Migliori obbligazioni da comprare su cui investire nel 2017 – 2018

Quali sono le obbligazioni migliori su cui investire soldi nel 2017? Conviene comprare obbligazioni bancarie?
Il mercato delle obbligazioni attraversa un un periodo di relativa calma, condizione che dovrebbe registrarsi anche nel 2017.
Investire in prestiti obbligazionari è più vantaggioso rispetto ai titoli azionari. Non dal punto di vista della remunerazione ma della “sicurezza”.
Chi compra azioni compartecipa al rischio della società emittente.
Chi, invece, sottoscrive obbligazioni sta “prestando” dei soldi che avrà indietro con degli interessi.

Attenzione. Comprare obbligazioni è rischioso se lo si fa a scatola chiusa. Bisogna conoscere attentamente la situazione dello Stato o dell’azienda per scongiurare l’eventualità che non possa onorare il debito.
Obbligazioni migliori da comprare, investire in obbligazioni
L’investimento in obbligazioni è molto gradito tra i risparmiatori in special modo le obbligazioni di Stato italiane o estere. Le Borse continuano ad essere altamente volatili per via dei segnali contrastanti. Gli effetti della Brexit si vedranno ad inizio 2017 quando ufficialmente la Gran Bretagna chiederà di uscire dall’Unione Europea. Anche se i più ottimisti ritengono che l’economia britannica è solida e matura. Non altrettanto lo è quella dell’area euro stretta tra politiche recessive e di austerità e una crescita che latita.


Migliori obbligazioni da comprare su cui investire nel 2017

Investimenti sicuri in obbligazioni

Parlare di investimenti sicuri è una contraddizione in termini. Un investimento per sua natura non è mai sicuro, a meno che non sia garantito come le obbligazioni di Stato o i Buoni Postali. C’è una probabilità di trarre profitto e una possibilità di subire delle perdite. Tuttavia seguendo una disciplina ferrea e adeguate strategie, il bilancio tra utili e perdite sarà sicuramente favorevole.
Per incorrere in rischi minori nel 2017, come in futuro, bisognerà sempre rimanere aggiornati sugli sviluppi geopolitici puntando su investimenti più sicuri. Le indicazioni da cogliere vengono dallo studio di analisi e previsioni fatte dai principali esperti del settore. Poi ogni investitore deve valutare in base alla propria condizione e convinzione.
L’affidabilità delle obbligazioni si misura attraverso il rating assegnato da apposite agenzie alla Società o agli Stati sovrani. Il rating “misura” l’affidabilità ed aiuta a valutare dove orientare gli investimenti. L’investitore deve sempre diversificare. Investire tutto su un’unica direzione può esporre a maggiori rischi.
Il settore delle obbligazioni high yield accusa qualche lieve colpo soprattutto per i titoli dei Paesi Emergenti e legati al petrolio. I bond governativi dell’area euro sono stabili e al minimo. Su questa “garanzia” incide il “bazuka” di Mario Draghi cioè il Quantitative Easing della BCE.



Obbligazioni per il 2017

Più il rischio è basso e meno i rendimenti sono profittevoli. Un mercato “vivace” comporta potenziali opportunità da cogliere dopo un’accurata valutazione selettiva. Le banche italiane, nonostante le crisi e gli scandali, sono piuttosto solide e ci possono essere obbligazioni interessanti come le obbligazioni MPS o le obbligazioni Banco Popolare . I piani di accorpamento stanno favorendo la competitività dei gruppi e al contempo la loro solidità. Obbligazioni Unicredit questa grande banca italiana, ha quotate una buona selezione di obbligazioni subordinate LT2 molto interessanti con struttura amortizing. Il capitale viene rimborsato in ragione di 1/5 ogni anno, compresi interessi e con cedole crescenti (step-up). Si ha così il giusto equilibrio tra durata, rendimento a scadenza e sottovalutazione.

Le obbligazioni Volkswagen

Nonostante la vicenda “dieselgate”, le obbligazioni Volkswagen possono rappresentare una chance di guadagno nel 2017 grazie all’ottimo standing e la solidità patrimoniale. Ipotizzare che la casa tedesca possa chiudere nel prossimo quinquennio è fantascienza. L’attuale condizione penalizza gli azionisti e rafforza invece gli obbligazionisti, che vedono ulteriormente migliorata la solidità patrimoniale dell’azienda. C’è da scommettere che l’azienda uscirà più forte di prima. Si può assumere una posizione in ottica speculativa su un’obbligazione Wolkswagen.

Obbligazioni corporate high yield italiano

Interessante è IVS Group S.p.A, primo gestore italiano, e terzo su scala europea, nel mercato dei distributori automatici di bevande e snack, che ha collocato un’obbligazione high yield. IVS Group è leader in Italia e operatore di levatura europea. IVS serve grandi e piccole imprese, enti pubblici e luoghi di transito passeggeri e di viaggio, in base a contratti pluriennali. Ha in gestione un parco di all’incirca 140 mila distributori, di cui 90 mila automatici e 50 mila semi automatici, che erogano 650 milioni di consumazioni all’anno.

Azioni di USA e Svizzera

Eurozona, Regno Unito, Paesi emergenti eGiappone. Sono i Paesi da evitare. Almeno in base ai dati attuali. USA e Svizzera rappresentano una garanzia. I Btp sono ancora una soluzione da prendere in considerazione. I titoli finanziari sono puntati dagli speculatori anti UE.

Titoli italiani

Ci sono aziende italiane in salute e con ottimi rating: Tenaris, DiaSorin, I.M.A., Recordati, Campari, Snam, Brembo, Moncler, Eni, Amplifon, Terna, Ansaldo, Italcementi, B. Cucinelli, Parmalat. Sono titoli che possono offrire ottime prospettive e garanzie agli investitori che vogliono rimanere in area euro. Chi investe in obbligazioni non deve mai dimenticare che, puntando su titoli esteri, deve anche fare i conti con il tasso di cambio che, al momento della scadenza dell’obbligazione, potrebbe essere più o meno favorevole.

Obbligazioni a lunghe scadenze

I rendimenti sono sempre più bassi. Per portare a casa un risultato interessante bisogna puntare su scadenze lunghe, pagelle basse e diversificazione valutaria extra euro dopo aver valutato attentamente i rischi.

Investire in obbligazioni: una scelta non facile

Con i tassi ai minimi e l’attuale situazione finanziaria destinata a ripetersi anche nel 2017, bisogna prestare molta attenzione prima di comprare dei bond. Chi non ha molti capitali da investire, non deve avere fretta di investire. Il consiglio è di lasciare i soldi su un contodeposito remunerato in attesa che i mercati si blocchino.

INVESTIMENTI OBBLIGAZIONARI 2018: QUALI PROSPETTIVE?

Se parliamo di investimenti obbligazionari, in un’ottica rivolta al 2018, non possiamo non considerare i molteplici fattori che influenzano i mercati finanziari internazionali, specie in questi ultimi anni di pura turbolenza politica/finanziaria.

Molti fattori internazionali influenzano il mercato domestico, e le previsioni, alla luce delle recenti crisi geo/politiche movimentano il mercato dei rendimenti e delle opportunità parlando di investimenti obbligazionari.

Alcune considerazioni per far luce sul 2018.

Politica della BCE ed impatto per il 2018

Le politiche in essere della BCE, specie in tema di quantitative easing, impattano non poco sui mercati obbligazionari. Le ripetute oscillazioni sui rendimenti, successive alle risposte fornite in più sedi da Mario Draghi, sono frutto delle risposte fornite ai mercati che cercano di comprendere se il recente aumento dell’inflazione possa influire sui rendimenti obbligazionari in area Euro. Risposte non sempre chiare, accompagnate da quanto accade oltre oceano in tema di politica monetaria, rendono il tema degli investimenti obbligazionari per il 2018 questione sempre aperta, anche sulla base del fatto che BCE e FED viaggiano su strade, ormai, divergenti.

Come noto, le risposte sovente fornite da Draghi sono rivolte alla difesa delle scelte ultra-espansive, con la semi convinzione per gli analisti che il piano di riacquisti possa continuare sino al termine del 2017 (circa 80 miliardi di Euro al mese iniziali, scesi poi a 60 miliardi), con possibile proroga (ad importi ridotti) per il 2018.

Sulla base di una proroga del quantitative easing concordano parecchi operatori (ad esempio Barclays Research), con un aumento dei tassi di interessi ben lontano, nonostante le molteplici voci in tal senso, sino alla seconda metà del 2019. Questo significa rendimenti delle obbligazioni dell’area Euro non appetibili (attualmente ai minimi), con una fase concorrenziale aperta dalle obbligazioni dell’area USA in fase di rialzo dei tassi, o dei mercati emergenti seppur a fronte di un maggior rischio (emittente/valutario).

Su tali premesse non c’è da meravigliarsi se gli investimenti obbligazionari possano subire una certa volatilità nei prezzi (in area Euro). A supporto di tale fase delicata, vi è anche il dubbio su come evolveranno i mercati valutari, EUR/USD attualmente a quota 1,17 con stima di qualche mese fa che prevedeva una possibile parità mai realizzata, sinora.

A rappresentare tale contesto di instabilità, è la frequente ondata di vendite nel comparto obbligazionario, con i tassi del Btp decennale sotto il 2%. I timori delle manovre sullo spread con in Bund alimentano poi la situazione di tassi molto bassi per gli obbligazionari, ed incertezza latente.

Scenari internazionali ed impatto sugli investimenti obbligazionari per il 2018

Il periodo antecedente le elezioni del presidente USA era dominato dall’idea che le evoluzioni economiche dei principali paesi non sarebbero variate molto, così come il Pil e l’inflazione avrebbero dovuto rispecchiare gli andamenti del 2016. Le banche centrali hanno, infatti, continuato a mantenere tassi bassi sebbene non sia chiara l’efficacia di tale politica, evoluta poi in una situazione di  forte stagnazione, crescita della produttività limitata, e ridotta crescita demografica.

Ogni previsione, poi rivelatasi falsa, in tema di aumento dei tassi di rendimento del comparto obbligazionario, ha scosso la fiducia degli investitori. Si è arrivati ad un punto in cui il rischio emittente si è contratto (area Euro), accompagnato da una fase di ricerca del rendimento più appetibile. Un investimento obbligazionario tendeva, e tende principalmente, ad essere selezionato dal comparto dei prodotti a lungo termine con la speranza di poter recuperare qualche centesimo di punto percentuale di maggior rendimento.

Comprendere gli investimenti obbligazionari migliori del 2018 vuol dire comprendere quanto accade oggi.

L’arrivo del presidente americano Trump, con le promesse in tema di imposte, incremento di spesa, politiche monetarie etc., si scontra ogni giorno, o quasi, con continui aggiustamenti in corso di opera. Nel mercato americano l’atteggiamento per gli investimenti obbligazionari, dal giorno delle elezioni di Trump, è stato quello di far salire il rendimento dei Treasury (titoli di Stato simili ai Btp) decennali, così come è salito il Treasury a 40 anni.  L’aumento dei tassi negli USA pare essere vicino come traguardo, ed il 2018 promette tassi in crescita sul comparto obbligazionario generale. Come accaduto da noi, dove molti investitori si sono dovuti accontentare di obbligazioni a basso rendimento, le cose potrebbero, anche, cambiare nel mercato americano da qui al 2018.

Come noto e ripetuto, i rendimenti obbligazionari sono stati molto bassi a causa delle scelte di politica monetaria, accompagnate da politiche controverse sulla lotta all’inflazione. A differenza degli USA, l’area Euro sta ancora soffrendo per la scelta delle politiche monetarie della BCE: rendimenti obbligazionari bassi, inflazione bassa.

Il sentiment e la volatilità dei mercati obbligazionari risentono fondamentalmente dalle decisioni delle banche centrali. C’è da chiedersi se le manovre di Draghi proseguano anche per parte del 2018, a differenza delle politiche della Fed con Janet Yellen.

Prospettive di investimenti obbligazionari per il 2018: valutazioni

Il triennio 2016-2018, alla luce dei molteplici scandali legati al default di società e banche, richiederà , come più voci stanno facendo, maggiori controlli di vigilanza da parte degli organi deputati (Banca d’Italia, Consob etc.). Mai come oggi l’informativa finanziaria degli emittenti si sta rivelando un dato cruciale sul come orientarsi per un investimento obbligazionario: si è creato un disallineamento tra andamento del mercato obbligazionario (titoli in generale) ed informativa per l’investitore. Attualmente la situazione default e crisi finanziari degli emittenti obbligazionari è in miglioramento, ma il rischio è sempre presente. Il 2018 dovrà concentrarsi sulla rilevabilità del rischio delle obbligazioni grazie ad opportuni strumenti di vigilanza (ratings, outlook, credit watch), al fine di far comprendere all’investitore in maniera tempestiva, e ponderata, il rischio potenziale.

Attenzione particolare merita ancora il comparto obbligazionario bancario, dove il rischio di informativa finanziaria non corretta è alimentato dalla situazione di incertezza dell’intero settore, dal cambio normativo, dall’applicazione della normativa  Bail-in, etc. Latente risulta, ancora, il rischio di conflitto di interessi coi clienti (collocamento obbligazioni bancarie/banche). L’area di rischio resta attuale anche per il 2018, pur in presenza di elementi evolutivi in tema di informazione e requisiti di liquidità bancaria.

Quanto vi è da temere anche per il 2018, in tema di investimenti obbligazionari, è la questione relativa alla disclosure sui documenti del soggetto emittente (bancario). Il già ripetuto scenario di bassi tassi di interesse, e crescente pressione a livello europeo, può creare disallineamento informativo sui prospetti, e mancata trasparenza. Anche a tal fine vi sono iniziative volte all’introduzione di nuovi indicatori, così come l’entrata in vigore quest’anno della nuova Mifid dovrebbe rafforzare, ancora di più, la tutela per gli investimenti in obbligazioni da qui al 2018: la normativa pare essere abbastanza stringente in merito ai concetti di adeguatezza o meno per un investimento in prodotti finanziari.

Il nuovo scenario del trading obbligazionario, o meno, via internet, deve essere supportato da idonei standard di sicurezza, in quanto i risparmiatori potrebbero essere tratti in inganno da prodotti alternativi ad alto rendimento. Il 2018 si auspica possa essere un buon anno per regolamentare tale settore, quello del trading on line, dove molti prodotti finanziari sono poco chiari e trasparenti.

Il segmento delle PMI dovrebbe essere al centro di azioni di sviluppo nel collocare obbligazioni del comparto. Già nel 2015 la Commissione Europea aveva pubblicato, a tale fine, per l’arco temporale 2016-2018, azioni di supporto alle piccole e medie imprese. Oggi in tema di investimenti obbligazionari, e su cui si punterà molto nel 2018, sono i cosiddetti PIR (piani di risparmio individuali, introdotti dall’ultima legge di bilancio, rappresentano una forma di investimento a medio termine con l’intento di veicolare il risparmio degli investitori – persone fisiche – verso le piccole e medie imprese, a fronte di maggiori rendimenti, rispetto al comparto obbligazionario puro, ed agevolazioni fiscali specifiche).

Di importanza primaria saranno le funzioni affidate alla Consob, a garanzia degli investimenti in obbligazioni, specie nei confronti di un contesto internazionale mutato, dove il disporre di informazioni sulla solidità finanziaria e gestionale degli emittenti diverrà fondamentale per la tutela del singolo, e sulla tenuta del mercato finanziario.

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