Oro al massimo storico: cosa sta succedendo?

E’ sempre più vicino al suo massimo storico l’oro, il metallo nobile e bene rifugio per eccellenza, che nell’ultimo periodo presenta un valore che non esita ad arrestarsi. Il 23 luglio 2020 il suo prezzo ha registrato 1.898,34 dollari l’oncia troy a Londra, avvicinandosi sempre più al record di settembre 2011 di 1.921,17 dollari.

Nonostante manchino poco più di 20 dollari al superamento del suo record, alcuni futures vengono scambiati a prezzi ancor più elevati sul mercato azionario, come ad esempio quello di dicembre 2020 a 1.927,10 dollari l’oncia. Il tetto dei 1.800 dollari era già stato superato a giugno, ma le motivazioni che stanno portando l’oro al massimo storico del suo valore sono molte, legate principalmente alla situazione geo-politica internazionale.

Cosa sta succedendo all’oro?

Dopo l’ondata di Coronavirus che ha sconlvolto il mondo economico internazionale, l’oro ha avuto un rialzo esponenziale che lo ha portato a guadagnare il 3,6% solo nel periodo 27 giugno-26 luglio 2020, arrivando a quota 1.898,34 dollari l’oncia, toccando il suo massimo il 24 luglio al prezzo di 1.903,94 dollari.

Secondo gli esperti, la tendenza rialzista potrebbe essere sul lungo periodo e portare di conseguenza l’oro al massimo storico, superando il record di settembre 2011 quando ha raggiunto i 1.921,17 dollari l’oncia.

Difatti, mentre alcuni contratti futures vengono già scambiati sul mercato azionario con un prezzo superiore a quello ordinario, ossia fino a 1.927,10 dollari l’oncia a dicembre 2020, stando ai dati degli analisti della banca d’investimento svizzera UBS tale prezzo potrebbe superare i 2.000 dollari già a settembre.

Oro al massimo storico: cosa sta succedendo?
Il prezzo dell’oro ha superato i 50 euro al grammo a fine luglio 2020

Perchè l’oro sta raggiungendo un nuovo massimo storico?

Dietro alla crescita esponenziale del bene rifugio per antonomasia vi è una serie di criticità geo-politiche legate all’attuale periodo:

  • Calo del dollaro
  • Misure della Federal Reserve
  • Tensioni Cina-Stati Uniti
  • Incertezza economica post-CoViD-19

A portare particolare perplessità è la situazione degli Stati Uniti, che rappresentano assieme alla Cina uno dei principali motori dell’economia internazionale: gli U.S.A. vivono proprio con la Cina un clima di forte tensione dal 2017, quando il presidente Donald Trump ha dichiarato di voler applicare dazi doganali all’importazione dal sub-continente orientale.

Inoltre, il rendimento dei Titoli di Stato statunitensi TIPS (Treasury Inflation-Protected Securities), decennali e protetti dall’inflazione, nell’asta del 23 luglio 2020 ha registrato il suo minimo storico a -0,93%, mentre la Federal Reserve applica misure per risollevare l’economia americana portando l’inflazione dallo 0,1% di maggio allo 0,6% di giugno.

In tale scenario anche il dollaro perde valore, scendendo a luglio a 0,86 euro, con un -3,4% da giugno. Infine, da ricordare anche l’importante posizione dell’Unione Europea, che per scongiurare un’ulteriore recessione degli stati membri ha approvato una manovra dal valore di 750 miliardi di euro.

Come si comporteranno gli investitori con il prezzo dell’oro al massimo storico?

Davanti alle varie preoccupazioni sulla crescita finanziaria internazionale, gli investitori sono già protagonisti di una vera e propria corsa all’oro, che secondo gli analisti rappresenta una garanzia contro:

  • Tasso d’inflazione
  • Debolezza delle valute

Quando i tassi d’interesse sono pari a zero o quasi zero, l’oro diventa un mezzo interessante perché non devi preoccuparti di non realizzare un profitto, e penso che il suo prezzo aumenterà con l’incertezza nei mercati.

Queste le parole di Mark Mobius, co-fondatore della società d’investimenti innovativi e sostenibili Mobius Capital Partners, che intervistato da Bloomberg Tv parla dell’affidabilità dell’oro ipotizzando il suo aumento di prezzo a pari passo con la crescente incertezza dei mercati internazionali.

Secondo invece un sondaggio della società statunitense Invesco su 83 fondi sovrani (appartenenti a governi nazionali), il 23% di essi dichiara l’intenzione di incrementare l’esposizione all’oro, mentre circa il 30% ridurrà la componente azionaria almeno del 5%.

Dopo aver ripreso terreno dall’emergenza CoViD, infatti, i listini azionari mondiali sono tornati a scendere, in particolare FTSE MIB, S&P500 e Nasdaq, che il 24 luglio 2020 segnano rispettivamente -1,85%, -1% e -2,25%.

Sul lungo periodo, ciò condizionerà inevitabilmente anche il comportamento del 25% di piccoli investitori internazionali, che secondo il medesimo sondaggio Invesco favorirà l’oro al massimo storico abbandonando l’asset azionario, aggirando i conseguenti rischi.

A confermare il trend positivo vi sono anche gli esperti di Bank of America, secondo i quali al 22 luglio sono stati acquistati 3,8 milioni di dollari in oro dai fondi d’investimento su metalli preziosi. Il medesimo giorno anche le esposizioni dei fondi SPDR Gold Trust si sono attestate a 1.159,31 tonnellate, registrando un aumento del 2%.

Infine, a trarre vantaggio dell’oro al massimo storico vi sono anche le società minerarie più influenti al mondo, con l’indice Nyse Arca Gold Miners che nel 2020 ha avuto un rialzo del 42,9%.

Cosa succederà davanti al nuovo aumento di contagi?

L’avversione al rischio generale sta aiutando il mercato, stiamo assistendo a pressioni sulle valute dei Paesi in via di sviluppo e sui mercati azionari. Nel complesso ci sono preoccupazioni per l’aumento dei tassi di infezione.

Questo ha affermato Michael McCarthy, capo stratega della società di trading britannica CMC Markets, esprimendo seria preoccupazione per il nuovo picco di contagi di Coronavirus tra giugno e luglio 2020.

A spingere gli investitori internazionali verso un oro al massimo storico è stato infatti il nuovo aumento di contagi, che solo il 21 giugno ha visto il numero di infetti crescere di 183.020 unità in tutto il mondo. Proprio questo il principale motivo di una ripresa economica globale più lenta di quanto previsto dagli analisti.

Come si comportano gli altri metalli nobili?

L’oro non è l’unico metallo nobile a essere protagonista di un trend positivo che lo porterà al suo massimo storico entro fine 2020: ad avere eccellenti performance vi è anche l’argento, che solo tra 20 e 24 luglio segna la sua miglior settimana dal 1980, registrando un +18% e raggiungendo i 22,79 dollari l’oncia troy.

Altre materie prime ad avere risultati positivi nell’ultima settimana sono il palladio, che guadagnando lo 0,2% si attesta a 2,230.86 dollari l’oncia, e il platino, che con un +1,6% arriva a 927,31 dollari l’oncia.

Conclusioni

Con un prezzo di 1.898,34 dollari l’oncia, l’oro è prossimo a superare il record di settembre 2011, ma dietro alla sua corsa le motivazioni sono molteplici, tutte però legate all’attuale quanto turbolenta situazione geo-politica internazionale, su cui grava il rischio di una nuova ondata di Coronavirus ipotizzato dall’aumento dei contagi tra giugno e luglio.

A conti fatti, l’oro è il principale dei beni rifugio, che anche davanti a criticità come quelle attuali non perde il proprio valore: è proprio questa la principale ragione per cui sempre più investitori e fondi d’investimento abbandonano il mercato azionario per cimentarsi in quello dell’oro, al fine di ridurre rischi e instabilità e massimizzare i propri guadagni.

Che l’oro fosse il più importante bene rifugio è noto a tutti ormai da secoli, ma negli ultimi anni anche molti esperti di finanza e banchieri lo ritenevano un investimento superato.

In molti dicevano che ormai investire in oro era anacronistico e che il futuro erano gli strumenti finanziari più recenti, ad iniziare dai bitcoin.

Tutte queste previsioni sono state smentite dai fatti: alla prima grande crisi a livello globale il prezzo dell’oro ha raggiunto i suoi massimi storici.

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