Banche a rischio in Italia ed in Europa 2018, elenco

Ecco un elenco delle banche a rischio in Italia ed in Europa, un modo per   E’ sicuro tenere i soldi in un C/C di una banca? Ecco i motivi della crisi delle banche italiane ed europee in questo 2016, un annus horribilis per il sistema creditizio europeo.
Era dal 2009 che il sistema bancario europeo non subiva una crisi così profonda; si è iniziato subito, cioè all’inizio del 2016 a capire che le cose non funzionavano bene.
La scintilla che ha fatto infiammare i titoli bancari è stata l’entrata in vigore di alcuni accordi internazionali che tutti conoscevano, ma che fino ad allora nessuno aveva preso in seria considerazione.

Parliamo del Bail In, cioè del salvataggio interno di una banca in caso di fallimento, parliamo del CET 1 RATIO che le banche devono rispettare,  dell’Unione Bancaria europea, che sta alla base di tutte queste regole, cioè un accordo tra tutte le banche europee che si impegnano a rispettare questi parametri, ad essere ‘più serie’, diciamo così, con bilanci più chiari per tutti e basati su certezze, cioè su denaro liquido.

Tutti hanno firmato, tutti erano d’accordo, se non che nazioni come l’Italia si sono ritrovate a dover rispettare questi accordi proprio in un periodo in cui la crisi economica , con tutte le imprese fallite ed impossibilitate a pagare debiti, aveva minato le basi stesse del credito nel Nostro paese.

Le banche italiane si sono ritrovate con oltre 300 miliardi di euro di crediti inesigibili, per questo in estrema difficoltà a rispettare proprio quegli accordi poco prima firmati.

 Banche a rischio in Italia ed in Europa 2018, elenco

Banche a rischio in Italia ed in Europa 2018, elenco

Banche a rischio in Italia ed in Europa 2018, elenco

E’ sicuro tenere i soldi nel conto corrente delle banche italiane?

Come si può vedere dal cartello qui sopra, le banche italiane hanno perso circa il 50% di valore in azioni dall’inizio del 2016.

Il loro punto di forza è un rapporto costi ricavi basso.

Il loro punto debole è avere una gran quantità di crediti inesigibili in pancia, si parla di un 17% sul totale dei crediti. Ovviamente sono numeri da prendere con attenzione, perchè alcune banche hanno molti di questo tipo di crediti, altre ne hanno pochissimi.

QUI : le Istituti di credito più sicuri – La crisi di Monte dei Paschi di Siena, – Unicredit è sicura?.

Banche a rischio in Italia ed in Europa 2018, le banche tedesche

Abbiamo parlato diverse volte dei problemi di Deutsche Bank, e più o meno le altre banche teutoniche soffrono le stesse problematiche, infatti hanno perso qualcosa come il 36% da inizio anno.

La cosa positiva delle banche tedesche è che non hanno molti crediti inesigibili.

La cosa negativa delle banche tedesche è quella di avere troppi derivati.

Banche a rischio in Europa: le banche inglesi dopo la Brexit

Si temevano gli effetti del Brexit che in realtà non ci sono stati, le banche inglesi hanno perso dall’inizio dell’anno ‘solo’ il 17%; oggi come oggi c’è una crisi immobiliare in Inghilterra, per colpa di una bolla di questo settore che stava scoppiando già prima del Brexit, e le banche inglesi sono generalmente molto più solide di quelle italiane.

Punti di forza: forza patrimoniale

Fattori negativi: l’attuale crisi immobiliare.

Banche a rischio in Europa: la situazione in Francia

La Francia sembra la nazione che meno ha subìto la crisi delle proprie banche, infatti ha perso ‘solo’ il 14% del valore delle azioni bancarie da questo inizio 2016.

Punti di forza delle banche francesi: poche sofferenze.

 Banche a rischio in Italia ed in Europa : cosa differenzia le banche italiane dalle banche tedesche

banche a rischio chiusura in italia
Analisi della situazione complessiva di tutte le banche italiane.

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Banche italiane a rischio fallimento
Banche a rischio chiusura in Italia: ecco i numeri che spiegano quali banche sono più esposte con i crediti deteriorati. Fonte: La Stampa, 10 luglio 2016

Fonti: [1][2][1][2][3][4][5][6][7][8]

Collaboratore di Economia Italia dal 2012, scrive di economia, finanza e politica dal 2007. Diplomato in ragioneria, è pubblicista e operatore turistico, ha frequentato la Facoltà di Economia e Commercio e il Dipartimento di Lettere, lingue, letterature , civiltà antiche e moderne, presso l'Università degli Studi di Perugia.

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