La Borsa Italiana inizia a Scontare: giù Titoli Bancari e Petroliferi

La finanza come l’economia è fatta di cicli e non si può sempre crescere come ha fatto in questi ultimi mesi la borsa italiana.

Sembra proprio che sia arrivato il momento di scontare i prezzi un po troppo alti di tante Società per azioni quotate alla Borsa Italiana a partire dai titoli bancari e quelli petroliferi che più di tutti hanno goduto della crescita e di altri fattori contingenti che hanno portato il prezzo delle loro azioni a livelli record.

Borse europee

Le borse europee hanno aperto in calo stamattina, seguendo l’andamento negativo di Wall Street. L’attenzione degli investitori si concentra sulle decisioni delle banche centrali, con la BCE che potrebbe tagliare i tassi e la Fed che potrebbe rinviare ogni decisione in autunno.

A Piazza Affari, si registra un forte calo di MPS (-7,6%), a causa di un nuovo procedimento penale sulla vicenda dei crediti deteriorati. Anche Iveco (-3,6%), STM (-2,8%) e Campari (-2,7%) sono in forte calo. In controtendenza Diasorin (+2,1%), Pirelli e Amplifon (+0,2%). Lo spread tra Btp e Bund è poco mosso a 130 punti.

Le azioni di diverse banche italiane, tra cui Banca Monte Paschi e Bper Banca, hanno subito un calo.

Saipem ed Eni hanno registrato perdite, con Eni che intende uscire dal settore editoriale.

Moody’s ha migliorato l’outlook sui rating di Enel.

Il fondo Vanguard detiene una quota significativa in FinecoBank.

Citigroup ha aumentato il target price per Generali. Le immatricolazioni di auto di Stellantis sono diminuite in Italia, Francia e Spagna.

Il tribunale di Milano ha respinto la richiesta di Vivendi di ottenere documenti relativi alla transazione tra Tim e Kkr.

Open Fiber è vicina a un accordo per ottenere ulteriori finanziamenti. Snam ha presentato un’offerta per le attività di stoccaggio di Edison. Citigroup ha alzato la raccomandazione per Ariston a “Buy”.

Borsa Italiana inizia a Scontare: giù Bancari e Petroliferi
Borsa Italiana inizia a Scontare: giù Bancari e Petroliferi

Analisi tecnica del FTSE MIB

L’analisi tecnica del FTSE MIB al 4 giugno 2024 mostra un quadro moderatamente positivo:

Breve termine:

  • Giornata positiva: Il 3 giugno si è chiusa con un rialzo dello 0,13%, suggerendo una possibile evoluzione al rialzo nel breve termine.
  • Volumi in aumento: I volumi scambiati sono superiori alla seduta precedente e alla media settimanale, indicando un crescente interesse degli operatori e una possibile fase di maggiore volatilità.

Medio termine:

  • Future in crescita: Il FTSE MIB future (scadenza giugno 2024) ha raggiunto un picco di 34.940 punti prima di una correzione, indicando un potenziale di crescita.
  • Supporti e resistenze: Le analisi tecniche individuano un supporto a 34.386 punti e una resistenza a 34.550 punti, suggerendo un range di oscillazione nel breve periodo.

Considerazioni generali:

  • Mercato instabile: Il contesto economico e geopolitico può influenzare l’andamento del mercato azionario, introducendo incertezza e volatilità.
  • Diversificazione: È importante diversificare gli investimenti per ridurre il rischio complessivo del portafoglio.

Conclusioni:

L’analisi tecnica suggerisce una possibile tendenza al rialzo per il FTSE MIB nel breve termine, ma è importante monitorare attentamente l’evoluzione del mercato e adattare le proprie strategie di investimento di conseguenza.

Disclaimer: L’analisi tecnica è uno strumento di supporto alle decisioni di investimento e non costituisce una garanzia di risultati futuri. Si consiglia di consultare un consulente finanziario prima di prendere decisioni di investimento.

Autore

  • Economia-italia.com

    Amministratore e CEO del portale www.economia-italia.com Massy Biagio è anche analista finanziario, trader, si avvicina al mondo della finanza dopo aver frequentato la Facoltà di Economia e Commercio presso l'Università di Perugia. Collaboratore di varie testate online dal 2007, in cui scrive di economia, mercati, politica ed economia internazionale, lavoro, fare impresa, marketing, dal 2014 è CEO di www.economia-italia.com.

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