Strategie di investimento: Dual Momentum e Dual Timing

Cos’è il Dual momentum? Cos’è il Dual timing? Cerchiamo di conoscere queste due strategie di investimento.
Ogni investitore si pone sempre alcuni quesiti prima di agire: scelta corretta dell’ investimento, momento opportuno, prezzo conveniente, oltre ad altri fattori più o meno legati alla sfera personale ed alle proprie aspettative.
Cercando di individuare alcuni elementi basilari che influenzano le scelte di un investitore, possiamo considerare come vi siano fattori standard che incidono sull’operatività di un asset di nostro interesse: diversificazione quale criterio per contenere il rischio complessivo, definizione di un obbiettivo temporale specie per quanto riguarda gli assets azionari, corretta valutazione delle previsioni finanziarie sulla base di dati pregressi.

Di fronte a tali fattori da considerare, consideriamo due strategie di investimento: dual momentum e market timing, cercando di comprendere cosa siano, e potenziale utilità. 

Dual momentum

 

Il dual momentum è una strategia di investimento che si basa su due termini inglesi, di cui il primo (che analizziamo) è momentum, ossia velocità nella scelta degli assets.

Per poter procedere con tale strategia, si inizia con una valutazione comparativa degli assets su cui si vorrebbe investire. Nella fase di valutazione, si va a considerare quale asset abbia registrato il maggiore rendimento per periodo di riferimento. Si dice che se un asset, rispetto ad un altro, abbia avuto un rendimento maggiore per periodo di riferimento, possiede un momentum relativo positivo.

Primo step è quindi il considerare, tra i vari assets, quali abbiano registrato un momentum relativo positivo.

Il momentum assoluto:

Successivamente, si passa ad individuare il momentum assoluto degli assets: una valutazione individuale di ogni asset (di interesse) considerando il suo rendimento per il periodo base di riferimento. Se un asset, in sé stesso, registra un trend positivo come rendimento complessivo, è possibile individuare un momentum assoluto positivo.

Dalla fusione tra assets che hanno registrato momentum relativi positivi, e momentum assoluti positivi, si vanno ad individuare solo quelli che hanno un momentum assoluto positivo. Una volta compiuta tale operazione, il dual momentum ci permette di capire quale strategia di investimento adottare, e comprare il relativo asset.

Nell’ elaborazione della strategia sopra delineata, si possono verificare casi particolari.

Un asset può registrare un momentum relativo positivo, ed uno negativo dal punto di vista di momentum assoluto. Un caso del genere si potrebbe verificare quando i mercati finanziari sono fase di declino: asset con momentum relativo positivo, ma assoluto di segno opposto.

La strategia dual momentum “impone” di investire solo su assets che abbiano un doppio (dual) momentum positivo: sia relativo, sia assoluto.

 

Strategia Dual momentum e fattore comportamentale individuale

 

Ogni investitore ha una reazione personale di fronte a notizie provenienti dal mondo finanziario riguardante l’asset di suo potenziale interesse. Ogni individuo adotta un comportamento unico di fronte ad una notizia comune riguardante un asset di interesse per una vasta platea di investitori. Vi possono essere riscontri neutri, positivi (gli investitori tendono all’acquisto dell’asset), o negativi (gli investitori rinunciano all’acquisto).

Utilizzando la strategia dual momentum, ed ipotizzando che una classe di investitori sia interessata ad un indice azionario di Borsa, ad esempio il CAC40, si valuta come l’indice si sia comportato in un lasso temporale, e se esista un momentum assoluto.

Successivamente, si va a verificare che lo stesso momentum assoluto sia supportato da un momentum relativo di fronte ad assets di classe simile a quello di interesse degli investitori.

L’abbinamento di momentum assoluto e relativo permette di comprendere la migliore strategia di investimento, andando ad escludere, potenzialmente, ogni posizione personale (comportamento individuale) verso l’asset su cui investire.

Quando bisogna utilizzare questa strategia

La strategia dual momentum presenta una utilità nel caso in cui vi sia un dubbio sull’asset su cui investire: ad esempio meglio il comparto azionario o quello obbligazionario?

L’assenza di un momentum assoluto relativamente al comparto azionario, fa comprendere all’investitore come sia meglio indirizzare il proprio interesse verso il comparto obbligazionario (in prima battuta).

Qualora invece si sia in presenza di un momentum assoluto positivo per il comparto azionario, la ricerca del momentum relativo positivo serve per comprendere su quale asset azionario indirizzare l’investimento (dual momentum).

Market timing

Strategie di investimento: Dual momentum e Dual timingCon la terminologia market timing si vuole individuare una strategia di investimento idonea a comprendere quale sia il momento più idoneo (che genera guadagno) per investire su un asset, ed il meno idoneo (che genera perdite), ad esempio relativamente ad un disinvestimento, in merito ad un asset (abbandono dei mercati finanziari).

Un investimento che utilizzi tale strategia è fondato sulla convinzione che si sia in grado di comprendere le oscillazioni del prezzo di un asset, comprando (investimento) nei momenti di prezzo minimo, e vendendo (disinvestimento) nei momenti di prezzo massimo.

Linearmente tale strategia non fa una grinza, anche se individuare il timing corretto per un’operazione di investimento non è sempre facile così come si è descritto. In aggiunta, un possibile investimento in una fase di timing di prezzi minimi può risultare dannosa in caso di crollo ulteriore del prezzo di un asset.

Che fare?

La comprensione dei movimento di mercato, e del tempo idoneo (market timing) è operazione complessa. Si utilizzano stime pregresse per stimare i movimenti futuri di un asset.

Chris Menon (analista finanziario di Morningstar) ha espresso un suo parere personale relativamente alla strategia di market timing. Tale parere afferma che ogni tentativo di anticipare il movimento di un asset  è molto difficile, ed inoltre ogni tentativo di evitare il peggiore (timing) può comportare la perdita di eventuali timing positivi.

Sostanzialmente, il parere di questo analista vuole mettere in guardia dalle eccessive semplificazioni, in quanto le fasi migliori di un asset si possono verificare in momenti imprevisti.

Impatto psicologico individuale del market timing

Parimenti alla strategia dual momentum, anche quella del market timing risente di alcune valutazioni individuali, o meglio reazioni psicologiche singole.

Ogni comportamento di un investitore può essere minato dal timore provocato dai movimenti dei mercati finanziari geneali, o dai movimenti che la “massa” imprime ad un certo asset (acquisto o vendita). Rilevanti possono essere poi i pareri provenienti da fonti non attendibili, e che si rivelano sbagliati.

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Una strategia di investimento basata unicamente sulle reazioni personali, di fronte a notizie riguardanti l’asset di nostro interesse, può generare perdite e mancate occasioni di guadagno.

Vi sono stati studi di società specializzate nel valutare i comportamenti degli investitori, come quello della società DALBAR che si occupa di analisi quantitativa del comportamento degli investitori. I risultati mostrano chiaramente che l’impatto psicologico può generare perdite rilevanti (disinvestimenti o investimenti nei timing scorretti).

 

La strategia del market timing può essere d’aiuto?

Il tentativo di individuare i movimenti futuri riguardanti l’asset di interesse, sulla sola base di indicatori economici e/o finanziari, può essere utile ma pericoloso.

Se dovessimo esprimere un giudizio di fronte alla strategia di market timing, ed i pericoli legati alla sfera psicologica dell’investitore, possiamo dire che la strategia è utile, ma senz’altro va calibrata utilizzando  operazioni in tranches riguardanti l’asset di nostro interesse.

Operazioni in tranches, market timing, e adeguata valutazione personale possono rappresentare una strategia vincente.

Approfondimenti:

Collaboratore di Economia Italia dal 2012, scrive di economia, finanza e politica dal 2007. Diplomato in ragioneria, è pubblicista e operatore turistico, ha frequentato la Facoltà di Economia e Commercio e il Dipartimento di Lettere, lingue, letterature , civiltà antiche e moderne, presso l'Università degli Studi di Perugia.

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