Buoni Postali 2020: Conviene Investire?

I buoni postali di Poste Italiane spa sono apparsi quasi un secolo fa, e rappresentano un prodotto finanziario molto apprezzato dagli italiani che vi hanno riposto fiducia e aspettative (parliamo di centinaia di miliardi di Euro affidati a Poste Italiane).

Prima di poter valutare se gli stessi possano essere convenienti anche per il nuovo anno, spendiamo qualche parola sui buoni fruttiferi ricordando cosa sono, come funzionano, ed al termine un “campanello d’ allarme” da considerare.

Buoni fruttiferi postali

I buoni fruttiferi postali sono emessi da Cassa depositi e prestiti. Parliamo di una società controllata dal Ministero delle Finanze, ed ovviamente collocati da Poste Italiane spa.

Come sopra accennato la fiducia degli italiani è elevata, tanto che Poste Italiane gestiscono una cifra come Eur 150 miliardi di Eur, ed ulteriori Eur 70 miliardi detenuti dal Ministero delle Finanze (la cifra è riferita all’ anno 2018 e si stima, ad oggi, una ulteriore crescita).

Ma nel concreto cosa rappresenta un buono fruttifero postale?

Come noto, Poste Italiane spa offre anche la classica forma del risparmio postale con i libretti postali. Libretti e buoni fruttiferi sono tra i prodotti finanziari più graditi dagli italiani.

I buoni fruttiferi sono prodotti finanziari che godono di alcuni punti di forza. In primis, parliamo di emissione a cura di Cassa depositi e prestiti (Ministero dell’ Economia). Inoltre gli stessi godono della garanzia dello Stato italiano, e la distribuzione è curata da Poste Italiane, sia presso gli sportelli tradizionali, sia online.

Ci troviamo di fronte a prodotti finanziari che hanno un rischio di mercato praticamente pari a zero. I buoni fruttiferi postali non soffrono di oscillazioni di valore, come di norma avviene nei mercati finanziari. Il valore che essi acquisteranno, nel tempo, è in costante crescita progressiva negli anni.

La garanzia statale rendono i buoni fruttiferi esenti dalla normativa sul bail – in bancario.

Buoni Postali 2020: Conviene Investire?
FAC SIMILE di Buoni Postali

Le tipologie di buoni fruttiferi sottoscrivibili sono molteplici.

Vi sono tipologie differenti per data di scadenza, rendimenti, e bonus ottenibili col decorrere del tempo (Buoni a 18 mesi, e Buoni Europa).

Consideriamo alcune tipologie di buoni fruttiferi collocati al momento.

I buoni fruttiferi ordinari sono la forma più tradizionali di buoni sottoscrivibili. I rendimenti al momento sono molto bassi: a cinque anni lo 0,05%, a dieci anni lo 0,32%, e a quindici anni lo 0,53%. La capitalizzazione è su base bimestrale con ritenuta fiscale pari al 12,50%.

I buoni fruttiferi postali 3×4 hanno rendimenti più interessanti. Riscontriamo lo 0,35% su base triennale, fino all’ 1,75% sui 12 anni. Sono buoni fruttiferi con tasso fisso e possibilità di uscita (rimborso) ogni tre anni. Ritenuta fiscale sempre pari al 12,50%.

Molto simili sono i buoni fruttiferi 3×2 con rendimenti triennali pari allo 0,35% e dello 0,90% sui sei anni. È ammesso il rimborso decorsi tre anni. Ritenuta fiscale sempre pari al 12,50%.

Consideriamo altre due tipologie.

I buoni fruttiferi risparmio semplice hanno un rendimento a scadenza dello 0,60% o dell’ 1% (formula premio di rimborso).

Parliamo sempre di buoni fruttiferi a tasso fisso acquistabili solo se si sottoscrive un Piano di risparmio semplice postale. Sottoscrivendo la rata numero 24, i buoni fruttiferi sottoscritti col Piano di risparmio godranno di un rendimento maggiore (premiale). La durata massima è pari a 4 anni, con ritenuta fiscale sempre pari al 12,50%.

Troviamo poi la formula Supersmart a 360 giorni, con taglio minimo di Eur 1000,00 rendimento pari allo 0,40%. Il prodotto è sottoscrivile solo a fronte di somme depositate sul Libretto Smart di risparmio. Ritenuta fiscale pari al 26%.

Ricordiamo che su tutte le tipologie di buoni fruttiferi vige l’ imposta di bollo a fronte di prodotti detenuti pari, o superiori, ad Eur 5000,00 (imposta del 2 per mille sul valore nominale detenuto).

Inoltre, i buoni fruttiferi possono essere sottoscritti sia in forma cartacea classica agli uffici postali, sia in forma dematerializzata (sia presso gli sportelli, sia online) con collocamento in un deposito titoli.

Ma ricordati i punti di forza, ed alcune tipologie, conviene ancora investire su tali prodotti finanziari anche per il 2020?

Buoni : Tutto Quello che Devi Sapere 

Lo Stato può cambiare gli interessi retroattivamente – la sentenza choc 

BFP 3 Anni Plus rendimento 2019 

Conto Deposito o BFP, quale scegliere ?  

Ultime novità 2019 

Lo Stato ci riprova  

Trucchi per fare soldi con i Buoni  

Per Minorenni 

Cointestati 

I Buoni sono investimenti Sicuri?  

Come investire 1000 euro in Buoni  

Investimenti sicuri 

Per bambini  

3×2

3 x 4

4 x 4

Europa

Fedeltà

Ordinari

serie W04

Indicizzati all’inflazione italiana

A 18 mesi 

BFP Risparmio Semplice

Alcune note critiche

Per poter esprimere un giudizio per il 2020, consideriamo alcuni eventi verificatisi.

La Cassa depositi e prestiti, a fine Giugno 2019, ha rivisto i rendimenti dei nuovi buoni fruttiferi postali (ovviamente al ribasso). Inoltre, nel corso dello scorso anno, sono stati lanciati il Piano risparmio semplice (si veda sopra), e l’ offerta Supersmart.

Sempre ad inizio anno, sono state riaperte le emissioni dei buoni fruttiferi postali con indicizzazione all’ inflazione italiana.

Tuttavia, nonostante gli innovamenti, ed i nuovi prodotti collocabili, anche la Cassa depositi e prestiti ha ridotto i rendimenti della gamma dei buoni fruttiferi.

Inoltre, all’ inizio di Agosto, vi è stata la sospensione dall’ emissione dei buoni fruttiferi indicizzati all’ inflazione italiana.

La notizia più eclatante è dello scorso Febbraio.

La Corte di Cassazione ha legittimato, con propria sentenza, l’ abbassamento del tasso di rendimento sui buoni fruttiferi postali con valenza retroattiva.

È facile immaginare come abbiano reagito i risparmiatori alla notizia.

La vicenda si riferisce al fatto che Poste italiane ha continuato ad emettere buoni fruttiferi della serie O e P anziché quelli nuovi (con tasso ridotto della serie Q). Guarda caso i buoni fruttiferi della serie O e P recavano un’ indicazione del tasso elevata, maggiore, e non applicabile come condizioni economiche!

La vicenda ha del grottesco, in quanto una legge permetteva a Poste italiane di usare i moduli dei buoni fruttiferi della serie P fino ad esaurimento delle giacenze, con un semplice artifizio di correzione manuale della serie. Non sempre la correzione è avvenuta presso gli uffici postali, e nonostante quanto indicato sul titolo cartaceo, la Corte di Cassazione ha reso legittimo la riduzione dei tassi, rispetto a quanto i risparmiatori si attendevano, e detenevano come titolo nelle loro mani.

Come detto, la vicenda è paradossale, forse comica, e farebbe dubitare sulla bontà e serietà dell’ operato postale, ma non è questa la sede per giudizi di merito. Sta di fatto che molti risparmiatori siano stati traditi, avendo fatto affidamento su quanto detenevano materialmente e quanto vi era indicato, e sono sul piede di guerra contro Poste italiane.

Tuttavia, guardando verso il futuro, ed alle note positive che racchiudono in sé i buoni postali, a fronte di rendimenti, oggi ridotti, vale ancora la pena investire nel 2020 se si è alla ricerca di prodotti finanziari a rischio ridotto, e rendimento in linea con i bassi livelli dell’ area Euro, e comunque in crescita col decorrere del tempo.

Ci si auspica che le Poste Italiane possano porre in essere una maggiore attenzione, e cura del cliente, se vuole continuare a godere dell’ affidamento del risparmio degli italiani.

 Approfondimenti – Foglio Informativo serie TF118A190124Foglio Informativo Serie TF103A180122Foglio Informativo Serie TF120A180914Foglio Informativo Serie  IL110A190124

L'Economia e la Finanza dalla parte del consumatore

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *