Investire in Agricoltura: come farlo e su quali prodotti?

L’attività agricola è estremamente desiderata dagli italiani, tanto che il 28% di essi ne possiede una e circa il 40% dei giovani vorrebbe svolgerla. Gli utilizzi possibili sono tanti e tutti richiederanno una presenza assidua e una grande mole di lavoro, in quanto l’attività svolta può essere mirata ad un business così come al fabbisogno alimentare personale e familiare.

A questa criticità, si unisce però il vantaggio di trovarsi in un ambiente naturale e notevolmente salubre, derivante da uno dei mestieri più antichi al mondo e che maggiormente portano benefici psico-fisici.

Nonostante l’Italia sia il paese in Europa col maggior numero di controlli, l’agricoltura nazionale mostra negli ultimi 10 anni sofferenza davanti alla grande distribuzione, è per tale ragione che professionisti del settore sono sempre più alla ricerca di colture redditizie, sfruttando i trend in crescita con l’aumento della popolazione mondiale. Investire in agricoltura può essere quindi una ricca opportunità, specialmente in merito al biologico, sempre accompagnata da impegno concreto.

Perchè investire in agricoltura?

Un terreno agricolo presenta un alto potenziale, legato alle tante possibilità d’investimento che può avere. A gennaio 2019 è il 28% degli italiani ad averne uno, mentre circa il 40% degli under 35 vorrebbe svolgere un’attività agricola pur abbandonando vantaggiose opportunità di carriera in vari settori.

A favore di ciò anche il costante abbassamento dei prezzi dei terreni agricoli, che dal 2017 hanno segnato un ribasso del 16% trainato dal calo dei prezzi sul mercato immobiliare, permettendo numerosi acquisti e facendo diventare l’attività agricola dei desideri un hobby o un vero e proprio lavoro.

Secondo i dati Istat relativi al 2018, la produzione agricola italiana presenta un valore di 59,3 miliardi di euro, segnando un +2,7% relativo all’agroalimentare. Una performance positiva si è vista inoltre nella produzione frutticola, in particolare con le mele che registrano un +25,6%. Tra le regioni più virtuose nell’intero comparto agricolo si notano Toscana, Umbria, Lazio e la provincia autonoma di Trento. Secondo l’Osservatorio Smart Agrifood, invece, l’agricoltura sostenibile e tecnologica cresce nel 2018 del 270%, con un valore in Europa di circa 400 milioni di euro.

Anche in borsa, sono tanti i titoli azionari legati al comparto agroalimentare, ma soluzione meno rischiosa può essere investire in ETF indicizzati, ossia indici relativi ad un intero settore: collegati a materie prime, consentono un investimento più ampio e riducono il rischio rispetto ad altri strumenti speculativi.

C’è poi da specificare che un terreno agricolo si può considerare un bene immobile e quindi anche un bène rifugio per un investimento nel lungo periodo.

Investire in Agricoltura: come farlo e su quali prodotti?

6 colture per investire in agricoltura biologica

L’agricoltura italiana ha avuto pesanti ripercussioni negli ultimi 10 anni a causa della crescita esponenziale della grande distribuzione, che è in grado di abbattere drasticamente i prezzi dei prodotti e garantir loro facile reperibilità. Questo malgrado l’Italia presenti il maggior numero di controlli in merito in Europa.

E’ proprio per tale motivo che, sia principianti che professionisti del settore, sono alla continua ricerca di colture alternative e redditizie, sfruttando trend del momento e la crescita della popolazione mondiale.

In questo un ruolo fondamentale è svolto dall’agricoltura biologica: secondo Eurostat, le colture senza additivi chimici hanno un valore di 42,1 miliardi di euro in Europa, di cui 2,3 rappresentati dall’Italia. L’origine biologica garantisce maggiore autenticità e costituisce la principale differenza con la grande distribuzione.

Piante proteiche

Investire in agricoltura proteica vegetale rappresenta negli ultimi anni un’interessante opportunità, grazie alla forte crescita del settore che ha portato ad un aumento del 40% della produzione mondiale rispetto al 2019. Prodotti in questione possono essere:

  • Piselli
  • Fave
  • Lupini
  • Girasole
  • Soia

Grazie alla crescente trasversalità dei mercati le colture proteiche vegetali vengono largamente impiegate nella produzione d’alimenti sostitutivi della carne: può esserne un esempio l’azienda statunitense Beyond Meat.

Zafferano

Tra le spezie più importanti originarie dal Medio Oriente, la produzione di zafferano è strettamente connessa ai cambiamenti climatici, con l’Italia che produce annualmente dai 450 ai 600 kg, destinando a tale coltura circa 100 ettari. Viene comunemente utilizzato in:

  • Cucina, come condimento per piatti dolci e salati (risotto tra tutti)
  • Medicina, seguendo pratiche indiane, per trattare bronchiti, emicranie, nausea e vomito

Per evitare allagamenti in periodi di forte pioggia, lo zafferano può essere coltivato in terreni poco umidi e che facilitino il drenaggio dell’acqua. Fertilizzando i bulbi con concimi naturali, i fiori avranno un ciclo di vita di 2 settimane, dopodichè potranno esserne colti, sempre con cura e senza danneggiare i pistilli.

Canapa

Contrariamente a quanto si pensi popolarmente, la canapa non è impiegata solamente nella produzione di prodotti da fumare o bere, bensì anche in campo farmacologico e industriale, con coltivazione sia per fibre che per semi.

In Italia, secondo il d.l. 242/2016 (su cui è poi intervenuta la Corte di Cassazione nel luglio 2019) coltivazione e processo di canapa si possono ritenere legali solo se quest’ultima presenta un contenuto di thc inferiore allo 0,2%, che può arrivare all’8% solo per scopi medici, specialmente nel trattamento di malattie degenerative.

Spinto dal successo di cannabis legale e prodotti affini, che dal 2016 hanno creato un redditizio business in tutto il mondo, per il mercato globale della canapa si prevede una crescita fino a quasi 10 miliardi di euro entro il 2025.

Ginseng

Coltivazione storica cinese, negli ultimi 10 anni è riconosciuto come uno dei prodotti agricoli più redditizi in Europa, con il consumo da parte degli italiani che aumenta del 17,3% dal 2010. Il ginseng è un prodotto tonico e energizzante utilizzato principalmente in:

  • Cucina, per aromatizzare caffè, tè, tisane, cioccolato e preparare infusi
  • Medicina, per trattare ipertensione, insonnia, stati febbrili o ridurre glicemia

Un acro di coltura di ginseng può generare introiti fino a 100,000 euro, richiede però particolare impegno e costanza: la pianta impiega 6 anni per la completa maturazione, implicandone continua cura; valida opportunità di guadagno nel contempo può essere la vendita di semi e radici.

Erbe officinali

Prodotti d’elevato valore qualitativo e salutistico, le erbe officinali sono particolarmente semplici da coltivare e non richiedono terreni di grandi dimensioni. Gli utilizzi sono molteplici, come ad esempio:

  • Prodotti per pelle e igiene intima
  • Tisane
  • Profumazione ambienti
  • Condimenti culinari

A fronte di un investimento di piccole dimensioni è possibile rivendere i frutti del proprio lavoro, in alternativa è possibile investire somme maggiori e attrezzarsi per la lavorazione diretta.

Vite per l’uva

Qui abbiamo approfondito il discorso di azienda vinicola, Il vino italiano è uno dei prodotti agricoli italiani più apprezzati nel mondo. Ci vogliono però investimenti notevoli per comprare un terreno grande abbastanza , chimicamente giusto e situato in un posto adatto dove si possano usufruire delle denominazioni D.O.C. e D.O.C.G. che alzano notevolmente il prezzo del prodotto finito. Un conto è vendere un litro di vino a 50 centesimi, un conto è vendere una bottiglia di vino a 20 euro.

Come investire al meglio nel settore agricolo?

Col d.l. 228/2001, chiamato anche Legge d’Orientamento, l’agricoltura italiana si è evoluta da strumento unicamente di sussistenza a reale occasione di business, con l’apertura ai mercati italiani ed esteri grazie a continue modernizzazioni: la produzione di una singola coltura può portare a più utilizzi non solo inerenti all’agroalimentare, generando quindi nuove idee imprenditoriali, maggiori introiti e, cosa non meno importante, nuovi posti di lavoro.

A conti fatti, nell’investimento in agricoltura aiutano anche le nuove tecnologie, che facilitano i processi produttivi e riducono i costi di produzione, principalmente legati alla manodopera. Anche sfruttare le potenzialità del web rappresenta un valore aggiunto alla propria attività, poiché così facendo si possono ammortizzare numerose spese di sponsorizzazione.

Altra soluzione, già adottata in modo crescente dal 2017 da numerose aziende agricole italiane e anche nella pastorizia, è la fidelizzazione a lungo termine anche a distanza: attraverso canoni mensili o annuali, i clienti potranno godere in modo continuo delle bontà dei loro prodotti, agricoli e caseari.

In ogni caso, dando priorità crescente a qualità anziché quantità, la produzione biologica rappresenta una delle principali motivazioni d’investimento vincolate all’azienda agricola. Un fattore di successo unico, di conseguenza presente in quantità oltremodo minori, o assenti, nella grande distribuzione.

L'Economia e la Finanza dalla parte del consumatore

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *