Quando Finirà la Crisi del Coronavirus a livello Economico e Finanziario ?

Questa risposta vale centinaia di miliardi di dollari,  forse migliaia potrebbe valere anche l’intero sistema economico globale capitalista come lo conosciamo oggi: quando finirà l’impatto finanziario ed economico del COVI-19 più comunemente conosciuto come coronavirus e il mercato ribassista? Nessuno può predire il futuro, ma possiamo fare dei ragionamenti in base a quello che ci dice la scienza e la logica in base ai dati in Nostro possesso in questo momento.
Di certo non durerà solo 2 o 3 settimane come tanti politici o giornalisti politici vogliono farci credere, ora che la diffusione della polmonite da coronavirus è diventata una pandemia globale, si aspetta solo che infetterà tutti gli stati , che questi la combatteranno e che alcuni di loro troveranno un modo per minimizzare i danni, perchè comunque vada, di una cosa siamo certi al 100%, questa pandemia porterà dei danni enormi all’economia mondiale di tutti i paesi, proprio perchè siamo un’economia globalizzata.

Quando i mercati finanziari possono tornare a crescere?

Lunedì 6 Aprile sono arrivate le prime notizie positive da Italia, Francia, Spagna e New York. La cura della crescita dei casi di coronavirus in questi posti è rallentata, in Italia sta addirittura scendendo. E’ il segnale che molti operatori aspettavano. Con il prezzo delle azioni che in qualche caso hanno avuto una flessione del 50% è un periodo molto ovalatile ma molto euforico per le borse, sempre che le notizie continuino ad essere positive.

I primi paesi occidentali stanno seguendo quella che è stata la curva dei contagi in Cina e ora il valore delle azioni è in aumento, anche se comunque resterà ancora volatile per molto tempo.

Di seguito una serie di articoli con spunti di trading che secondo Noi potrebbero aiutare l’utente.

4 titoli Nasdaq in crescita 

Migliori azioni italiane da comprare durante questa crisi

Quanto può durare una pandemia globale a livello medico?

Tanto, per lo meno finché non si troverà un vaccino efficace. Come avevamo detto su Proteggere i risparmi ai tempi di Covid, tutti gli scienziati sono concordi con questo.

Per trovare un vaccino efficace, serve MINIMO un anno. Anche se alcuni politici – come il segretario di Stato americano – hanno dichiarato che sarà disponibile a settembre , la cosa potrebbe protrarsi anche fino all’estate prossima per problemi sia scientifici e di ricerca su questo virus che tecnici e legislativi. Un vaccino infatti deve seguire rigorose disposizioni di legge e rigorosi protocolli scientifici perché sia efficace, non faccia male e lunghe sperimentazioni su migliaia di individui.

Nel frattempo si possono trovare dei rimedi medici più o meno efficaci, ma per sconfiggere veramente un coronavirus su tutti gli organismi, serve un vaccino, solo quello da una sicurezza intorno al 100% che un soggetto vaccinato, non prenderà questa forma di coronavirus.

Quindi per almeno un anno – o forse due – bisognerà utilizzare la seconda opzione possibile: isolare il virus attraverso i comportamenti umani.

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Quando Finirà la Crisi del Coronavirus a livello Economico e Finanziario ?
Vò Euganeo è un paesino di circa mille anime dove una quarantena stringente ha funzionato in appena 3 settimane. Ovviamente Tutta Italia o tutta Europa e tutto il resto del mondo è molto più grande, complesso e richiederà molto più tempo

Senza vaccino, per fermare il virus si possono seguire due strade:

  1. farlo fare allo Stato con un sostanziale coprifuoco, cioè chiudere tutto ( meno le attività essenziali per l’andamento di un paese )  come è avvenuto in Cina e sta avvenendo in Italia,
  2. oppure facendo una martellante campagna di salute pubblica basata sui 2 comportamenti fondamentali, cioè tenere una distanza di sicurezza tra le altre persone , lavarsi spesso le mani e sterilizzare tutto sempre gli oggetti che si toccano.
  3.  affidarsi a scienza e tecnologie di nuova concezione come fatto a Taiwan e Corea del Sud, cioè facendo migliaia di tamponi a tappeto, tracciare tutti i contagiati e possibili contatti e mettere in quarantena, creare app apposite dove si segnalano positivi, possibili contagiati, loro spostamenti, ecc.

 

In ultima sostanza, una pandemia di questo genere è difficile da fermare ed è difficile anche prevedere quanto possa durare, visto che ha sintomi simil a quelli di un’influenza, una tosse ed una polmonite e solo facendo il test si può sapere con certezza. Paesi come la Corea del Sud fanno quasi 70.000 test in una settimana, ma ci sono paesi del 3° mondo che i test non li fanno per niente.

Ad esempio la MERSscoperta nel 2012 è ancora senza un vaccino – è stata contenuta, ma a volte riesplode in piccoli focolai che vengono contenuti a loro volta, anche perchè molto meno contagiosa, anche se ha una mortalità molto più alta.

Il falso mito dell’immunità di gregge

Come dice Burioni, l’immunità di gregge si ha quando si ha un vaccino.  Senza vaccino, niente immunità di gregge. Questo perchè non si sa ancora se questo tipo di coronavirus, il Covid-19 riesce a far sviluppare una immunità a chi lo ha contratto e ne è guarito. Di certo ci sono casi di persone che una volta guarite lo hanno ricontratto – seppure in forma minore – ma sono comunque infette e possono ri infettarne altre.

Quindi – almeno per il momento – non possiamo nemmeno fare affidamento su una immunità di gregge naturale , come ad esempio per una semplice influenza.

Testare tutta la popolazione in modo costante, il metodo vincente che arriva da Taiwan.

Sicuramente uno dei metodi più interessanti per circoscrivere e spegnere i focolai di coronavirus è quello di testare tutta la popolazione in modo costante, cioè testare e poi ri testare a distanza di qualche tempo ed isolare le persone infette, tracciarle tramite App da dove prendono anche istruzioni su cosa fare in quarantena e possono tenere sotto costante controllo medico il loro stato di salute . Bisognerebbe avere test ad un basso costo e che in pochi minuti diano la risposta, la medicina sta lavorando anche verso questa strada, che ci sembra proprio la più applicabile – vedi Taiwan e Corea del Sud, dove addirittura non hanno dovuto fare serrate come da Noi.

coronavirus quando si torna alla normalità?
Fine Giugno, è la previsione – allo stato attuale dei numeri a disposizione – degli ultimi decessi

Quanto può durare il fermo delle attività commerciali e produttive?

Qui veniamo alla parte economica del problema.

Con il decreto “Io resto a casa” il Governo italiano ha in pratica bloccato l’Italia.

Diverse nazioni, hanno scelto diversi approcci e nel corso della crisi stanno cercando di migliorare il loro approccio per farlo diventare il più efficace possibile, ma c’è una cosa che accomuna tutti, finora. Dalla Cina, all’Italia, a tutti i paesi europei e agli Stati Uniti.

  1. Il rifiuto: si tende a sottostimare, anche se non proprio a nascondere il problema, lo fanno un po’ tutti. D’altronde i sintomi sono solo quelli di un’influenza.
  2. L’allarmismo generale. A quel punto l’opinione pubblica e i giornali inizieranno a pubblicare foto, testimonianza, numeri di contagiati e morti e non si potrà più negare la gravità ed arrivano i primi allarmismi con tante fake news
  3. La negazione : A quel punto i governi capiscono, però puntano tutto sulla comunicazione, i preparativi che fanno sono spesso insufficienti, ma in compenso ce li ritroviamo in TV a dire che “Va tutto bene, è tutto sotto controllo, non facciamo allarmismi“, come il Nostro Premier Conte il 23 Febbraio, cioè 1 mese dopo che Wuhan aveva dichiarato la quarantena.
  4. Con la  paura arrivano gli interventi straordinari: i morti iniziano a contarsi a centinaia, i governi iniziano a chiudere tutto, prima le scuole, poi gli esercizi commerciali non indispensabili, poi vietano di uscire di casa se non per estrema necessità. Rimangono aperte solo fabbriche che producono beni di prima necessità e alimentari.
  5. L’economia si ferma e si entra in una crisi finanziaria.

Le PMI – piccole e piccolissime aziende – che non hanno liquidità sono le prime che potrebbero fallire. Non ci sono ammortizzatori che tengano, se si devono pagare le fatture a 30, 60 e 90 giorni, se non si hanno soldi, si fallisce.

Si possono avere dei prestiti, ma la banca li concede se ci sono delle garanzie e se tutto è fermo e non si sa quando riaprirà, i prestiti non possono essere erogati.

Ci saranno le tasse che saranno dilazionate, ci saranno degli aiuti come la cassa integrazione, ma per quanto tempo uno Stato può dare lo stipendio a 60 milioni di persone che non lavorano? 1 mese? 2 mesi? 6 mesi?

L’esempio della Cina, Taiwan della Corea del Sud

Guardiamo l’esempio di chi ha avuto il Covid-19 prima di Noi nelle strade e cerchiamo da lì di fare un discorso di logica.

Il modello di guerra al coronavirus si avvicina molto al modello Cinese, però in Italia c’è una cultura completamente diversa da quella cinese.

Il governo ha deciso di chiudere tutto. A quel punto i risultati si vedono dopo circa 15-20 giorni, cioè il numero di persone infettate ogni giorno dovrebbe stabilizzarsi.

Da quel giorno in poi, il numero di infettati ( e di morti ) dovrebbe iniziare a diminuire.

In Cina è successo questo. Wuhan ha “chiuso” il 23 Gennaio. Più tardi anche molte altre province in Cina hanno chiuso in modo parziale o totale la propria vita sociale e produttiva.

E’ però notizia del 12 Marzo che i 48 negozi fisici Apple saranno riaperti. In pratica sono passate 6 settimane.

La Cina è enorme, talmente grande che più che all’Italia, la possiamo paragonare all’Unione Europea per grandezza geografica, di popolazione e di economia.

la Cina ha avuto “provvedimenti a zona”. Wuhan è stata praticamente messa in quarantena il 23 Gennaio 2020 e ancora non ne è uscita, ma non tutto il territorio cinese ha avuto la stessa sorte. Ci sono aree in Cina dove il Coronavirus è molto meno presente che nella provincia di Hubei e tutto fa pensare che anche in occidente accadrà la stessa cosa.

Quindi dipenderà molto dagli stati come reagiranno.

Se è vero che la paura diffusa può far chiudere tutto, è anche vero che sarebbe deleterio per l’intera economia e che si potrebbe fare una “chiusura a zone”, come si era iniziato a fare da Noi con la zona rossa, la zona arancione, ecc. Anche questo è un buon approccio.

Diverso l’approccio di Taiwan e Corea del Sud, le quali stanno diventando un esempio da seguire, e stanno vincendo questa guerra contro il coronavirus con:

  • blocco di passeggeri provenienti da zone a rischio
  • massicce campagne informative
  • massicce campagne di test ( fino a 70.000 in una settimana)
  • i positivi devono scaricare una App dalle quali ricevo istruzioni per la loro quarantena, monitorano le loro funzioni vitali condividendole con il medico, come la loro temperatura, sono in costante contatto con i medici che così non si espongono, non devono andare all’ospedale se non nei casi più gravi in modo da non infettare nessuno.
  • un sistema che gli ha permesso di tenere gran parte degli esercizi commerciali e scuole aperte con evidenti benefici per l’economia.

Quello che conta è il comportamento igienico dei cittadini.

I cittadini italiani stanno rispondendo in modo esemplare. 

Tramite una massiccia campagna mediatica come sta avvenendo ora in Italia, il comportamento può essere veramente modificato, lo stiamo vedendo in questi giorni. Dalle Alpi alla Sicilia le strade nelle città sono vuote. Al supermercato le persone vanno con la mascherina, mantengono le distanze di sicurezza. Questo in appena 15 giorni. Certo, ci sono persone, specialmente più giovani che magari tendono ad essere più superficiali, è anche normale vista l’età, però la stragrande maggioranza , anche dei giovani,  si sta comportando veramente bene.

Questo permette la minore diffusione del virus che viaggi all’interno del corpo umano e non gli si da più la possibilità di passare da soggetto a soggetto.

La Cina, nonostante continuino ad esserci dei nuovi casi ed alcuni morti ( si parla di unità e non più di centinaia o migliaia ) , ha capito che comunque deve riprendere ad aprire alla vita normale, far ripartire uffici, centri commerciali e fabbriche, perchè altrimenti torno indietro di 50 anni a livello economico.

La differenza rispetto a prima, è che ora si rispettano norme igieniche che prima venivano del tutto disattese come al mercato degli animali di Wuhan

Quando potrebbe finire in Italia

A livello di medico, secondo alcuni esperti non si dovrebbero più registrare nuovi casi da 2 o 3 settimane a Ferragosto, se tutto va bene, ma questa è una previsione ottimistica. 

L’economia italiana però non può aspettare Ferragosto, cioè si potrebbe anche aspettare, ma sarebbe un disastro; una prima risposta ce l’avremo al 25 marzo, giorno in cui scade il decreto ‘Io resto a casa‘, che dovrà per forza di cose essere allungato di almeno 1 o 2 settimane, per arrivare ben oltre le vacanze di Pasqua.

L’anno scolastico sarà molto probabilmente perso, così come tutta la stagione turistica primaverile ed estiva.

A quel punto si avrà un quadro più completo della situazione e si potrà vedere se il coronavirus avrà infettato tutte le città italiane o sarà comunque arginato al Nord.

Sicuramente per il 2020 la stagione turistica è quasi del tutto andata, sia la primavera che l’estate. Andare in vacanza significa fare assembramenti in spiaggia, bar, ristoranti, discoteche, tutti posti dove il virus troverebbe una prateria di esseri umani da infettare.

Discorso diverso per altri tipi di commercio. Per esempio si potrebbero trovare soluzioni come per gli alimentari, contingentare le entrate anche dai commercianti, cioè  anche da rivenditori di vestiti, scarpe, ecc.

Sicuramente bisognerà tornare a dividere l’Italia in zone. Le regioni più colpite ci metteranno di più a ripartire, quelle meno colpite potrebbero ripartire prima, ma sarebbero comunque molto influenzate da quello che sta accadendo al nord.

Esempio della ripartenza economica della Sicilia, la regione italiana più lontana dal primo focolaio in Nord Italia

Per esempio. Prendiamo il caso della Sicilia: se in Sicilia tutto si risolvesse a Giugno, CHI ci andrebbe in vacanza?  Il Nord Italia è blindato, l’Europa è blindata, far arrivare turisti da regioni a rischio, sarebbe un errore fatale perchè potrebbe far scoppiare nuovi focolai di coronavirus anche in Sicilia.

Quindi l’economia potrebbe anche riprendere, ma sarebbe un”economia con turisti del posto, niente di più

pandemie nella storia
Pandemie nella Storia: la peste del 1400

 

In Italia la crisi coronavirus potrebbe essere finita, mentre in altri paesi europei potrebbe ancora continuare.

Guardando alla diffusione di importanti pandemie del passato, si vede che l’Italia durante la peste del 1400 , arrivata anche questa dalle pianure della Cina del Nord, arrivo dapprima in Italia tramite i mercanti di Venezia e si espanse in tutta Europa. Il Nord Italia fu il primo posto colpito e quello che fu colpito piùà duramente, con circa il 50% di morti nella popolazione. Sebbene questa pandemia sembra essere diversa per tante ragioni, quello che bisogna tenere a mente è che se non ci si sta attenti come non ci si stava all’epoca, una volta debellata potrebbero esserci focolai di coronavirus di ritorno da altri paesi.

Questa sembra essere il più grave impedimento ad un normale ritorno alla circolazione normale delle persone, mentre per le merci è più facile: basta sterilizzarle.

La crisi del coronavirus finirà a Settembre 2020 – nel migliore dei casi – o addirittura nel 2021

Diciamo che possono esserci vari scenari nel futuro, diciamo che settembre per l’Italia potrebbe essere il mese della rinascita.

Se si trova un vaccino, tutto sarà più facile, ma non bisogna contarci troppo, bisogna essere previdenti e pensare anche che un vaccino non si potrebbe mai trovare.

Detto questo, tutti Noi speriamo che si fermi prima, ma anche se prima cessano i casi, c’è sempre il problema del coronavirus di ritorno da altri paesi contagiati più tardi, esattamente quello che sta accadendo in Cina. Quindi il problema a questo punto diventa economico.

In una economia globale, quello che accade nei Nostri principali partner commerciali, influisce pesantemente su quello che accade in Italia. Fincheè Cina, Europa e America non risolveranno questa crisi del coronavirus, la crisi del coronavirus non sarà risolta nemmeno qui da Noi.

Per non parlare degli Stati africani più vicini a Noi, o mediorientali. Da dove – da sempre – esistono scambi commerciali ed umani.

Quindi non bisogna pensare che tutto tornerà come prima in poco tempo, ci vorrà molto tempo, a meno che non si scopra un vaccino.

Senza un vaccino ci saranno settori economici che verranno completamente stravolti 

E’ il turismo che avrà maggiori conseguenze, a meno che non si attuino protocolli e test per turisti che in pochi minuti dicano se si è positivi o No al coronavirus.

I Nostri comportamenti sociali saranno stravolti per anni: tenere la distanza e lavarsi le mani frequentemente saranno due atteggiamenti personali che probabilmente diventeranno innati. Questo lo sottolineiamo perchè saranno atteggiamenti che cambieranno anche l’economia, specialmente il commercio, oltre che il turismo.

Se piccoli focolai di coronavirus continueranno ad esserci per molto tempo, diciamo per anni, si starà più tempo a casa, più tempo su internet, il commercio online ne gioverà e il commercio reale andrà nella definitiva crisi o potrebbe diventare un ricordo, quando non tratta generi alimentari o generi di prima necessita.

La finanza sarà la prima a reagire e a dirci quando finirà la crisi del coronavirus

La finanza, come al solito, è la prima a reagire alle notizie sia positive che negative.

Così come i mercati finanziari hanno perso tanto valore in appena un mese – e continueranno a perderlo finchè non si troverà una soluzione, cioè un vaccino efficace, o una cura efficace, o comunque si riuscirà a contenere la pandemia – riusciranno a riprendersi in poco tempo e a quel punto si potranno fare degli ottimi guadagni investendo, ma per il momento è bene rimanere liquidi, oppure leggere uno dei Nostri articoli di approfondimento

Questo articolo su quando finirà la crisi economica e finanziaria da coronavirus verrà aggiornato, con eventuali nuove notizie

Purtroppo bisogna fermarsi qui, con i pochi dati che abbiamo non possiamo trarre altri tipi di conclusioni, sarebbero troppo fantasiose.

Di certo si tratta di un evento storico di cui si parlerà molto nei libri di economia e finanza, non solo su quelli di medicina.

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