Investire in Ethereum nel 2017 conviene? La nuova criptovaluta

Cerchiamo di capire se investire in Ethereum conviene. Negli ultimi tre o quattro anni c’è stata un fioritura incredibile delle criptovalute o monete virtuali. Queste valute sono sviluppate con un principio applicativo identico a quello di qualsiasi software open source e vengono utilizzate non solo per scambi e acquisti online (almeno nei mercati che lo permettono) ma anche per investimenti fini a sé stessi.
Investire in criptovaluta, infatti, può essere un modo per ottimizzare le entrate, ma bisogna avere un certo occhio clinico ed essere abituati all’interscambio virtuale più che al mercato tradizionale.
Nella costellazione delle criptovalute attualmente esistenti si inserisce Ethereum, un nuovo tipo di moneta destinato a rivaleggiare con i colossi della moneta online.

Cos’è Ethereum: breve storia della criptovaluta

Ethereum è una criptovaluta nata nel 2015 ma già destinata fin da subito a sfondare il mondo delle valute online e a competere con le più importanti. Il motivo per cui si è imposta fin da subito è la sua bivalenza: Ethereum funziona sia come criptomoneta propriamente detta che come piattaforma di interscambio. Su questa piattaforma è possibile creare delle interazioni che poi diventano dei contratti open source.
Per spiegare meglio questo concetto bisogna pensare ai software open source per i computer. Chi ne acquista uno ha la licenza aperta, quindi può apportare modifiche e sviluppare app e plug-in che espandono le funzionalità del programma.

Quotazione Ethereum da Marzo 2016 a Marzo 2017,
nelle ultime settimane ha avuto un vero boom


Come funziona Ethereum:

I contratti open source di Ethereum funzionano più o meno nello stesso modo, nel senso che un acquirente che compra questa criptovaluta la acquista con licenza open, quindi con la possibilità di continuare ad intervenire sui codici di scrittura creando nuova valuta, dunque nuova ricchezza.
La mancanza di controllo di un organo autoritario centrale come può essere uno stato o un’unione di stati, che coniano valuta con una certa razionalità, in teoria permette l’espansione incontrollata e indefinita di moneta virtuale. Questo è vero fino a un certo punto, perché gli investimenti vengono fatti con un criterio. ma comunque la moneta di questo tipo è difficile da inquadrare e da regolamentare. Ecco perché molti mercati hanno paura delle criptovalute e le hanno bandite dal proprio range di investimenti.
Ethereum ha trovato molti estimatori anche per la sua sicurezza che tutela entrambe le parti contrattuali dal punto di vista della piattaforma. Questo non-luogo, infatti, permette di esporre le proprie credenziali e di risultare un interlocutore affidabile o meno. In questo modo durante gli investimenti nessuna parte in causa viene danneggiata da inadempienza delle clausole contrattuali.
Il sistema di Ethereum è supportato da un network fisicamente distribuito in tutto il mondo, nel quale ci sono migliaia di utenti connessi in un cloud virtuale. Quest’ultimo può subire dei congestionamenti se troppi utenti sono collegati o vogliono investire negli stessi canali, ma comunque garantisce affidabilità per la privacy dell’investitore e per la sicurezza dei dati. Sul cloud, infatti, nulla va perso e si può recuperare lo storico dei propri investimenti da qualsiasi dispositivo.

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La rivalità con Bitcoin, analogie e differenze tra le due monete virtuali

Si diceva che Ethereum può rivaleggiare in popolarità con Bitcoin, anche se quest’ultimo ha un fatturato che si aggira attorno ai 6 o 7 miliardi di euro, mentre Ethereum si situa “solo” attorno al miliardo.
Quali sono le caratteristiche di Ethereum che lo rendono la criptovaluta del futuro?
  • è garantito;
  • previene la corruzione;
  • permette la creazione di società virtuali.
Ci sono molte cose, però, che Ethereum ha in comune con Bitcoin e con le altre criptovalute come il Peercoin, il Litecoin ed, appunto il Bitcoin. In particolare il meccanismo della blockchain. Essa è un meccanismo intelligente che funziona come un database online a cui tutti possono accedere.In questo database sono visibili tutte le transazioni avvenute da quando la criptovaluta è stata lanciata fino ad oggi, in uno storico organizzato in ordine cronologico. Ogni transazione è organizzata come una catena di quelle usate per chiudere qualcosa con un lucchetto: la catena funziona se tutti gli anelli sono ben messi. Viceversa, se qualche anello non tiene la transazione non può andare a buon fine. Affinché essa venga completata e quindi registrata nello storico bisogna che essa abbia soddisfatto il 50%+1 di tutti i nodi della rete, cioè di tutti i collegamenti che quella transazione genera.
Questo previene dal rischio di speculazione, che si creerebbe se non venissero controllate le transazioni. Un venditore poco onesto in possesso di una certa quantità di valuta, ad esempio, potrebbe venderla ad un investitore ma contemporaneamente venderla a molti altri, perché quella valuta non è controllata e si potrebbe tranquillamente bluffare intascando una cifra sostanziosa ma senza aver rilasciato in mano all’acquirente null’altro che aria. Grazie alla blockchain, invece, la transazione supera i meccanismi di sicurezza e viene registrata, quindi non può più essere svolta uguale.
Molti utenti lamentano che comunque il livello di sicurezza della blockchain di Bitcoin è immensamente superiore rispetto a quello di Ethereum.

Investire in Ethereum, cosa funziona e cosa no

È conveniente investire in Ethereum? Questa è una domanda da un milione di dollari. La convenienza degli investimenti in Ethereum cresce enormemente se si fa parte della DAO. Questa sigla sta ad indicare una community virtuale di utenti che mettono dei fondi insieme, con un meccanismo simile al crowdfunding o alle raccolte per qualsiasi cosa. Una volta che questi fondi sono stati raccolti si decide come investirli. I progetti sono presentati dagli stessi sviluppatori originali di Ethereum o da altri sviluppatori che hanno acquisito credito al’interno della community.
Gli investimenti possono essere fatti anche in maniera privata, nel senso che chi dispone di criptovaluta e vuole acquistare con una compravendita diretta può contattare l’utente senza passare per la DAO.
Il grosso svantaggio di questi investimenti è che non c’è nessun controllo da arte di un organo centrale che si assuma anche delle responsabilità in caso di problemi. Se il sistema dovesse andare in crash o ci fosse un’inflazione così elevata di valuta da farle perdere completamente di valore cosa succederebbe? Non esistono organismi preposti alla vigilanza, amministratori delegati o presidenti a cui fare riferimento,, ma soprattutto non esistono riserve auree che coprono la criptovaluta, come accade per le monete stampate dalle zecche statali. Gli investimenti e l’acquisto di un capitale di criptovaluta, secondo alcuni, rimane dunque un terreno rischioso per veri speculatori e non per investitori della prima ora.

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Ultime novità su Ethereum: cosa sta succedendo nei mercati mondiali?

Nell’ultima decade di marzo 2017 c’è stato uno scossone mondiale ai mercati di Ethereum, facendo schizzare la valuta in alto per quanto riguarda il valore. Come mai questo repentino picco, se comunque Bitcoin continua a essere la criptomoneta più usata? Dipende proprio da quest’ultima, che ha attraversato un periodo molto turbolento.
Bitcoin, infatti, ha proposto alla SEC la creazione di un fondo dedicato agli scambi con questa valuta, un fondo che avesse la sua quotazione in borsa facendo dunque l’ingresso nei mercati ufficiali con vere valute. La SEC, tuttavia, ha rifiutato per una serie di motivi, primo tra tutti la sicurezza. I Bitcoin, infatti, nonostante la blockchain, sono ritenuti molto fragili e a portata di qualsiasi hacker anche di bassa levatura. Il rischio che un intruso si inserisca sui sistemi moltiplicando la ricchezza e creando un buco di bilancio, infatti, rimane in questo momento confinata solo ai risparmiatori di Bitcoin e agli investitori che decidono di possedere criptovaluta. Se essa venisse trasportata sul mercato ufficiale, invece, un crash improvviso del sistema porterebbe a un collasso del mercato stesso, con perdite catastrofiche di soldi “veri”.
Per questo motivo la solidità di Bitcoin è estremamente diminuita, deprezzando moltissimo la moneta.
Nel frattempo Ethereum ha sfruttato quest’onda d’urto con una crescita di valore fino a 5 miliardi di dollari.

La situazione in Italia: EthereumItalia è la community dedicata

L’Italia è una terra dove questa criptomoneta sta iniziando a prendere sempre più piede. Ci sono, infatti, molti investitori online che amano acquistare monete di questo tipo per le proprie speculazioni economiche. Basti pensare, ad esempio, che esiste addirittura una community italiana al sito www.ethereum-italia.it, dove gli utenti possono scambiarsi informazioni sulle transazioni e sulla valutazione di mercato della valuta. C’è una sezione “Telegram” della community, pagina nella quale gli utenti possono collegarsi alle chat ufficiali presenti sul social network (Telegram è una specie di Whatsapp) e scambiarsi opinioni e notizie di qualsiasi tipo.
C’è anche una sezione “Press-Dicono di noi”, dove si fa una specie di rassegna stampa e si raccolgono le notizie che via via le varie testate giornalistiche pubblicano su questo nuovo modo di investire.

Opinioni: funziona davvero l’investimento in Ethereum?

Investire in Ethereum sì, ma solo se si è esperti.
Sembra banale, ma le criptovalute possono far venire voglia anche a investitori sprovveduti di mettere mano al portafoglio pensando che siano soltanto monete virtuali e che non abbiano alcuna rispondenza nella realtà. Al contrario, questi investimenti muovono e capitalizzano miliardi di dollari, e si stanno pian piano affiancando agli investimenti tradizionali. Probabilmente non è lontano un futuro in cui le valute digitali saranno quasi del tutto predominanti rispetto a quelle tradizionali, dunque è bene documentarsi in modo approfondito prima di agire e di investire monete in un mondo completamente nuovo.

1 commento

  1. Buongiorno, devo precisare alcuni punti dove risultano delle imprecisioni tecniche abbastanza evidenti:
    Dove cita che, "organo autoritario centrale come può essere uno stato o un'unione di stati, che coniano valuta con una certa razionalità, in teoria permette l'espansione incontrollata e indefinita di moneta virtuale. Questo è vero fino a un certo punto, perché gli investimenti vengono fatti con un criterio. ma comunque la moneta di questo tipo è difficile da inquadrare e da regolamentare. Ecco perché molti mercati hanno paura delle criptovalute e le hanno bandite dal proprio range di investimenti."
    1) essendo le valute odierne come € prodotte non più da stati ma bensì da banche private, non è propriamente vero che esiste un controllo autoritario.
    2) consideriamo che le valute reali vengono definite FIAT, cioè valute a corso forzoso quale mero strumento di pagamento non coperto da riserve di altri materiali (ad esempio: riserve auree), e quindi privo di valore intrinseco (anche indiretto).

    Continuana l'articolo citando "ma soprattutto non esistono riserve auree che coprono la criptovaluta, come accade per le monete stampate dalle zecche statali. "
    3) LE criptovalute, al contrario delle valute reali o a corso forzoso, si tutelano come Ethereum da sole, cioè che al contrario di 100€ nelle nostre mani, le criptovalute ed in particolare ETH, sono prodotte con un reali costo di uomini, menti, energia elettrica ed macchinari per estrarli, quindi hanno un valore intrinseco che garantisce l'impossibilità di inflazione.
    4)LE zecche non sono controllate dagli stati ma dalle banche private che inflazionano la valuta al solo scopo di poterne stampare sempre altre ed immetterle nel mercato senza nessuna copertura aurea.
    Conclusione: in definitiva sono le banche centrali e chi decide di immettere monete FIAT nel sistema che impoverisce le persone e permette con i contanti di evadere il fisco, viceversa con il sistema delle Blockchain, nessuna operazione illegale può essere fatta, e se così fosse, qualsiasi informazione sarebbe pubblica e rintracciabile.
    In ultima analisi, in risposta al perchè c'è scetticismo sulle criptovalute, rispondo che, quando un sistema preesistente sente l'inesorabile e continuo avvicinarsi della sua estinzione, cerca in tutti i modi di aggrapparsi a qualcosa, quelle delle democratiche criptovalute è senza dubbio la più grande rivoluzione nata dopo la crisi del 2008, rivoluzione che tenta di eliminare tutto il marcio creato dagli stati, dalle banche e dalle valute che ricordo non valgono nulla. Noi lavoriamo e produciamo macchinari e servizi al solo scopo di ricevere come controparte della valuta (Euro) che risulta detenuta in un conto bancario insicuro, alla merce di qualsiasi espropiazione e fallimento senza nessun valore a sua copertura e con rischi di inflazione elevatissima, cioè impoverimento immediato della società.

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