Conto Corrente o Conto Deposito, Differenze e Quale Scegliere per Noi

Riconoscere gli strumenti finanziari giusti da usare e quindi risparmiare anche per la tenuta dei conti della Nostra famiglia è diventata una priorità; oggi parleremo di  strumenti bancari alla portata di tutti come conti correnti e conti deposito, di cui scopriremo le principali differenze e quando è meglio scegliere uno anziché l’altro.

Caratterizzati dalla gestione passiva e semplice, entrambi sono particolarmente gettonati per le funzionalità che offrono, dalle carte a prelievi e depositi passando per l’accredito stipendio, rappresentando in ogni occasione importanti garanzie anche con la maturazione interessi. Quando è meglio scegliere un conto corrente e quando un conto deposito?

 

Conto Corrente o Conto Deposito
Conto Corrente o Conto Deposito

Garanzie sul conto

In Italia vige un Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi del Credito Cooperativo. Serve a tutelare i soldi versati sui conti correnti e sui conti deposito sino ad un massimo di 100 mila euro a persona, in ogni istituto bancario dove il cliente ha radicato un conto. Se il conto è cointestato la garanzia vale 50 mila euro per cointestatario. Se il conto ammonta a 200 mila euro a ciascuno spettano 100 mila euro a condizione che i correntisti non abbiano altri rapporti presso la medesima banca.

Cos’è e come funziona il conto corrente?

Disciplinato dall’art. 1852 c.c., il conto corrente è uno strumento erogato da istituti di credito, sottoscritto con contratto, con cui un cliente deposita denaro destinato alle principali spese ordinarie e straordinarie.

E’ identificato da un IBAN, codice alfanumerico di 27 caratteri con cui il correntista può richiedere accrediti. Può essere tradizionale o online e prevede spesso un canone annuale d’entità variabile in base ai servizi offerti, sebbene molti conti correnti online siano a zero spese. I principali servizi e funzionalità inclusi sono:

A queste, che possono svolgersi direttamente online o in filiale, possono unirsi altri servizi extra che richiedono eventuali canoni maggiorati o aggiuntivi, come:

Conto titoli: cos’è

Si tratta di un conto di appoggio associato ad un conto corrente su cui viene trasferito del denaro che il correntista vuole investire. Il conto titoli di norma viene attivato insieme alla sottoscrizione di un investimento. Molto dipende però dalle condizioni della Banca. Il conto titoli serve solo per gli investimenti.

Il correntista può fruire in ogni momento della liquidità disponibile.

Oltre a canone e costi operativi variabili in funzione della banca, il conto corrente è soggetto ad aliquota 26% sui guadagni degli interessi, in più imposta di bollo su giacenze superiori a 5.000 euro di 34,20 euro/anno per persone fisiche e 100,00 euro/anno per persone giuridiche.

LEGGI: I Conti Correnti più vantaggiosi di questo mese .

Cos’è e come funziona il conto deposito?

Disciplinato dall’art. 1782 c.c. rientrando tra i depositi irregolari, il conto deposito è uno strumento bancario, sottoscritto con regolare contratto, con cui un cliente deposita denaro destinato alla progressiva maturazione nel tempo, è quindi paragonabile ad un investimento a basso rischio.

A zero spese, ( se non quelle dell’imposta di bolla con depositi superiori ai 5 mila euro ) è solitamente associato ad un conto corrente condividendone l’IBAN, ma presenta operatività limitata escludendo la possibilità di inviare e ricevere bonifici: sono difatti disponibili solo prelievi, versamenti e giroconti.

Ne esistono di due tipologie:

  • Vincolato, consente il prelievo dei risparmi solo alla scadenza temporale da 1 a 72 mesi, presentando interessi crescenti fino all’1,50% lordo/anno; si divide a sua volta in
    • svincolabile, restituirà gli interessi maturati al momento dello svincolo
    • non svincolabile, farà perdere gli interessi maturati o prevedrà penali allo svincolo anticipato
  • Libero, non prevede scadenze e consente di prelevare e depositare liberamente i propri risparmi, maturando interessi fino allo 0,30% lordo/anno

Gli interessi possono avere capitalizzazione trimestrale, annuale o a scadenza vincolo.

Tutti gli istituti che presentano conti deposito aderiscono al Fondo Interbancario Tutela Depositi, che garantisce copertura da default bancario fino a 100.000 sui risparmi depositati (fino a 200.000 euro per conti cointestati). E’ soggetto ad aliquota 26% sugli interessi riconosciuti, con imposta di bollo del 2‰/anno sulle somme versate.

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Quali principali differenze tra conto corrente e conto deposito?

Erroneamente considerati simili, conto corrente e conto deposito presentano importanti differenze da calcolare in fase di scelta, le principali riguardano:

  • Finalità, il conto corrente è ottimo per gestire denaro nell’ordinarietà e straordinarietà, consentendo di svolgere numerose operazioni ogni volta se ne abbia necessità; il conto deposito è ottimo per investire e vincolare denaro inutilizzato e farlo maturare con rischio minimo
  • Operatività, il conto corrente offre svariate funzionalità tra cui prelievi, versamenti e bonifici, dando pieno controllo dei propri risparmi; il conto deposito offre operatività limitata al suo obiettivo, consentendo di lasciare il denaro vincolato senza correre il rischio di penalizzazioni
  • Rendimenti, il conto corrente offre interessi molto bassi anche se ora, con l’inflazione e l’aumento del costo del denaro dovrebbero crescere, oppure ne presenta inferiori allo 0,5% lordo in caso di promozioni o servizi extra; il conto deposito offre rendimenti crescenti fino all’1,5% lordo per linee vincolate, ma anche questi dovrebbero crescere tra qualche tempo.
  • Costi, il conto corrente presenta solitamente un canone annuale, variabile a seconda di servizi offerti e operatività disponibile, e costi accessori, legati alle singole operazioni, nonostante molti conti online siano a zero spese non prevedendo operatività da sportello, oltre a un’imposta di bollo di 34,20 euro/anno; il conto deposito non presenta canoni né spese di gestione, rendendo gratuite le operazioni disponibili, mentre l’imposta di bollo è del 2‰/anno
  • Associazione, il conto corrente è uno strumento indipendente e non richiede prodotti extra per il suo utilizzo; il conto deposito può essere solitamente associato al conto corrente, sebbene in alcuni casi sia anch’esso indipendente
  • IBAN, identifica il conto corrente; è assente nel conto deposito, nonostante condivida quello del conto corrente in caso di associazione

Oltre alle differenze occorre però ricordare anche alcune somiglianze: entrambi hanno versioni tradizionali e online, di cui le seconde abbattono i costi operativi, e sono depositi di liquidità.

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Quando è meglio scegliere un conto corrente e quando un conto deposito?

La scelta migliore tra conto corrente e conto deposito non ha risposta univoca, bensì si basa strettamente alle proprie esigenze: se il primo è uno strumento imprescindibile per ogni attività sui propri risparmi con una gestione completa, il secondo è un’opportunità d’investimento sul breve-medio periodo a rischio minimo, atto a movimentare denaro altrimenti inutilizzato.

Malgrado abbia costi zero, il conto deposito offre rendimenti estremamente bassi se comparati a quelli di altri asset come azionario o obbligazionario, questo il motivo per cui molti soggetti possono desistere da questo strumento, puntando maggiormente su altri investimenti o su un conto corrente che, anche senza rendimenti, garantisce la massima operatività sulle proprie finanze.

Non a caso, secondo Bankitalia al 2022 sono 47,7 milioni gli italiani che possiedono un conto corrente, nel 66% dei casi con un unico istituto, per un valore a maggio di 1.481,2 miliardi di euro, +6,99% rispetto a maggio 2021.

A conti fatti, due strumenti dalle caratteristiche intrinseche differenti, poco visibili a occhi meno attenti ma un imprescindibile fattore di scelta: cosa che richiede giudizio, responsabilità e consapevolezza alla sottoscrizione, conoscendo nel dettaglio anche le proprie esigenze finanziarie.

La Finanza dalla parte del piccolo investitore

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