Fallimento Banca Nazionale Sammarinese, cosa è successo

In questo articolo parleremo del fallimento Banca Nazionale Sammarinese, di quale fosse il suo ruolo di questa banca nella piccola Repubblica del monte Titano e di come sia stato possibile. Uno degli ultimi fallimenti bancari in ordine di tempo è stato quello della Banca di San Marino, che scopriremo nell’articolo di oggi capendo cosa sia successo.

Una storia che ha inizio nel 2019, all’epoca della Banca CIS, finita sotto amministrazione straordinaria coi risparmi dei clienti convertiti in obbligazioni a scadenze variabili. Nonostante il tempo passato, la situazione non ha ancora avuto una soluzione, cosa sta succedendo alla Banca Nazionale Sammarinese e quali sono gli sviluppi?

Fallimento Banca Nazionale Sammarinese
Fallimento Banca Nazionale Sammarinese

Cos’è la Banca Nazionale Sammarinese? La storia

Fondata come Credito Industriale Sammarinese nel 1980, Banca Nazionale Sammarinese è una delle quattro banche storiche della Repubblica di San Marino. Dal 2012, quando avviene la fusione con Banca Partner, al 2019, ha avuto la denominazione Banca CIS. La sede principale è a Serravalle.

Fino al 21 gennaio 2005 è stata partecipata al 100% da Banca Antonveneta, che cede l’intera quota a Banca CARIM, che nel 2012 cederà 40 milioni di euro a Banca Partner. Banca CIS acquisirà l’anno successivo attivi e passivi della banca sammarinese Euro Commercial Bank in liquidazione coatta amministrativa.

Banca Nazionale Sammarinese, il fallimento

A seguito della perdita di 2 milioni di euro nel bilancio 2016, Banca CIS viene acquisita dall’imprenditore saudita Mohammed Alì Ismail Turki, che otterrà l’autorizzazione della Banca Centrale della Repubblica di San Marino nel gennaio 2018. L’acquisizione rientra in un progetto d’investimenti sui settori:

  • Alberghiero
  • Aeroportuale
  • Trattamento acque
  • Finanziario

Tuttavia, la cessione non viene perfezionata e il 21 gennaio 2019 viene posta in amministrazione straordinaria, che cesserà a luglio quando diventerà Banca Nazionale Sammarinese con l’acquisizione del 100% da parte della Banca Centrale, trasferendo i depositi fino a 100.000 euro a:

  • Banca Agricola Commerciale
  • Banca di San Marino
  • Banca Sammarinese di Investimento

Gli importi eccedenti verranno convertiti in obbligazioni a scadenze variabili a scaglioni d’importo.

L’8 gennaio 2020, il Consiglio Grande e Generale, il parlamento sammarinese, istituisce una commissione d’inchiesta per comprendere responsabilità politiche e amministrative sul crac di Banca CIS-BNS e altri istituti del territorio. Il 20 ottobre dello stesso anno viene redatto un rapporto votato all’unanimità dai 12 parlamentari di maggioranza e opposizione: a risultare indagati saranno politici, magistrati e alti dirigenti della Banca Centrale della Repubblica di San Marino.

fallimento banca nazionale sammarinese
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Cosa è successo col fallimento della Banca Nazionale Sammarinese?

Come si legge nella nota d’acquisizione di Banca Nazionale Sammarinese, secondo il programma di vigilanza della Banca Centrale avranno indietro i loro investimenti e depositi fino a 100.000 euro soggetti non rientranti nelle categorie previste dalla Legge 102/2019, ossia coloro che non sono:

  • Azionisti con oltre il 25% del capitale
  • Residenti in paesi ad alto rischio
  • Soggetti con condanne definitive per reati finanziari
  • Debitori verso lo stato iscritti a ruolo degli affari contenziosi civili

Mentre per essi il rimborso è avvenuto, per quelli che hanno depositi superiori è avvenuta la conversione coatta di obbligazioni, con suddivisione in tre classi:

  • Luglio 2022, da 100.000 a 300.000 euro
  • 2024, da 300.000 a 1 milione di euro
  • 2026, oltre 1 milione di euro

Il dramma vero e proprio è arrivato con l’assestamento del bilancio in linea con la Legge 94/2022, che ha portato alla conversione dei depositi in bond decennali con rendimento annuale da 1,5% a 1,75%: i risparmi residui sono convertiti in Titoli di Stato con scadenze posticipate dal 2024 al 2037 e dal 2026 al 2042.

Come hanno reagito i correntisti?

Tra la grande delusione e la crisi della banca, nell’estate 2022 viene fondato il Comitato Correntisti Sammarinesi, che ha presentato istanza richiedendo la modifica della Legge 94/2022 per trovare misure di supporto ai correntisti Banca CISBNS.

15 e 20 anni per poter rivedere i risparmi su cui le persone contavano per i propri progetti, le proprie necessità, le esigenze della propria famiglia. Persone che non sono criminali, delinquenti, truffatori. Sono semplici risparmiatori che, ingenuamente, confidavano nella stabilità del sistema bancario di San Marino e sulle garanzie fornite loro dallo Stato.

Queste le parole di Thomas Biagi, responsabile del Comitato Correntisti, in difesa degli ex clienti della banca, puntando il dito anche contro il Governo per la mancanza d’interventi strutturali a supporto di chi si è ritrovato coi risparmi congelati; continuando a sollecitare le forze di maggioranza e opposizione, lo stesso Biagi asserisce di essersi rivolto anche alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.

Perchè le banche falliscono? Precedenti storici

Secondo Economia-italia.com, il motivo principale di un fallimento bancario è l’offrire prestiti e mutui a soggetti che non hanno requisiti né saranno in grado di rimborsarli correttamente, trovandosi di conseguenza a non poter rivendicare denaro prestato e interessi per il suo godimento. Altre gravi cause possono essere:

  • Frodi e appropriazione indebite
  • Cattive amministrazioni
  • Pratiche commerciali avventate
  • Scalate ostili
  • Investimenti sbagliati
  • Attacchi hacker

In ordine cronologico, tra i più importanti casi di fallimento di banche italiane vi sono:

  • Banco Ambrosiano, 1982
  • Cassa di Risparmio di Prato, 1987
  • Cassa di Risparmio di Venezia, 1992
  • Banco di Napoli, 1995
  • Banca Popolare di Brescia, 1998
  • Banca Carige, 2012
  • Banca Etruria, 2015
  • Veneto Banca, 2017
  • Banca Popolare di Vicenza, 2017
  • Banca Popolare di Bari, 2019

Una serie di fallimenti che portò Mario Draghi, presidente della Banca d’Italia dal 2005 al 2011, ad un’imponente riforma del sistema bancario nazionale, che prevedeva l’accorpamento di banche di piccole dimensioni in istituti maggiori, che fossero in grado di resistere agli stress test e alle crisi economiche e aziendali. Altra manovra di salvataggio è il bail-in, disciplinato dalla Direttiva 2014/59/UE, che prevede il coinvolgimento di azionisti, obbligazionisti, correntisti e creditori subordinati in prelievi forzosi a partire dai 100.000 euro.

A conti fatti, quello di Banca Nazionale Sammarinese è solo uno degli ultimi fallimenti, causati da una cattiva gestione che l’ha portata in amministrazione straordinaria. Come tristemente solito, anche stavolta sono stati i risparmiatori a pagare il maggior prezzo, specialmente quelli con cifre superiori ai 100.000 euro, che avranno risparmi congelati per tempistiche sin troppo lunghe per poter affrontare situazioni d’emergenza.

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