Le Banche Italiane Più Sicure del 2022

L’attuale panorama economico italiano si contraddistingue per la sua delicatezza. Una situazione che presenta criticità, alimentata dalla sfiducia dei consumatori che sempre più spesso hanno come unica priorità quella di risparmiare e creare una rendita per il futuro. Proprio per questo si mettono alla ricerca di istituti di credito affidabili per dare sicurezza al proprio denaro. Non è facile trovare dati per stabilire informazioni certe, ma alcuni indicatori, grazie alle analisi di importanti enti, aiutano a capire quali sono le banche italiane più sicure del 2022.

Come riconoscere la sicurezza di una banca?

L’attuale panorama finanziario italiano e non solo rende molti istituti di credito potenzialmente soggetti ad una politica di salvataggio interno (chiamata nel linguaggio tecnico anche bail-in), ossia la risoluzione delle proprie crisi interne attraverso il prelievo forzoso ai danni dei propri azionisti, obbligazionisti e correntisti con un deposito maggiore di 100,000 euro.

La soggettibilità al bail-in è uno degli indicatori per stabilire l’effettiva solidità della banca, assieme a:

  • CET1 (Common Equity Tier 1 Ratio), maggiore indice di solidità bancaria, indica in percentuale la quantità di risorse che possono essere garantite per concedere finanziamenti alla clientela
  • Total Capital Ratio, indice di patrimonializzazione della banca, indica il rapporto tra le risorse totali date in prestito e l’insoluto di creditori inaffidabili (quest’ultimo chiamato anche credito deteriorato), ponderato in base al fattore di rischio

A questi si aggiungono anche i risultati degli stress test, ossia dei programmi di vigilanza per determinare se un istituto di credito ha capitale sufficiente per garantire efficienza e liquidità anche in uno scenario economico più critico rispetto a quello presente.

 

Le Banche Italiane Più Sicure del 2022

Quali sono le banche più sicure del 2022?

Dal 2017 ad oggi alcuni test ed enti hanno determinato, con proiezioni e valutazioni, le banche più sicure del 2019. Al fine di stilare differenti classifiche sono stati calcolati i maggiori indici di solidità e patrimonializzazione:

Essendo il mercato globale e soprattutto il settore bancario particolarmente suscettibili a variazioni, tali dati sono orientativi e, nonostante i loro procedimenti analitici, non costituiscono certezza assoluta.

Unicredit (UCG.MI) ha reso noto i livelli di SREP validi a partire dal 1/3/2022.

BCE ha confermato per Unicredit il requisito di capitale in termini di CET 1 pari al 9.03% che include:

  • requisito minimo regolamentare di Pillar 1, pari al 4.5%
  • requisito aggiuntivo di Pillar 2, pari allo 0.98% (invariato vs 2021)
  • Capital Conservation Buffer pari al 2.5%
  • G-SIB buffer pari a 1%
  • Countercyclical buffer pari a 0.05%

Il requisito minimo complessivo relativo ai fondi propri (`Total Capital Ratio`) è confermato al 13.3%.
UCG supera ampiamente tutti i requisiti regolamentari. Sulla base dei dati FY21, il buffer di CET1 rispetto al requisito SREP, dopo aver dedotto l`impatto del buyback, risulta superiore a 500bps (CET1 FL post buyback al 14.1% vs 9.03%).

STRESS TEST EBA  LUGLIO 2021

  1. Mediobanca  Cet1 fully loaded ratio 14,51% di fine 2020 passa al 9,73% del 2023;
  2. Intesa Sanpaolo Cet1 fully loaded 14,04% del 2020 passa al 9,38%, del 2023
  3. Unicredit Cet1 ratio 15,14% del 2020 al 9,22% del 2023;
  4. Banco Bpm Cet1 fully loaded  13,23% 2020 al 7,02% a fine 2023. .
  5. BMps Cet1 fully loaded  9,86% del 2020 a -0,1% del 2023

CET 1 RATIO BANCHE OPERANTI IN ITALIA Ad Ottobre 2020

  1.  – Creval con un Cet1 Ratio al 16,7%
  2.  – Credem con un Cet1 Ratio al 15,5%
  3.  – Intesa Sanpaolo con un Cet1 Ratio al 14,9%
  4.  – Banco Bpm con un Cet1 Ratio al 14,7%
  5.  – UniCredit con un Cet1 Ratio al 14,54%
  6.  – Mps con un Cet1 Ratio al 13,4%
  7.  – Deutsche Bank con un Cet1 Ratio al 13,3%
  8.  – Bper con un Cet1 Ratio al 12,57%
  9.  – Bnl-Bnp Paribas con un Cet1 Ratio al 12,4%
  10.  – Credit Agricole con un Cet1 Ratio all’11,9%

 

EBA – stress test novembre 2018

Secondo lo stress test effettuato nel 1 novembre 2018 dalla European Banking Authority (EBA), sono 5 i migliori istituti di credito italiani che anche in un ipotetico critico scenario futuro hanno mostrato una solidità patrimoniale superiore al 5,5%, soglia del CET1 minima per essere considerate banche sicure:

BCE – stress test novembre 2018

Contemporaneamente a quello dell’EBA, il 1 novembre 2018 anche la BCE (Banca Centrale Europea) ha svolto uno stress test che, in un ipotetico futuro dalle criticità economiche, ha premiato 5 tra le più conosciute banche italiane:

  • BPER Banca: CET1 14,47% e Total Capital Ratio 15,98%
  • Credem: CET1 13,51% e Total Capital Ratio 14,69%
  • Intesa SanPaolo: CET1 12,8% e Total Capital Ratio 17,2%
  • UBI Banca: CET1 11,68% e Total Capital Ratio 14,55%
  • Unicredit: CET1 11% e Total Capital Ratio 14,5%

Altroconsumo – analisi dicembre 2018

Secondo analisi dei dati del 31 dicembre 2018 dell’associazione per i consumatori Altroconsumo le banche italiane più affidabili sono 10, con un punteggio calcolato in base ai loro CET1 e Total Capital Ratio:

Università Bocconi – analisi marzo 2018

Il team dell’Università Bocconi di Milano ha strutturato un metodo analitico esaminando bilanci e risultati di marzo 2018, nel quale emerge la solidità di 20 istituti italiani tra i più celebri degli ultimi anni, sia tradizionali che impegnati online, espressa nel parametro CET1:

Fitch – rating gennaio 2019

L’indagine svolta dall’agenzia di rating americana Fitch del 1 gennaio 2019 ha dato parere positivo alla solidità di 6 istituti di credito tra i più rinomati in Italia, che secondo l’agenzia hanno la minore possibilità di insolvenza sui depositi dei clienti. Con un rating che va da AAA+ a D, i risultati sono:

Conclusioni

Dai risultati delle diverse analisi si evincono pareri discordanti, con classifiche che mostrano talvolta determinate banche identificate come le più affidabili e sicure, talaltra istituti completamente differenti non menzionati negli altri dati statistici.

Questo avviene a causa dell’elevato rischio di volatilità del mercato, che rende i dati analitici orientativi e non del tutto sicuri. I recenti sviluppi dell’economia italiana e internazionale hanno fatto pensare ad una crisi del settore bancario, con tanti istituti costretti a ricorrere a politiche di bail-in, attingendo ai fondi azionari e ai risparmi dei clienti per far fronte a crisi interne.

Tuttavia, i recenti stress test di BCE ed EBA hanno scongiurato tale scenario, con molti nomi nazionali, tra i più celebri, che resistono anche ad ambienti difficili. Questo esito, seppur con identità differenti, viene confermato anche dalle indagini nazionali di Altroconsumo e dell’Università Bocconi, analizzando una maggiore quantità di dati e promuovendo molti istituti bancari sia tradizionali che online: tali istituti hanno elevate possibilità di garantire liquidità ed efficienza anche in situazioni critiche.

A conti fatti, dopo aver capito quali sono le banche italiane più sicure del 2019, c’è però da considerare una certa quantità di scetticismo: le vicende degli ultimi anni di Banca Antonveneta, Banca Etruria e Monte dei Paschi di Siena hanno portato un clima di timore e sfiducia nei confronti del settore del credito a livello nazionale. Nonostante questo, molti istituti risultano statisticamente solidi e affidabili, facendo fronte a sicurezza e risparmio, che restano le maggiori priorità dell’italiano medio.

La Finanza dalla parte del piccolo investitore

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