire Oggi
Borse Oggi 23 Gennaio: Dove Investire Oggi

AUTOMOTIVE : NOTIZIE NEGATIVE DALL’ELETTRICO ANCHE DAGLI STATI UNITI

Le auto elettriche non sono in difficoltà solo in Italia.

Ford Motor ha annunciato venerdì che ridurrà la produzione del suo camioncino F-150 Lightning a causa della domanda di veicoli elettrici inferiore alle aspettative.

Il taglio della produzione, che entrerà in vigore dal 1° aprile, comporterà la riduzione dei turni presso il Michigan Rouge EV Center. Questa decisione avrà un impatto su 1.400 lavoratori della struttura, di cui circa 700 verranno trasferiti allo stabilimento Ford di assemblaggio del Michigan, mentre altri potrebbero trovare ruoli in strutture diverse o optare per uno speciale programma di pensionamento.

La mossa arriva dopo che Ford ha venduto 24.165 camion F-150 Lightning negli Stati Uniti lo scorso anno, rappresentando un aumento del 55% rispetto al 2022 ma solo circa il 3% delle vendite totali di F-150 di circa 750.000 unità nel paese.

Questo taglio di produzione conferma la precedente comunicazione di Ford alla fine del 2023, in cui la casa automobilistica aveva informato i fornitori a dicembre del suo piano di produrre circa 1.600 veicoli elettrici F-150 Lightning a settimana a partire da gennaio, la metà dei 3.200 inizialmente previsti.

Ford ha dovuto affrontare sfide con l’F-150 Lightning elettrico, tra cui una domanda inferiore, una maggiore concorrenza e problemi con i difetti della batteria, che hanno portato a riduzioni dei prezzi e al ritiro di alcuni veicoli nei primi mesi del 2023.

L’annuncio riflette la tendenza più ampia di un calo dei prezzi una domanda di veicoli elettrici negli Stati Uniti superiore alle attese, spingendo case automobilistiche come Ford a ridimensionare la spesa per veicoli elettrici, anche se si prevede che la concorrenza nel mercato dei camion elettrici si intensificherà con il lancio di nuovi modelli di GM, Stellantis e Tesla.

STELLANTIS

Il CEO di Stellantis, Carlos Tavares, ha sottolineato l’impegno dell’azienda nell’evitare una guerra dei prezzi che potrebbe erodere la redditività. Durante la presentazione della nuova piattaforma di Stellantis per i grandi veicoli elettrici a batteria, Tavares ha espresso l’intenzione della casa automobilistica di evitare misure aggressive di riduzione dei prezzi.

Ha sottolineato la solida redditività di Stellantis nel settore e la sua relativa immunità alle pressioni al ribasso sui prezzi, che potrebbero potenzialmente collocare i concorrenti in posizioni precarie e renderli obiettivi di acquisizione. Tavares ha inoltre osservato che il ritmo con cui Stellantis potrà attuare il suo piano di investimenti da 30 miliardi di euro nei veicoli elettrici sarà influenzato dai risultati delle prossime elezioni negli Stati Uniti e in Europa, affermando la determinazione dell’azienda a continuare le sue iniziative di investimento.

Questa posizione arriva sulla scia delle recenti riduzioni di prezzo di Tesla per la sua Model Y in tutta Europa, a seguito di una mossa simile in Cina a causa delle incertezze nella domanda di veicoli elettrici.

I commenti di Tavares indicano che Stellantis mira a preservare l’integrità dei prezzi piuttosto che perseguire volumi di vendita più elevati. Sebbene questa strategia possa produrre vantaggi a breve termine, le potenziali conseguenze a lungo termine includono la sfida di mantenere elevati volumi di produzione manifatturiera per ridurre i costi unitari.

Inoltre, un calo delle vendite di veicoli elettrici potrebbe mettere a repentaglio il rispetto delle normative sulle emissioni, esponendo potenzialmente l’azienda a multe salate.

MELONI: ITALIANI DEVONO COMPRARE I BTP:

In una recente intervista televisiva su Quarta Repubblica di Rete4, il Primo Ministro italiano Giorgia Meloni ha esortato i cittadini più ricchi a investire in titoli di stato (Btp) come mezzo per mantenere il debito italiano sotto il controllo nazionale.

Meloni ha espresso la speranza che coloro che si trovano in una posizione finanziaria più confortevole contribuiscano a mantenere il debito italiano a livello nazionale. Ha sottolineato il successo dei titoli di Stato italiani, citando i loro rendimenti interessanti come fattore trainante. Attualmente, il rendimento del Btp decennale di riferimento è pari a circa il 3,84%, in contrasto con l’equivalente tedesco intorno al 2,26%.

Nel 2023, il Tesoro ha preso di mira i piccoli risparmiatori e gli analisti prevedono che il loro ruolo significativo continuerà nel 2024. In particolare, gli investitori al dettaglio detengono circa il 12% dei titoli di Stato italiani, mentre gli enti esteri rappresentano oltre il 27%.

L’Italia è alle prese con un debito sconcertante di circa 2,86 trilioni di euro.

Nel complesso, l’appello del Primo Ministro Meloni agli individui benestanti di investire in Btp riflette uno sforzo strategico per mantenere il considerevole debito italiano entro i confini nazionali. Sottolineando i rendimenti allettanti dei titoli di stato italiani, cerca il sostegno di coloro che si trovano in una posizione finanziaria migliore. Si prevede che l’attenzione del governo nel coinvolgere i piccoli risparmiatori nel 2023 persisterà, mantenendo il loro ruolo sostanziale nella gestione del debito nazionale.

Le statistiche rivelano una divisione della proprietà, con gli investitori al dettaglio che detengono il 12% e gli enti stranieri che detengono oltre il 27% dei titoli di stato italiani. Sullo sfondo del sostanziale debito italiano di 2.860 miliardi di euro, l’appello di Meloni sottolinea l’importanza degli investimenti nazionali nel plasmare il futuro fiscale del Paese.

IL FTSE MIB NON DECOLLA NEL 2024

Il 2024 per la borsa italiana si prospetta molto, molto diverso dal 2023.

Se alcune aziende di alcuni settori sono cresciute quasi del 100% durante l’anno scorso, sembra che in questo 2024 lo slancio che hanno avuto molte imprese italiane sia finito.

Non c’è neppure la consolazione per i titoli di Stato italiani, visto che a breve il costo del denaro sarà abbassato a causa del rientro dell’ìnflazione.

Risorse Utili:

Autore

  • Economia-italia.com

    Amministratore e CEO del portale www.economia-italia.com Massy Biagio è anche analista finanziario, trader, si avvicina al mondo della finanza dopo aver frequentato la Facoltà di Economia e Commercio presso l'Università di Perugia. Collaboratore di varie testate online dal 2007, in cui scrive di economia, mercati, politica ed economia internazionale, lavoro, fare impresa, marketing, dal 2014 è CEO di www.economia-italia.com.

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