Finanza Islamica: Cos’è, Come Funzionano Prestiti per Musulmani

La finanza islamica è un sistema finanziario che si basa sui principi della legge islamica, nota anche come Sharia. Questo sistema di finanza si distingue per il fatto che rispetta i principi etici e morali dell’Islam, tra cui la proibizione dell’interesse (o usura), della speculazione eccessiva (gharar), e degli investimenti in settori considerati haram, o proibiti, come l’alcool, il gioco d’azzardo, la carne di maiale e altre attività contrarie agli insegnamenti islamici.

Finanza Islamica: Cos'è, Come Funzionano Prestiti per Musulmani

Ecco alcuni concetti chiave della finanza islamica:

  1. Riba: È l’interesse sul denaro. La Sharia proibisce l’usura, o l’atto di guadagnare interessi sul denaro prestato. Questo è molto diverso dal sistema di prestito tradizionale nel quale i prestatore guadagnano interessi sui loro prestiti.
  2. Gharar: Questo termine si riferisce alla speculazione o all’incertezza. Nella finanza islamica, le transazioni speculative o incerte sono proibite. Questo è stato interpretato per proibire le pratiche di trading di tipo speculativo, come il trading di derivati.
  3. Musharakah e Mudarabah: Questi sono concetti di condivisione dei profitti e delle perdite. In un contratto Musharakah, tutte le parti investono capitale e condividono profitti e perdite. In un contratto Mudarabah, una parte fornisce il capitale e l’altra la competenza lavorativa, e i profitti vengono condivisi in base a un accordo predefinito, mentre le perdite sono sopportate solo dal fornitore di capitale.
  4. Sukuk: Equivalenti islamiche delle obbligazioni. A differenza delle obbligazioni, che rappresentano un debito e generano interessi, i Sukuk rappresentano un’attività tangibile e generano profitti da essa.
  5. Takaful: È l’equivalente islamico dell’assicurazione e si basa su principi di mutua assistenza.

La finanza islamica è diventata un settore globale in crescita, con banche e istituzioni finanziarie in tutto il mondo che offrono prodotti e servizi conformi alla Sharia.

Differenza tra Sukuk e Bond

I Sukuk e i bond sono entrambi strumenti finanziari utilizzati per raccogliere capitale, ma ci sono differenze significative tra i due a causa dei principi religiosi che guidano la finanza islamica.

  • Bond: I bond, o obbligazioni, sono essenzialmente prestiti di denaro da parte degli investitori a un’entità (che può essere un governo, un’entità municipale o un’azienda). In cambio di questo prestito, l’entità si impegna a pagare agli investitori un tasso di interesse periodico e a restituire il capitale investito alla scadenza del bond. Questo tasso di interesse è noto come “coupure”. I bond, quindi, si basano sull’idea di pagare un interesse, o “riba”, che è proibito dalla legge islamica.
  • Sukuk: I Sukuk, a volte definiti “obbligazioni islamiche”, differiscono dai bond tradizionali perché non implicano il pagamento di interessi, che è proibito dalla legge islamica. Invece di essere semplicemente un debito, un Sukuk rappresenta la proprietà di un’attività. In altre parole, quando un investitore acquista un Sukuk, in realtà sta acquistando una quota in un’attività o un progetto. L’investitore riceve poi un ritorno basato sul profitto generato da quell’attività o progetto, piuttosto che un tasso di interesse fisso. Questo ritorno può essere pensato come una forma di “affitto” o “dividendo” piuttosto che un interesse. Questo sistema di generazione di reddito è in linea con i principi della Sharia.

In sintesi, la differenza fondamentale tra Sukuk e bond risiede nella struttura dell’investimento. Mentre i bond sono basati sul debito e sugli interessi, i Sukuk sono basati sulla condivisione del profitto derivante dalla proprietà di un’attività o di un progetto.

Differenze tra Takaful e assicurazione tradizionale

Il Takaful e l’assicurazione come la conosciamo in Italia (o in altre parti del mondo occidentale) sono entrambi meccanismi di gestione del rischio che permettono alle persone di proteggersi da potenziali perdite finanziarie. Tuttavia, ci sono alcune differenze chiave tra i due sistemi a causa dei principi religiosi che guidano la finanza islamica.

  • Assicurazione tradizionale (Italiana): Nel sistema di assicurazione tradizionale, l’assicurato paga un premio all’assicuratore, che in cambio promette di indennizzare l’assicurato in caso di perdita. Questo sistema può generare profitti per l’assicuratore se i premi raccolti superano il totale delle indennità pagate. L’assicurazione tradizionale può anche implicare il pagamento o la ricezione di interessi, che sono proibiti dalla legge islamica.
  • Takaful (Assicurazione islamica): Il Takaful è un sistema di assicurazione basato sui principi di mutua cooperazione e condivisione del rischio. I partecipanti al Takaful contribuiscono a un fondo comune, che viene poi utilizzato per indennizzare le perdite. Il rischio, quindi, è condiviso tra tutti i partecipanti, piuttosto che essere trasferito a un’entità assicuratrice. Inoltre, il Takaful proibisce il pagamento o la ricezione di interessi e l’investimento in attività considerate haram (proibite) dalla legge islamica. Qualsiasi surplus generato dal fondo Takaful può essere distribuito tra i partecipanti o utilizzato per migliorare il fondo.

In sintesi, mentre l’assicurazione tradizionale si basa su un trasferimento di rischio da un individuo a un’azienda assicuratrice in cambio di un premio, il Takaful è basato su una condivisione del rischio tra un gruppo di partecipanti. Queste differenze sono guidate dai principi etici e religiosi della legge islamica.

Fondi islamici

I fondi islamici sono fondi di investimento che aderiscono ai principi della legge islamica (Sharia). Questi principi influenzano sia il tipo di attività in cui un fondo può investire, sia il modo in cui queste attività vengono gestite.

Ecco alcune delle principali regole che i fondi islamici devono rispettare:

  1. Proibizione della Riba: La Riba, o usura, è proibita dalla legge islamica. Questo significa che i fondi islamici non possono investire in attività che generano interessi, come la maggior parte dei bond.
  2. Proibizione del Gharar (incertezza) e Maysir (gioco d’azzardo): Queste sono forme di speculazione eccessiva e sono proibite. Di conseguenza, i fondi islamici evitano in genere gli investimenti ad alto rischio o altamente speculativi.
  3. Proibizione di attività Haram: I fondi islamici non possono investire in settori considerati haram, o proibiti, secondo la legge islamica. Questi includono, ma non sono limitati a, alcool, tabacco, carne di maiale, pornografia, e gioco d’azzardo.
  4. Obbligo di condivisione del profitto e della perdita: Questo principio significa che il rischio deve essere condiviso tra l’investitore e l’impresa.

Per garantire che un fondo rispetti questi e altri principi islamici, la maggior parte dei fondi islamici consulta un consiglio di supervisione della Sharia, composto da studiosi islamici che interpretano la legge islamica e la applicano alle pratiche commerciali e finanziarie.

I fondi islamici sono diventati sempre più popolari in tutto il mondo, non solo nei paesi a maggioranza musulmana, ma anche in altri paesi, grazie alla loro enfasi sulla finanza etica e sostenibile. Alcuni studi hanno anche suggerito che i fondi islamici possono essere meno volatili di alcuni fondi convenzionali, poiché evitano le attività ad alto rischio e altamente speculative.

Ricapitolando

Cos’è la finanza islamica? Come funzionano gli investimenti e i prestiti tra musulmani, quali sono i precetti del Corano in materia di economia e finanza?
Per finanza islamica si intende quel tipo di finanza che segue i precetti del Corano, che a volte sono chiari e lineari su alcune materie, altre volte invece non regolano la finanza direttamente, quindi per finanza islamica si intende anche un tipo di finanza che non va contro al Corano.
In una economia e finanza sempre più globalizzata, in una Italia ed Europa sempre più abitata da emigrati stranieri sopratutto di fede islamica, che ora iniziano ad essere anche di 2a e 3a generazione, tutti quanti bisognerebbe conoscere le usanze finanziarie di questi popoli, per poterne trarne vantaggio o comunque non rimetterci denaro, quindi oggi cercheremo di andarle a conoscere.

Il Corano non è solo un testo religioso come molti pensano, ma è anche un testo che indica come vivere, sono dei veri e propri precetti su come vivere tutti i giorni: dalla mattina quando ci si alza a quando si va a dormire, come e quando mangiare, come e quando sposarsi, come e quando fare commercio, cosa fare e cosa non fare.

Le principali regole della finanza islamica:

  1. Divieto di praticare interessi sul debito.
  2. Obbligo di fare la carità.
  3. Investimenti halal (halal = tutte quelle cose che non vanno contro i dettami del Corano che èè il contrario di Haram, cioè quegli atteggiamenti che vanno contro i precetti del Corano).
  4. Gli investimenti non devono essere speculativi.
  5. Gli investimenti non devono essere rischiosi.
Finanza islamica: cos'è come funziona

Finanza islamica , cosa prescrive di fare il Corano:

Come dicevamo, nel Corano ( un testo scritto 1400 anni fa, si tratta di 1 unico testo, le altre ‘edizioni’ le bruciò tutte lo stesso Maometto) ci sono sia delle prescrizioni precise in campo finanziario, che versetti che comunque indicano alcune cosa lecite e non lecite da fare o meno, quindi vediamo le precise prescrizioni del Corano per quanto riguarda l’aspetto finanziario della vita dei suoi fedeli.
Tutto quello che non va contro quello che obbliga a fare il Corano è lecito,
tutto quello che va contro i dettami del Corano non è lecito.

Non esiste una vera e propria morale come la intendiamo Noi occidentali di cultura greco-romana e cristiana, la filosofia musulmana è dualistica, cioé distingue quello ciò è halal (lecito per il Corano) e quello che è haram ( non lecito secondo il Corano), per cui i critici dell’Islam parlano di ‘doppia morale dell’Islam‘.

  • Ad esempio: un fedele musulmano non potrebbe mai mettersi a fare l’editore e a vendere libri che fanno una campagna contro il velo islamico, per esempio; anche se come editore paga tutte le tasse ed è ligio alle leggi dello Stato, quello è un lavoro che va contro l’Islam quindi è condannato.
  • Una donna musulmana ( che ha l’obbligo di coprirsi la testa e le mani) non può fare un lavoro normale in cui è obbligatorio scoprirsi la testa e le mani, come ad esempio fare la comparsa in un film o l’attrice.

Nascita delle banche islamiche:

Le prime banche islamiche, nascono recentemente, intorno agli anni ’70. Dato che non si può fare interesse sui prestiti, prima semplicemente non esistevano, esisteva però un modo di fare delle transazioni che viene chiamato hawaladar, in cui compaiono 4 soggetti: colui che versa i soldi, colui che riceve i soldi e 2 hawaladar che prendono commissioni, l’esempio tipico di questa transazione è il versamento di soldi da una nazione all’altra, dove chi versa da i soldi ad un hawaladar dove si trova il quale prende una commissione, questo manderà i soldi all’altro hawaladar del paese dove abita il beneficiario il quale prenderà un’altra commissione.

Obbligo di fare la carità:

Dare soldi ai poveri, fare l’elemosina, uno dei pilastri dell’Islam, il terzo, e si chiama “zakat“; bisognerebbe dare un decimo del proprio reddito ai più poveri. Ovviamente questa era una legge scritta nel 600, cioè 1400 anni fa, in un paese desertico, in cui c’erano solo tribù di beduini che abitavano in delle tende; oggi è difficile seguire questo precetto, visto che bisogna pagare pure le tasse, ad esempio: un fedele italiano, oltre al 70% di tasse che deve pagare allo Stato, se dovesse pagare pure il 10% ai poveri addio, diventerebbe povero lui stesso. In molti quindi seguono questo precetto o solo durante il Ramadam oppure solo ed esclusivamente quando vanno in pellegrinaggio alla Mecca.
Negli stati con teocrazie islamiche, l’obbligo di fare la carità viene espletato con una tassa del 2,5%.
Fare la carità è comunque lo si veda una cosa positiva a livello sociale, e Noi ci permettiamo di consigliare anche ai non islamici: fare la carità aiuta lo spirito, provate.

Divieto di praticare interessi sul debito:

In pratica è lo stesso identico precetto che c’era nei paesi cristiani fino a 7 – 800 anni fa’. Molti conosceranno il detto “i soldi sono del diavolo“, è una usanza di molte culture, un modo di combattere l’usura, cioè il prestito a strozzo, che nei secoli ha rovinato intere generazioni di famiglie, proprio perchè poi i figli dovevano pagare i debiti dei padri, magari con la propria libertà in tempo in cui si compravano e vendevano schiavi.

Leggi anche: IL MUTUO per Musulmani

Per questo alcune religioni come l’Islam ed il cristianesimo per secoli, hanno vietato l’usanza che sta alla base del capitalismo, cioè il prestito di soldi con relativi interessi. Invece la religione ebraica non vietava il prestito, per questo tante famiglie di ebrei iniziarono a buttarsi nel business della finanza, delle banche proprio perchè per secoli hanno elargito prestiti e per questo sono sempre stati odiati sia da cattolici che da musulmani; molti storici dicono che tra le più importanti ragioni dell’antisemitismo storico, alla base dell’odio verso gli ebrei ci sia proprio il fatto che loro potessero prestare soldi ricevendo in cambio il capitale prestato più gli interessi, mentre gli altri no.
Gli investimenti non devono essere speculativi:

Non si può fare un investimento fine a se stesso, cioè solo per guadagnare.

In effetti questo sarebbe pure uno dei precetti di una finanza etica ; delle vere e proprie regole per investiretendenti al sociale, ad esempio:

  • Non si possono prestare soldi a chi a chi fa gioco d’azzardo, ( questo è esplicitamente scritto nel Corano), quindi anche a strumenti finanziari molto rischiosi, simile al gioco d’azzardo:
  •  oppure ad istituti di credito che fanno leva finanziaria.

Non si possono fare investimenti rischiosi:

Non rischiare, questo non è scritto esplicitamente nel Corano ma in alcune hadit della Sunna. Ci sono degli appositi strumenti finanziari islamici che servono ad investire senza rischiare, strumenti molto simili alle obbligazioni, che danno cioè un reddito certo.

 

Prestiti e mutui concessi solo a musulmani esclusivamente da organizzazioni finanziarie musulmane

Nel contesto della finanza islamica, i prestiti e i mutui sono strutturati in modo diverso rispetto a quelli convenzionali per rispettare i principi della legge islamica (Sharia). In particolare, la Sharia proibisce la pratica della riba, o l’usura, che è l’atto di guadagnare interessi su un prestito di denaro. Questo significa che i prestiti e i mutui islamici devono essere strutturati in modo da evitare il pagamento di interessi.

Ecco alcuni modi comuni in cui i prestiti e i mutui possono essere strutturati nella finanza islamica:

  1. Murabaha: In un contratto di Murabaha, la banca acquista un bene (ad esempio, una casa nel caso di un mutuo) e lo rivende all’acquirente a un prezzo più elevato. Il prezzo più elevato non è considerato interessi, ma piuttosto il profitto della banca sulla vendita. L’acquirente può poi ripagare la banca a rate nel tempo.
  2. Ijara: In un contratto di Ijara, la banca acquista un bene e lo affitta all’acquirente per un determinato periodo di tempo. Alla fine del periodo di affitto, l’acquirente ha l’opzione di acquistare il bene a un prezzo precedentemente concordato.
  3. Musharaka: In un contratto di Musharaka, la banca e l’acquirente acquistano insieme un bene. L’acquirente poi rimborsa la banca nel tempo, aumentando gradualmente la sua quota di proprietà del bene.

In tutti questi casi, l’obiettivo è evitare la pratica di guadagnare interessi su un prestito di denaro, che è proibita dalla legge islamica. Invece, la banca guadagna denaro attraverso le commissioni di servizio, il profitto sulla vendita di beni, o la condivisione del profitto da un investimento.

La finanza islamica oggi:

L’Islam non è come la religione cattolica, dove c’è 1 Papa ed un Consiglio dei Vescovi dove si prendono decisioni, si cambiano le leggi, si interpretano i testi sacri.
Nell’Islam in teoria ogni uomo capo di famiglia può essere un Imam; il recente successo dei radicali islamici in tutto il mondo è dovuto proprio a questo fattore, di  organizzazione religiosa, in pratica l’Islam si divide in fazioni, innanzitutto gli sciiti ( iraniani) contro i sunniti ( arabi) che poi a loro volta si suddividono in altre correnti di pensiero, tra cui i wahaabiti e salafiti, cioè le correnti più radicali, nel senso che nemmeno interpretano più il Corano ma lo applicano alla lettera.
In tutta questa complessità, oggi come oggi la maggior parte di queste regole vengono disattese, specialmente nei paesi più evoluti, cioè quelli più laici e democratici, dove in realtà la finanza funziona esattamente come da Noi.
Quello che emerge in questi ultimi anni però, è la proliferazione di nuovi istituti di credito islamici, cioè che seguono i precetti del Corano, stanno avendo sempre più successo, proprio grazie alla loro solidità, visto che cercano di rischiare il meno possibile e – di solito – non si buttano in operazioni speculative rischiose, sia quando si parla di investire che di fare prestiti.

Nozioni di finanza che dovresti conoscere:

Fondatore di Economia-Italia.com nel 2014 trader e pubblicista finanziario, ha frequentato la Facoltà di Economia e Commercio presso l'Università di Perugia. Ha collaborato con diverse testate online, in cui ha scritto di economia e finanza fin dal 2007.

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