Investire in diamanti conviene? Opinioni pro e contro

Investire in diamanti conviene? Comprare diamanti come investimento, può servire a diversificare il Nostro portafoglio investimenti, ma come riconoscerli se sono buoni o fasulli, come comprare queste pietre preziose certificate, senza prendere fregature?

Dopo un un inizio 2016 dove c’è stato un sostanziale crollo delle borse valori, nonostante nel 20176 ci sia stata una ripresa degli indici azionari anche italiani, la sfiducia ha minato anche la voglia di investire soldi ormai il cliente non sa più bene di quale banca italiana fidarsi, la paura del Bail In, investire in beni rifugio è la prima cosa che viene pensata a chi ha risparmiato qualche soldo nella vita,  ecco allora che per diversificare gli investimenti , quello di acquistare pietre preziose o oro, può essere una buona soluzione, insieme a quella di investire nel bène più amato dagli italiani, cioè la casa, o i Buoni Fruttiferi Postali, o le obbligazioni statali.

Diamonds Are a Girl’s Best Friend“, cantava quasi 100 anni fa Marilyn Monroe, quando appena finita la 2a guerra mondiale, ci faceva sapere una cosa che tutti già conoscevano, cioé che i gioielli con diamanti, sono da sempre amatissimi dalle ragazze.

Era un periodo di grandissima crescita economica quello del dopoguerra, e anche tante donne italiane, si facevano regalare dal marito ( o dall’amante) enormi anelli con brillanti diamanti finemente lavorati, orecchini con brillanti, collane di pietre preziose, tra cui i diamanti.

Ma i diamanti, come l’oro, se per le donne é fonte di felicità portarli, per un risparmiatore, si può rilevare un investimento intelligente e sicuro.

Investire in diamanti: come fanno i diamanti a costare così tanto?

Quando si parla di diamanti, si da per scontato che il loro prezzo sia altissimo. Ma perchè questo che in fondo è solo un sassolino che assomiglia ad un pezzo di vetro costa così tanto?
La storia dei diamanti, non è così lineare come quella dell’altro famosissimo bene di scambio: l’oro, o l’argento, il rame. I diamanti erano sì considerate pietre preziose perchè luccicanti e rare, ma non come oggi fino al secolo scorso.  E’ stata la De Beers , un gruppo di imprese del Sud Africa, che si occupa di estrazioni di diamanti a fare la fortuna di questa pietra preziosa e di tutta quella nazione. Nel 1870 il signor Rhodes vendeva pompe per l’acqua ai minatori, con il tempo fondò la De Beers, rivendicò pezzi di concessioni minerarie ai piccoli proprietari e la compagnia iniziò ad allargarsi sempre di più, fino ad avere in mano quasi il monopolio dell’estrazione di diamanti all’inizio del XX° secolo. Con delle sapienti campagne di marketing, grazie ad pubblicitari veramente geniali che coniarono i termini “un diamante è per sempre“, oppure “i diamanti sono i migliori amici delle donne“, slogan che si potevano vedere sopratutto in film, canzoni, ma anche grazie a campagne pubblicitarie basate su attrici famose che elogiavano e portavano diamanti, il prezzo dei diamanti iniziò ad aumentare, fino ai livelli stratosferici di oggi.
Sì, perchè alla fine il diamante non è alto che un pezzo di carbone invecchiato e compresso dallo spostamento della crosta terrestre per carità: si tratta di una pietra rara, ma non trova nessun tipo di applicazione pratica, è solo una pietra rara come ce ne sono tante, ma con un valore decisamente superiore alle altre ed una spendibilità tutta sua.

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Conviene investire in diamanti?

I diamanti sono storicamente degli investimenti sicuri:

Il diamante é una forma in cui si presenta il Carbonio, conosciuti per la prima volta dall’uomo in India 6.000 anni fa, ritrovati sulle sponde dei fiumi, sono diventati subito oggetto prezioso perché praticamente indistruttibile ( ci si possono ‘grafficare’ anche i metalli più duri)  e lucente. Come tutti sanno, la maggior parte dei diamanti arriva dalle miniere del Sudafrica, dove vennero scoperti però solo nella seconda metà del XIX° secolo; prima i diamanti arrivavano quasi esclusivamente dall’India. Leggi anche: Pro e contro degli investimenti in pietre preziose

Come si forma un diamante?

I diamanti non si formano come molti credono, cioé non è che da degli atomi di carbonio, con il passare degli anni pian piano questi si trasformano in petrolio e  poi diamanti. Per formarsi, il carbonio deve essere sottoposto a spaventose pressioni, fatte dal mantello terrestre che si sposta con i terremoti. Dopo esersi formati a circa 150 Km. sottoterra, i diamanti arrivano in superfice perché si amalgamano bene con la kimberlite che viene portata alla superficie dalle colate laviche.

Qual’é il diamante più grande del mondo?

Innanzitutto, bisogna specificare che i diamanti più grandi e preziosi del mondo non vengono considerati quelli grezzi, ma quelli lavorati. Ce ne sono diversi che negli anni si sono combattuti questo record. Ora il diamante più grande del mondo é stato intagliato nel 1997 ed ha un nome ( come molti altri preziosissimi diamanti), si chiama Golden Jubilee, deriva da un diamante trovato nel 1985 in una miniera in Sudafrica da 151 grammi, ha un peso di 545 carati, fu acquistato da un’azienda Thailandese di preziosi e fu regalato al Re di Thailandia per il suo 50esimo anno di regno, Re che ora é il suo possessore.

Leggi anche >>> Diamanti, tipologie e prezzi

Come si stabilisce il valore di un diamante?

Ecco uno dei punti più difficili, che spiegano perchè i diamanti sono sì un investimento sicuro, però solo se si acquistano da persone o aziende affidabili; per stabilire quanto vale un diamante, nel mercato anglosassone dei diamanti, si usa la regola delle 4 c:

  1. COLORE: non tutti sanno che i diamanti non solo SOLO trasparenti, i diamanti possono assumere qualsiasi tipo di colore. Le gemme più pure però, sono appunto quelle incolori, cioè totalmente trasparenti. Il colore all’interno di una gemma di diamante, è infatti dato da un’impurezza, cioè da un atomo di carbonio ( o più atomi) che vengono sostituiti con altri materiali, materiali che gli danno quel particolare colore. Ci sono colorazioni estremamente rare con il verde o più comuni come il giallo, quest’ultima dovuto dalla sostituzione di atomi di carbonio con atomi di azoto.
  2. PUREZZA (Clarity): la purezza, è data dal grado di imperfezioni che ha il diamante. All’interno della gemma, gli esperti possono trovare il nulla, cioè la gemma completamente trasparente. Questo é il diamante puro, al quale gli si darà la sigla F, via via ci sono sigle che indicano una purezza più bassa.
    Termine tecnico Sigla Definizione
     Flawless F  puro sia internamente che esternamente a 10 ingrandimenti
     Internally flawless IF  nessuna caratteristica interna rilevata a 10 ingrandimenti
     Very very slightly included  VVSI 1 – VVSI 2  piccolissime inclusioni, difficili da individuare a 10 ingrandimenti
     Very slightly included VSI 1- VSI 2  piccolissime inclusioni visibili a 10 ingrandimenti
     Slightly included SI 1 – SI 2  piccole inclusioni visibili a 10 ingrandimenti
     Included 1 I1  inclusioni visibili a occhio nudo, ma con difficoltà
     Included 2 I2  inclusioni visibili a occhio nudo
     Included 3 I3  inclusioni evidenti, ben visibili ad occhio nudo
  3. PESO o CARATURA (Carat): anche questo sistema di è sconosciuto a molti investitori che non hanno mai speso i loro risparmi in diamanti. La caratura di un diamante é data dal loro peso effettivo. 1 carato corrisponde a 0.2 grammi. Un diamante del peso di 1 grammo, avrà quindi 5 carati. I carati, a loro volta, possono essere suddivisi in grani (1/20 di un grammo) ed in punto, che equivalgono ad 1/100 di carato.
  4. TAGLIO (Cut): il taglio della pietra del diamante, è il 4° ed ultimo criterio che determina il valore di una pietra. Ci sono 3 più comuni tipi di taglio, ed in base a questi, varia il valore della pietra tagliata: ottimo ( taglio senza imperfezioni ed impurezze e con brillantezza eccezionale), buono ( con poche impurezze ed una discreta brillantezza), povero ( in cui si rilevano diversi difetti).

Come posso essere sicuro di non prendere una fregatura sui diamanti che compro?

I diamanti che si comprano per investire, non sono dei normali diamanti. Di certo non si può pensare di investire soldi in gemme come il diamante più grande del mondo, cioé un diamante di 350 e passa carati. Se ipoteticamente avessimo i soldi infatti, sarebbe quasi impossibile rivenderlo. Per questo, quando si voglio comprare diamanti per investire soldi, si comprano i diamanti finanziari. Ci sono molte banche ed Istituti finanziari che vendono diamanti finanziari, cioè delle pietre con tanto di certificato, rilasciato da istituti gemmologici italiani ed internazionali.

  • IGI – Istituto Gemmologico Italiano
  • IGI Anversa – Istituto Internazionale Gemmologico
  • GIA – Istituto gemmologico Americano

Come posso sapere la quotazione dei diamanti?

Il mercato dei prezzi dei diamanti, è particolarissimo, infatti é in mano ad una sola azienda, di proprietà di una sola persona che ha inventato il Rapaport Diamond Report, coperto dal copyright , e se si vuole sapere qual’è la quotazione odierna dei diamanti, bisogna versare una vera e propria ‘tangente’ a questo squalo del mercato dei diamanti, un americano di origini ebraiche, il sig. Martin Rapaport, uno dei proponenti, nel 2003 del ‘Kimberlsy Process‘, cioè un modo per mettere d’accordo produttori di diamanti, in modo da non doversi più fare guerre per accaparrarsi miniere in Africa.

Conviene o no investire in diamanti?

In una politica di diversificazione degli investimenti, i diamanti stanno sempre più prendendo importanza, specialmente dalla crisi finanziaria globale del 2008.
Investire in diamanti, significa innanzitutto non perdere il proprio capitale, i diamanti finanziari si rivalutano circa del 4,3% l’anno, che se non é una grande speculazione, é come aver investito in titoli di Stato, che cresceranno lentamente, ma costantemente.

Diamanti: un bene di rifugio per eccellenza insieme all’oro:

Come dicevamo, in caso di crisi del mercato finanziario, i diamanti finanziari sono uno dei beni di rifugio più sicuri insieme all’oro. A differenza dell’oro perç, sono molto, molto meno scambiati ( anche se il mercato dei diamanti é cresciuto di circa il 25% all’anno in questi ultimi 5 o 6 anni). La differenza con l’oro é che a parità di peso, hanno un valore nettamente superiore, quindi sono più facilmente trasportabili.

Quante tasse si pagano sui diamanti?

Se non si fa una compravendita professionale, investire una cifra ( anche importante) in diamanti non é soggetta a tasse, se non quelle normali di IVA al momento dell’acquisto, non sarà tassato nemmeno un’eventuale guadagno in caso di rivendita dei diamanti.
I diamanti non pagano bolli di sorta.
I diamanti non hanno costi di gestione o di entrata.

Diamanti coperti di sangue:

Questo sarebbe un aspetto di non secondo piano rispetto il mercato internazionale di diamanti.
Come molti già sapranno grazie a libri, inchieste giornalistiche e film,  i produttori di diamanti per anni hanno sovvenzionato opposti estremismi ed hanno fomentato guerre e rivoluzioni in Africa al solo scopo di accaparrarsi le miniere di diamanti. Se petrolio ed oro sono bèni che hanno anche un aspetto morale da considerare, ancora più questo aspetto é importante nei diamanti, un aspetto che sebbene un capitalismo ci dica di dimenticare a favore del profitto, potrebbe portarci ad avere delle notti insonni come investitori.

PRO E CONTRO DEGLI INVESTIMENTI IN DIAMANTI

I prezzi dei diamanti variano e fare un investimento dei propri risparmi in queste pietre preziose, non è una cosa da tutti: bisogna avere innanzitutto i capitali necessari, poi bisogna vedere se si vuole comprare diamanti per tenere in casa o per tenere in una cassetta di sicurezza con tanto di assicurazione.
Fare un investimento è la scelta che molti risparmiatori fanno per mettere al sicuro i propri capitali. Tenere troppe liquidità, infatti, provoca la svalutazione del denaro e la sua poca spendibilità in un futuro. Tra gli investimenti che si fanno, ovviamente, si cerca sempre di scegliere i più sicuri e quelli che non perderanno di valore nel tempo. Le materie prime sono tra gli investimenti preferiti da chi non riesce a rinunciare all’idea di avere un oggetto fisico tangibile che rappresenti il proprio investimento. I diamanti sono, in questo, dei validi alleati, anche per le loro dimensioni e per la comodità di gestione: ecco quali sono i pro e i contro di investire il proprio denaro in diamanti.

Investire in diamanti: le valutazioni preliminari da fare

Le valutazioni preliminari che precedono un investimento vanno sempre fatte con la più grande cura, per evitare di impegnare il proprio capitale in qualcosa che sarà poi poco redditizio. Investire in diamanti è sicuramente molto meno rischioso che investire in azioni o in altre componenti volatili del mercato, quindi c’è più margine di prevedibilità e minori possibilità di errore.
Tra le valutazioni che bisogna fare bisogna iniziare dalla domanda: quanto capitale voglio investire? Stabilire la cifra è fondamentale per creare un bel portafoglio investimenti differenziato. Il budget da investire va equamente diviso tra investimenti a rischio ed altri più sicuri. Ovviamente questo non significa che il 70 o l’80% del capitale vada per forza impiegato in investimenti sicuri, ma solo che dividere equamente il denaro è la strategia per sbagliare meno.
La seconda valutazione da fare è: cosa voglio acquistare in relazione alla disponibilità di ricovero che ho? Sembra una domanda banale, ma è molto importante. Le materie prime, rispetto alle azioni, ai titoli di Stato o ad altri investimenti, hanno una caratteristica fondamentale: sono tangibili. Hanno, quindi, bisogno di spazio per essere mantenute: lo spazio, se non c’è in casa, dev’essere noleggiato, ad esempio in una cassetta di sicurezza. Investire in diamanti, quindi, significa mettere in conto il fatto che andranno monitorati da vicino per evitare furti o perdite.
Terza valutazione preliminare da tenere in considerazione è il guadagno che si vuole ricavare da quest’investimento. I diamanti sono sicuramente in grado di dare elevati guadagni una volta liquidati, ma chiaramente i guadagni crescono al crescere della cifra investita e dei comportamenti adottati nel periodo in cui si detengono i diamanti: questa considerazione si lega, quindi, alla prima.
Una volta decise queste questioni che non sono specifiche per i diamanti, ma che valgono per ogni investimento, bisogna concentrarsi anche sulla materia prima in sé. I diamanti, infatti, non sono tutti uguali. Il loro valore cambia in base alla purezza, che si misura stando attenti a vari parametri come:
  • i carati (che rappresentano il peso, quindi la grandezza, di un diamante). Un diamante di una caratura più elevata contiene fisiologicamente più materia, quindi pesa di più e vale di più;
  • il colore. Un diamante può essere di colore completamente trasparente (quindi bianco) oppure tendente al giallo o addirittura all’ocra: questo ne fa scendere il valore. Molto preziosi, invece, sono i diamanti di altri colori come il rosa, il verde o il rarissimo blu;
  • la purezza. Questo parametro indica la presenza, o assenza, di residui di roccia e altri materiali all’interno del diamante;
  • il taglio. Ogni diamante può essere tagliato con la caratteristica forma a prisma o in altre forme. Questa caratteristica è l’unica che non dipende dalla natura, ma dagli interventi dell’uomo sul diamante.

Investimento in diamanti: pro e contro

Quali sono i vantaggi di investire in diamanti

Investire in diamanti ha sicuramente dei vantaggi che sono facili da intuire:
  • i diamanti sono un bene prezioso e di lusso, che non passa mai di moda e difficilmente fa fatica a trovare acquirenti;
  • i diamanti sono piccoli (rispetto ad esempio all’oro) e facili da tenere e da nascondere sia in casa che fuori. Sono, quindi, meno esposti ai furti;
  • la natura e le proprietà fisiche dei diamanti li rendono praticamente indistruttibili, quindi in grado di sopravvivere a incidenti e disastri;
  • i guadagni ottenuti con i diamanti sono esentasse.
Sull’ultimo punto è bene fare un po’ di chiarezza: questo è probabilmente il motivo per cui molti investitori si sono sentiti attirati dai diamanti. I diamanti, innanzitutto, sono un bene anonimo: essi, quindi, non richiedono alcuna dichiarazione di possesso né di lascito ereditario. In altre parole, i diamanti possono essere detenuti e lasciati in eredità senza avvertire alcuna autorità.
Inoltre, i diamanti non hanno alcuna imposta di bollo e nemmeno tassa sulle plusvalenze, cioè sull’aumento di valore che il diamante riesce ad acquisire in un determinato lasso di tempo.

Investire in diamanti in banca

Investire in diamanti è un’operazione che si può fare sia direttamente, immettendosi nel mercato, che tramite le banche. Investire in diamanti in banca, però, è un’operazione da fare con estrema cautela per tutta una serie di motivi. Intanto le banche devono sicuramente ricavare una commissione sull’investimento del cliente, quindi è possibile che vendano la singola pietra ad un prezzo maggiorato rispetto a quello reale di mercato. Questo ne mina di molto le possibilità di rivendita, in quanto un diamante disponibile ad un prezzo molto più elevato rispetto a quello proposto dal libero mercato è sicuramente più difficile da piazzare. Gli investimenti, per altro, sono come minimo a 10 se non addirittura a 20 anni, quindi a lunghissimo termine. Le condizioni del mercato, del prezzo delle pietre e di tanti altri fattori cambiano sensibilmente in un arco di tempo così lungo: basti pensare che nel volgere del millennio, da un anno all’altro, è anche cambiato il sistema monetario, quindi possono succedere centinaia di cose anche importanti che minano la stabilità di un investimento simile.
In secondo luogo, a volte le banche non propongono investimenti in diamanti fisici, ma in azioni di aziende che estraggono e commercializzano i diamanti. In questo modo si perde completamente la dinamica di investimento in una materia prima fisica, e quindi l’investimento non differisce da uno che punta su azioni di qualsiasi altra azienda.
Investire in diamanti, insomma, è sicuro ma va prediletta la via del libero mercato, a meno che non si vogliano pagare alte commissioni agli istituti bancari. Questa è probabilmente l’unica controindicazione che si trova nell’investimento sui diamanti.

Le campagne di affiliazione per il commercio di diamanti

Gli investimenti di diamanti nel libero mercato passano necessariamente attraverso i gioiellieri. Queste figure devono essere preparate sui criteri di riconoscimento del diamante (tanto che esistono anche dei corsi per formare gemmologi competenti) ma devono anche essere messe in condizione di coordinarsi tra loro. Per questo un’azienda campana di nome E-Motion ha inventato un programma di affiliazione e coordinamento che segue il gioielliere in tutte le fasi della vendita del diamante.
I gioiellieri che aderiscono all’iniziativa sono inseriti in un database e vengono loro fornite delle credenziali di accesso. I venditori si possono connettere 24 ore su 24 a questo programma per controllare i mercati dei diamanti, le quotazioni, lo status delle compravendite e delle spedizioni.

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