Nasdaq, il Crollo delle Azioni FANG è scoppiata la Bolla dei Titoli Tecnologici?

Le migliori azioni Nasdaq cioè le azioni FANG hanno ridimensionato il loro valore sotto i colpi della svalutazione di Facebook (FB) del 20% in una sola sessione borsistica, la bolla dei titoli tecnologici , valutati fino a 6 volte il loro valore reale in certi casi, si sta sgonfiando.
Il crollo delle azioni FANG e la ridimensione dell’indice Nasdaq quali ripercussioni potranno avere sulle borse mondiali?
In tempo di crisi, investire in azioni FANG ha aiutato molti piccoli risparmiatori.
Investire in Facebook (FB), in Google (GOOGL) in Amazon (AMZN) o in Netflix (NFLX) era una quasi certezza di vedere il proprio capitale aumentare almeno del 10% in un anno, o spesso anche di più.

Le ripercussioni nei Nostri investimenti con il crollo del Nasdaq e delle azioni FANG

E’ tutto in movimento ed è difficile dirlo, ma non è escluso che i problemi del Nasdaq possano ‘infettare’ altri mercati finanziari.

Quello che possiamo dire è che Facebook, il titolo che ha iniziato questo movimento negativo è entrato nella fase ORSO come ci dicono i dati dello stocastico.

Dato che Facebook ha una capitalizzazione intorno ai 500 miliardi di dollari, in caso questo trend negativo dovesse continuare, potrebbe portare ad un sentiment negativo su tutti i titoli Nasdaq.

Nasdaq, crollo azioni FANG, scoppiata la Bolla dei Titoli Tecnologici?

La bolla dei titoli tecnologici è scoppiata?

Dire che è scoppiata la bolla dei titoli tecnologici ci sembra ancora azzardato ad oggi, di sicuro si sta sgonfiando.

Come abbiamo già detto nei giorni scorsi, è una questione di numeri e di espansione di mercati che non può essere infinita.

Perchè queste aziende non crescono più come prima?

La terra non è infinita così come il numero di possibili utenti.

Google ormai ha raggiunto tutti i paesi raggiungibili e le più importanti economie, la stessa cosa vale per Twitter, Facebook, Netflix, Amazon.

In tutto il mondo è possibile usare questi servizi, spazi per crescita a 2 numeri ormai non ce ne sono più.

Queste aziende continuano a guadagnare e a guadagnare molto bene, ma i loro guadagni non crescono più come poco tempo fa.

Per i social network come Facebook e Twitter, inoltre, ci si sono messe anche le nuove leggi sulla privacy che ha voluto l’Europa e che pian pian anche gli altri paesi del mondo adegueranno: non più profili fake, non più 1 singola persona che ha 10 o 20 utenze diverse dalle quali rilancia le stesse notizie e non parliamo certo di fenomeni isolati.

Conseguenze sui Nostri investimenti.

Se avevamo investito in Facebook è logico che qualcosa abbiamo perso, ma gli investitori italiani più che altro investono in aziende italiane e questo mercato in calo potrebbe influenzare gli investimenti fatti in azioni o altri strumenti?

Ad oggi è molto difficile dirlo, ma ci sono dei dati che dicono di NO, anche se il sentiment dei mercati a volte va contro tutti i dati scientifici.

L’economia americana è in crescita , una crescita che non si vedeva dal 2004, anche le altre economie sono in crescita da quelle europee e quelle asiatiche.

C’è da dire che i cicli economici di crescita delle borse che sono di 8 anni sono stati ampiamente ‘sforati’ , quindi è possibile che sì, ci sia un ridimensionamento anche del Down Jones e del FTSE MIB che in questi ultimi periodi hanno ridotto la loro crescita, anche a causa delle preoccupazioni sui Dazi di Trump e per il fatto contingente che in estate di solito ci sono meno scambi.

E’ l’ora di togliere le azioni dai Nostri portafogli titoli?

Se si vuole seguire una politica prudente, è quanto meno ora di iniziare a cercare qualcos’altro.

Anche se ci sono azioni molto interessanti come MPS e Juve che sembrano volerci dire ‘comprateci che vi faremo guadagnare’

Collaboratore di Economia Italia dal 2012, scrive di economia, finanza e politica dal 2007. Diplomato in ragioneria, è pubblicista e operatore turistico, ha frequentato la Facoltà di Economia e Commercio e il Dipartimento di Lettere, lingue, letterature , civiltà antiche e moderne, presso l'Università degli Studi di Perugia.

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